La Parrocchia della Natività di Maria, situata a San Romano Valdarno, rappresenta un punto di riferimento spirituale e comunitario nella Diocesi di San Miniato. Questa parrocchia, con le sue radici storiche profonde, offre ai fedeli un programma di celebrazioni e servizi sacramentali, mantenendo viva una tradizione secolare.

Informazioni Essenziali e Contatti
La parrocchia, dedicata alla Natività di Maria, si trova nella località di S. Romano Valdarno, nel Comune di Montopoli, provincia di Pisa, Italia. Fondata nell'anno 1514, è parte integrante della Diocesi di S. Miniato. L'indirizzo esatto è P.zza S. Chiara d'Assisi, 2 - 56020 San Romano PI. Per qualsiasi informazione o necessità, è possibile contattare la parrocchia al numero di telefono: 0571459990.
Orari delle Celebrazioni Liturgiche
Sante Messe
Gli orari delle Sante Messe sono strutturati per accogliere i fedeli sia nei giorni feriali che in quelli festivi:
- Feriale: 7:00 e 18:00
- Festivo: 7:30, 10:00, 11:15 (eccetto luglio e agosto) e 18:00
Liturgia delle Ore
La parrocchia osserva anche la Liturgia delle Ore, un momento di preghiera comunitaria:
- Lodi:
- 7:30 giorni feriali
- 8:30 giorni festivi
- Vespri:
- 18:30 giorni feriali (con orario posticipato alle 19:00 dal 1 giugno al 1 settembre)
- 19:00 giorni festivi (con orario posticipato alle 19:30 dal 1 giugno al 1 settembre)
Sacramento della Confessione
Per coloro che desiderano accostarsi al sacramento della Confessione, la parrocchia offre le seguenti opportunità:
- Dal martedì al venerdì: dalle 9:30 alle 10:30 e dalle 17:00 alle 18:00
- Il sabato, la domenica e i festivi: durante la celebrazione della messa vespertina e della festività
Cenni Storici della Parrocchia di San Romano
La storia della Parrocchia di San Romano affonda le sue radici in tempi antichi. Sul finire del secolo XII, gli homines della cappella di S. Romano ottennero dall’abbazia di Fontana Taona alcuni pascoli dell’alta valle della Limentra. Quasi un secolo dopo, il contratto con la badia fu rinnovato dagli homines comunis de S. Romano, congregati in platea ecclesie. Il comune rurale di S. Romano era già compreso nel districtus pistoiese fin dalla prima metà del secolo XIII.
Inizialmente, la chiesa era sottoposta al monastero di S. Bartolomeo, come testimoniato da documenti del 1176 che la definiscono ecclesia S. Romani que est sub regimine suprascripti monasterii. Agli inizi del Dugento, tuttavia, il vescovo Soffredo ne rivendicò ed ottenne il patronato. Negli elenchi delle decime, la ecclesia S. Romani è registrata come suburbana e figura con lo stesso titolo nei verbali delle visite pastorali, a partire da quella del vescovo Pandolfini (1475). In seguito, apparve con il più preciso riferimento topografico: ecclesia S. Romani de Valle Brana (1552). Dal XVI al XVIII secolo, la chiesa di Germinaia fu unita a S. Romano.
Alla fine del Seicento, tra gli oratori dipendenti dalla chiesa di San Romano, vi era quello della Beata Vergine. Questo oratorio era stato ampliato alla metà dello stesso secolo e più tardi elevato alla dignità di santuario, giocando un ruolo significativo nella devozione locale.

Il Santuario della Madonna di Valdibrana e la sua Devozione
Lungo le strade delle contrade rurali pistoiesi è frequente imbattersi in "Margini" o Tabernacoli, al cui interno sono raffigurate immagini sacre, la maggior parte delle quali aventi per soggetto Maria con in braccio il bambino. Anche Valdibrana, un piccolo paese situato in una vallata alle pendici dell′Appennino e distante pochi chilometri da Pistoia, venera un′antica effigie della Madonna, risalente al XIII secolo.
L'immagine, sebbene lontana dall′armoniosa bellezza di un Raffaello, è sempre stata oggetto di profonda venerazione. La sua scoperta è legata a un'apparizione di Maria Santissima, avvenuta dodici anni dopo l′epidemia del 1348 che colpì anche il territorio pistoiese. Nel 1360, Maria, figlia di Biancone da Lippe, attendeva al gregge affidatole dal padre. Dopo aver smarrito due pecorelle e una vana ricerca, stanca e addormentatasi, le apparve una Signora vestita di bianco che le disse: «Alzati, prendi le tue pecorelle e torna tranquilla a casa; vieni a visitarmi spesso: io ho qui la mia dimora». Al ritorno a casa, Maria raccontò l'accaduto al padre, che, recatosi sul luogo, non trovò che un vecchio muro diroccato con tracce di pittura.
La notte seguente, la Signora apparve di nuovo alla fanciulla, rimproverandola e intimandole di riferire al Parroco di San Romano che nel ciglio dove si era riposata si trovava una sua effigie. Questa doveva essere liberata dai rovi, dalle spine e dalla terra che la ricopriva. Poiché anche Biancone ebbe la stessa visione, entrambi informarono il Parroco. Quando il padre e il Parroco giunsero sul posto, trovarono la pastorella inginocchiata a parlare con una Signora che teneva in braccio un bambino; compresero che si trattava della Vergine Maria. Il padre tagliò i pruni e, scavando, riportò alla luce un antico dipinto raffigurante la Madonna con in braccio il Figlio, affiancata da San Sebastiano alla destra e San Rocco alla sinistra. Accanto all'effigie, fu rinvenuta anche una croce di legno.

Nel Segreto di Maria, San Luigi da Montfort invita a contemplare la bellezza dell'icona della Vergine, affermando: «Maria è la meravigliosa eco di Dio. Quando si grida "Maria!", essa risponde "Dio?"» Questa è la sensazione che si genera nell′animo del fedele alla vista dell′immagine della Madonna di Valdibrana. Forse per volontà divina, l'effigie è riuscita a vincere le barriere del tempo e a conservarsi pressoché intatta (nel 1650 si scoprì sul dipinto l'iscrizione: «Valerio Virgilio Ciappini dipinse l′immagine il 22 Luglio 1263»), generando nei credenti un profondo sentimento di unione con Dio. Questo sentimento si intensifica nella cappellina del Santuario, custode dei numerosi ex-voto, dove è possibile toccare il sasso su cui Nostra Signora apparve alla giovane pastorella.
A seguito della miracolosa apparizione e della fama del prodigioso ritrovamento, accorsero fedeli da ogni parte. Nel 1363, Biancone, insieme ad altre tre famiglie del luogo, decise di costruire un Oratorio ed erigere un altare davanti alla sacra effigie, rimasta nel punto esatto in cui era stata scoperta. Sorse così la prima chiesetta campestre che, rivelatasi insufficiente ad accogliere i molti pellegrini, subì nel corso del tempo vari lavori di ampliamento. Il più importante fu realizzato nel 1650, ingrandendo notevolmente l′Oratorio; degno di nota è anche l′operato ultimato nel 1905, grazie alla cooperazione di 53 popoli della diocesi, all′aiuto del Parroco Silvio Maffucci e dell′allora vescovo di Pistoia S. E. Mons. Marcello Mazzanti, che portò all′odierna costituzione del Santuario.
A VALDIBRANA PER L'ANNO PASTORALE
San Bernardo, nell′Omelia 11 super "Missus est", ha scritto: «Nei pericoli, nelle afflizioni, nelle incertezze pensa a Maria, invoca Maria. Che ella non si allontani dalla tua bocca, né dal tuo cuore; e per ottenere l′aiuto della sua preghiera, non lasciare mai l′esempio della sua vita. Se la segui, non ti puoi perdere; se la invochi non puoi disperare; se pensi a lei, non ti puoi ingannare. Se lei ti protegge non cadi...» E infatti, coloro che invocano la Madonna di Valdibrana con lo slancio del cuore ricevono il suo soccorso.
Secondo la tradizione, mentre si scavavano i fondamenti dell′Oratorio, un povero cieco che passava di lì, udito del ritrovamento della veneranda immagine, si prostrò a terra e, dopo aver pregato ardentemente Maria, recuperò immediatamente la vista. Questo fu il primo di una lunga serie di miracoli che tuttora continuano a verificarsi in questo santo luogo, allorché i devoti della Vergine Maria ricorrono con sentita fede a Lei, madre generosa che non smette mai di testimoniare il suo grande amore per i figli afflitti.
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