La Sicilia si prepara a celebrare nuove figure di santità, con l'apertura e l'avanzamento di diverse cause di beatificazione e canonizzazione. Queste iniziative riflettono la ricchezza spirituale dell'isola, portando alla luce vite esemplari di sacerdoti e laici.
Annunci Recenti: Il Nulla Osta della Conferenza Episcopale Siciliana per il 2026
La Conferenza Episcopale Siciliana (CES) ha recentemente concesso il Nulla Osta per l'introduzione di due importanti cause di beatificazione e canonizzazione. L'annuncio è stato diffuso tramite il comunicato finale della sessione di lavori della CES, tenutasi dal 12 al 14 gennaio 2026.

Don Gerlando Re: Il Sacerdote Eroico dell'Arcidiocesi di Agrigento
Tra le figure la cui causa è stata introdotta, spicca quella di don Gerlando Re, un sacerdote dell'Arcidiocesi di Agrigento. La sua vita, e in particolare la sua morte, sono segnate da un profondo eroismo e dedizione al prossimo.
La Vita e la Morte Esemplare
La figura di don Gerlando Re non emerge solo per le sue opere, ma per l'eroismo che ha segnato la sua fine terrena. "Era un sabato pomeriggio. Don Gerlando è in casa, sta recitando il Breviario, dalla finestra della sua abitazione si può osservare la gente che passeggia tranquillamente. All’improvviso, si odono degli spari." Si legge nella narrazione dei fatti. Don Gerlando, affacciandosi alla finestra e rendendosi conto della tragedia, si precipitò fuori, incurante della zia che gli gridava di non andare per il pericolo imminente. "Vede, a terra, un uomo in una pozza di sangue. Si china per dare l’assoluzione al morente, mentre tenta di calmare l’omicida."
La sua morte a trentatré anni, tra la sua gente che conosceva e amava, dimostrando con il supremo sacrificio il suo impegno a dare tutto, non può essere un fatto occasionale, ma la rivelazione di un disegno divino. Don Pirrera, riflettendo sulla vicenda, scriveva che se don Gerlando, invece di chinarsi a confortare la vittima, avesse badato a disarmare l'omicida, probabilmente ci sarebbe riuscito. Era infatti dotato di una forza fisica e prontezza di riflessi non comuni, avendo già dimostrato, più volte, di sapere risolvere situazioni pericolose mettendo a rischio la propria incolumità.

L'Impegno Pastorale e l'Influenza Spirituale
Intrepido e generoso per natura, don Gerlando metteva a disposizione di tutti queste doti, illuminandole con una fede convinta ed entusiasta. Era un giovane apostolo di Cristo, maturato al fuoco dello Spirito Santo, in dodici lunghi anni di preghiere e studio. Non poteva non vivere in maniera incandescente la fede nel Maestro e nel Suo Vangelo.
Per i suoi giovani e le loro famiglie, don Gerlando era un vero oracolo. Gli adolescenti, specie se studenti alle prese con il latino, il greco e la filosofia, facevano le ore piccole per concludere una versione o rendersi conto del concetto socratico o delle idee di Platone. La sua cultura classica e moderna non era mai fine a sé stessa, né tantomeno per imporsi all'attenzione degli altri.
Don Pirrera ricordava anche che la lotta tra comunismo e Cristianesimo, allora, nei paesini poveri e male istruiti, era dura e, a volte, crudele. I preti venivano additati come amici dei ricchi e sostenitori del malgoverno, ma nessuno poté convincere i minatori e i contadini di Cianciana che Don Gerlando non fosse uno di loro, uno pronto a dare la vita per difenderli dal male e da ogni ingiustizia.
L'Eredità del Sacrificio di Don Gerlando
Alla notizia della sua eroica morte, non furono solo i giovani di Cianciana a raccogliere l'eredità della perenne giovinezza di don Gerlando Re. C'erano anche i suoi confratelli sacerdoti di tutta la Diocesi agrigentina, che sentirono vivificare le proprie energie. Ma, in particolare, c'erano quegli undici diaconi che, trepidanti, si preparavano a ricevere, fra qualche giorno, l'Ordinazione sacerdotale. La notizia non ebbe per loro sapore di morte o di tragedia, ma la sentirono portata dal Vento dello Spirito che, fugando ogni dubbio ed incertezza, li confermava nell'impegno di seguire il Maestro, disposti a donare anche la vita.
Sarah Calvano: La Giovane Laica della Diocesi di Noto
Accanto a don Gerlando Re, la Conferenza Episcopale Siciliana ha concesso il Nulla Osta anche per l'introduzione della causa di beatificazione e canonizzazione di Sarah Calvano, una giovane laica della Diocesi di Noto. La sua figura è un'ulteriore testimonianza della santità che può fiorire anche nella vita quotidiana dei fedeli laici.
Un Precedente Significativo: La Causa di Beatificazione di Manuel Foderà (2024)
Questi nuovi annunci si affiancano ad altre iniziative diocesane già in corso, come la causa di beatificazione del Servo di Dio Manuel Foderà, laico, morto a Calatafimi Segesta all'età di soli 9 anni il 20 luglio 2010. La sua causa ha visto passi significativi nel 2024.
Vita e Fede Profonda di Manuel Foderà
Manuel Foderà è nato a Salemi, in provincia di Trapani, il 21 giugno 2001. A soli quattro anni, a Manuel fu diagnosticato un'infiltrazione massiva da neuroblastoma al IV stadio. Nonostante la fanciullezza, Manuel ha coltivato una profonda vita spirituale, intrattenendo dialoghi intimi con Gesù, suo "Amico Speciale". Questo spazio fecondo ha fatto sbocciare molte preghiere che testimoniano la profondità del suo animo e la genuinità della sua fede.
Nell'ottobre 2007, dopo tanta insistenza, Manuel ricevette per la prima volta l'Eucaristia, da lui compresa come "una Bomba di Grazia", seguita dalla Confermazione nell'agosto 2008. L'editto pubblico del vescovo di Trapani recita: "Egli ha fatto della propria vita una «missione Luce» per avvicinare uomini e donne di ogni età a Gesù, per seminare in ogni contesto la pace del cuore e offrire la propria malattia per la conversione dei peccatori e la santificazione dei sacerdoti."

L'Avvio dell'Iter Diocesano per la Canonizzazione
Considerata la fama di santità diffusa presso il popolo di Dio, il vescovo di Trapani aveva annunciato il 29 dicembre 2024, in occasione dell'apertura diocesana del Giubileo, l'intenzione di aprire la causa diocesana di beatificazione per Manuel Foderà. Il 24 ottobre 2024, con l'accettazione del libello presentato dal postulatore Francesco Catozzella, si è chiusa la parte preliminare per dare avvio alla fase istruttoria diocesana della Causa di Beatificazione e Canonizzazione. La preghiera per la beatificazione del servo di Dio Manuel Foderà è stata resa pubblica il 5 novembre 2024, memoria liturgica di tutti i santi della Chiesa di Trapani.
È stata anche nominata una Commissione Storica con il compito di ricercare e raccogliere i documenti inediti del piccolo "servo di Dio". Della Commissione storica fanno parte: mons. Liborio Palmeri, delegato vescovile per la ricerca, la cultura e le arti; Stefania La Via, vicedirettrice dell’Archivio storico diocesano; don Giuseppe Grignano, direttore della pastorale giovanile.
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