L'Archivio Storico Diocesano di Vittorio Veneto rappresenta un importante custode della memoria storica locale ed ecclesiastica. La sua sede attuale e la sua organizzazione riflettono un percorso evolutivo significativo.
Sede e Cenni Storici
Per molti anni, l'archivio ha trovato spazio all'ultimo piano del Palazzo Ascoli-Zuliani, sede della Curia Vescovile. La sua sede definitiva, dal novembre 2006, è ospitata nuovamente presso il Seminario Vescovile, situato in Largo del Seminario 2, 31029 Vittorio Veneto.

Organizzazione Interna
L'Archivio è suddiviso in due sezioni principali, che riflettono le diverse fasi di ordinamento e acquisizione della documentazione:
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L'Archivio Vecchio: La sua denominazione risale all'ordinamento effettuato nel 1837 dal Canonico Cancelliere Giambattista Bortoluzzi, su invito del vescovo mons. Antonio Bernardo Squarcina.
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L'Archivio Moderno: Questa seconda sezione è frutto di ordinamenti più recenti, che hanno integrato la documentazione successiva.
Strumenti di Consultazione
Per la consultazione dell'Archivio Vecchio, uno strumento indispensabile di accesso è il Repertorio dell'Archivio della Cancelleria vescovile di Ceneda. Si tratta di un repertorio manoscritto relativo esclusivamente all'Archivio vecchio, redatto nel 1837 dal cancelliere mons. Giambattista Bortoluzzi in seguito al riordinamento generale dell'Archivio. Esso include diverse sezioni, come i "Referati" e le "Rubriche", che consentono l'organizzazione e la consultazione della vasta documentazione.
Servizi per i Ricercatori
L'Archivio Storico Diocesano offre servizi di consultazione per studiosi e ricercatori, garantendo l'accesso ai propri fondi documentari secondo specifiche regole.

Accesso e Regolamento
La sala di studio ha una capienza limitata. Al fine di garantire un adeguato funzionamento del servizio, si rende necessario concordare (anche telefonicamente) con gli archivisti il giorno e l'ora in cui si desidera accedere all'archivio. Prima di iniziare la ricerca, il ricercatore è tenuto a compilare una domanda di ammissione.
In sala di studio il ricercatore può entrare solo con quanto strettamente necessario per svolgere la ricerca (carta, matita, computer portatile). Giubbotti, borse, zaini, libri, cartelline e simili devono essere lasciati negli appositi armadietti situati all'esterno.
Con l'ammissione all'Archivio, il ricercatore assume l'obbligo di far pervenire all'Archivio Diocesano una copia della tesi di laurea e/o due copie delle sue pubblicazioni (articoli, cataloghi, volumi, ecc.) nelle quali sia citato materiale documentario dell'Archivio. Tutti i dati del ricercatore e i documenti da lui consultati sono registrati su una scheda personale, dove l'utente apporrà la propria firma per ricevuta e scarico di ciascun pezzo richiesto e visionato.
Lo studioso può prendere in visione una sola busta per volta ed è tenuto scrupolosamente a non modificare l'ordine delle carte. Chi volesse prendere appunti per iscritto faccia uso esclusivamente di matite; è vietato l'uso di penne e pennarelli di qualsiasi genere. Chi utilizzi computer portatili abbia l'accortezza di tenere i documenti a debita distanza. I documenti devono essere trattati con il massimo riguardo ed è quindi vietato fare su di essi annotazioni o appoggiarvi fogli e schede di lavoro. Il personale può dare solamente qualche aiuto allo studioso e non compiere la ricerca su commissione. L'archivio è inoltre dotato di una piccola biblioteca per supportare le ricerche.
Documenti non Custoditi
A seguito di numerose richieste da parte di ricercatori che richiedono certificati anagrafici, si specifica che l'Archivio diocesano di Vittorio Veneto non custodisce registri dei nati, cresime, matrimoni, morti o documentazione di carattere anagrafico delle singole parrocchie. Tale documentazione si trova nei relativi archivi parrocchiali.
Riproduzione dei Documenti
La riproduzione dei documenti è consentita solo con gli strumenti messi a disposizione dall'Archivio e viene effettuata dal personale dell'Archivio. Attualmente sono disponibili: fotocopie (solo per stampati e pubblicazioni e in osservanza delle vigenti disposizioni di legge in materia), fotografie digitali e riproduzioni tramite scanner. Il richiedente compilerà apposita domanda precisando se la riproduzione è necessaria per motivi di studio o di pubblicazione. Sono esclusi dalla fotoriproduzione gli inventari, gli indici e i repertori. Le riproduzioni potranno essere ritirate sette giorni dopo la richiesta o secondo quanto concordato con il personale. Nella pubblicazione è fatto obbligo di dare adeguata informazione sulla proprietà delle immagini e sull'indicazione esatta della segnatura.
Il Contesto del Seminario Vescovile
Il Seminario Vescovile, che ospita l'Archivio Storico Diocesano, ha una storia ricca e complessa, influenzando anche le vicende dell'archivio stesso. Durante la prima Guerra mondiale, i locali del Seminario vennero tramutati da mons. Caroli in Ospedale militare italiano. Dopo la rotta di Caporetto, nel 1917, il Seminario cessò ogni attività e divenne Ospedale militare austriaco.
Nel corso degli anni, il Seminario ha subito significative opere di rinnovamento e restauro. Viene restaurata l’ala costruita da mons. Brandolini a fine ‘800, quella che si affaccia su Piazza Giovanni Paolo I, e ne viene rifatta la facciata. Il Seminario si rinnova con la costruzione della maggior parte delle attuali strutture (corpo centrale, ala via Malanotti e ala Largo del Seminario - già via del Fante), realizzate per volontà dei vescovi Beccegato e Zaffonato. Seminaristi ed educatori si sono affidati solennemente al Cuore Immacolato di Maria, segno della profonda spiritualità del luogo.
Nel contesto del Seminario e della Diocesi, sono stati aperti importanti istituti culturali: viene aperta al pubblico la Biblioteca del Seminario, che custodisce collezioni di Padri della Chiesa, opere di storia ecclesiastica e civile, autori classici latini e greci, opere di letteratura, di giurisprudenza, e più di quaranta enciclopedie e dizionari. Inoltre, ha aperto il Museo diocesano di arte sacra “A. Luciani” e, per volontà di monsignore, è stato inaugurato il Museo diocesano di scienze naturali, dedicato a don Antonio De Nardi, già rettore del Seminario e insegnante di scienze, che ne ha curato la ricerca e preparazione dei materiali.
Più recentemente, alla presenza del vescovo Pizziolo e del cardinal Stella (originario della diocesi), è stato inaugurato il restauro di alcuni spazi dell'ex casa Monsignore. Nel giorno della memoria liturgica, a 60 anni dalla dichiarazione ufficiale a patrono del Seminario, mons. Corrado Pizziolo ha benedetto la nuova statua di san Francesco di Sales, posta nell’atrio della Cappella del S. Cuore assieme ad una restaurata e ridipinta immagine della Beata Vergine Maria Immacolata.
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