La storia dell'Associazione Missionari Orionini, legata alla figura di San Luigi Orione, è un percorso di fede, carità e incessante espansione missionaria che abbraccia popoli e culture diverse. Questa storia, profondamente radicata nel carisma del suo fondatore, celebra nel presente un importante anno centenario, a ricordo della partenza dei primi missionari inviati da Don Orione in Brasile, che segnò la prima apertura della Congregazione oltre i confini dell’Italia.
Le Origini e il Carisma di Don Luigi Orione
Don Luigi Orione, fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza, nacque a Pontecurone (Alessandria) il 23 giugno 1872. Figlio di un selciatore di strade e di una madre di profonda fede, fin da giovane fu infiammato da aneliti di santità e carità. Dopo una breve esperienza con San Giovanni Bosco all'Oratorio di Valdocco a Torino, che ne notò le qualità e lo annoverò tra i suoi prediletti, Don Orione iniziò il corso di filosofia nel seminario di Tortona nel 1889.
Ancora chierico, sensibile ai problemi sociali ed ecclesiali dell'epoca, mosso da una visione apostolica, il 3 luglio 1892 aperse a Tortona il primo Oratorio per l’educazione cristiana dei ragazzi. Il 13 aprile 1895, Luigi Orione fu ordinato sacerdote e in quella stessa celebrazione il Vescovo impose l’abito clericale a sei allievi del suo collegio. Attorno al giovane Fondatore crebbero chierici e sacerdoti che formarono il primo nucleo della Piccola Opera della Divina Provvidenza.
Il Vescovo di Tortona, Mons. Igino Bandi, con Decreto del 21 marzo 1903, riconobbe canonicamente la Congregazione religiosa maschile dei Figli della Divina Provvidenza (sacerdoti, fratelli coadiutori ed eremiti). Ne sancì il carisma, espresso apostolicamente nel «collaborare per portare i piccoli, i poveri e il popolo alla Chiesa e al Papa, mediante le opere di carità», professato con un Quarto Voto di speciale «fedeltà al Papa». Nel 1915, diede inizio anche alla Congregazione delle Piccole Suore Missionarie della Carità, animate dal medesimo carisma e votate a fare sperimentare ai poveri la Provvidenza di Dio e la maternità della Chiesa attraverso la carità.

La Piccola Opera come "Opera di Dio" e Carisma Cattolico
Don Orione affermava che la Piccola Opera della Divina Provvidenza, una “pianta novella e unica” che “di anno in anno, va sviluppandosi, alla luce e al calore di Dio, a conforto di migliaia e migliaia di corpi e di spiriti”, è “opera di Dio” e che “solo Dio è che l’ha suscitata e la va estendendo, malgrado la nostra miserabilità”. Questa coscienza è il punto di partenza per comprendere il carisma orionino: un’“opera di Dio”.
Il carisma orionino è intrinsecamente cattolico, che significa universale, “di tutti e per tutti”, come Gesù, il Vangelo e la Chiesa. Don Orione, pur nato italiano e fiero della sua italianità, divenne "universale" nel suo operato, estendendo il suo amore oltre i confini, parlando di "Argentina, mia seconda patria", di "Polonia, nazione prediletta a me tanto cara", di "Brasile, per il quale quello che non ho potuto fare da vivo lo farò da morto". La Congregazione, nata in Italia, è divenuta cattolica, presente in molte nazioni del mondo, non più identificabile con una singola nazionalità, ma con la sua vocazione universale.
La Fiducia nella Divina Provvidenza e la Carità
La fiducia nella Divina Provvidenza è la chiave di lettura della vita personale, comunitaria e apostolica di Don Orione. Egli fu un modello di abbandono e di fede nella Provvidenza, sia come atteggiamento interiore che nell'apostolato della carità, per amare il Papa servendo i poveri più poveri. Scelse il motto paolino «instaurare omnia in Christo» (Ef 1,10) come programma della Congregazione, vedendo in Cristo il "cuore del mondo" che pulsa nella Chiesa, il cui centro di comunione è il Papa.
L’espressione più visibile del carisma trasmesso da Don Orione è senza dubbio la «carità divina, alta, universale che fa del bene a tutti, del bene sempre, del male mai a nessuno». Per lui, «la causa di Cristo e della Chiesa non si serve che con una grande carità di vita e di opere»; «la carità apre gli occhi alla fede e riscalda i cuori d’amore verso Dio. Opere di carità ci vogliono: esse sono l'apologia migliore della fede cattolica». I Figli della Divina Provvidenza, sacerdoti, fratelli ed eremiti, emettono, con i tre voti di povertà, castità e obbedienza, anche un quarto voto di "speciale fedeltà al Papa". Nella filiale devozione a Maria, Mater Dei, Don Orione visse e comunicò la sintesi esistenziale del suo carisma, concludendo con «A Gesù, al Santo Padre e alle Anime per la Madonna».
Vita di San Luigi Orione
L'Anno Centenario e lo Spirito Missionario Orionino
La celebrazione dell’Anno Centenario della partenza dei primi missionari per il Brasile è una data importante che segna l'inizio dell’abbraccio dei popoli nello spirito di Don Orione. Questo anno centenario riguarda tutta la Famiglia Orionina, in tutte le nazioni e di tutte le categorie: Figli della Divina Provvidenza (FDP), Piccole Suore Missionarie della Carità (PSMC), Istituto Secolare Orionino (ISO), Movimento Laicale Orionino (MLO) e Laici.
Con la celebrazione dell’Anno Missionario Orionino si perseguono tre scopi principali:
- Ringraziare il Signore per la storia della Congregazione, che è in sé stessa una storia di missione.
- Celebrare le comuni origini e l’unità della Famiglia Orionina nel mondo con un rinnovato impegno di fedeltà creativa al Carisma.
- Promuovere ogni iniziativa spirituale e pubblica, personale e comunitaria, congregazionale e civile, che possa fare del bene ai membri della Famiglia Orionina e alla gente tra cui vivono.
Il Sogno Missionario di Don Orione
Don Orione stesso riconosceva come primo evento della sua preistoria missionaria il noto sogno della “Madonna dal manto azzurro”, avvenuto nel luglio 1893, quando era ancora un giovane chierico. In quel sogno, vide il grande manto della Madonna che “s’allargava, così che non non si distinguevano più i confini”, “che copriva tutto e tutti fino all’orizzonte lontano”, con “ragazzi di molti diversi colori, il cui numero si andava straordinariamente moltiplicando”. La Madonna si volse a lui indicandoli, e Don Orione comprese una chiara indicazione missionaria ad gentes, "un lume improvviso" che indicava le missioni.
Il suo ardente desiderio missionario non era solo un sogno. Nella lettera del 4 aprile 1897 all’amico Don Carlo Perosi, futuro Cardinale, scriveva: «Sento che ho bisogno di correre per tutta la terra e per tutti i mari e mi pare che la carità immensa di Nostro Signore Gesù darà vita a tutte le terre e a tutti i mari e tutti chiameranno Gesù Cristo». Questo non era uno sfogo poetico, ma una reale spinta missionaria. Già nel “Piano e programma della Piccola Opera”, presentato l'11 febbraio 1903 a Mons. Igino Bandi, Don Orione si dichiarava pronto «a seguire sempre con la Divina Grazia gli ordini e desideri che Egli (il Papa) si degnerà manifestare in qualsiasi parte del mondo» e affermava che «L’Opera della Divina Provvidenza… è pronta a recarsi ovunque al Santo Padre piacesse di inviarla».
L'Espansione Missionaria nel Mondo: Dalle Origini ai Continenti
La storia missionaria ad gentes di Don Orione maturò nel cuore e nella volontà, nella preghiera prima che nei progetti. Già nel 1905, invitato ad andare in Brasile, scrisse alla Madre Michel Grillo: «Sono disposto ad andare in Brasile quando ciò sia necessario per la gloria di Dio. Non conosco la lingua, non so nulla, però la carità parla una lingua sola e tutte le lingue… Non mi pare che si debba abbandonare l’America, ma che si debba salvarla».
La "Patagonia Romana" e le Prime Opere in Italia
Nel 1908, Don Orione ebbe la sua prima missione "nella Patagonia romana, fuori porta San Giovanni". Su richiesta di Pio X, si recò nella periferia di Roma, ritenuta all’inizio del ‘900 un vero luogo di missione per povertà e desolazione. Lì, attuò la sua metodologia missionaria unendo opere di culto con opere di carità: il 25 marzo 1908 fu inaugurata una cappella, seguita da un orfanotrofio nel 1914, la scuola “San Filippo” e infine la grande chiesa di Ognissanti.
In Italia, Don Orione rinnovò anche gli eroismi di soccorso ai terremotati dopo il cataclisma del dicembre 1908 (Reggio Calabria e Messina) e del 13 gennaio 1915 (Marsica), diventando promotore di opere di ricostruzione civile e religiosa. Dopo la prima guerra mondiale (1914-1918) si moltiplicarono scuole, collegi, colonie agricole, opere caritative e assistenziali, in particolare i Piccoli Cottolengo nelle periferie delle grandi città come Genova e Milano.
La Prima Apertura Internazionale: Il Brasile (1913-1914)
Il 17 dicembre 1913, dal porto di Genova, partirono i primi missionari orionini per il Brasile, segnando l’inizio dell'espansione internazionale. La prima tenda missionaria fu piantata a Mar de Espanha il 2 gennaio 1914, giorno in cui i tre missionari giunsero in treno. L'11 febbraio successivo fu aperta la prima casa, dedicata all’Immacolata di Lourdes. Don Orione giunse in questa casa il 28 agosto 1921, rimanendovi per un tempo prolungato e svolgendo attività tipiche di missionario. Le opere presero grande sviluppo in occasione della sua seconda visita nel 1934-1937, e le Piccole Suore Missionarie della Carità giunsero nel 1937. Don Orione diede un forte impulso alle attività missionarie, spingendosi a chiedere l'approvazione di due famiglie religiose costituite unicamente da elementi di colore, potendo ammettere anche indiani.
L'Espansione in Sud America e Medio Oriente
- Argentina (1921): Don Orione giunse a Buenos Aires il 13 novembre 1921. La prima casa propria della Congregazione, a Victoria, fu aperta il 12 febbraio 1922, con la Messa celebrata da Don Orione nella chiesa dedicata a “Nostra Signora della Guardia”. Anche qui, il suo impulso durante la seconda permanenza (1934-1937) portò a molteplici sviluppi, e le PSMC, arrivate nel 1930, ebbero una grande fioritura.
- Palestina (1921): Su invito del patriarca di Gerusalemme Mons. Barlassina, Don Orione inviò Don Adaglio, Fra Giuseppe e il chierico Gismondi per assumere la Colonia agricola di Rafat. Nel maggio 1925, fu aperta un’opera anche a Cafarnao con colonia agricola e chiesa.
- Uruguay (1929): Dopo una sosta di Don Orione a Montevideo nel 1921, la Congregazione iniziò la sua opera nel 1929, su richiesta dell'Arcivescovo Aragone. Don Orione inviò Don Giuseppe Montagna, Don Vincenzo Errani e Don Francesco Castagnetti, che si stabilirono in una proprietà donata dalla signora Bonello de Aguerre e iniziarono un’opera sociale. Nel 1930 fu autorizzata la fondazione della casa a La Floresta, e nel 1961 fu avviato il Piccolo Cottolengo.

La Fondazione in Polonia, Rodi e Altre Nazioni
- Polonia (1923): Nel gennaio 1923, Don Orione inviò in Polonia don Aleksander Chwilowicz, raggiunto in seguito da Don Biagio Marabotto. Il 29 gennaio 1924, il Vescovo di Wloclawek concesse il permesso di costituire una Casa a Zdunska Wola. Nel 1940, la Polonia orionina divenne Provincia, e fin da subito si iniziò a formare un gruppo di vocazioni di ragazze, con alcune che iniziarono il Noviziato come Piccole Suore Missionarie della Carità a Tortona l'8 dicembre 1929.
- Rodi (1925): Il pioniere fu Don Bruno Camillo. Il 14 settembre 1925 fu aperto l’orfanotrofio “Cavalieri di Malta” di Acandia, seguito dalla vicina colonia agricola “Casa dei Pini”.
- Ulteriori Espansioni: Lo zelo missionario di Don Luigi Orione si estese poi negli Stati Uniti d’America (1934), in Inghilterra (1935) e in Albania (1936). Dopo la Seconda Guerra Mondiale, si giunse all'insediamento in Spagna nel 1955, con iniziatori P. Martino Remis e Don Lorenzo.
L'Inculturazione del Carisma e le Nuove Sfide
Il carisma orionino si incarna nella storia e da questa è nutrito, condizionato e sviluppato. Esso entra in dialogo con i diversi contesti sociali e culturali, ri-esprimendosi con nuove difficoltà, opportunità, adattamenti e cambiamenti. Don Orione stesso affrontò varie inculturazioni, come quella nell’Italia della “questione romana”, promuovendo un nuovo stile di essere preti, "santi della Chiesa e della salute sociale", e aprendo scuole e colonie agricole.
Dopo la morte del Fondatore nel 1940, il carisma ha dovuto affrontare nuove e ancor più diversificate inculturazioni, rimanendo se stesso, vivo e capace di nuovi frutti. Durante l’epoca della “ricostruzione sociale” seguita alla seconda guerra mondiale, la Congregazione ha vissuto la sua carità ecclesiale verso i più poveri aprendosi a nuovi bisogni con decine di opere per orfani, mutilatini e disabili, scuole professionali e case del giovane lavoratore. Oggi, all’inizio del XXI secolo, le questioni sociali ed ecclesiali dominanti sono differenti: mondialità e globalizzazione, frammentazione e liquidità sociale e culturale, relativismo e nuova etica globale, individualismo e comunicazione virtuale. Il carisma, come frutto dell'azione dello Spirito, deve continuare a confrontarsi con questo "nostro mondo", dimostrando che il Vangelo vissuto dalla Chiesa ha tutto per rimanere vitale e proattivo.
La Piccola Opera della Divina Provvidenza nel mondo, a distanza di 100 anni, continua a manifestare un "disegno d’insieme", un "ricamo" che, pur apparendo talvolta un po' caotico da una prospettiva umana, è guidato dalla Divina Provvidenza che tutto dispone, assume, purifica e sviluppa. La missione ad gentes fa parte integrante della costituzione della Congregazione fin dagli inizi, e questo spirito di apertura continua a guidare l'Associazione Missionari Orionini.
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