Antinoo: Tra Bellezza, Mito e Culto Imperiale

« Un giovinetto in disparte ascoltava… con un’attenzione pensosa e distratta al tempo stesso, e io pensai subito a un pastore nel cuore della foresta, vagamente in ascolto del grido misterioso di un uccello… Improvvisamente, nel sentirsi osservato, il ragazzo si confuse, arrossì… Si abbozzò, comunque, un’intimità.. » - Yourcenar, Memorie di Adriano

Antinoo (‘Αντίνοος, Antinñus) è descritto dalle fonti come un giovane di straordinaria bellezza, la cui vita e le cui vicende si intrecciano tra leggenda e storia. Nacque a Claudiopoli (ca. 110 d.C.), città situata nell’antica provincia interna della Bitinia. Sotto l'imperatore Adriano, questa città fu soprannominata anche Adriana in ricordo delle vicende che lo legarono al giovane amante.

La Vita e la Tragica Scomparsa di Antinoo

Antinoo entrò alla corte di Adriano all’età di 13 anni, seguendo l’imperatore nei suoi lunghi viaggi. Fu proprio durante uno di questi viaggi, nel 130 d.C., che, partecipando al corteo imperiale di Adriano in Egitto, trovò la morte nel Nilo.

I viaggi dell’imperatore erano spesso dovuti a una sua profonda passione personale per la religione egizia. Sembra che l’ultimo viaggio di Antinoo, dal 128 d.C. al seguito dell’imperatore, durò circa dieci mesi e comprese altre mete lungo le province dell’impero. Arrivato in Egitto, Adriano, accompagnato dalla moglie Sabina e dalla sorella Paolina, visitò alcune città sul Nilo come Heliopolis, Menfi, Ossirinco e Hermoupolis. In quest’ultima si verificò la tragica morte di Antinoo, apparentemente durante una battuta di caccia, una pratica frequente dell’imperatore.

L'esatta causa della morte del giovane rimane incerta. Non è chiaro se si trattò di un incidente o di un gesto volontario, forse spinto dallo stesso Adriano per adempiere alla predizione di un oracolo, che avrebbe vaticinato che la morte del suo più caro amico lo avrebbe salvato da una fine imminente.

A tal proposito, lo storico romano Cassio Dione (155-255 d.C.) descrisse tre ipotesi sulla morte di Antinoo:

  • La prima ipotesi, a conferma della tesi tratta dall’autobiografia di Adriano, indica la caduta accidentale del giovane nel Nilo.
  • La seconda ipotesi propone il sacrificio del giovane.
  • La terza ipotesi, azzardata ma non da escludere, suggerisce il suicidio, motivato da una spinta esterna o da sua propria volontà.
Antinoo, giovane compagno dell'imperatore Adriano, figura in ritratto eroico

La Nascita e la Diffusione del Culto di Antinoo

Dopo la sua morte, per volere dell’imperatore Adriano, Antinoo fu glorificato come semidio o divinità, ricevendo l’onore di un culto personale, che, in realtà, aveva avuto inizio già quando era ancora in vita. Questa venerazione si estese ben oltre il suo luogo natale, poiché anche in luoghi come Mantinea e Antinoopolis - quest’ultima fondata da Adriano in ricordo del giovane compagno (oggi Sheik Abadeh) - venivano celebrati riti in suo onore.

In Italia, specialmente a Lanuvio, la sua memoria trovò ampio spazio nei rituali religiosi, solidamente testimoniati da epigrafi e sculture. Fonti greche situano ad Antinoopoli un tempio e la sua tomba.

A Roma, la devozione verso Antinoo si manifestò attraverso un monumento onorario eretto presso l’anfiteatro castrense, di fronte al quale si ergeva un obelisco che ora si trova sul Pincio per volere di Pio VII, recante un’iscrizione dedicata ad Antinoo. A questo proposito è intervenuto il noto archeologo Filippo Coarelli che, analizzando alcuni tondi trovati in una struttura, scoprì un legame con la tomba di Antinoo, un’ipotesi rafforzata dall’iscrizione dell’obelisco che fa riferimento alla tomba di Antinoo proprio a Roma. L’archeologo identifica (ipotizza) il luogo della sepoltura in un’area pertinente alla Vigna Barberini, tra il Palatino e il Tempio di Venere. A questa ipotesi fa seguito una recente scoperta a Villa Adriana di una grande esedra ricca di decorazioni in stile egittizzante, si tratta dell’Antinoeion, riaprendo così la discussione sulla tomba del giovane. Un altro significativo riconoscimento venne dall’astronomo Tolomeo, che lo inserì tra le costellazioni, posizionandolo nella parte sud della costellazione dell’Aquila.

DOCUMENTARIO - Adriano e Antinoo, un giallo irrisolto - Cristoforo Gorno.

L'Iconografia di Antinoo: Un Modello per Ogni Artista

« Ti erigerò una statua che sarà / nel futuro prova incessante / del mio amore, della tua bellezza e del senso / che della bellezza dà del divino. »- Yourcenar, Memorie di Adriano

Dopo la sua morte nel 130 d.C., nasce il "tipo" dell’Antinoo, soprattutto rappresentato nella scultura a tutto tondo. Questa iconografia è una delle massime espressioni del classicismo adrianeo e ricorda lo stile apollineo, in particolare l’iconografia di Dioniso/Bacco. L’abbondanza delle rappresentazioni iconografiche è sparsa in tutto l’impero romano, un fenomeno confermato non solo dai reperti archeologici (epigrafi e monete) ma anche da fonti letterarie antiche come Pausania e Cassio Dione. Pausania, contemporaneo ai fatti, non scrisse mai di averlo incontrato personalmente, ma testimoniò di aver visto numerose sue statue di culto, destinate ad essere venerate (agalmata) e non onorarie (andriantes). L’importanza della divinizzazione di Antinoo è confermata dall’agalma di Delfi, dove Antinoo è rappresentato come eroe protettore del più importante santuario di Apollo (heros propylaios).

« Ma ancora più notevoli sono le statue e le teste del fanciullo favorito dell’imperatore, Antinoo, la cui tragica morte avvenuta del Nilo l’anno 130 ebbe come conseguenza un’ondata sorprendente di religiosità in tutto l’oriente - dove al giovane fu dato un posto fra gli dèi » (Grant)

Antinoo come Osirantinous

L’annegamento nel Nilo creò le premesse per cui l’imperatore permise di associare il giovane a Osiride (Osirantinous). Da qui, avremo sculture che lo rappresenteranno nelle classiche vesti in stile egizio, come si vede nella statua al Museo Gregoriano, pervenuta da Villa Adriana (Tivoli), dove Antinoo è vestito con lo shendit (il gonnellino) che si modella al suo corpo atletico e vigoroso e con il nemes (il copricapo regale) sulla testa, per nascondere la folta chioma, ma il viso non subirà variazioni, mantenendo la sua ben definita fisionomia.

Statua di Antinoo in vesti egizie (Osirantinous)

Rappresentazioni di Antinoo nel Culto Imperiale e Agreste

Numerose statue lo assimilarono a diverse divinità o figure. Ne sono esempi una "Statua di Antinoo assimilato a un satiro" conservata a Roma, nel Museo Montemartini, e una "Statua di un giovane assimilato a Dioniso (Antinoo?)" dalle terme di Aidepsos, ora al Museo Archeologico di Chalkis.

Tra le opere che evidenziano la varietà delle sue rappresentazioni, si annovera la "Statua di Antinoo in costume agreste" esposta a Parigi, al Musée du Louvre. Questa statua, insieme ad altre, riflette le diverse modalità con cui l'immagine di Antinoo fu integrata nel tessuto culturale e religioso dell'epoca, anche nell'ambito del culto imperiale promosso da Adriano.

Antinoo e Beleno: Un Destino Immortale

Sempre a Tivoli, la scoperta di un epigramma su un’iscrizione rinvenuta nel Tempio della Tosse rivela che Beleno e Antinoo vengono equiparati sia per bellezza che per la giovane età. Beleno è una divinità di origine celtica, un dio solare della luce e protettore del bestiame; templi a lui dedicati sono stati individuati in Francia (Bordeaux) e in Italia ad Aquileia - dove la vicinanza tra i due in un culto comune è più evidente - e in altre zone d’Europa. Sarà quindi interessante capire il motivo di tale comparazione, fra Antinoo e Beleno, che sembra nascere da un destino comune a cui sarà concessa una condizione di immortalità.

Esempi di Rilievo Scultoreo

Di particolare valore stilistico sono le sculture dell’Antinoo Braschi, la testa del Museo Nazionale Romano, un busto da Tuscolo (anch'esso al Louvre), e il bassorilievo dell’Antinoo Silvano. È indubbio che questa estesa produzione scultorea fu fondamentale a rendere, al culto del giovane bitinio, il definitivo riconoscimento di eroe-divinità all’interno della religione romana e, di riflesso, in quella greca.

Dettaglio della testa di Antinoo, esempio di classicismo adrianeo

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