Frati S.O.G.: Percorsi di Formazione e Ritiri Spirituali

Il Servizio di Orientamento Giovanile (S.O.G.) nasce dall’intuizione di creare a Santa Maria degli Angeli un centro per accogliere i giovani provenienti da varie parti d’Italia, con l'obiettivo di iniziare una vera e propria attività di pastorale giovanile e vocazionale nella nostra Provincia religiosa.

Foto panoramica del Convento di Santa Maria degli Angeli, sede del S.O.G.

A partire dagli anni 2001 e poi 2002, si è costituita una fraternità stabile, la comunità di “Casa Tre Compagni”, che collabora e affianca fra Giovanni nelle varie iniziative. Da subito, ciò che risulta vincente è l’esperienza di vita fraterna (preghiera, lavoro e condivisione dello stesso servizio) affiancata alla genialità e allo spirito profetico che ha sempre caratterizzato la vita e il ministero di fra Giovanni Marini.

Dal 2007, il S.O.G. ha consolidato le sue attività. Infine, nel 2015, la fraternità del S.O.G. ha sentito la necessità di restituire il “patrimonio” di esperienza accumulato in tanti anni di annuncio, realizzando il Master in Pastorale Vocazionale. Il Master è costituito da tre sessioni di una settimana ciascuna ed è pensato per chi opera nell’ambito della pastorale giovanile e vocazionale.

Infografica esplicativa sul Master in Pastorale Vocazionale

Offerte per la Pastorale Familiare e Coniugale

Il Corso "Aquila e Priscilla": Un Viaggio per Giovani Sposi

È davvero possibile per gli sposi amarsi e onorarsi per tutti i giorni della loro vita? Il sacramento del matrimonio è un dono di Dio e al tempo stesso un impegno. È un tesoro immenso donato da Dio e al tempo stesso un impegno. È un cammino avventuroso nel quale è possibile scoprire la promessa del Signore di una vita abbondante di frutti.

Il corso Aquila e Priscilla è rivolto alle coppie cristiane fino ai dieci anni di matrimonio e si struttura su due appuntamenti indipendenti come tematiche.

Illustrazione stilizzata di una coppia che intraprende un viaggio o costruisce una casa
  • Primo Appuntamento: Il VIAGGIO

    Attraverso la metafora del VIAGGIO, si affrontano le gioie e i dolori dei primi anni di matrimonio, dalla disillusione ai rapporti con le famiglie d’origine, passando attraverso il tema della comunicazione.

  • Secondo Appuntamento: La CASA

    Visitando le stanze della CASA, si riflette sul progetto di vita della famiglia negli ambiti essenziali: accoglienza, “prendersi cura”, sessualità, genitorialità, preghiera. Attraverso la metafora della casa, entrando nelle varie “stanze”, si parlerà della cura, della preghiera, della fecondità di coppia e del rapporto con i figli.

I due corsi Aquila e Priscilla nascono come due “contenitori” per trattare argomenti generali come la comunicazione, il lavoro, la sessualità, il rapporto con le famiglie di origine, ecc., lasciando però ai corsi successivi l’approfondimento delle singole tematiche. Sono complementari ma si può partecipare ad uno o entrambi senza un ordine preciso, in base al tempo della vostra vita di coppia. Se siete una giovane coppia nei primi anni di matrimonio e state iniziando a sperimentare la bellezza ma anche la fatica del vivere assieme queste realtà, allora questo corso fa per voi. Se state capendo che avete bisogno di camminare, fermatevi, questo corso fa per voi.

Il corso è svolto dai frati e dalle coppie dell’équipe della pastorale con le famiglie. Per i bambini sopra i due anni è previsto il servizio di animazione. I bambini non autonomi possono stare in teatro o nel foyer, attrezzato con l’amplificazione.

I Percorsi "Sposi e Santi": Approfondimenti Specifici

Il (per)corso Sposi e Santi, rivolto alle famiglie, costituisce un itinerario composto da cinque vie (cinque tematiche), per esplorare le gioie e le fatiche della vita quotidiana di ogni realtà familiare. Questo corso è aperto a tutte le coppie di sposi che credono che il matrimonio sia un cammino, sempre. Mentre gli Aquila e Priscilla trattano tematiche generali, gli Sposi e Santi approfondiscono una tematica specifica.

Anche per i corsi Sposi e Santi, per i bambini sopra i due anni è previsto il servizio di animazione. I bambini non autonomi possono stare in teatro o nel foyer, attrezzato con l’amplificazione. Il corso è svolto dai frati e dalle coppie dell’équipe della pastorale con le famiglie.

Illustrazione tematica sul perdono nel matrimonio o sulla sessualità sacra

Il Valore del Perdono Autentico

Vogliamo insieme riflettere sul valore del perdono, quello autentico che scaturisce dall’amore grande di Dio. È indirizzato agli sposi che desiderano sperimentarne la potenza e l’efficacia, partendo da ciò che ci consegnano la Parola di Dio e la preghiera, alla luce anche del contributo delle scienze umane.

Sessualità, Intimità e Passione nel Matrimonio

Sessualità, intimità, passione… che differenza c’è? Dio può aiutarci a capire il significato della sessualità e del matrimonio? Il corso vuole indicare una buona strada che possa permettere agli sposi di riscoprire la sessualità come espressione di relazione, comunicazione, tenerezza, appagamento, complicità, gioia, emozioni e affetto. L'amore e tutto ciò che è veramente umano, interessano anche la dimensione spirituale.

Ritiri Spirituali: Un Invito al Silenzio e all'Incontro con Dio

Viviamo in un tempo che ha perso familiarità con il silenzio. Le giornate scorrono piene di voci, immagini, richieste. Eppure, nel cuore di ogni uomo e di ogni donna resta una sete che non si spegne: il desiderio di essere ascoltati, di appartenere, di trovare un senso che abiti il respiro che ci faccia sentire vicini e amati da Dio. Quella sete ha un nome antico: preghiera.

La preghiera è il linguaggio più umano e più divino che esista. È un battito - discreto ma potente - che unisce la terra al cielo. Ogni epoca, ogni religione, ogni cultura ha cercato di dare forma a questa esperienza. In un mondo che misura tutto in termini di efficienza, la preghiera restituisce all’uomo la sua dimensione più vera: quella dell’attesa, dell’abbandono, della fiducia. Pregare non è un dovere ma un incontro, è il cuore che si apre al suo creatore, come un figlio che torna a casa. È il linguaggio dell’anima: nasce là dove le parole non bastano più.

Foto panoramica del Convento di Monterosso, luogo di ritiri spirituali

L'Eredità di San Francesco nella Preghiera

La preghiera attraversa la storia dell’umanità come un filo d’oro invisibile: è la lingua comune dei cercatori di Dio: «Il mio cuore parla al tuo cuore: Cercate il mio volto. Il tuo volto, Signore, io cerco.» (Sal 26). La preghiera è un dono e risposta al desiderio profondo dell’uomo: essere amato, conosciuto, salvato. Pregare non è “dire le preghiere”, è dare del tu a Dio, parlare con Dio come a un amico. La potenza della preghiera non sta nella quantità delle parole, ma nella profondità dell’ascolto.

Come si legge nelle biografie, san Francesco trascorse i pochi giorni che mancavano alla sua morte recitando inni di lode, invitando i compagni diletti a cantare con lui le lodi di Cristo. In occasione dell’ottavo centenario della sua morte (1226-2026) cogliamo la preghiera come un dono, un’eredità che ci ha lasciato il Santo invitandoci a farla entrare nella nostra vita, rendendola contemporanea, quotidiana e necessaria. Francesco è uomo diventato preghiera che si abbandona totalmente a Dio; per lui preghiera significa benedire, onorare, ringraziare, lodare, rispettare. Le sue parole sono canto, lode, supplica e rendimento di grazie. Il suo cuore non riesce a contenere l’amore che prova per il creatore e desidera comunicarlo a tutti.

Icona o affresco di San Francesco in preghiera

Programma Annuale dei Ritiri Spirituali al Convento (2025)

Una volta al mese (eccetto agosto) si organizza un Ritiro Spirituale seguendo il tema del percorso annuale che nel 2025 è “Coltivare e curare il giardino dell’anima”, un percorso che prende ispirazione dal “Cantico delle Creature” di san Francesco, di cui quest’anno (1225-2025) si ricorda l’ottocentesimo anniversario. Anche l’edizione 2025 sarà arricchita da una serie di incontri online con esperti per approfondire il tema nelle sue molteplici declinazioni.

I ritiri sono aperti a giovani e adulti che abbiano il desiderio di vivere momenti di riflessione, condivisione e relazioni fraterne in un contesto di particolare bellezza quale il Convento di Monterosso. Per ogni appuntamento ci sono relatori e approfondimenti diversi seguendo il tema generale.

Si richiede di portare lenzuola, asciugamani ed effetti personali. C’è la possibilità di arrivare il giorno prima o partire il giorno dopo. Ricordiamo che, acquistando il biglietto ferroviario con largo anticipo dalla partenza, si può usufruire di tariffe scontate Economy e Super Economy, oltre ad ulteriori offerte per viaggiare a prezzi ridotti.

12 Passi per Avvicinarsi alla Preghiera

Il programma dei ritiri al convento prevede dodici passi da percorrere come un proprio personale breviario di un anno per avvicinarci alla preghiera e imparare a pregare. Un cammino di ascolto, silenzio e incontro con il Signore che accoglie così da rendere la preghiera desiderio, dialogo e vita. Una forza che unisce, una via che trasforma, un linguaggio che appartiene a tutti.

Il cuore umano si trasforma: dal bisogno nasce la fiducia, dalla supplica la lode, dal silenzio la pace. Perché pregare non è ripetere parole, ma ritrovare la propria voce davanti a Dio. È il punto in cui la fragilità incontra la speranza, il limite si apre all’eterno, la parola tace e nasce l’ascolto.

  1. Alle Origini del Dialogo con il Divino

    La preghiera come cammino dell’uomo, casa universale dello spirito, esperienza viva: dalle sue origini antiche al suo significato oggi, nelle diverse tradizioni e nella vita quotidiana. C’è un silenzio che non è assenza, ma presenza: è il silenzio che vive tra due note, tra un respiro e l’altro. La musica prende senso proprio grazie alle pause. Dalle antiche tradizioni orientali ai salmi dell’ebraismo, dalle invocazioni islamiche ai silenzi del monachesimo cristiano, la preghiera attraversa la storia dell’umanità come un filo che lega popoli, culture e fedi diverse. Relatore: fr. Luca Pouchain, membro Ist.

  2. Silenzio, Morte e Trasformazione Interiore

    Un percorso che unisce la profondità della meditazione al mistero dell’esistenza. Attraverso il silenzio come via di ascolto e trasformazione interiore, la morte è affrontata non come fine, ma come passaggio di senso, occasione di risveglio e rinascita. Relatori: Padre Guidalberto Bormolini, monaco, antropologo e tanatologo e Fr. [Nome del frate relatore mancante nel testo originale].

  3. Perché Pregare?

    La preghiera è un dialogo tanto misterioso per chi crede di non averne mai fatto esperienza, quanto familiare per chi ha già imparato a immergersi in esso con il cuore. È l’unica cosa di cui c’è veramente bisogno: un’esperienza assolutamente gratuita. Relatore: fr. [Nome del frate relatore mancante nel testo originale].

  4. La Preghiera come Viaggio

    Ogni preghiera nasce da un passo, da un desiderio, da una ricerca. Come Abramo che parte verso la terra promessa, come i discepoli che riconoscono il Signore lungo la strada, anche noi impariamo che la preghiera è un viaggio che ci trasforma e ci apre all’incontro. Relatore: fr. [Nome del frate relatore mancante nel testo originale].

  5. Il Padre Nostro: Cuore della Preghiera

    Una preghiera che non si può comprendere ma che ti comprende. Il Padre Nostro è più di una formula: è un incontro. Gesù ci insegna a pregare non solo con le labbra, ma con il cuore del Figlio. Quanti modi ci sono di pregare il Padre nostro? Quanti modi per parlarne, per spiegarne il senso?

  6. Nel Cuore dell’Uomo la Voce di Dio

    Ogni preghiera nasce dal cuore: là dove abitano le domande, i silenzi, le ferite e i desideri più veri. Un cammino di riflessione e ascolto per riscoprire la preghiera come esperienza viva dell’umano che incontra il cuore di Dio. Relatori: Riccardo Boschetto, collaboratore di Pablo d’Ors, fondatore dell’ass. BENEDETTA CRISI. Relatore: Mons. [Nome del Monsignore relatore mancante nel testo originale].

  7. La Preghiera è il Linguaggio dell’Anima

    «Quando pregate, non sprecate parole… Il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.» (Mt 6,7-8) A volte è un grido che sale dal dolore, un’invocazione che si leva quando tutto sembra buio; altre volte è un canto di ringraziamento, un soffio di gratitudine che nasce dalla pace ritrovata.

  8. L'Uomo fatto Preghiera: San Francesco

    “L’uomo deve tanto pregare che, crescendo nell’amore di Dio, diventi tutto preghiera” (Fonti Francescane n. [Numero di riferimento mancante nel testo originale]). Uomo innamorato di Dio, Francesco non si limita a pregare: vive nella preghiera e ne fa la forma della sua esistenza. Relatore: fr. [Nome del frate relatore mancante nel testo originale].

  9. I Salmi: Scuola di Preghiera

    I Salmi sono la scuola di preghiera più antica della Chiesa. In essi si intrecciano la gioia e il dolore, la fiducia e la ricerca, il silenzio e il canto.

  10. La Preghiera tra Silenzio e Canto

    La preghiera nasce dal silenzio e fiorisce nel ritmo del cuore. Come una musica interiore, essa armonizza il tempo e le emozioni, unendo la voce dell’uomo al respiro di Dio. Nella tradizione monastica e francescana, il pregare diventa canto, equilibrio, ascolto e lode: un dialogo che trasforma. Fr. [Nome del frate relatore mancante nel testo originale].

  11. Che Cos’è la Preghiera? Come Pregare?

    Relatore: p. [Nome del padre relatore mancante nel testo originale].

Nota: Alcuni nomi di relatori e riferimenti specifici non erano presenti nel testo originale e sono stati indicati come mancanti.

Percorsi di Ritiro per Diverse Fasce d'Età e Stati di Vita

  • Per Giovani (dai 17 anni)

    Tre incontri all'anno per ritirarsi e condividere le giornate con altri giovani in ricerca, guidati dall’ascolto della Parola di Dio. Sono occasioni per fare esperienza del Signore della vita attraverso la preghiera, il servizio e la fraternità. A questo "salire sul monte" segue il ritorno alla vita di tutti i giorni per abitare la propria quotidianità con uno sguardo nuovo.

  • Per Giovani Adulti (Percorso "Vieni e Seguimi")

    Un percorso di un anno a tappe mensili proposto ai giovani che concludono l’esperienza degli incontri “Vieni e Seguimi”. Le tappe offrono la possibilità di ritirarsi ascoltando e meditando la Parola di Dio, dall’Antico al Nuovo Testamento, con tempi di silenzio e condivisione. Compimento del percorso è il pellegrinaggio in Terra Santa, esercizio per abitare fino in fondo la nostra vita, “terra” che il Signore ci ha promesso.

  • "Guidami sulla via della Vita" (Per Giovani Adulti)

    Lectio divina su passi biblici scelti e preghiera personale. Momenti per fermarsi e stare con Dio in maniera intima e libera, come con un vecchio amico. Il modo in cui avviene questo incontro è la preghiera, fatta di ascolto della Parola e silenzio. In questo cammino si è accompagnati da fratelli che hanno scelto di percorrere la via dell’Amore e della Bellezza: la via della Vita.

  • "Riempite d'acqua le giare" (Per Giovani Famiglie)

    Nei ritiri per giovani famiglie si potrà riempire le giare della vita coniugale e familiare con l’amore di Dio attraverso l’ascolto della parola, la condivisione con il proprio sposo o sposa e momenti di fraternità con le altre famiglie. Tutto questo si farà rispettando le esigenze e i ritmi dei più piccoli grazie a catechesi veloci e mirate, e programmi flessibili e ritagliati sulle necessità portate di volta in volta da ogni famiglia.

Testimonianza: Un Incontro Trasformativo con Dio

Una partecipante racconta la sua esperienza: “Fidati! Sono arrivata al corso vocazionale di San Francesco senza avere idea di quello che avremmo fatto, era la mia prima esperienza con i frati. Sapevo solo di essere lì perché volevo fare chiarezza riguardo a ciò che desideravo dalla mia vita, sicura quasi al 100% che il corso non avrebbe fatto altro che confermare e rafforzare i sogni che già avevo e che speravo avrebbero, una volta realizzati, tappato quella sensazione di vuoto che da anni sentivo nel cuore. Ogni volta che la mia vita frenetica si fermava per un attimo mi chiudevo nella tristezza, mi sembrava di star sprecando il mio tempo, come se mi mancasse qualcosa di essenziale al quale però non riuscivo a dare un nome.”

“Il primo giorno di corso lo passai cercando di conoscere gli altri ragazzi e tentando di non farmi demoralizzare dall’ambiente sconosciuto, ero anche piuttosto tranquilla: dato che vengo da una famiglia cristiana credevo di sapere già tutto il necessario su Dio e sulla fede. Superbamente pensavo di avere già la verità in tasca e non credetti a Padre Francesco quando ci disse di fare tesoro dell’esperienza che stavamo per vivere, di non sprecarla, perché per molte persone passate di lì la vita si può dividere in prima e dopo il vocazionale, in prima e dopo l’incontro con Dio. Ma che voleva che succedesse? pensavo. Io Dio già lo conoscevo. E invece non era così.”

“Il secondo giorno fu terribile, i frati hanno la capacità di mostrarti e, se ancora non capisci, sbatterti in faccia, verità che ti pugnalano con la loro semplicità e chiarezza e che ti rendono consapevole della cecità in cui stai vivendo. Mi sentivo ribaltata dentro fuori, misi tutto in discussione, mi sembrava di aver sempre riposto fiducia in un credo che in realtà non mi apparteneva per nulla questo perché quel giorno mi fu detto ‘Dio ti ama, tu sei prezioso per lui’. Non che fosse la prima volta che sentivo quelle parole, ma la verità era che non ci avevo mai creduto. Io quell’amore forte non l’avevo mai sentito, invece i frati e le suore ce ne parlavano come se fosse una cosa vera, percepibile. Quel giorno scoprii che forse Dio non lo conoscevo proprio così bene come sostenevo, anzi compresi di non aver capito nulla del suo messaggio, da un lato desideravo imparare a conoscerlo, dall’altro ero spaventata dall’idea di dover iniziare da zero un nuovo cammino di fede, sentivo che se avessi scelto di approfondire la mia relazione con il Signore sarei poi andata fino in fondo e la mia pigrizia si ribellava, pareva dirmi ‘Tieni la testa bassa e torna alla vita di prima, è meglio così, è più semplice’.”

“Per fortuna Dio non ha rinunciato a me nonostante la mia testa dura. Il sentir ripetere l’annuncio di amore di Cristo mi faceva bene, sapeva di speranza; finalmente, catechesi dopo catechesi, silenzio dopo silenzio, iniziai ad intravedere un barlume di quello che cercavo. Ancora però ero legata a quello che ero prima, a quei vizi con i quali avevo cercato, invano, di chiudere il vuoto che sentivo. Fu solo grazie al sacramento della riconciliazione che riuscii a lasciar andare tutte le mie debolezze e i miei errori, questo solo dopo averli riconosciuti come tali. Da troppo ormai scusavo a me stessa ogni cosa, tentando di tenere la coscienza a posto. Durante quella confessione dissi a Dio tutto, tutto, tutto, come non avevo mai fatto prima, non volevo più quella roba dentro di me. Certo non fu senza dolore, ma provai un dolore buono, liberante.”

“Dio mi aveva estratto una dopo l’altra tutte quelle spine che dentro di me lo soffocavano e che io avevo, fino a quel momento, fatto crescere con cura. Piano piano, nei giorni seguenti, grazie anche al confronto con molte persone meravigliose, mi accorsi che più accettavo di lasciare spazio a Dio dentro il mio cuore, di lasciarmi coinvolgere dalle sue parole di amore donato invece che restarvi indifferente, più quel vuoto che per anni mi aveva assorbita spariva e al suo posto il sorriso sulle mie labbra cresceva. Capii anche che non solo fino a quel momento avevo rifiutato l’amore di Dio, ma che questo atteggiamento mi aveva portato a rifiutare anche l’amore delle persone a me più vicine. Senza mai chiedere aiuto a nessuno e convinta di essere forte abbastanza, mi stavo annullando. Il Signore invece mi voleva guarire e lo faceva anche attraverso lo sguardo del Cristo del crocifisso di San Damiano che spesso avevamo di fronte. Non potevo fare a meno di guardarlo e quando percepivo ancora pigrizia e angoscia osservavo quegli occhi dolci, di una dolcezza ancora tutta da scoprire e scordavo le mie incertezze.”

TRASFORMATO DALLA GRAZIA DI DIO Testimonianza di FEDE

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