L'esistenza degli esseri spirituali e incorporei, abitualmente chiamati angeli dalla Sacra Scrittura, è una verità di fede. Come afferma Sant'Agostino, la parola "angelo" designa l'ufficio, non la natura. Se si chiede il nome di questa natura, si risponde che è spirito; se si chiede l'ufficio, si risponde che è angelo: è spirito per quello che è, mentre per quello che compie è angelo. In tutto il loro essere, gli angeli sono servitori e messaggeri di Dio. Essi "vedono sempre la faccia del Padre che è nei cieli" (Mt 18,10) e sono "potenti esecutori dei suoi comandi, pronti alla voce della sua parola" (Sal 103,20).
In quanto creature puramente spirituali, gli angeli hanno intelligenza e volontà; sono creature personali e immortali, superando in perfezione tutte le creature visibili. Cristo è il centro del mondo angelico, e gli angeli sono "i suoi angeli" perché creati per mezzo di lui e in vista di lui: "Poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui" (Col 1,16). Essi sono ancor più suoi perché li ha fatti messaggeri del suo disegno di salvezza: "Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza?" (Eb 1,14).
Fin dalla creazione e lungo tutta la storia della salvezza, gli angeli annunciano la salvezza e servono la realizzazione del disegno salvifico di Dio. Essi chiudono il paradiso terrestre, proteggono Lot, salvano Agar e il suo bambino, trattengono la mano di Abramo, e la Legge viene comunicata "per mano degli angeli" (At 7,53). Guidano il Popolo di Dio, annunziano nascite e vocazioni, assistono i profeti. L'arcangelo Gabriele annuncia la nascita del Precursore e quella di Gesù. Dall'Incarnazione all'Ascensione, la vita del Verbo incarnato è circondata dall'adorazione e dal servizio degli angeli. Essi proteggono l'infanzia di Gesù, lo servono nel deserto e lo confortano durante l'agonia. Sono gli angeli che annunziano la Buona Novella dell'Incarnazione e della Resurrezione di Cristo. Tutta la vita della Chiesa beneficia dell'aiuto misterioso e potente degli angeli; la Chiesa si unisce a loro nella Liturgia per adorare il Dio tre volte santo e invoca la loro assistenza. Dal suo inizio fino all'ora della morte, la vita umana è circondata dalla loro protezione e intercessione. "Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore, per condurlo alla vita" (San Basilio di Cesarea).

I Sette Arcangeli nella Rivelazione a Maria G. Norcia
Secondo la Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, datata 29/09/1986, gli Arcangeli sono sette, ognuno per un coro angelico, con diversi compiti. Quelli più conosciuti, perché operano specialmente sulla terra, sono Michele, Gabriele e Raffaele. Tuttavia, la tradizione, inclusi testi apocrifi e certe scuole teologiche, ne menziona altri.
Arcangeli Riconosciuti dalla Chiesa
Michele: Il Difensore di Dio, il Vittorioso
Il nome Michele deriva dall’ebraico Mikha’el, che significa: "Chi come Dio?". Questo nome è un grido di combattimento, uno scudo e una spada in battaglia, e un eterno trofeo di vittoria. Michele, per una metodologia divina, è il Capo degli Angeli e degli Arcangeli, con il compito di far convergere tutti nell’Agnello vittorioso. È colui che lotta continuamente e vince contro il nemico di Dio e gli angeli ribelli; ogni suo intervento è di rilevanza universale. Nonostante la tradizione e la liturgia della Chiesa attribuiscano il titolo di Arcangelo anche a Gabriele e Raffaele, le Scritture lo attribuiscono solo a Michele, come nel passo: "Quando Michele, l’Arcangelo, in contesa con il diavolo, disputava per il corpo di Mosè, non osò accusarlo con parole offensive, ma disse: Ti condanni il Signore!". Egli è il Principe delle armate celesti, una posizione spiegata dal potere affidatogli da Dio. San Michele è l’Angelo guerriero per eccellenza, che combatte Satana e i suoi demoni fin dall’origine, e poi, nel corso del tempo, tutti i nemici del popolo di Dio. Egli è "il grande principe, che combatte per i figli del tuo popolo" e difensore della Chiesa di Cristo sulla terra. Il suo colore abbinato è la Luce, che manifesta il Vittorioso, dove vi è il Trono di Gloria e di Santità assoluta.
Gabriele: L'Annunciatore di Dio
Gabriele è colui che annuncia, che dona le notizie, che esplicita la Volontà divina; è colui che invita il popolo all’ascolto, affinché si possa accogliere la Volontà divina. Il colore abbinato a Gabriele è il Bianco, segno della santità e della purezza viva che con amore si manifesta per istruire le genti e ricondurre tutti sotto l’unico Pastore.
Raffaele: Medicina e Guida di Dio
Raffaele è colui che cura, chiamato ad aiutare a sanare soprattutto le ferite dell’anima, per far risorgere lo spirito. Raffaele indica la Via, guidando i cuori a praticare la Via giusta per arrivare direttamente al Cuore di Cristo, Eterna Medicina, Balsamo del cuore, dell’anima e dello spirito. Il colore abbinato a Raffaele è il Marrone, segno dell’obbedienza viva che con sacrificio fa comprendere come bisogna essere pronti al Comando di Dio.
Altri Arcangeli Menzionati nella Rivelazione a Maria G. Norcia e in Tradizioni Apocrife
La Rivelazione di Maria G. Norcia menziona anche altri quattro Arcangeli, a volte non così noti nella tradizione cattolica comune, ma presenti in varie fonti apocrife e tradizioni orientali:
- Uriele: Fuoco e Fortezza di Dio. Uriele è colui che tempra ogni cuore affinché i cuori che a lui si affidano possano incarnare l’Amore fatto Persona, Cristo, che porta tutti all’unica Luce, e che ora più che mai dipanerà ogni nebbia, illuminerà il cammino. Il suo colore è il Nero, segno di chi mai si piega davanti all’umanità ma rende forti e santi nell’unico vero Amore. Uriele, il cui nome significa "luce" o "fiamma di Dio", è citato in diversi apocrifi e testi cristiani spuri; i copti lo celebrano il 15 luglio. Fu inviato ad avvisare Noè del diluvio.
- Sealtiele: Equilibrio. Sealtiele è colui che dona al popolo santo di Dio quel giusto equilibrio per poter vivere l’umanità e manifestare la santità. Ogni uomo che proclamerà il suo nome, con fede loderà Dio affinché Dio sia posto sopra ogni cosa. Il suo colore è il Rosso, segno di passione viva alla volontà del Padre, per incarnarla e farla vivere.
- Geudiele: Il Remuneratore. Geudiele è colui che accoglie le preghiere e per Volontà di Dio dispensa le Sue grazie. Remunera tutto ciò che viene chiesto con fede sincera e, a seconda della Volontà del Padre, il Padre donerà la Sua grazia. Il suo colore è il Verde, che riporta alla speranza e ai pascoli erbosi della Città Santa, dove camminare all’ombra di Dio.
- Barachiele: Contemplazione. Barachiele è colui che contempla, colui che guarda a Dio, affinché nella preghiera si possa contemplare e vedere Dio: contemplare Dio per vivere nella pienezza la Sua Volontà, l’Amore, la Santità. Il suo colore è il Blu, che riporta alla viva preghiera, la quale farà comprendere a tutti sempre più l’eterna Luce.
È importante notare che, a causa di abusi e pratiche superstiziose che proliferarono nei primi secoli cristiani con l'attribuzione di nomi agli angeli (se ne contavano fino a 269 negli apocrifi), alcuni sinodi e concili, come quello di Laodicea nel 360 e il romano del 745, proibirono esplicitamente di dare nomi agli arcangeli al di fuori dei biblici Michele, Gabriele e Raffaele.
La Gerarchia Angelich e i Cori Celesti
La Gerarchia Angelica: una cascata di illuminazioni
La Gerarchia a Nove Cori secondo Pseudo-Dionigi l'Areopagita
L'angelologia occidentale si deve in gran parte al "De coelesti Hierarchia" del cosiddetto pseudo-Dionigi Areopagita, un autore siriaco del V-VI secolo. Fu lui a sistematizzare la gerarchia a nove cerchi, che fu poi accettata da sant'Ambrogio, Gregorio Magno, Dante e Tommaso d'Aquino, sebbene sant'Agostino fosse scettico riguardo alla loro organizzazione. Secondo questa dottrina, gli angeli sono divisi in tre ordini e nove cori:
- Primo Ordine
- Serafini: Sono gli angeli "rossi", i "brucianti", spiriti dell'amore. Illuminano e purificano con il fuoco, dotati di sei ali. A loro si deve il triplice canto del "santo".
- Cherubini: Angeli "azzurri", dell'intelletto e della luce purissima. Custodi dell'Eden e dell'Arca dell'alleanza, con la loro sapienza conoscono passato e futuro.
- Troni: Siedono intorno all'Altissimo, rappresentando la stabilità divina e il distacco dalle attrazioni terrestri. Sono raffigurati come ruote del carro divino e il loro colore è il giallo-arancione.
- Secondo Ordine
- Dominazioni (o Signorie): Preposte al governo dei governanti, li consigliano e illuminano. Appaiono cinti di corona, impugnano uno scettro e la sfera.
- Virtù (o Potenze): Capaci di compiere prodigi nelle manifestazioni naturali e di irrobustire la fede degli uomini, allontanando le cattive ispirazioni.
- Potestà: Possono ostacolare i diavoli e frenare gli spiriti maligni e gli uomini cattivi. Furono incaricati di cacciare gli angeli ribelli dal cielo e di incenerire Sodoma e Gomorra. La loro veste è verde.
- Terzo Ordine
- Principati: Presiedono alle grandi religioni e al governo delle azioni umane, per un'ordinata elevazione spirituale verso Dio. Vestiti come militari.
- Arcangeli: Occupano una posizione intermedia tra i Principati e gli Angeli semplici.
- Angeli: I classici angeli custodi, affidati a ogni uomo per proteggere, consigliare e istruire.
I Sette Cori Angelici nella Rivelazione a Maria G. Norcia
Intorno al Trono di Dio, che è il Centro e il Vertice, vi sono Sette Cori Angelici. Ogni Coro è formato da miriadi di angeli e a capo di ogni Coro Angelico vi è un Arcangelo che lo governa, e a cui appartiene. Ogni Coro rispecchia una Virtù e ciò a cui la Virtù deve dare seguito, affinché nell’unione dei Cori si possano inneggiare inni a Colui che è, per riportare tutti nell’eterna Luce. I Cori Angelici formano dei cerchi concentrici posti su di un unico piano orizzontale che si fondono nel Centro, dove risiede il Trono di Dio, divenendo un unico Cerchio che non ha né inizio né fine. I Sette Cori Angelici sono quelli dei:
- Cherubini: Sono coloro che hanno la massima attenzione su ciò che avviene sulla Terra, riportando le azioni degli Arcangeli e rendendo luminosa ogni azione. Accolgono le preghiere che s’innalzano dalla Terra e le fanno arrivare direttamente al Trono dell’Agnello, per la Salvezza delle anime.
- Serafini: Sono coloro che risplendono di lucentezza ed amore, dando brillantezza al cuore per un effetto compiuto di ogni azione e impreziosendo i cuori di chi riceve l’azione. Hanno lo sguardo fisso tra il Cielo e la Terra, simboleggiando purezza e santità.
- Podestà: Manifestano il potere di Dio dato a coloro che nel Suo Nome vogliono servire il Padre, Sommo Bene. Distribuiscono il Suo Bene a tutti, senza tenere per sé ciò che è stato ricevuto, a differenza del concetto mondano di podestà.
- Dominazioni: Accolgono ogni pensiero e ogni azione santa e la riportano al Padre, affinché Egli possa dispensare i Suoi beni e dominare con il Suo Amore i cuori per non perderli più.
- Troni: Fanno della preghiera la loro incessante quotidianità, offrendo tutto ciò che il Padre dona loro per il bene dell’umanità, affinché il Bene vinca sul male. Indicano la Via che conduce al Trono su cui è assiso il Re dei re.
- Angeli Supremi: Sono i guardiani del Tempio, coloro che scrutano e infondono sicurezza a tutto il popolo santo. Incarnano la fedeltà e cercano di trasmettere la volontà viva nel perseverare nella fede, combattendo la buona battaglia e conservando la fede. Sono gli Angeli eletti che vivono costantemente solo il Cielo al cospetto e al Comando di Dio.
- Ambasciatori: Il Settimo Coro Angelico è posto dove vi è il Trono di Dio. Questi Angeli sono gli Ambasciatori della Parola, del Verbo, che è Dio. Portano sulla Terra il messaggio che il Cielo vuole inviare, sia un avvertimento o altro, interpretando e accogliendo ogni messaggio e annuncio.
Il Ruolo, la Protezione e la Devozione degli Angeli e Arcangeli
Gli Arcangeli curano continuamente le cose di Dio in terra, e la loro missione fallisce solo se gli uomini non li ascoltano. Ogni essere umano, nel momento in cui viene alla luce, riceve da Dio Padre un Angelo custode (o un Arcangelo), che lo accompagna fino alla morte. Arcangeli e Angeli sono sempre presenti nelle funzioni religiose e nelle preghiere delle anime sincere. Sono potenti intermediari tra Dio e gli uomini, inattaccabili dalle forze del male. Pregare gli Arcangeli può portare grandi aiuti sia nelle necessità spirituali che materiali. Quanto più gli uomini sono docili e ascoltano i propri Angeli custodi e gli Arcangeli, pregandoli ogni giorno e instaurando con loro un dialogo vivo e totale, tanto più il maligno e i suoi angeli non potranno arrecare loro alcun danno. Essi assistono con grande efficacia gli uomini in ogni necessità della vita.
Apparizioni e Culto di San Michele Arcangelo
Diverse apparizioni dell’Arcangelo Michele sono state riportate nei secoli cristiani. Una delle più importanti è quella commemorata nella Chiesa universale l’8 maggio, quando San Michele Arcangelo apparve sul Monte Gargano in Puglia, nel sud dell’Italia, durante il pontificato di Papa Gelasio I (492-496). Un santuario fu eretto in quel luogo e divenne meta di pellegrini devoti. Un’altra festa in onore di San Michele Arcangelo, il 29 settembre (formalmente conosciuta nei paesi anglosassoni come Michaelmas), celebra l’anniversario della Dedicazione dell’antica basilica di San Michele e tutti gli angeli, al sesto miglio della via Salaria, a Roma. Un’altra apparizione, simile a quella del Monte Gargano, fu onorata nel grande tempio chiamato Michaelion, vicino Costantinopoli, secondo lo storico greco Sozomeno.
Nel rito liturgico di San Pio V della Messa, San Michele è descritto come l’Angelo psicopompo, che porta le anime dei fedeli defunti in cielo: "Liberali dalla bocca del leone, affinché essi non cadano nell’oscurità; Michele, portatore del santo stendardo, guidali nella santa luce." San Michele veniva invocato in modo particolare nelle preghiere recitate ai piedi dell’altare dopo la Messa, prima della riforma del Concilio Vaticano II: "San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia, ecc.".

La Coroncina a San Michele Arcangelo
Un pio esercizio di preghiera, la Coroncina a San Michele, fu rivelato dall’Arcangelo Michele stesso alla Serva di Dio Antonia de Astonac in Portogallo. L’Arcangelo promise a chi lo avesse venerato in tal modo che, prima della Santa Comunione, sarebbe stato accompagnato da un Angelo di ciascuno dei nove Cori. Ogni invocazione doveva comprendere il ricordo di un Coro angelico e la recita di un Padre Nostro e tre Ave Maria, concludendosi con quattro Padre Nostro: il primo in suo onore, gli altri tre in onore di San Gabriele, San Raffaele e degli Angeli custodi.
L’Arcangelo promise anche di ottenere da Dio che colui che l’avesse venerato con la recita di questa coroncina ogni giorno avrebbe ricevuto la sua continua e particolare assistenza e quella di tutti gli Angeli santi durante la vita e in Purgatorio dopo la morte.
Di seguito le invocazioni specifiche della Coroncina:
- Ad intercessione di San Michele e del celeste coro dei Serafini, ci renda il Signore degni della fiamma di perfetta carità.
- Ad intercessione di San Michele Arcangelo e del Coro celeste dei Cherubini, voglia il Signore darci la grazia di abbandonare la vita del peccato e correre in quella della cristiana perfezione.
- Ad intercessione di San Michele Arcangelo e del sacro Coro dei Troni, infonda il Signore nei nostri cuori lo spirito di vera e sincera umiltà.
- Ad intercessione di San Michele Arcangelo e del coro celeste delle Dominazioni, ci dia grazia il Signore di dominare i nostri sensi e correggere le corrotte passioni.
- Ad intercessione di San Michele e del celeste Coro delle Potestà, il Signore si degni di proteggere le anime nostre dalle insidie e tentazioni del demonio.
- Ad intercessione di San Michele e del Coro delle ammirabili Virtù celesti, non permetta il Signore che cadiamo nelle tentazioni, ma ci liberi dal male.
- Ad intercessione di San Michele e del Coro celeste dei Principati, riempia Dio le anime nostre dello spirito di vera e sincera obbedienza.
- Ad intercessione di San Michele e del Coro celeste degli Arcangeli, ci conceda il Signore il dono della perseveranza nella fede e nelle opere buone.
- Ad intercessione di San Michele e del Coro celeste di tutti gli Angeli, si degni il Signore concederci di essere da essi custoditi nella vita presente e poi introdotti nella gloria dei cieli.
La Coroncina si conclude con una preghiera: "Onnipotente, sempiterno Dio, che con prodigio di bontà e misericordia, per la salvezza degli uomini hai eletto a Principe della tua Chiesa il glorioso San Michele, concedici, mediante la sua benefica protezione, di essere liberi da tutti i nostri spirituali nemici. Nell'ora della nostra morte non ci molesti l'antico avversario, ma sia il tuo Arcangelo Michele a condurci alla presenza della tua divina Maestà. Per i meriti di Gesù Cristo Signor nostro."
La Scala d'Oro
Maria Santissima ha rivelato a Maria G. Norcia che nella Piccola Culla del Bambino Gesù è posta la Scala d’Oro, la Scala di Luce, che collega il Cielo alla Terra. La Madonna ha detto: "La scala d’oro è il passaggio fra il Cielo e la Gerusalemme dove salgono tutti i veri figli di Dio. Non possono accedere ad essa anime incapaci di fare il bene verso Iddio e verso il prossimo". Questa Scala, intravista dal Patriarca Giacobbe (Gn 28,12), è una scala di congiunzione che gli Angeli e i Santi quotidianamente attraversano per lodare Dio e dispensare le Sue grazie sulla Terra. Gli Angeli e gli Arcangeli salgono e scendono al Comando di Dio da questa Scala per rinnovare la Terra e far sentire sempre più gli uomini di buona volontà in pieno contatto con Dio.