La storia della parrocchia di Cerro Maggiore affonda le sue radici in tempi antichi, con la prima menzione di una chiesa risalente al 1398. Questa citazione si trova nel celebre Liber Notitiae Sanctorum Mediolani, opera di Goffredo da Bussero, un'importante fonte storica per la diocesi di Milano.

Dalle Origini al Cinquecento: La Chiesa Diventa Parrocchiale
Nel 1565, la chiesa di Cerro Maggiore assunse lo status di parrocchiale, un evento significativo per la comunità locale. Tuttavia, le sue condizioni strutturali non erano ottimali. Durante la sua visita pastorale del 1570, l'allora vescovo Carlo Borromeo, un'eminente figura della Chiesa milanese, la trovò in pessime condizioni.
La Storia di San Carlo Borromeo
In risposta a questa situazione, la chiesa fu riedificata alla fine del Cinquecento. Questo intervento è attestato dalla relazione della visita pastorale del 1596, condotta dall'arcivescovo Federigo Borromeo, cugino di San Carlo, che venne a Cerro il 17 giugno 1596 e rilevò la povertà della chiesa parrocchiale.
La Costruzione dell'Attuale Edificio (XVIII Secolo)
La posa della prima pietra dell'attuale chiesa parrocchiale, frutto del progetto dell'architetto milanese Giovanni Angiolo Caslini, avvenne nel 1739. L'edificio, sebbene non ancora completamente ultimato in tutte le sue parti, fu inaugurato nel 1778. Il 2 maggio 1761, l’Arcivescovo di Milano Mons. Pozzobonelli venne in visita pastorale. Un altro visitatore fu il milanese, un certo Schieppati. In questo periodo, la chiesa era dedicata a San Giovanni Battista e alla Madonna del Rosario, culti voluti dalla Confraternita del Santissimo Sacramento.
Nobili e Donazioni
In quel periodo, la presenza di nobili, come le famiglie Visconti, Battaglia, Albuzzi, Gorla, era significativa. Alcune donazioni sono degne di nota, come l'altare del Santissimo Sacramento voluto dalla Confraternita del SS. Sacramento. La Nobildonna Antonia Albuzzi, insieme ad altri, finanziò un nuovo altare, che fosse adeguato alla grandezza della chiesa.

Ampliamenti e Restauri Moderni
Nel 1888, un concerto di sei campane fu installato nel campanile, arricchendo la sonorità della parrocchiale che prima ne aveva solo tre, oltre a un orologio. Tra gli anni Sessanta del Novecento, la chiesa subì un importante ampliamento grazie all'impegno dell'allora parroco don Vittorio Branca. L'incarico di studiare un ampliamento della chiesa parrocchiale fu affidato all'ingegnere cerrese Stevenazzi.
Nel 1973, Mons. Bettazzi invitò l’Arcivescovo di Milano a prendere in considerazione ulteriori migliorie. Durante gli anni '70 e '80, la chiesa fu oggetto di ulteriori abbellimenti e restauri. Alcuni elementi esterni, come le lesene e il cornicione, furono finiti. Le porte d'ingresso, in bronzo, sono opere dello scultore bresciano Maffeo Ferrari. Un antico confessionale ligneo del 1600, a forma di grotta, fu rimosso. Altri elementi decorativi come i capitelli dorati (1847) sono stati rimossi. La parte superiore della facciata era rimasta a mattoni a vista ed è stata completata con un rivestimento verde di Varallo.
Un particolare rilievo è dato dal presbiterio, dove il Santo Crocifisso è affiancato dai patroni Cornelio e Cipriano.

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