Le informazioni parrocchiali spesso offrono uno spaccato profondo sulla vita della comunità e sulle figure che l'hanno servita. Questo bollettino raccoglie ricordi significativi e note storiche relative al territorio di Arsego e ai suoi sacerdoti.
Il Ricordo di Don Giovanni Boscardin: Il Suo Ministero, anche ad Arsego

La comunità parrocchiale, in particolare quella di Vighizzolo d’Este, ha ricordato don Giovanni Boscardin a cinquant’anni dalla sua morte, con una celebrazione eucaristica. Don Giovanni fu parroco a Vighizzolo dal 1956 al 1970, periodo in cui la sua memoria è rimasta vivida tra i fedeli.
Nato a Lusiana il 5 agosto 1919, don Giovanni è stato ordinato prete il 28 giugno 1942. Il suo primo ministero come cappellano lo svolse proprio ad Arsego tra il 1942 e il 1945. Successivamente, per dieci anni, servì a Santa Margherita D’Adige. Nel 1955 fu nominato cappellano a Stanghella, e dopo un breve periodo, l'8 aprile 1956, fece il suo ingresso come parroco a Vighizzolo.
Al momento del suo trasferimento da Santa Margherita, il parroco don Giovanni Graziato attestò il suo impegno, scrivendo: «Il cappellano don Giovanni Boscardin, dopo dieci anni di lodevole ministero, lascia la Parrocchia per trasferirsi a Stanghella.»
Testamento Spirituale e Commovente Ricordo
Durante un ritiro a Villa Immacolata nel 1966, don Giovanni redasse il suo testamento spirituale, in cui si legge: «Io (…) nato da famiglia povera ma cristiana e tanto provata dal dolore, chiamato dall’infinita bontà di Dio a essere suo - sebbene tanto indegno - ministro, vissuto qual figlio devoto nel grembo materno dì Maria a della Chiesa, dichiaro fermamente come tale di voler anche morire, nel tempo e nel luogo al Signore più graditi… spero però nella sua amicizia. Dichiaro ai miei figli spirituali che, nonostante la mia pochezza e i miei difetti, li ho sempre teneramente amati, ricercando unicamente il loro bene, la salvezza della loro anima. Chiedo umilmente perdono a quanti, sia pur involontariamente, avessi recato qualche disgusto. Da parte mia sento che il mio cuore è libero da qualsiasi sentimento di avversione verso chicchessia e quindi non ha necessità di perdonare. Mi raccomando alle vostre preghiere, o figli miei, onde implorare sull’anima mia la misericordia del Signore. Chiedo il favore che alla mia morte si faccia tutto con semplicità - niente fiori, niente cassa di lusso, ma solo preghiere e opere buone.»
Alla celebrazione delle esequie, il vescovo Bortignon ricordò don Giovanni come «un servitore fedele e prudente che il Signore aveva posto sopra questa dilettissima famiglia parrocchiale.» Il vescovo evidenziò la sua «carità verso tutti, verso i poveri e i sofferenti. La sua devozione alla Chiesa, al papa al vescovo. La sua vita di servizio senza tregua.»
Anche il bollettino parrocchiale dell’epoca, curato dal vicario economo don Antonio Bellotto, testimoniava il profondo cordoglio: «Indimenticabile resta la giornata di cordoglio generale, della nostra parrocchia, in cui gli demmo il nostro estremo saluto. Fu un momento particolarmente carico di sentimenti: le sue sembianze piene di bontà hanno lasciato in tutti il ricordo di un uomo che nella sua non lunga giornata sacerdotale aveva saputo parlare al cuore della gente. Don Giovanni s’è spento serenamente, s’è spenta la sua voce familiare nelle celebrazioni in chiesa e nel colloquio familiare nelle vostre case, si è spento il suo sguardo buono, ma non si deve spegnere la luce di fede, di carità generosa, di attesa del regno dì Dio che ha illuminato la sua esistenza e le vostre coscienze cristiane nei 14 anni di suo ministero.»
Padre Turoldo il poeta di Dio - Documentario
Note Storiche: Don Antonio Giurin e il suo legame con Arsego
Tra le figure storiche che hanno avuto un legame con Arsego, si annovera Don Antonio Giurin. Nato a Tramonte, fu nominato parroco di S. Angelo il 18 febbraio 1803 e fu in precedenza rettore di Arzercavalli. Nel 1816 passò ad Arsego, dove continuò il suo ministero e vi morì nel 1853, lasciando un segno nella storia della comunità.
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