La Preghiera del Padre Nostro: Volontà Divina e Grazia Incondizionata

Gesù ha detto: «Venite a me, voi tutti che siete travagliati e aggravati, ed io vi darò riposo» (Matteo 11:28). Se Gesù rivolge ai suoi figli questo invito, vuol dire che Egli è disposto ad ascoltarci e che non c’è aspetto della nostra vita di cui Dio non voglia interessarsi, bello o brutto che sia. Dobbiamo, veramente, dirgli tutto e con tutto il cuore. E non dobbiamo avere vergogna di noi stessi, delle nostre meschinità, dei nostri peccati e dei nostri pensieri impuri. Per quanto triste sia stato il nostro passato, per quanto doloroso sia il presente, se ci avviciniamo a Gesù così come siamo - deboli, avviliti, disperati - il nostro Salvatore ci accoglierà.

L'Appello alla Misericordia: La Preghiera di Daniele

Francesco Zenzale, riflettendo sulla preghiera di Daniele, sottolinea una percezione comune ma errata: "Signore, ascolta! Signore, perdona! Rileggendo la preghiera di Daniele rivolta al Signore, si può avere l’idea che le richieste in essa contenute dovrebbero essere esaudite, perché formulate da un uomo irreprensibile e responsabile a tal punto da assumersi colpe non sue, accettandone anche le conseguenze. Oppure perché la preghiera-confessione in sé è portatrice di esaudimento." Questa interpretazione suggerisce che il Signore perdona e agisce perché il credente prega, riconosce e confessa i suoi peccati ed esprime desideri che ritiene siano uniformi alla volontà di Dio. Tuttavia, "non credo che Dio si lasci intrappolare o determinare da un tale atteggiamento."

Un primo importante insegnamento che fluisce dalla preghiera-confessione di Daniele riguarda l’entrare in contatto con la realtà storica del suo popolo e personale, dal quale scaturisce l’appello alla misericordia di Dio. In altre parole, l’invito a pregare presuppone come prima istanza la consapevolezza, che si espleta nel prendere contatto con le nostre ombre, i nostri veri bisogni e con il contesto in cui viviamo.

La seconda lezione riguarda la risposta di Dio. Il Signore non risponde a Daniele in virtù della tragica condizione del popolo e del santuario, per quanto sia dolorosa, riconosciuta ed espressa, ma in virtù della sua compassione e della sua determinazione.

Rappresentazione di Daniele in preghiera, inginocchiato, con uno sfondo che suggerisce difficoltà e bisogno.

"Sia Fatta la Tua Volontà": Il Cuore del Padre Nostro

Nel Padre nostro, l’imperativo che predispone il credente all’agire di Dio è: “sia fatta la tua volontà”. Questo concetto è fondamentale e lo è stato anche per Gesù nel Getsemani, quando pregò: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta” (Lc 22:42).

La Grazia di Dio: Fondamento di Ogni Risposta

Dio salva, perdona, agisce e riforma la nostra vita solo in virtù del suo amore. Non basta dire: “Signore, Signore!” per essere accolti. Come si legge in Daniele: «Signore, ascolta! Signore, perdona! Signore, guarda e agisci senza indugio per amore di te stesso» (Dn 9:19).

Dio non deve nulla a nessuno, tanto meno a noi che siamo come “un vapore che appare per un istante e poi svanisce” (Gm 4:14). Solo la bontà del Signore è senza fine! (Sl 103:17). Egli riversa la sua misericordia sui suoi figli in virtù del suo amore. Non dobbiamo mai dimenticare che “è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio”.

Tutto ciò che facciamo e siamo, come figli di Dio, fluisce dall’amore di Dio che irrompe nei nostri cuori, nella potenza dello Spirito Santo. Infatti, "non sappiamo neanche “pregare come si conviene” senza la Sua guida.

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