Silvano Maria Tomasi, cardinale, arcivescovo titolare di Asolo e nunzio apostolico, è una figura di spicco della Chiesa cattolica, la cui vita è stata dedicata al servizio diplomatico e pastorale, con un'attenzione particolare alle questioni migratorie e alla promozione della giustizia sociale. La sua lunga e fruttuosa carriera lo ha portato a ricoprire incarichi accademici, pastorali e diplomatici di rilievo internazionale, culminati con la sua elevazione a cardinale.
Vita e Formazione
Silvano Maria Tomasi è nato il 12 ottobre 1940 a Casoni di Mussolente, in provincia di Vicenza, nella Diocesi di Treviso (Italia). Ha ricevuto la sua formazione educativa sia in Italia che negli Stati Uniti. Il 31 maggio 1965 è stato ordinato presbitero della Congregazione dei Missionari di San Carlo (Scalabriniani) da mons. Joseph Maria Pernicone. Dopo aver completato gli studi in Teologia, ha proseguito il suo percorso accademico conseguendo una laurea in Scienze sociali e un dottorato in Sociologia presso la Fordham University di New York.

Carriera Accademica e Pastorale Iniziale
Tra il 1970 e il 1974, Silvano Maria Tomasi ha intrapreso la carriera accademica come professore assistente di Sociologia presso la City University di New York (Richmond College, City College) e la New School for Social Research. Durante questi anni, ha dimostrato un forte impegno nei confronti delle questioni migratorie, co-fondando il Center for Migration Studies di New York e fondando l’«International Migration Review». Ha anche svolto attività pastorale nella zona di New York ed è stato Superiore Provinciale della sua Congregazione religiosa, i Missionari di San Carlo - Scalabriniani. Dal 1983 al 1987, ha ricoperto il ruolo di primo Direttore dell’Ufficio della Pastorale per i Migranti e dei Rifugiati (PCMR) della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti (NCCB/USCC).
Incarichi Diplomatici e Vescovili
La carriera diplomatica di mons. Tomasi ha avuto inizio il 27 giugno 1989, quando Papa Giovanni Paolo II lo ha nominato Segretario del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti e degli Itineranti, incarico che ha ricoperto fino al giugno 1996. Nel 1996 è stato nominato Arcivescovo di Cercinia.
Il 27 giugno 1996 è stato nominato Arcivescovo titolare di Cercinia e Nunzio Apostolico in Etiopia ed Eritrea, fungendo anche da Osservatore presso l’Unione Africana. Il successivo 17 agosto 1996 ha ricevuto l’ordinazione episcopale dal cardinale Angelo Sodano, con co-consacranti il cardinale Giovanni Cheli e il vescovo di Treviso Paolo Magnani.
Il 24 aprile 1999, mons. Tomasi è stato nominato Arcivescovo titolare di Asolo. In seguito, il 23 dicembre 2000, con la trasformazione della delegazione apostolica a Gibuti in nunziatura apostolica, Tomasi ha assunto l'incarico di Nunzio Apostolico anche per Gibuti. Ha servito come Nunzio Apostolico in Etiopia, Eritrea e Gibuti, e come osservatore presso l'Unione Africana (in passato Organizzazione dell'Unità Africana - OUA), con sede ad Addis Abeba, dal 1996 al 2003.

Servizio alle Nazioni Unite e Organizzazioni Internazionali
Il 10 giugno 2003, Silvano Maria Tomasi è stato nominato Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Ufficio delle Nazioni Unite e Istituzioni Specializzate a Ginevra, oltre che Osservatore Permanente presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio (O.M.C.). Ha mantenuto questi incarichi fino al 13 febbraio 2016. Dal 2011, è stato anche rappresentante della Santa Sede presso l’Organizzazione internazionale per le migrazioni.
Durante il suo servizio in questi importanti consessi internazionali, Tomasi ha espresso posizioni significative. In commenti rilasciati nel 2009, ha osservato che l’ottanta-novanta per cento degli abusi da parte dei sacerdoti è commesso da una minoranza omosessuale che "si impegna sessualmente con ragazzi adolescenti di età compresa tra gli undici e i diciassette anni".
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Ruoli Successivi e Cardinalato
Il 9 aprile 2016, Papa Francesco lo ha nominato membro del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, oggi confluito nel Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.
Il 1° novembre 2020, Papa Francesco gli ha affidato il ruolo di Delegato Speciale presso il Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta (S.M.O.M.), un'organizzazione impegnata nel servizio di assistenza umanitaria a favore di rifugiati ed emarginati. In questo incarico, Tomasi ha partecipato attivamente alla proposta di cambiamenti volti a creare un Ordine più unito e fraterno, a seguito di conflitti e tensioni emersi negli anni precedenti. Questo ruolo è in linea con la vita del cardinale, "tutta spesa nell’attenzione agli ultimi".
Il 28 novembre 2020, all'età di 80 anni, Papa Francesco gli ha conferito la dignità cardinalizia durante un concistoro. Questa celebrazione si è svolta in modo sobrio a causa della pandemia, ma è stata profondamente sentita, con il Papa che ha invitato i nuovi cardinali a un servizio profondo alla Chiesa. Tomasi ha interpretato la decisione del Santo Padre di includerlo nel Collegio cardinalizio come un segnale alla famiglia scalabriniana per proseguire il servizio agli immigrati, e come riconoscimento dell'importanza della diplomazia multilaterale e dei suoi molti anni di servizio presso le Nazioni Unite a Ginevra.
Ha sottolineato come nell'atteggiamento e nell'insegnamento di Papa Francesco vi sia una chiara volontà di creare un mondo inclusivo, in cui tutti possano partecipare ai benefici della scienza, della tecnologia e dell'economia. L'obiettivo è costruire un mondo più sereno e pacifico, promuovendo una globalizzazione che sia un invito alla solidarietà e non una distruzione delle culture e delle differenze. Ha evidenziato che il Collegio cardinalizio si sta muovendo sempre più in questa direzione, diventando un'evidenza e un incoraggiamento operativo nella costruzione di un mondo più unito e sereno.
Il cardinale Silvano Maria Tomasi soffre di una fase iniziale del morbo di Parkinson, ma ciò non gli impedisce di continuare il suo servizio con dedizione. A tal proposito, ha affermato: "Finché si può dare un contributo e lavorare un poco, lo facciamo molto volentieri, perché questo è il tempo, come io dico spesso, in cui il vecchio asinello deve tirare la carretta e io ho l’opportunità di essere di servizio in questa maniera."
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