Arcivescovi Polacchi del XX Secolo: La Figura del Cardinale Stefan Wyszyński

La storia della Chiesa in Polonia nel XX secolo è profondamente segnata da figure di grande statura spirituale e pastorale. Tra queste, spicca in particolare il Cardinale Stefan Wyszyński, Arcivescovo di Gniezno e Varsavia e Primate di Polonia, la cui vita e operato hanno avuto un impatto indelebile sul destino della nazione polacca, specialmente durante il difficile periodo del comunismo.

Ritratto del Cardinale Stefan Wyszyński

Gli Anni Giovanili e la Formazione Sacerdotale

Stefan Wyszyński nacque a Zuzela, un villaggio nella Polonia che all'epoca faceva parte dell'Impero russo, il 3 agosto 1901, giorno in cui fu anche battezzato. Era il secondogenito di Stanisław Wyszyński, organista in diverse chiese, e Julianna Karp. Perse la madre il 31 ottobre 1910, all'età di nove anni.

Dopo aver studiato per due anni nella scuola del suo villaggio, fu ritirato dal padre, sostenitore dell'indipendenza polacca, a causa dell'insegnamento impartito in russo. Nel 1912 superò gli esami e iniziò a studiare a Varsavia, presso il ginnasio privato di Wojciech Górski, dove la lingua di insegnamento era il polacco.

Fin dall'infanzia avvertì la vocazione al sacerdozio, decidendo di seguirla mentre si trovava a Łomża. Nell'autunno 1917 entrò nel Seminario Minore a Włocławek e, tre anni dopo, passò al Seminario Maggiore. Fu ordinato sacerdote nella cattedrale di Włocławek da monsignor Wojciech Owczarek il 3 agosto 1924, giorno del suo compleanno e del suo Battesimo, da solo, poiché i suoi compagni erano stati ordinati a giugno e lui non aveva ancora compiuto i ventitré anni prescritti dal Diritto Canonico.

Dopo un anno di servizio come vicario parrocchiale nella cattedrale di Włocławek, studiò all'Università Cattolica di Lublino dal 1925 al 1929, conseguendo il dottorato in diritto canonico con la tesi "Il diritto della Chiesa verso la scuola". Tra il 1929 e il 1930 compì un viaggio di studio a Roma e in diversi Paesi dell’Europa occidentale, interessandosi in particolare all'Azione Cattolica e alle attività dei sindacati cristiani.

Il Ministero Durante la Seconda Guerra Mondiale

Tornato in Polonia nel 1930, don Stefan si dedicò a numerose attività pastorali e sociali. Divenne professore di Scienze sociali nel Seminario di Włocławek e direttore del periodico «Ateneum Kapłańskie».

Nel settembre 1939, dopo l'invasione tedesca e sovietica della Polonia, fu ricercato dai tedeschi. Il vescovo Michał Kozal, più tardi martire a Dachau, gli ordinò di lasciare Włocławek. Si nascose a Wrociszew, nella regione di Lublino, e a Laski, dove durante l'insurrezione di Varsavia (1944) svolse i compiti di cappellano dell'Armata nazionale. Lì fece amicizia con madre Elisabetta (Róża) Czacka, fondatrice della congregazione delle Suore Francescane Ancelle della Croce, che sarà beatificata con lui.

Nel 1942, insieme a Maria Okońska, diede vita a Szymanów all'Istituto Secolare delle Ausiliarie di Maria di Jasna Góra, Madre della Chiesa, dal 2006 chiamato Istituto del Primate Wyszyński.

Nel febbraio 1945, sul finire della guerra, tornò nella sua diocesi e il primo impegno di don Stefan fu quello di riaprire il Seminario diocesano, di cui divenne rettore il 19 marzo 1945. Il 15 agosto venne nominato canonico della cattedrale e assunse la direzione del settimanale diocesano «Ład Boży».

Cardinal Stefan Wyszyński's relationship with John Paul II

Vescovo di Lublino e Primate di Polonia

Il 4 marzo 1946, papa Pio XII lo nominò vescovo di Lublino; fu ordinato il 12 maggio seguente, nel santuario di Jasna Góra. Il giorno del suo ingresso solenne, il 26 maggio 1946, dichiarò: «La saggezza politica non consiste nel distruggere le differenze, ma nel riconciliarle per il bene comune».

Il 12 novembre 1948, Pio XII lo nominò arcivescovo di Gniezno e Varsavia, e Primate di Polonia, succedendo al Cardinale August Hlond, che lo aveva designato come suo successore. Iniziò così una nuova tappa della sua vita, assumendo la responsabilità pastorale di due arcidiocesi e cinque amministrazioni apostoliche nelle "terre riconquistate" dopo il cambiamento dei confini dello Stato. Il suo motto episcopale era: Soli Deo.

La Sfida del Totalitarismo Comunista

Il periodo del dopoguerra fu segnato in Polonia dall'imposizione di un sistema politico comunista ostile alla religione, la cui intenzione era quella di subordinare la Chiesa allo Stato. Il Primate di Polonia, che era anche il presidente della Conferenza episcopale, chiese il coinvolgimento dei cattolici nella ricostruzione del Paese, ammonendo chi era al potere a rispettare le leggi sulla libertà di coscienza e di religione.

Il 12 gennaio 1953 Pio XII lo creò cardinale, ma Wyszyński non poté recarsi a Roma in quanto non ottenne il passaporto. La sua virtù della fortezza fu particolarmente evidente quando, di fronte alla crescente persecuzione della Chiesa, dichiarò, in una lettera alle autorità comuniste, il famoso: «Non possumus», atto di ferma opposizione al piano del partito comunista di ingerirsi nella scelta dei vescovi.

Il 25 settembre 1953, il Primate di Polonia fu arrestato e imprigionato a Rywald, poi a Stoczek Warmiński, a Prudnik Śląski e infine a Komańcza. Durante i tre anni di reclusione progettò e scrisse il testo dei Voti della Nazione, consegnato segretamente a Jasna Góra e letto il 26 agosto 1956 davanti a un milione di fedeli.

Mappa dei luoghi di detenzione del Cardinale Wyszyński

Il Rilascio e il Ministero Post-Prigionia

Dopo tre anni di reclusione, Stefan Wyszyński fu rilasciato e tornò a Varsavia. Negli anni 1957-1965, condusse la Grande Novena prima del Giubileo del 1966 per i mille anni dal battesimo della Polonia, dedicati alle sfide più urgenti del rinnovamento spirituale del popolo polacco. Il suo atteggiamento fermo portò, come disse Giovanni Paolo II, al consolidamento di «una Chiesa che difende l'uomo, la sua dignità e i suoi diritti fondamentali».

Durante il Concilio Vaticano II, partecipò attivamente ai lavori, portandovi l'esperienza della Chiesa in Polonia. Sottopose a Paolo VI un memorandum in cui chiedeva che Maria fosse proclamata Madre della Chiesa, cosa che gli fu concessa il 21 novembre 1964. Fu anche promotore della storica lettera dei vescovi polacchi ai vescovi tedeschi (1965), con le parole: «Noi perdoniamo e chiediamo perdono», che furono di grande importanza per rafforzare la pace in Europa.

Eredità e Beatificazione

Il Cardinale Stefan Wyszyński morì a Varsavia il 28 maggio 1981, solennità dell'Ascensione del Signore, per un tumore allo stomaco, con un rosario al collo regalatogli da Giovanni Paolo II. Poco prima della sua morte disse: «Tutta la mia vita è stata un venerdì santo».

I suoi funerali furono celebrati il 31 maggio in piazza Zwycięstwa a Varsavia, presieduti dal cardinal Agostino Casaroli. Giovanni Paolo II pronunciò le storiche parole: «Sulla Sede di Pietro non ci sarebbe questo Papa polacco, se non ci fosse stata la tua fede, che non si è piegata davanti alla prigione e alla sofferenza, la tua eroica speranza, il tuo fidarti fino in fondo della Madre della Chiesa».

Fu beatificato il 12 settembre 2021 presso il Tempio della Divina Provvidenza a Varsavia-Wilanów, sotto il pontificato di papa Francesco. Nella stessa celebrazione fu elevata agli onori degli altari anche madre Elisabetta Czacka. I suoi resti mortali sono venerati nella cripta della cattedrale di San Giovanni Battista a Varsavia, e la sua memoria liturgica cade il 28 maggio.

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