Il Santuario di San Pio da Pietrelcina, inaugurato nel 2004 a San Giovanni Rotondo, rappresenta una delle opere contemporanee più significative dedicate al frate cappuccino. Progettato dal Renzo Piano Building Workshop, il complesso risponde alla necessità di accogliere il grandissimo afflusso di pellegrini che da anni giungono sul Gargano per venerare le spoglie del Santo.

L'architettura e la struttura geometrica
L'architetto Renzo Piano ha ideato un complesso organizzato su due livelli, caratterizzato da una forma che richiama la sezione di una conchiglia. La struttura si sviluppa partendo da un pilastro centrale, dal quale si dipana una spirale aurea che definisce l'intero spazio. L'edificio è una sfida ingegneristica che sperimenta le potenzialità della pietra locale, la pietra di Apricena (nota come "bronzetto"), utilizzata sia per le funzioni strutturali che per i rivestimenti e gli arredi.
Il piano superiore è suddiviso in tre grandi sezioni sostenute da 21-22 archi convergenti verso il pilastro centrale, punto dove sorge l'altare. Le navate interne, al contrario delle chiese tradizionali, si configurano come semicerchi, richiamando la disposizione di un teatro greco. La copertura in legno, che fluttua sopra l'aula liturgica, è protetta esternamente da una grande struttura in rame pre-patinato, riconoscibile per la sua caratteristica colorazione verde.

Gli arredi liturgici e le opere d'arte
Il santuario si configura come uno scrigno di opere realizzate da alcuni dei più importanti artisti italiani contemporanei, che con i loro interventi hanno definito lo spazio sacro:
- Altare e Croce: Realizzati in bronzo dallo scultore Arnaldo Pomodoro, dominano il presbiterio, illuminato da un oculo zenitale.
- Ambone: Opera di Giuliano Vangi, questo arredo si ispira ai grandi pulpiti medievali dei Pisano, presentando una complessa narrazione scultorea della Deposizione e della Risurrezione di Gesù.
- Portale bronzeo: Creato dall'artista Mimmo Paladino, il portale presenta nei battenti le figure in rilievo di Abramo e del Buon Pastore.
- Vetrate: Una grande vetrata occupa l'arco maggiore dell'ingresso, narrando l'Apocalisse di San Giovanni attraverso 84 pannelli ispirati all'arazzo medievale di Angers.

Il sagrato e l'integrazione con il paesaggio
Il progetto ha posto grande attenzione al rapporto con il flusso dei pellegrini e al contesto naturale. Il sagrato, ampio e in discesa, funge da spazio di transizione ed è dotato di un altare mobile per le celebrazioni all'aperto. Questo spazio è delimitato da 12 fontane a velo, che simboleggiano il Giordano, e da ulivi che emergono direttamente dalla pavimentazione in pietra.
Nonostante le dimensioni imponenti, il santuario riesce a integrarsi con l'ambiente circostante, dialogando con il vecchio monastero dei Cappuccini. Al piano inferiore, la cripta che accoglie le spoglie di Padre Pio è stata arricchita dai mosaici di Marco Ivano Rupnik, pensati per accompagnare il fedele in un percorso di meditazione profonda.