Dal giorno in cui Cristo risuscitò e prima della Sua ascensione al cielo, Egli si presentò ai discepoli per quaranta giorni, parlando loro delle cose riguardanti il regno di Dio (Atti degli Apostoli 1:3). Prima di “andare in viaggio” e “lasciare la propria casa”, Egli lasciò al mondo un dono: la chiesa, e con essa tutte le direttive per farla prosperare secondo la Sua volontà. Oltre alla chiesa universale, che è l’insieme spirituale dei credenti, è visione di Dio che in ogni luogo ci sia una chiesa materialmente militante e visibile, che contrasti il peccato e predichi l’Evangelo della grazia eterna, essendo luce del mondo e sale della terra.
La dottrina dei ministeri: Efesini 4:11
Tra le diverse direttive date da Cristo alla chiesa, la dottrina che sta alla base della struttura comunitaria riguarda i ministeri che la compongono. Questi sono stati dati per il perfezionamento dei santi, per l’opera del ministero e per l’edificazione del corpo di Cristo, affinché non siamo più bambini, sballottati da ogni vento di dottrina per la frode degli uomini, ma cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo.
Nella chiesa del Signore non esiste una gerarchia piramidale; siamo tutti allo stesso livello, fratelli e sorelle con un unico Padre. Tuttavia, come nella famiglia Dio ha posto una diversità di ruoli, così nella chiesa Egli ha stabilito una diversità di compiti o ministeri. Dio non ha affidato tutto a un’unica persona per sviluppare il concetto di interdipendenza e crescita omogenea del corpo.

L'Apostolo: l'inviato e il fondatore
Il termine Apostolo deriva dal greco antico apòstolos e significa “inviato”, “rappresentante” o “messaggero”. Inizialmente, questo titolo fu esclusivo dei dodici discepoli di Gesù e, successivamente, di Paolo di Tarso. I requisiti essenziali per l'apostolato primitivo includevano l'essere stati testimoni oculari della vita, morte e risurrezione di Cristo (Atti 1:21-22).
Le caratteristiche principali di questo ministero sono:
- Fondazione: Gli apostoli sono stati usati da Cristo nella prima generazione per fondare la Chiesa e impostare la sana dottrina.
- Autorità: Possiedono un mandato speciale del Cristo risorto per costituire e dirigere le comunità.
- Segni: L'opera apostolica è spesso accompagnata da potenza, miracoli e rivelazione diretta.
Il Profeta: il portavoce di Dio
Il Profeta (dal greco prophètes) è colui che parla al posto di un altro; nella Bibbia è il portavoce di Dio. Egli non parla per propria conoscenza o sapienza, ma per pura ispirazione divina. Il ministero del Profeta non va confuso con il semplice dono di profezia: il ministro profetico nella chiesa predice, esorta, rivela e conforta in modo molto efficace.
Contrariamente a certe interpretazioni moderne, il ministero profetico nel Nuovo Testamento comprende ancora l'annuncio di eventi futuri e la rivelazione della volontà di Dio per i singoli credenti, come dimostrato dalla figura di Agabo, che predisse una carestia e il legamento di Paolo (Atti 11:28; 21:10-11).
L'Evangelista: lo spargitore del seme
Il ministero dell’Evangelista consiste nello spargere il seme della salvezza in ogni dove. Sebbene ogni cristiano abbia il mandato di predicare l'Evangelo, l’Evangelista lo fa con un’efficacia e una persuasione uniche. Spesso è una figura itinerante, dedita a fondare nuove chiese e a portare la Buona Notizia (Euangelion) dove non è ancora giunta.
Esempi biblici come Timoteo e Tito mostrano che l'evangelista deve:
- Essere un esempio nella parola, nella condotta e nella fede.
- Applicarsi alla lettura, all'esortazione e all'insegnamento.
- Essere totalmente dedicato all'opera, come un soldato arruolato.
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Il Pastore: la cura del gregge
Il Pastore (dal greco poimén) è colui che si occupa personalmente delle pecore del gregge. Il suo compito non si limita alla predicazione, ma consiste principalmente nel curare gli aspetti interpersonali della chiesa, portando i pesi insieme ai fedeli e consigliandoli nelle situazioni più delicate.
Il titolo di pastore evoca le qualità di YHWH nell'Antico Testamento e di Gesù, il Buon Pastore, nel Nuovo. Un vero ministro cristiano deve pascere la Chiesa di Dio con slancio, in modo disinteressato, proteggendo le pecore dai pericoli spirituali e guidandole verso pascoli nutrienti.
Il Dottore: l'insegnante della Parola
Il ministero del Dottore (o Maestro, dal greco didàskalos) è fondamentale per la crescita dottrinale. A differenza del profeta, il dottore parla spesso per intelletto, conoscenza e sapienza spirituale conferitegli da Dio attraverso lo studio e la meditazione della Parola.
Il suo scopo principale è:
- Tirar fuori dalla Bibbia gli infiniti tesori "nascosti".
- Istruire i credenti affinché siano saldi nella verità.
- Ricordare costantemente le dottrine fondamentali per evitare derive eretiche.
Molti studiosi notano che in Efesini 4:11 i termini "pastori e dottori" sono uniti sotto un unico articolo nel testo greco, suggerendo che possano essere due funzioni strettamente correlate dello stesso ufficio ministeriale locale.
Altre figure: Vescovi, Anziani e Diaconi
Oltre ai cinque ministeri, il Nuovo Testamento presenta altre figure essenziali per l'amministrazione della chiesa locale:
| Termine | Origine Greca | Significato e Funzione |
|---|---|---|
| Vescovo | Epìskopos | Sorvegliante, soprintendente, custode. Ha il compito di vigilare sulla chiesa locale. |
| Anziano | Presbýteros | Uomo di esperienza spirituale. Vescovo e Anziano indicano spesso la medesima figura. |
| Diacono | Diàkonos | Servitore. Si occupa del servizio pratico e dell'amministrazione dei soccorsi materiali. |
Divergenze dottrinali contemporanee
Oggi molte organizzazioni religiose hanno semplificato o modificato questa struttura. Ad esempio, nelle Assemblee di Dio in Italia (ADI), si tende ad affermare che il Pastore riassuma in sé tutti e cinque i ministeri. Questa visione si scontra con il principio biblico della pluralità dei ministeri e della distribuzione dei doni operata dallo Spirito Santo secondo la Sua sapienza.
L'uso del termine "pastore" come unico titolo per il ministro di culto è una consuetudine risalente alla Riforma protestante (Calvino e Zwingli), ma la Scrittura mostra che ogni ministro, sia esso apostolo, evangelista o dottore, era atto a predicare la Parola secondo il carisma ricevuto. La Bibbia non limita mai la predicazione unicamente al pastore, né suggerisce una gerarchia dove un solo uomo comanda sugli altri, poiché siamo tutti fratelli sotto la guida di Cristo, il Pastore grande delle pecore.