Oggi la Chiesa celebra la Solennità dell'Ascensione del Signore, un evento fondamentale per la fede cristiana. La parola "Ascensione" deriva dal latino e significa "salita", "andare in alto". Questa celebrazione ci invita a riflettere sul profondo significato della partenza di Gesù dalla terra e sulla sua continua presenza tra noi.

Il Mistero della Salita al Cielo
Il racconto dell'Ascensione ci viene tramandato dagli Evangelisti e dagli Atti degli Apostoli. Secondo il brano tratto dagli Atti degli Apostoli, dopo la sua passione Gesù si mostrò vivo ai suoi Apostoli con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre. Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: «Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino agli estremi confini della terra».
Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n’andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo» (At 1, 3-11).
L'Ascensione non è un cambio fisico di postazione, ma di condizione. Con la risurrezione, Gesù non è uscito dall’universo, ma è entrato nella comunione piena e definitiva con il Padre. La nube che lo sottrae alla vista dei Suoi discepoli richiama da vicino la stessa che lungo tutta la Scrittura ha rappresentato il mondo misterioso di Dio. Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Per noi, questa "salita al cielo" è un'immagine usata per dire che egli vive vicino a Dio. È sulla terra che egli conta su di noi e noi non sappiamo sempre vedere quando Gesù conta su di noi. L'umiltà è fondamentale, quando non ci crediamo una persona molto importante.
La Promessa dello Spirito Santo
Gesù aveva annunciato chiaramente: «È bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi» (Gv 16,7). Il Paràclito, lo Spirito Santo, è il "modo nuovo" che Gesù ha "escogitato" per rimanere presente in mezzo a noi per sempre, onorando la promessa: «ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20b). È proprio perché Gesù è «salito in cielo» che anche oggi possiamo festeggiare la Sua presenza in mezzo a noi in ogni luogo e in ogni momento, fuori dal tempo e dallo spazio.
Gli apostoli, da soli, non ce l'avrebbero fatta, sarebbero stati troppo spaventati per annunciare la Bella Notizia. Lo Spirito Santo è l'unico che può dare la forza per questa missione.
Il Mandato Missionario: Andare in Tutto il Mondo
Gesù, prima di salire al cielo, affida ai suoi Apostoli un grande compito: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato» (Mc 16,15-16). Questo invito deve essere fatto proprio anche da noi. Per i più piccoli, il mondo è la loro vita di ogni giorno con i vari impegni, gioie, difficoltà: la famiglia, la scuola, i nonni, gli amici. Il Signore ci chiede di amare prima di tutto questo "piccolo mondo" per arrivare, forse, un giorno, a portare proprio a tutti il messaggio di Gesù!
Condizione indispensabile è credere, cioè fidarsi di Dio. La felicità di essere amati da Dio dovrebbe essere così grande da non aver bisogno di parole; il nostro comportamento dovrebbe far dire a tutti: «Ma quanto amore ha nel suo cuore? Si vede che è un amico di Gesù!».
I Segni che Accompagnano i Credenti
Gesù assicura che Lui sarà sempre al nostro fianco e, se crediamo davvero in Lui ed aiutiamo gli altri a fare altrettanto, saremo in grado di fare cose incredibili. Il Vangelo di Marco elenca i segni che accompagneranno chi crede:
- Scacceranno demòni: significa allontanare dal nostro cuore tutto ciò che è male, come la disobbedienza, l'invidia, la superbia, l'egoismo, perché per chi ha Dio dentro di sé non c'è posto per il male.
- Parleranno lingue nuove: non nel senso di parlare senza studiare, ma di parlare la lingua dell'amore, capace di comunicare con tutti, anche con persone di altre nazioni.
- Prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno: sono esempi forti per farci capire che non ci saranno mai difficoltà così grandi che non potremo superare, se siamo davvero suoi amici.
- Imporranno le mani ai malati e questi guariranno: non abbiamo una bacchetta magica, ma possiamo far stare meglio tanti "malati": chi ha subito un'ingiustizia ed è solo, chi è molto triste per una perdita, chi è emarginato, chi non ha cibo a sufficienza, o chi ha bisogno di una parola di conforto.
Gesù affida un compito così importante ad un piccolo gruppo di semplici uomini eppure questa piccola compagnia, insignificante di fronte a chi comanda nel mondo, è inviata a portare il messaggio d'amore e di misericordia di Gesù in ogni angolo della terra. Questo incarico, che il Signore ha affidato agli apostoli, è continuato attraverso i secoli ed ora è arrivato a noi. A noi, dunque, il compito di far conoscere al mondo questo grande Amico.
Come SENTIRE DIO? Il significato dell'Ascensione di Gesù
Dove Incontrare Gesù Oggi?
Gesù è presente in quel pane e quel vino che, una volta consacrati, non sono più pane e vino ma sono Corpo e Sangue di Gesù. Un altro momento super-importante in cui lo possiamo incontrare è quando ascoltiamo la sua Parola. Anche quando a casa leggiamo qualche pezzettino di Vangelo è Gesù che pronuncia le sue parole di vita. Ma non è sempre semplice vedere Gesù nei bambini che ci sono antipatici, nei compagni noiosi, nei genitori quando ci rimproverano, nei catechisti quando ci chiedono un po' di silenzio ed invece noi chiacchieriamo, o anche nei poveri.
Gesù è con noi in tre "luoghi" specifici:
- Nell'Eucaristia: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo» (Mt 26,26).
- Nella Comunità: «dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Mt 18,20).
- Nei poveri: «tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40).
Il Cielo non è un luogo, ma una Persona: è Dio stesso, Padre, Figlio e Spirito Santo. E questa Persona, proprio perché Gesù è risorto, non è distante, ma abita in noi, se Lo vogliamo ascoltare: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui» (Gv 14,23). Il Paradiso è una relazione d’Amore infinito tra noi e Dio, un essere noi con Dio e Dio con noi, sempre. Il Cielo abita dentro di noi: non abbiamo bisogno di andare chissà dove per incontrare Dio, perché lo possiamo trovare semplicemente entrando nel nostro cuore e ascoltando la Sua Parola.
Ascendere con Cristo nella Comunione dei Santi
Quando Gesù è ritornato al Padre ha iniziato a "portarsi dietro" - uno ad uno - tutta l'umanità, come ci aveva promesso: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me… Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi» (cfr. Gv 14,1-3). Siamo chiamati ad "ascendere" ogni giorno di più verso di Lui, perché non solo Lui dimori in noi, ma anche noi dimoriamo in Lui, coltivando l'ascolto e la fedeltà alla Sua Parola.
La festa dell'Ascensione ci fa riflettere sul senso profondo di ogni separazione umana. Quando diciamo che i nostri cari «sono in cielo con Gesù» lo facciamo con la consapevolezza che - siccome noi siamo in Cristo, e Cristo è in Dio, e lo sono anche le persone a noi care che Lui ha già chiamato a Sé - noi possiamo vivere ogni momento la comunione con loro. È la fede nella Comunione dei Santi, una certezza della nostra fede.
Questa fede è fondata su una certezza: Cristo risorto. Non vogliamo, fratelli, lasciarvi nell'ignoranza a proposito di quelli che sono morti, perché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Se infatti crediamo che Gesù è morto e risorto, così anche Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti. Sulla parola del Signore infatti vi diciamo questo… (cfr. 1Ts 4,13-18).
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