L'Arcivescovo Francesco Boncompagni, nato a Sora, discendeva da una nobile famiglia bolognese, forse originaria dell'Umbria, il cui primo membro noto è un Pirrino, iscritto al Consiglio Generale di Bologna nel 1347 e successivamente al magistrato degli anziani nel 1351.
Origini Familiari e Ascesa
Il vero fondatore della casata può considerarsi Ugo Boncompagni (Bologna 1502-Roma 1585), che, dapprima professore all'Università di Bologna e poi cardinale (1565), divenne infine papa (1572) con il nome di Gregorio XIII. Grazie a lui, infatti, Giacomo Boncompagni (?-Sora 1612), figlio naturale di Ugo, fu nominato comandante delle truppe pontificie, contrasse un ricchissimo matrimonio con la contessa Costanza Sforza di Santa Fiora e acquistò in seguito il marchesato di Vignola, la contea di Arpino e il ducato di Sora. La potenza della famiglia incrementò sostanzialmente nel 1579, quando il papa acquistò dai Della Rovere il Ducato di Sora per il figlio Giacomo, la cui discendenza vi regnò come duchi fino al 1796.
Francesco Boncompagni era figlio di Giacomo Boncompagni, duca di Sora e Acri, e di Costanza Sforza di Santa Fiore. Era pronipote di papa Gregorio XV e nipote dei cardinali Filippo Boncompagni (1672) e Francesco Sforza (1583). Fu inoltre zio del cardinale Girolamo Boncompagni (1664).
Carriera Ecclesiastica
Iniziò la sua carriera come chierico a Napoli. Il 26 novembre 1607 divenne abate commendatario di Santa Maria a Capella, Napoli. Successivamente si recò a Roma, dove nel 1615 fu nominato referendario dei Tribunali della Segnatura Apostolica di Giustizia e di Grazia. Fu creato cardinale diacono nel concistoro del 19 aprile 1621, ricevendo una dispensa per avere uno zio nel Sacro Collegio dei Cardinali. Ricevette la berretta rossa e la diaconia di Sant'Angelo in Pescheria il 17 maggio 1621.
La sua carriera ecclesiastica proseguì con nomine quali abate di San Lorenzo fuori le Mura di Roma (15 maggio 1621), abate commendatario di Città di Castello (14 giugno 1621) e abate commendatario dei Santi Fulgenzio e Oronzo (8 novembre 1621).

Vescovato e Arcivescovado
L'11 luglio 1622 fu eletto vescovo di Fano, con dispensa per non aver ancora raggiunto l'età canonica. La sua consacrazione avvenne nel 1623 nella chiesa superiore della basilica di Assisi, officiata da Marcello Crescenzi, vescovo di Assisi.
Partecipò al conclave del 1623, che elesse papa Urbano VIII. Rientrato a Roma il 14 febbraio 1626, fu promosso alla sede metropolitana di Napoli il 2 marzo 1626. Il 16 marzo 1626 optò per la diaconia di Sant'Eustachio.
Durante il suo episcopato a Napoli, celebrò i sinodi diocesani nel 1627, 1628 e 1632. Si distinse in particolare per le sue munifiche opere di carità, intensificatesi in occasione della pestilenza che afflisse la città. Lasciò in eredità alla Biblioteca Vaticana numerosi codici greci e latini e una ricca raccolta di opere a stampa alla biblioteca del Collegio Germanico di Roma.
Morte e Eredità
L'Arcivescovo Francesco Boncompagni morì il 9 dicembre 1641 a Napoli. La sua figura è legata all'ascesa della famiglia Boncompagni, che grazie a papa Gregorio XIII ottenne importanti feudi e titoli nobiliari, espandendo la propria influenza.
Con il matrimonio nel 1681 di Gregorio II Boncompagni (1642-1707), duca di Sora, con Ippolita Ludovisi (1663-1733), principessa regnante di Piombino ed ultima della sua dinastia, si unirono sotto lo stesso tetto la casata Boncompagni e quella dei Ludovisi, facendo confluire i titoli e i beni di quest'ultimi nella nuova dinastia dei Boncompagni-Ludovisi.

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