La Cattedrale di Santa Maria Assunta a Melfi: storia e tesori

La Cattedrale di Santa Maria Assunta, conosciuta semplicemente come il Duomo di Melfi, è un gigante di pietra che domina il cuore della città. Spesso sottovalutata rispetto all'imponente Castello di Federico II, questa struttura rappresenta un'esperienza mozzafiato che permette di ripercorrere secoli di storia lucana.

Veduta panoramica della facciata della Cattedrale di Santa Maria Assunta a Melfi

Storia e origini normanne

La storia del Duomo è affascinante quanto travagliata. Le prime notizie relative alla sede vescovile risalgono al 1059, in occasione del primo concilio celebrato da papa Niccolò II. La costruzione dell'edificio fu voluta nel 1055 da Roberto il Guiscardo, nell'ambito di una collaborazione politica tra papato e Normanni. Il tempio, inizialmente dedicato a San Pietro, fu consacrato nel 1076, anno in cui ricevette il titolo di Santa Maria Assunta.

A causa dei danni subiti durante le guerre della prima metà del XII secolo, Ruggero II decise di edificare una nuova cattedrale su progetto di Noslo de Remerio, completata nel 1153 con una monumentale facciata. L'impianto di base dell'epoca normanna rappresenta un esempio di transizione tra una pianta a croce greca e una a croce latina.

Il Campanile: la Torre Normanna

Il vero "supereroe" del complesso è l'imponente Campanile, noto anche come Torre Normanna. È l'unico elemento che ha mantenuto in gran parte l'originale aspetto romanico, resistendo a terremoti e al passare del tempo. La sua base è quadrata, alta 37 metri, ed è organizzata in cinque piani collegati da una rampa in spessore di muro. La struttura si distingue per le bifore ad arco tondo separate da colonnine di marmo.

Dettaglio architettonico del campanile romanico di Melfi

L'evoluzione barocca e i restauri

Sebbene l'origine sia normanna, la facciata odierna è il frutto della ricostruzione post-terremoto del 1694, che devastò gran parte della città. Il restauro più importante avvenne nel 1723 sotto l'impulso del vescovo Spinelli. La facciata attuale, che grida Barocco in ogni decorazione, presenta nell'ordine inferiore un portale in pietra bianca sovrastato da un frontone spezzato e da una lapide del 1748.

Nel corso dei secoli, la cattedrale ha subito numerosi interventi:

  • 1472: Il vescovo Loffredo fa costruire il coro rettangolare, conferendo la forma a croce latina.
  • XVI secolo: Ampliamenti e costruzione della sacrestia.
  • 1930: Dopo un violento sisma, un lungo restauro ha portato all'abbattimento delle cappelle laterali per motivi di stabilità e alla rimozione di alcune decorazioni barocche per riportare alla luce le strutture normanne.

Tesori artistici all'interno

Varcata la soglia, l'interno si rivela un tripudio di oro, marmi policromi e stucchi. Tra le opere di maggior rilievo si segnalano:

  • Soffitto ligneo: Un intricato capolavoro a cassettoni dorati, inno all'arte e alla fede.
  • Madonna Romea: Effige di derivazione bizantina che crea una grande suggestione.
  • Organo: Sontuoso strumento voluto dal vescovo Acquaviva di Aragona nel 1541, completato da stucchi e dorature nel 1723.
  • Reliquie: Il Duomo custodisce le spoglie di Sant’Alessandro, patrono della città dal 1626, San Teodoro e testimonianze dalle catacombe di San Callisto.
Interno della cattedrale con il soffitto a cassettoni e l'altare barocco
Elemento Descrizione
Altare maggiore Opera in marmi policromi con quattro colonne (due tortili e due cilindriche).
Cappella del SS. Sacramento Decorata con stucchi e bassorilievi, tra cui lo stemma del vescovo Spinelli.
Trono episcopale Manufatto in legno intarsiato e dipinto in oro zecchino.

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