L'Apostolato del Mare in Italia: Storia, Missione e Struttura Attuale

L'Apostolato del Mare è un'opera della Chiesa Cattolica dedicata alla cura pastorale e al sostegno della "gente del mare". La sua missione si articola nella promozione, all'interno delle comunità cristiane, di atteggiamenti e opere di fraterna accoglienza nei riguardi dei migranti e degli itineranti. Favorisce, inoltre, nella stessa comunità civile, la comprensione e la valorizzazione della loro identità, in un clima di convivenza pacifica e rispettosa dei diritti della persona umana.

Simbolo dell'Apostolato del Mare o Stella Maris

Le Origini e la Nascita di un Impegno Pastorale

Le Prime Iniziative Caritative

Già prima del 1900, esistevano diverse iniziative missionarie cattoliche volte a fornire assistenza spirituale, sociale e materiale agli equipaggi che facevano scalo nei principali porti europei e del Nord America. Tra questi figurano i porti di Londra, Bootle, Montreal, New York, New Orleans e Sydney. In Francia, nel dicembre 1894, gli Agostiniani dell'Assunzione fondarono la "Società delle Opere del Mare", con l'obiettivo di fornire assistenza medica, materiale, morale e religiosa ai marittimi francesi e di altre nazionalità, in particolare a coloro che praticavano la pesca d'altura al largo dell'Islanda, dell'arcipelago di Terranova e nelle Isole Faroe. Più tardi, alla fine degli anni 1890, i membri della Società di San Vincenzo de Paoli iniziarono la visita regolare delle navi in numerosi porti della Gran Bretagna.

Mappa dei porti con le prime iniziative missionarie cattoliche

La Fondazione Ufficiale

Fu nel porto di Glasgow che il reverendo padre Egger, gesuita, fondò il primo ramo dell'Apostolato del Mare, sotto l'egida della Società dell'Apostolato della Preghiera. Nonostante un periodo di diminuzione delle attività con la partenza di padre Daniel Shields, gesuita e uno degli animatori più zelanti, l'Opera dell'Apostolato del mare, nata all’inizio del ventesimo secolo, ricevette la prima approvazione della Sede Apostolica nel 1922. Agli inizi degli anni '20, l'attività dell'Apostolato del Mare internazionale, così come oggi si conosce, venne ufficialmente approvata. Arthur Gannon e Peter Anson presentarono alla Santa Sede domanda di approvazione ufficiale delle Costituzioni per la fondazione dell'Apostolato del Mare.

L'Evoluzione dell'Apostolato del Mare sotto la Sede Apostolica

I Primi Interventi Papali

Il provvedimento di rafforzamento dell'impegno pastorale che la Chiesa porta avanti da oltre un secolo a sostegno di pescatori, marittimi e comunità costiere, affonda le sue radici fin dal motu proprio Iam pridem di Pio X, emanato nel 1914. In seguito, nel 1942, Papa Pio XII decise che l’allora Sacra Congregazione Concistoriale avesse «l’alta direzione dell’Opera» dell'Apostolato del Mare, come attestato dall'Ex Audientia SS.mi, del 30 maggio 1942, n. 334/40. Tale disposizione fu successivamente confermata dalla Costituzione Apostolica Exsul Familia.

Norme e Aggiornamenti Post-Conciliari

In data 21 novembre 1957, la Congregazione Concistoriale emanò le Leges Operis Apostolatus Maris, stabilendo le norme per la cura pastorale dei marittimi e dei naviganti, e attribuendo ai Cappellani dell’Apostolato del Mare determinate facoltà e privilegi. Con il Decreto Apostolatus Maris dell’allora Pontificia commissione per la cura spirituale dei migranti e degli itineranti, del 24 settembre 1977, le norme e le facoltà furono revisionate alla luce del Concilio Vaticano II. Successivamente, San Giovanni Paolo II, con il Motu Proprio Stella Maris del 31 gennaio 1997, aggiornò le norme precedentemente emesse. Infine, Papa Francesco ha disposto che la direzione dell’Opera dell’Apostolato del Mare spetti al Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, il quale nel frattempo ha assunto le competenze relative alla pastorale dei migranti e degli itineranti (cfr. art. 166 § 1, Cost. Ap.).

L'Apostolato del Mare in Italia: La Struttura della CEI

La Costituzione del Nuovo Ufficio Nazionale

Oggi l'Apostolato del Mare è alle dirette dipendenze della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Nel marzo 2012, infatti, la CEI stessa creò il Nuovo Apostolato del Mare, il cui Vescovo promotore fu l'arcivescovo di Sorrento Castellammare di Stabia, Mons. Francesco Alfano. Il Consiglio Episcopale Permanente, contestualmente all’approvazione, nella sessione del 23-26 gennaio 2012, del nuovo statuto della Fondazione Migrantes, ha stabilito di scorporare dalla Fondazione le competenze precedentemente attribuite al suo interno all’Ufficio per la pastorale degli addetti alla navigazione marittima e aerea. Di tali ambiti, il secondo, riconducibile essenzialmente al coordinamento dei cappellani aeroportuali, è stato affidato all’Ufficio Nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport; quanto alla pastorale dei marittimi, il Consiglio Episcopale Permanente, nella sessione del 26-29 marzo 2012, ha costituito all’interno della Segreteria Generale della CEI il nuovo Ufficio Nazionale per l’apostolato del mare, di cui ha approvato il regolamento, attribuendo ad esso le competenze previste dal motu proprio di Giovanni Paolo II Stella Maris.

La costituzione di un Ufficio specifico nella Segreteria generale della CEI rappresenta un salto di qualità dell’impegno ecclesiale a favore della gente di mare nel nostro Paese. L’Ufficio nasce in esecuzione delle indicazioni contenute nel Motu proprio Stella Maris di Giovanni Paolo II. Risponde, soprattutto, a un’attesa pastorale della gente di mare e di tutte quelle persone che in un modo o in un altro frequentano o attraversano i numerosi porti di un territorio così ricco di coste come quello italiano. Era dunque necessario confermare e rivolgere un’attenzione specifica a una condizione di vita così diffusa e peculiare.

Mappa delle coste italiane con i principali porti

Il Rafforzamento della Struttura di Coordinamento: Il Chirografo del Pontefice

L'Istituzione dell'Organo Centrale

Recentemente, il Pontefice ha eretto l’Apostolato del Mare quale organo centrale e di coordinamento dell’Opera dell’Apostolato del Mare, approvandone al contempo lo Statuto. Questo organo centrale dell’Opera dell’Apostolato del Mare gode della personalità giuridica canonica pubblica ed ha sede all’interno dello Stato della Città del Vaticano. L'istituzione di questo organo centrale e di coordinamento nasce dal "vivo desiderio che la cura spirituale della Chiesa nell’ambito della pastorale del mare possa continuare con entusiasmo e generosità". La consultazioni per la sua costituzione sono state condotte e coordinate dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Il direttore dell’Apostolato, Don Bruno Bignami, ha spiegato che con questo documento "si entra nel merito del tema dell’organizzazione pratica del lavoro di questa Opera dell’Apostolato del mare. Si dà specificità a questa organizzazione, favorendo il coordinamento del lavoro a livello delle varie Conferenze episcopali, che sono chiamate ad aderire nel segno della collaborazione tra le varie realtà". Questo atto si pone in continuità con l’attenzione che la Chiesa ha sempre avuto nei confronti delle realtà del mare e delle persone che lo vivono.

A livello di compiti, l’Apostolato del Mare coordinerà l’azione delle realtà pastorali locali istituite dalle Conferenze Episcopali con territorio marittimo, fluviale o lacustre, promuovendo l’attenzione delle medesime Conferenze Episcopali e offrendo loro orientamenti pastorali, occasioni formative, accompagnamento e sostegno alle iniziative a favore di persone e comunità dedite alla navigazione, alla pesca e alla cura dei relativi ambienti.

La Missione Continua

Da lungo tempo, la Chiesa accompagna la gente del mare, intesa come naviganti, i marittimi e le loro famiglie, nonché le altre persone le cui vite sono esistenzialmente legate alla navigazione e alla pesca sui mari, sui fiumi e sui laghi. Sono tutti un segno che la Chiesa si prende cura delle peculiari necessità spirituali di coloro che vivono ed operano nell'ambiente marittimo. L’Opera dell’Apostolato del Mare (Opus Apostolatus Maris) provvede alla cura pastorale specifica rivolta a questa "gente del mare". In diverse occasioni, anche il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti ha avvertito la necessità di un ripensamento della missione verso la gente di mare, sottolineando che "il futuro della pastorale marittima non può più essere opera di singoli, sacerdoti o laici, ma deve sfociare in una responsabilizzazione di tutto il popolo di Dio". Le Conferenze Episcopali, i Vescovi Promotori e i Direttori Nazionali hanno la responsabilità di "favorire l’Opera dell'Apostolato Marittimo" affinché le comunità cristiane si rendano conto di questa presenza bisognosa di amicizia e accoglienza. La pastorale dei marittimi, dei pescatori e delle loro famiglie dovrà insomma diventare sempre più parte integrante della responsabilità pastorale parrocchiale.

L'importanza di questo settore è notevole in Italia, con 22.000 pescatori imbarcati, oltre 100.000 lavoratori a terra e circa 125.000 addetti complessivi, nonostante una riduzione del numero di pescatori negli ultimi dieci anni. Il Cardinale Michael Czerny, in occasione della Giornata Mondiale della Pesca (21 novembre), ha diffuso un messaggio che evidenzia come «la cura dei mari e della pesca è intimamente legata alla cura delle persone». In un contesto dove in Italia non esiste ad oggi un vero e proprio Ministero del Mare, la Chiesa e il Vaticano si dimostrano lungimiranti e vicini, almeno a livello spirituale, al popolo dei naviganti e dei pescatori, offrendo un supporto fondamentale.

Infografica sull'importanza economica e sociale del settore marittimo in Italia

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