Ora che il clamore mediatico si è placato sul "caso Bibbiano" e la recente sentenza, come CEIS riteniamo possibile e opportuno avviare una riflessione. A oltre sei anni dall’inizio dell’inchiesta, infatti, è arrivato un pronunciamento chiaro, che ha smentito le accuse più gravi.
Il "Caso Bibbiano": Chiarezza Giudiziaria e Danni Irreversibili
La Sentenza e la Smentita delle Accuse Più Gravi
La recente sentenza ha chiarito che non vi è stata nessuna sottrazione indebita di minori, nessun affido illecito e nessuna “strega di Bibbiano”. I Magistrati di Corte di Appello di Bologna e i Magistrati di Cassazione hanno riconosciuto l’inesistenza dei reati attribuiti al dott. Foti, psicoterapeuta finito al centro dell'inchiesta sugli affidi in Val d'Enza. Nonostante la chiarezza giudiziaria, il danno è stato fatto.
L'Impatto Devastante sui Servizi di Tutela Minori
Dopo l’esplosione del caso, interi servizi si sono paralizzati: educatori e assistenti sociali hanno smesso di prendere decisioni per paura di sbagliare o di essere attaccati pubblicamente. Si è determinato un clima nazionale di intimidazione nei confronti di chi opera per la tutela dell’infanzia e un atteggiamento diffuso di omertà, che i medici chiamano “medicina difensiva”; un’onda lunga del clima che si è creato con i fatti di Bibbiano.
Il danno gravissimo al sistema pubblico di tutela dell’infanzia è di rilievo nazionale. A distanza di sei anni dall’inizio del linciaggio, il lavoro sistematico di distruzione perpetrato nei primi due anni di questa vicenda ha lasciato rovine in tutte le province d’Italia. Simona Musco, giornalista del Dubbio, ha descritto l'inchiesta nel libro e nel podcast "Demoni & Angeli" evidenziando come la gogna sia un'abitudine che non si è persa, come si vede con la vicenda della "casa nel bosco".

Persistono ancora episodi di vandalismo e intimidazione, come le scritte choc comparse a Barco di Bibbiano sui muri del palazzo dell’Unione Comuni Val d’Enza, dove hanno sede anche i Servizi sociali. Frasi violentissime, come “Giudici e assistenti sociali nazisti”, “Forze dell’ordine Gestapo”, “Mostri rapitori di bambini”, tracciate con vernice spray rossa e firmate “ViVi”. Questo tipo di atti trasforma un raid vandalico in un atto intimidatorio diretto contro istituzioni, magistratura e operatori pubblici. La sigla “ViVi” è già nota ed è comparsa in diverse città italiane, associata ad azioni vandaliche riconducibili a un’area eterogenea di protesta anti-istituzionale, spesso contigua a posizioni no vax e complottiste.
Attualmente, molti bambini che erano stati giustamente allontanati da genitori palesemente inaffidabili sono stati loro restituiti, mentre 17 professionisti che hanno dedicato la vita alla tutela dell’infanzia sono ancora sotto processo con accuse che si stanno rivelando inverosimili. Un pensiero di incoraggiamento va alle 17 Colleghe e Colleghi, dirigenti e amministratori locali che, dopo sei anni, avendo scelto il rito ordinario, sono ancora sotto processo.
La Riflessione del CEIS: Verso un Sistema di Accoglienza Rinnovato
La Necessità di Ripartire con Consapevolezza
Come CEIS, ci riconosciamo nelle recenti prese di posizione della Comunità di famiglie “Venite alla festa” ed è importante aggiungere alcune considerazioni. Il percorso di ripresa, in questi anni, è stato lungo e complesso, anche con l’introduzione della figura del “procuratore speciale” voluto dalla “riforma Cartabia”. Oggi, anche alla luce di una sentenza che fa chiarezza e giustizia, è tempo di ripartire con una consapevolezza rinnovata. Il CEIS, così come tutte le Comunità Educative per i Minori dell’Emilia-Romagna, è pronto a mettersi in gioco per migliorare il sistema dell’accoglienza, anche introducendo interventi più “leggeri”, come le comunità educative semi-residenziali.
Principi Fondamentali nell'Allontanamento Familiare
È chiaro a tutti, comunità di accoglienza in primis, che l’allontanamento familiare di un minore, sia esso un affidamento residenziale o un inserimento in comunità, non si decide mai a cuor leggero. È sempre una scelta sofferta e deve rimanere temporanea (massimo due anni, secondo la DGR 1904/2011), con il preciso obiettivo di recuperare le competenze genitoriali mancanti affinché il figlio possa crescere in famiglia e diventare una risorsa per la società.

Il Ruolo della Politica e dei Media
A partire dalla “vicenda Bibbiano” è più che mai necessario vigilare affinché politica e media non facciano di tutta l’erba un fascio: rigore nel punire eventuali illeciti o abusi - che riteniamo più spesso frutto di valutazioni sbagliate che di malafede - ma salvaguardia di un sistema di welfare per i minori che resta un modello per molti Paesi. È fondamentale non “gettare fango” su chi, nel pubblico e nel privato sociale, esercita la propria professione con serietà. Per costruire un mondo migliore occorre crescere nella fiducia reciproca e nel rispetto tra tutti i ruoli della filiera che tutela i minori: genitori, scuola e altre agenzie educative, servizi sociali e sanitari, Tribunale e Procura per i minorenni, comunità, case famiglia e famiglie affidatarie.
È fondamentale che la politica sostenga la famiglia come primo nucleo della società, da tutelare e rafforzare, soprattutto nelle situazioni di precarietà e fragilità in cui la capacità genitoriale è compromessa e i figli rischiano di crescere in ambienti non educanti. Solo così le famiglie, anche quelle più in difficoltà, potranno sentirsi incoraggiate a chiedere aiuto agli enti preposti senza la paura di essere giudicate o di vedersi sottrarre i figli.
Partecipazione al Tavolo Regionale
Oggi il CEIS, insieme ad altri attori del territorio, partecipa al Tavolo Regionale promosso dalla Regione Emilia-Romagna per la riqualificazione del sistema di tutela dei minori. Tre gli ambiti principali di lavoro: Governance territoriale, per coniugare trasparenza dei costi e appropriatezza degli interventi, specialmente mettendo a sistema gli interventi sanitari sui minori collocati fuori dalla famiglia; Sostegno alla genitorialità, in tutte le sue fasi; Aggiornamento del sistema di accoglienza, con una revisione delle direttive regionali in vigore (DGR 1904/2011 - DGR 1102/2014 - DGR 1490/2014).
La Prospettiva dell'ANCI Emilia-Romagna: Criticità e Proposte
La Tutela dei Minori come Priorità
Luca Vecchi, Sindaco di Reggio Emilia e rappresentante di ANCI Emilia-Romagna, ha sottolineato che i servizi sociali nascono per proteggere i minori, per proteggere i bambini e per creare condizioni di migliori opportunità della loro crescita, partendo magari da condizioni di grande fragilità. Ha evidenziato la necessità di affrontare questa materia con un certo grado di prudenza, di distacco e di obiettività.
Organizzazione dei Servizi e Profilo Professionale degli Assistenti Sociali
Un nodo cruciale riguarda l’organizzazione dei servizi, dove si concretizza il principio della "presa in carico" del minore, del disabile o della famiglia in difficoltà. Il profilo professionale degli assistenti sociali merita un esame approfondito. Essi sono animati da grande passione, professionalità e vocazione verso la persona fragile, ma guadagnano poco. Tuttavia, sono inseriti in un contesto organizzativo che li espone ad alti livelli di responsabilità e anche di rischio. Si può diventare assistenti sociali con una laurea breve, e trovarsi ventenni in condizioni di buon grado di solitudine, in piccoli Comuni, a gestire casi estremamente delicati.

Famiglie Affidatarie e Iter Decisionale
A Reggio Emilia è stato sperimentato e consolidato un processo molto regolato per l'individuazione delle famiglie affidatarie, che include percorsi di selezione, formazione e approfondimento delle situazioni soggettive, fino all'abbinamento, con un procedimento simile a quello dell’adozione, ancorché più formale. L’iter decisionale che porta a una decisione, sempre pesante e che cambia la vita di persone, non può prescindere da una quantità e una qualità adeguata di ascolto di chi è direttamente interessato. È inoltre fondamentale accompagnare il percorso del minore con un’adeguata dose di assistenza, di sostegno e di supporto psicologico, anche dopo il compimento del diciottesimo anno di età.
Posizione e Ruolo Istituzionale
Il Sindaco Vecchi ha ribadito il rispetto per le indagini della magistratura nella loro autonomia e la fiducia in un rapido chiarimento delle vicende. Ha anche menzionato l'applicazione della procedura della rotazione straordinaria sulla base degli indirizzi ANAC per i funzionari coinvolti. ANCI ha avuto un’interlocuzione con il Garante dell’infanzia e ha seguito normative importanti come il REI, il reddito di cittadinanza, la legge sul “Dopo di noi”, la questione dei minori non accompagnati e la legge sul terzo settore. L'Emilia-Romagna, con la sua profonda cultura dell’infanzia e dell’adolescenza, ha le condizioni per consolidare il buono che c’è e migliorare i punti di debolezza con strumenti normativi, risorse e volontà politica.
La Cronaca Giudiziaria e la Manipolazione dell'Informazione
L'Inchiesta "Angeli e Demoni" e le Sue Conseguenze
L'inchiesta "Angeli e Demoni" del 2019, che accusava operatori e psicologi di affidi illeciti, si è chiusa con undici assoluzioni e condanne marginali. Tuttavia, come ricorda Luca Bauccio, avvocato di Claudio Foti, ha dimostrato come i capisaldi del processo penale e della Costituzione si siano liquefatti di fronte alla furia impetuosa dei media e del popolo aizzato, istruito a odiare e a credere alla chimera. La gogna è un'abitudine che non ci siamo tolti, con casi come quello della "casa nel bosco" che evidenziano una strumentalizzazione politica con effetti concreti e duraturi, come famiglie affidatarie ritiratesi e servizi sociali paralizzati dalla paura di denunce.

Le Accuse Rivelatesi Infondate
Inizialmente si è parlato di un sistema illecito di affidi reso possibile dalla corruzione e complicità di assistenti sociali, psicoterapeuti ed esperti dell’infanzia, con l'accusa che professionisti e membri dei servizi sociali avessero redatto relazioni false per manipolare i ricordi dei minori e favorire affidi a coppie con contatti. Si è scritto di "strane macchine ad energia elettrica" che richiamavano l’elettrochoc usate per condizionare i bambini, ma le difese degli imputati hanno subito fatto sapere che si trattava di altro e che la fantasia dell’elettrochoc era del tutto gratuita. Inoltre, l’accusa di aver allontanato bambini dalle loro famiglie in modo illegittimo è stata definita semplicemente ridicola, poiché solo i Magistrati possono prendere questo tipo di decisioni, e in questo caso i Magistrati minorili del Tribunale per i Minori di Bologna. Un professionista con 28 anni di servizio non ha mai conosciuto un Magistrato minorile manipolabile o credulone. L'arricchimento con psicoterapie o affidi è stato smentito: l’affido familiare non è un affare in senso economico, anzi è una rimessa. Il personale della ASL e dei Comuni è controllato da gerarchie e consigli comunali, e commettere reati con decine di professionisti coinvolti è impossibile. Durante le udienze in Tribunale, il gioco, strumento di comunicazione nella psicoterapia dei bambini, è stato scambiato da alcuni Magistrati per una realtà concreta e ciò che era drammatizzato nel gioco tra psicoterapeuta e bambino è stato inteso come pressione violenta, consumando un vero e proprio "processo alla psicoterapia del trauma".
La Strumentalizzazione Politico-Mediatica
La vicenda ha visto una forte strumentalizzazione politica, con leader come Salvini e Meloni ripresi davanti al comune di Bibbiano, tenere comizi infarciti di affermazioni false e ingiuriose. Anche Di Maio tuonava contro il “partito di Bibbiano”. Le testate giornalistiche conservatrici si sono scagliate “come sciacalli sulla preda” e hanno dato prova di un giornalismo miserabile. Questo fenomeno è anche legato a un ideale della famiglia cosiddetta tradizionale o patriarcale, in cui l'intervento dello Stato attraverso i Servizi Sociali e Giudiziari, introducendosi in famiglie disfunzionali che maltrattano i bambini, mette in discussione l’autorità del padre di famiglia e l’ideale patriarcale ne esce terremotato.
Caso Bibbiano: la storia di Perla - Unomattina Estate 22/08/2019
Le Lacune del Sistema e le Sfide Future
Domande Irrisolte e Necessità di Riforma
In tutta questa vicenda restano alcuni aspetti da chiarire: che cosa ha indotto la Procura della Repubblica di Reggio Emilia ad avviare una azione giudiziaria rivelatasi un colossale abbaglio? Come mai i Magistrati minorili del Tribunale di Bologna, i veri responsabili degli allontanamenti dei bambini da famiglie palesemente disfunzionali, hanno taciuto e continuano a tacere facendo mancare ai professionisti sociosanitari quella protezione dovuta? Manca un’analisi che connetta la vicenda con la struttura socioeconomica della nostra società occidentale industrializzata. Si rileva come il pensiero dei Magistrati possa essere condizionato dalla cultura della classe dominante, che oggi si identifica con i gruppi il cui potere deriva dal capitale finanziario, promuovendo un ideale “liberista” di “meno Stato, più mercato”. Questo esalta i diritti del singolo a scapito dei diritti e dei beni comuni, come la cura e la protezione dei bambini da parte dello Stato. Negli ultimi quindici anni, una legislazione inarrestabile ha permesso a due genitori conflittuali di continuare a litigare anche davanti ai figli, mentre la parte più debole, i bambini, si ritrovano con una difesa più formale che sostanziale. Un "carrozzone procedurale" vede al centro delle contese familiari il Tribunale Ordinario - notoriamente impreparato a occuparsi di bambini - mentre si è decisa la chiusura dei Tribunali per i Minorenni. Sono passati più di vent’anni da quando i governi italiani hanno iniziato a disinvestire dal welfare state e dai servizi sociali e sanitari.
Un Appello per la Fiducia e la Collaborazione
Ora sarebbe auspicabile ripartire. È necessario evitare di appiattirsi sulle conclusioni delle relazioni dei servizi, dei periti, dei neuropsichiatri infantili e che il Tribunale ponga le proprie decisioni essenzialmente su di esse, anche in presenza di relazioni sintetiche con un impianto motivazionale spesso superficiale e frettoloso. Serve un cambio culturale che coinvolga tutti gli attori, inclusi i media, vigilando affinché politica e informazione non generalizzino. Occorre continuare a parlare di Bibbiano, non solo per i fatti accaduti, ma per la necessità di ricostruire la fiducia e la collaborazione tra tutte le parti in causa, per garantire la protezione e il benessere dei bambini.