La figura dell'Arcivescovo Monsignor Francesco Cacucci ha segnato profondamente la Chiesa di Bari-Bitonto, sia attraverso il suo lungo ministero pastorale che con la sua partecipazione attiva alla vita sociale e civile della regione. Un esempio di tale impegno è l'appello al voto lanciato dalla Conferenza Episcopale Pugliese (CEP), che riflette i valori e le preoccupazioni condivise dalla comunità ecclesiale.
L'Importanza del Voto come Gesto di Fraternità: L'Appello della CEP
La Conferenza Episcopale Pugliese (CEP) ha rivolto un appello solenne e commosso in vista della consultazione elettorale che coinvolge la Regione Puglia. Questo messaggio dei Vescovi non costituisce un indirizzo politico, ma piuttosto un forte richiamo etico e civico rivolto a tutti i cittadini: non cedere alla rassegnazione e alla sfiducia, ma esercitare il voto come un gesto di speranza e fraternità.
La progressiva riduzione della partecipazione
Il testo della CEP si concentra sull'allarme sociale in atto, ovvero la progressiva riduzione della partecipazione al voto. I dati delle ultime elezioni regionali in Puglia (nel 2020 l'affluenza si è fermata al 56,43%, lasciando quasi la metà dell'elettorato a casa) quantificano l'entità di questo "arretramento della tensione democratica". Per i Vescovi, restare indifferenti è un atto grave e con conseguenze dirette: "Non partecipare significa indebolire la democrazia, perché le decisioni che riguardano tutti finiscono per essere prese solo da una parte degli elettori. Rinunciando alla responsabilità del voto, lasciamo che siano altri a decidere il destino dei nostri territori, ipotecando il bene delle nostre comunità." L'astensionismo, dunque, non è sinonimo di neutralità, ma di rinuncia alla responsabilità, un atto che distrugge il valore del bene comune che ci lega come membri di una stessa comunità.
Il Costo Umano dell'Indifferenza: L'Esodo Giovanile
Il monito della CEP si fa accorato nel denunciare le conseguenze umane di questa apatia, puntando il dito contro l'esodo dei giovani costretti a emigrare in cerca di lavoro. "Restare indifferenti significa rinunciare a contribuire a generare quella speranza che potrebbe rallentare l'esodo dei nostri giovani, costretti all'emigrazione... Una ferita che sta impoverendo l'intero Meridione e che non risparmia la nostra Puglia, a cominciare dalle aree più interne." Per il cristiano che vive nel mondo, l'impegno politico non è un optional, ma un dovere: la fede esige coerenza e impone di non restare indifferenti di fronte al dramma sociale. La democrazia è un "tessuto vivo che si nutre di partecipazione e di attenzione reciproca," un luogo di dialogo e non un meccanismo astratto.

Votare con Visione: Dignità e Giustizia Sociale
La CEP non fornisce indicazioni di partito, ma stabilisce una bussola etica per l'elettore. Il voto deve essere un esercizio libero, ma informato, premiando quelle donne e quegli uomini che dimostrino "coerenza e capacità di una visione che abbia come orizzonte le prossime generazioni." L'elettore è invitato a misurare i candidati sulla loro capacità di affrontare sfide esigenti:
- La dignità della persona e la tutela della famiglia.
- La garanzia e l'equità del lavoro e dei servizi (giustizia sociale).
- La custodia del creato e la sostenibilità.
- L'impegno per affrontare l'emergenza demografica e le politiche migratorie lungimiranti.
La partecipazione al voto è, in conclusione, l'atto più forte contro la rassegnazione. È un dovere civico che si traduce in un gesto di speranza e fraternità per costruire una nuova prospettiva per la Puglia. L'appello della Conferenza Episcopale Pugliese - Commissione Regionale Problemi Sociali e Lavoro, Giustizia e Pace e Custodia del Creato - recita "UN VOTO per COSTRUIRE SPERANZA e FRATERNITA'".
Siamo alla vigilia di una consultazione elettorale che coinvolge la Regione Puglia. Saremo chiamati a votare per la nuova Presidenza e per il Consiglio che dovranno guidare la Regione nei prossimi 5 anni. In questo momento è importante riscoprire il valore del bene comune, che ci lega gli uni agli altri come membri di una stessa comunità. In un momento storico in cui sembrano indebolirsi progressivamente i legami di fiducia, i Vescovi dichiarano l'impegno a rimettere le relazioni di comunità al centro dell'attenzione politica. La 50ª Settimana Sociale dei Cattolici in Italia, celebrata a Trieste, ha ricordato che la democrazia non è un meccanismo astratto, ma un tessuto vivo che si nutre di partecipazione e di attenzione reciproca.
Testo finale sul Sinodo: il voto domani nel Giubileo delle equipe sinodali
La Guida Pastorale di Monsignor Francesco Cacucci
La lunga e proficua presenza di Monsignor Francesco Cacucci come Arcivescovo della Diocesi di Bari-Bitonto è stata caratterizzata da un impegno costante e da numerose iniziative pastorali, culminate nel suo giubileo episcopale.
Il Giubileo Episcopale: 25 Anni di Servizio
Il 13 giugno 1987, nel giorno dell’ordinazione episcopale di Monsignor Francesco Cacucci, l'indimenticabile Arcivescovo Mariano Magrassi pronunciò parole che ancora oggi suscitano stupore e giubilo: "Caro don Franco, Dio ti conosce da sempre, da sempre sei avvolto dal suo pensiero e dal Suo amore. Ti ha pensato, cristiano, ti ha pensato Sacerdote e ti ha pensato Vescovo della Sua Chiesa." La ricorrenza del giubileo episcopale, nel suo 25° anniversario, ha coronato un anno pastorale vissuto nel segno della vocazione. In occasione dei Quattrocento anni del Seminario Diocesano (1612 - 18 gennaio - 2012), l’Arcivescovo ha introdotto l’anno pastorale con una sua relazione sull’impegno educativo vocazionale della Comunità cristiana.
Ha offerto, quindi, una lettera pastorale dal titolo Cerca e troverai, con la quale ha “consegnato” il Seminario perché tutti scoprano e valorizzino questo “segno” e ha affidato alla Chiesa locale il compito di educare al progetto e alle scelte di vita, indicando come criteri e sentieri di impegno la formazione, la testimonianza e la relazione. L'auspicio di Papa Benedetto XVI "ai fedeli di Bari, accompagnati dall’Arcivescovo Mons. Francesco Cacucci, che ricordano il quarto centenario di fondazione del Seminario diocesano, per una feconda prosecuzione dell’opera formativa a servizio dei candidati al sacerdozio" (udienza generale del 25 aprile 2012), ha dato maggior slancio nel lavorare in profondità nel compito di educare al progetto e alle scelte di vita.
La comunità diocesana di Bari-Bitonto ha reso grazie al Signore per il dono provvidenziale del Vescovo Francesco, chiamato ad essere pastore tra la sua gente. "So che il vostro Vescovo non ha ottenuto né da se stesso né dagli uomini il ministero che esercita a servizio della comunità, né per propria ambizione, ma gli è stato affidato dall’amore di Dio Padre e del Signore Gesù Cristo (S. Ignazio di Antiochia, Lettera ai cristiani di Filadelfia, cap. 2)." Questo momento storico, la fausta ricorrenza, è come un ulteriore segno provvidenziale all’interno del cammino unitario pastorale, ricco, in questi anni del suo ministero, di eventi ecclesiali.

Iniziative Pastorali Chiave
Tra le principali iniziative del suo ministero, l’Arcivescovo ha portato a termine nel 1999, dopo le prime tre sessioni, il Sinodo Diocesano, fino alla redazione del Libro del Sinodo, “un futuro pieno di speranza”. Come lo stesso Arcivescovo ha scritto nella lettera per la consegna del Libro del Sinodo, è stata "una indimenticabile esperienza di Chiesa, vissuta sia a livello di base che negli incontri assembleari, che ha visto il popolo di Dio attivo protagonista […] un avvenimento che è destinato a segnare un solco profondo nella coscienza e nella vita della nostra Chiesa locale.”
Un'altra esperienza significativa è stata la celebrazione del Congresso Eucaristico Nazionale, nel 2005. L'Arcivescovo ha scritto negli Atti del Congresso che fu "una ulteriore e indimenticabile esperienza della Chiesa locale, già a partire dalla fase preparatoria. Attraverso convegni, incontri, iniziative artistiche e culturali, attraverso i sussidi per la catechesi mistagogica nei tempi di Avvento-Natale e di Quaresima-Pasqua, il lavoro di preparazione (2002-2005) ha via via coinvolto la Chiesa diocesana, quella regionale, quella nazionale… Il tema proposto “Sine dominico non possumus” veniva a inserirsi felicemente nel cammino pastorale che la nostra Chiesa locale stava e sta portando avanti, come frutto del recente Sinodo Diocesano (1997-2000).” Questo cammino si è concretizzato nella scelta indicata dall’Arcivescovo, che ha come obiettivo la sintesi tra catechesi, liturgia e vita.
La Visita Pastorale in questa Chiesa particolare, indetta l’8 settembre 2006, festa della Natività di Maria Santissima, la prima del suo ministero episcopale e ancora in corso, ha dato fiducia e coraggio a quanti lavorano nelle comunità parrocchiali, nelle associazioni, nelle scuole. Fedele al Suo motto episcopale “Pro ovibus suis”(Gv.10,11), il Vescovo ha vissuto questa sua azione apostolica ed evento di grazia come un richiamo incessante nel suo essere discepolo e Pastore allo stesso tempo, un pastore che guida ma che si mette in ascolto. Come scriveva Sant'Agostino, “Vi custodiamo, per compito del ministero sacro, ma vogliamo essere custoditi con voi. Siamo come pastori per voi, ma sotto quel Pastore siamo con voi pecore. Siamo per voi da questo luogo come maestri, ma sotto quell’unico Maestro in questa scuola siamo con voi condiscepoli” (Discorso sui Pastori, 46). Il 12 giugno, la Chiesa di Bari-Bitonto, nell’ascolto della Parola e nel rendimento di grazie, ha espresso questi comuni sentimenti, lodando il Signore per il dono del Vescovo Francesco, successore degli Apostoli e maestro nella fede, che ha saputo dare priorità pastorali a quelle scelte indicate dal magistero della Chiesa e in particolare dal Concilio Vaticano II.
Grande è stato l'impegno profuso da parte dell’Arcivescovo per la beatificazione di Suor Elia di San Clemente, avvenuta il 18 marzo 2006, esempio di "ricchezza della vicenda umana e spirituale di questa giovane carmelitana" che ha affascinato sacerdoti, consacrati e laici. È stata anche promossa la solidarietà verso i fratelli indigenti, sostenendo il progetto, voluto dall’Arcivescovo e avviato dalla Parrocchia sede della Cattedra del Vescovo, di una nuova mensa per i poveri, da realizzare accanto alla Chiesa di Santa Chiara nei pressi del Porto.
Monsignor Cacucci e il Passaggio di Consegne nella Diocesi di Bari-Bitonto
Papa Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi Metropolitana di Bari-Bitonto, presentata da Monsignor Francesco Cacucci per raggiunti limiti di età. Il Pontefice ha quindi nominato Monsignor Giuseppe Satriano, 60 anni e originario di Brindisi, Arcivescovo metropolita di Bari-Bitonto, che precedentemente era vescovo di Rossano-Cariati in Calabria. Monsignor Cacucci ha annunciato questo passaggio dalla Cattedrale di Bari, rimanendo amministratore apostolico “per nomina del Santo Padre”.
Monsignor Cacucci nei Momenti di Dolore della Comunità: Il Funerale di Luigi Pascazio
L'Arcivescovo Francesco Cacucci ha presieduto il rito funebre di Luigi Pascazio, caporal maggiore scelto ucciso in un attentato in Afghanistan il 17 maggio, insieme a un commilitone. Il piccolo paese di Bitetto ha vissuto un pellegrinaggio continuo per rendere omaggio alla salma di Pascazio, con la camera ardente allestita nella sala consiliare del municipio, meta continua di persone. La bara, avvolta nel tricolore, campeggiava nella sala, dove i genitori vegliavano il figlio. A Bitetto è stata proclamata una giornata di lutto cittadino.
I funerali si sono svolti in Piazza Aldo Moro, antistante il municipio. Ai lati dell’ingresso del municipio sono state deposte numerose corone di fiori. All’inizio della celebrazione, l'Arcivescovo di Bari-Bitonto, Monsignor Francesco Cacucci, ha inchinato il capo dinanzi alla bara del giovane. Presenti alle esequie, tra le autorità, il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano e il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, oltre a parlamentari, consiglieri regionali e rappresentanti delle istituzioni. Poco prima dell’inizio della cerimonia, ad un balcone di un edificio di fronte al municipio è stato esposto per alcuni minuti un cartello di dissenso con la scritta «La guerra non è la via per raggiungere la pace perchè la pace è la via. Cristiani, dove siete?». All’uscita dal municipio il feretro è stato accolto da un lungo applauso della folla.
Durante l’omelia, l'Arcivescovo Francesco Cacucci ha affermato: «Questo giovane, attraverso la sua morte, la sua resurrezione contribuisce alla salvezza del mondo come vuole Gesù, non secondo i nostri criteri». Ha aggiunto che ciò "non attenua sicuramente il dolore della madre, del padre e delle persone a lui legate con affetto. Tutto quello che facciamo nel mondo - ha concluso Cacucci - è sicuramente relativo, fallibile, secondario di fronte a questo mistero della salvezza."
Un lunghissimo applauso da parte di migliaia di persone ha salutato per l’ultima volta il feretro di Luigi Pascazio. Dietro il feretro, i genitori disperati, con la fidanzata del militare ucciso, che per tutta la cerimonia ha tenuto stretto nelle mani un cuscino con la foto del ragazzo. Un amico di Luigi Pascazio ha rivolto un appello agli assassini dell’alpino, leggendo un messaggio sul finire della cerimonia: «Vi prego, vi scongiuro, cancellate il vostro odio e spingetevi verso un senso di pace. Luigi era lì lontano da noi, in guerra, per portare pace e amore». Il sindaco di Bitetto, Giovanni Iacovelli, ha concluso con un appello ai governanti: «Non dobbiamo preparare la pace pensando alla guerra, ma alla pace. Pensiamo anche a difenderci dal terrorismo, ma soprattutto consolidiamo le fondamenta per la pace».