A Carini, nelle vicinanze di Palermo, è sorta una realtà nota come Piccola Nazareth, una struttura al centro di numerose controversie legali e amministrative. La struttura è stata creata da Alessandro Minutella, un ex sacerdote che, nonostante i provvedimenti ecclesiastici, continua a esercitare attività religiose e a gestire una comunità di fedeli.

Il percorso di Alessandro Minutella: dallo status di sacerdote all'allontanamento
La figura di Alessandro Minutella è nota per il suo passato nella comunità di San Giovanni Bosco a Romagnolo. A partire dal 2015, una serie di lunghe dirette social, caratterizzate da posizioni critiche verso la Chiesa e papa Francesco, hanno portato l'arcivescovo di Palermo a vietargli di celebrare messa e ad allontanarlo dalla sua comunità. Il documento ufficiale in possesso de ilGiornale.it definisce chiaramente le attività di Minutella come "illecite".
Nel 2018 è giunta la scomunica, notificata formalmente all'ex parroco nel 2022, a causa dei "delitti di eresia" e "scisma" sanciti nel decreto firmato dall'arcivescovo Corrado Lorefice. Nonostante sia stato privato dello stato clericale da quasi dieci anni, Minutella continua a indossare l'abito talare, battezzare bambini, celebrare matrimoni e consacrare figure religiose all'interno della struttura di Carini.
La realtà della Piccola Nazareth a Carini
La struttura è stata edificata grazie alle donazioni dei fedeli, raccolte dopo che Minutella ha sostenuto di aver ricevuto indicazioni dalla Madonna riguardo alla presenza di una "fonte di acqua santa" nel terreno in questione. Tuttavia, il comune di Carini ha qualificato quell'acqua come non potabile, avvertendo dei potenziali rischi per la popolazione che si reca nel sito per i pellegrinaggi.
Oltre alle questioni religiose, la struttura presenta gravi irregolarità edilizie. Esistono diversi ordini di demolizione emessi dal Comune di Carini fin dal 2016 e 2017, confermati anche da sentenze del Tar Sicilia che ne hanno sancito l'illegalità in quanto luogo adibito a culto senza le dovute autorizzazioni. Nonostante tali ingiunzioni, l'edificio rimane operativo.

Struttura giuridica e gestione economica
La Piccola Nazareth si presenta formalmente come un'associazione senza scopo di lucro, ma la gestione finanziaria appare opaca. Le indagini hanno evidenziato l'esistenza di una società denominata "Domina Nostra", i cui soci sono membri interni alla comunità. I bilanci della società mostrano una crescita vertiginosa dei ricavi: se nel 2020 la cifra era di 1.800 euro, nei 12 mesi successivi ha superato i 140.000 euro. Su tali flussi di denaro è attualmente in corso un'indagine della Procura di Padova.
Condizioni di vita dei membri della comunità
Oltre agli aspetti amministrativi, desta preoccupazione la condizione di chi vive all'interno della struttura. Minutella gestisce una comunità composta da seminaristi e donne consacrate illegalmente, che si occupano della manutenzione e dell'intrattenimento dei pellegrini. Sono emerse testimonianze di ex seguaci che denunciano dinamiche coercitive e lo sfruttamento lavorativo di chi, non potendo versare denaro, viene impiegato nelle attività della struttura. Sono stati documentati anche episodi di forte tensione psicologica, come testimoniato da registrazioni in cui madri cercano invano di ricongiungersi con i propri familiari residenti nella comunità.
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È necessario distinguere questa realtà da altre omonime presenti sul territorio italiano. Esistono infatti diverse associazioni denominate "Piccola Nazareth" - come quella attiva a Bologna o le comunità facenti capo alle Piccole Suore della Sacra Famiglia - che operano regolarmente nel solco del volontariato sociale, occupandosi di assistenza ai senzatetto, distribuzione alimentare e supporto agli immigrati, senza alcun legame con l'attività di Alessandro Minutella.
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