Inventario dei Beni Storico-Artistici delle Diocesi Italiane: Codici e Procedure

Gli inventari diocesani pubblicati sulla piattaforma BeWeb (Beni ecclesiastici in web) forniscono un set minimo di dati descrittivi dei beni inventariati, corredati da immagini in bassa risoluzione. Per consultare la versione integrale delle schede è necessario inviare una richiesta specifica al Museo Diocesano Tridentino.

Scheda di inventario di un bene ecclesiastico con campi codificati

Il Progetto di Inventariazione dei Beni Storico-Artistici delle Diocesi Italiane

A partire dal 1997, le diocesi italiane sono state impegnate in un'imponente e capillare campagna di inventariazione informatizzata dei beni storici e artistici di loro proprietà. Questo progetto, promosso e coordinato dall’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), mira a documentare le opere mobili presenti in tutte le chiese, sia parrocchiali che sussidiarie, nonché in alcuni musei diocesani e palazzi vescovili, senza limiti cronologici. L'obiettivo è garantire la documentazione di oggetti realizzati fino ai giorni nostri, considerando che l'inventario diocesano è finalizzato anche a fini patrimoniali e di gestione.

Il rilevamento del patrimonio ecclesiastico integra, nel rispetto degli standard dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD), quello promosso dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT) per scopi di tutela e conservazione. L'inventario delle diocesi ha portato a uniformare il rilevamento sul territorio, completandolo e aggiornandolo, e ha favorito l'evidenza delle specificità ecclesiastiche del patrimonio. L'uniformità delle banche dati realizzate è garantita dall’applicazione di un metodo uniforme di descrizione e dall’uso di un unico strumento di data entry e gestione dei dati.

L’inventario delle diocesi nasce informatizzato e correla ai dati descrittivi dei beni le relative immagini. Il metodo adottato è aderente agli standard dell’ICCD per il livello inventariale, ma arricchito da elementi descrittivi dello standard di livello catalogo e da informazioni specifiche e caratterizzanti del patrimonio ecclesiastico. Sono state schedate le opere mobili presenti in tutte le chiese, parrocchiali e sussidiarie, e, quando ritenuto opportuno ai fini conservativi, di musei diocesani, palazzi vescovili e seminari ecclesiastici, senza limiti cronologici. L’inventario diocesano ha infatti finalità patrimoniali, gestionali e culturali.

Per la realizzazione dell'inventario, le diocesi hanno potuto usufruire di un contributo erogato grazie all’8x1000 alla Chiesa Cattolica.

La Campagna di Inventariazione dell'Arcidiocesi di Trento

La campagna di inventariazione dei beni culturali di proprietà ecclesiastica dell'Arcidiocesi di Trento ha preso avvio nel 2005, con il contributo erogato dalla Provincia Autonoma di Trento, in base all'Accordo di collaborazione stipulato tra le due entità per la catalogazione dei beni culturali appartenenti a enti e istituzioni ecclesiastiche. Dopo più di sei anni di lavori, affidati a un'équipe di storici dell'arte e fotografi professionisti, la campagna si è conclusa nel settembre 2011.

Struttura e Codici delle Schede di Inventario

Le schede di inventario sono strutturate secondo standard precisi, che includono codici per identificare l'ente competente e il tipo di scheda. Di seguito sono riportati alcuni esempi di codici e sezioni presenti in una scheda tipo:

  • CD CODICE TSK: Tipo scheda (OALIR)
  • Livello ricerca: Catalogazione (NCT)
  • CODICE UNIVOCO ESC: Ente schedatore (R05ECP)
  • Ente competente: (PSMVEAC)
  • ALTRI CODICI: Altro codice bene (WLT-016400_WRC-1075270ACS)

Schede Correlate

  • Ente: Procuratoria di San Marco
  • Specifiche: schedatura Fumo A. n. 184

Oggetto

  • OGGETTO: (OGT)
  • OGGETTO LC: (OGTLC)

Localizzazione Geografico-Amministrativa

  • PVC: Localizzazione geografico-amministrativa attuale
  • PVCS: Stato (Italia)
  • PVCR: Regione (VENETO)
  • PVCP: Provincia (VE)
  • PVCC: Comune (VENEZIA)
  • PVE: Diocesi (755)

Collocazione Specifica

  • LDC: Tipologia (chiesa)
  • LDCQ: Qualificazione (cattedrale)
  • LDCN: Denominazione (Basilica di San Marco)
  • LDCU: Denominazione spazio viario (piazza San Marco)
  • LDCM: Denominazione raccolta (Tesoro)

Ubicazione e Dati Patrimoniali

  • INV: Inventario di Museo o Soprintendenza
  • INVN: Numero (32)
  • INVD: Data (1903)
  • INVC: Collocazione (Tesoro)
  • INV: Inventario di Museo o Soprintendenza
  • INVN: Numero (184)
  • INVD: Data (1971)
  • INVC: Collocazione (Hahnloser)

Cronologia

  • DTZ: Cronologia generica (sec. XVI)
  • DTZG: Frazione di secolo (inizio)
  • DTS: Cronologia specifica (Da 1500)
  • DTSV: Validità (post)
  • DTSF: A (1510)
  • DTSL: Validità (ante)
  • DTM: Motivazione cronologia (bibliografia)

Definizione Culturale

  • ATB: Ambito culturale (bottega austro-ungherese)
  • ATBM: Motivazione dell'attribuzione (bibliografia)

Dati Tecnici

  • MTC: Materia e tecnica (argento/doratura/sbalzo/cesellatura/fusione; pietre preziose; vetro)
  • MIS: Misure
  • MISU: Unità (mm.)
  • MISA: Altezza (265)
  • MISV: Vari (larghezza piede 147)

Conservazione

  • STC: Stato di conservazione (buono)

Restauro

  • RST: RestaurI
  • RSTD: Data (2005)
  • RSTE: Ente responsabile (Procuratoria di San Marco)
  • RSTN: Nome operatore (Mattiello C.)
  • RSTRE: Ente finanziatore (Banca Intesa)

Dati Analitici

  • DES: Descrizione
  • DESO: Indicazioni sull'oggetto (Piede esalobato con bordo inclinato e zoccolo piatto a ringhiera traforata a disegno gotico. Bordo e piede sono decorati da tralci vegetali in argento fusi in rilievo su fondo dorato. Al centro di ogni settore lobato vi è una fascetta verticale con pietre incastonate (ametiste, topazi, turchesi e almandine) e gemme vitree in alte montature a castone. Nodo esagonale aggettante, fuso, a struttura architettonica ordinata in dodici nicchie ogivali accoppiate. Coppa campaniforme, decorata nella metà inferiore da medaglioni circolari in rilevo, che inscrivono motivi rilevati a fiore in argento, circondati da elementi vegetali sempre in argento. Una fascetta con gigli seriali corona la parte superiore.)

Stemma, Emblemi, Marchi

  • STM: Classe di appartenenza (punzone)
  • STMQ: Qualificazione (di bottega)
  • STMU: Quantità (1)
  • STMP: Posizione (lastra sotto la base)
  • STMD: Descrizione (lettere I.P.)

Notizie Storico-Critiche

  • NSC: Indicazione sull'oggetto (Fa parte di un gruppo di calici tardo-gotici da localizzare in regioni dell'Europa sud-orientale)

Condizione Giuridica e Vincoli

  • CDG: Condizione giuridica
  • CDGG: Indicazione generica (proprietà Ente ecclesiastico)
  • CDGS: Indicazione specifica (Basilica Cattedrale di San Marco)
  • CDGI: Indirizzo (piazza San Marco)

Fonti e Documenti di Riferimento

  • FTA: Documentazione fotografica
  • FTAX: Genere (documentazione allegata)
  • FTAP: Tipo (fotografia digitale)
  • FTAA: Autore (SPACE spa)
  • FTAD: Data (2013)
  • FTAE: Ente proprietario (Regione Veneto)
  • FTAN: Codice identificativo (PSM_WLT-016400_WRC-1075270)
  • BIB: Bibliografia
  • BIBX: Genere (bibliografia specifica)
  • BIBA: Autore (Delfini Filippi G.)
  • BIBD: Anno di edizione (2006)
  • BIBN: V., pp., nn. (pp. 204-205, n. 36)
  • BIBA: Autore (Hahnloser H. R.)
  • BIBD: Anno di edizione (1971)
  • BIBN: V., pp., nn. (v. II p. 186, n.184)

Mostra

  • MST: Titolo (Restituzioni 2006. Tesori d’arte restaurati.)
  • MSTL: Luogo (Vicenza)
  • MSTD: Data (2006)

Accesso ai Dati

  • ADS: Specifiche di accesso ai dati
  • ADSP: Profilo di accesso (1 - intera scheda visibile)

Compilazione

  • CMP: Compilazione
  • CMPD: Data (2013)
  • CMPN: Nome (Minini M.)
  • RSR: Referente scientifico (Favaretto I.)

Annotazioni

  • OSS: Osservazioni (Programma Italia-Slovenia 2007-2013 - Progetto "Shared Culture" - COD.)
Esempio di un calice tardo-gotico, parte di un gruppo di oggetti con caratteristiche simili

Progetti Complementari e Integrazione dei Dati

L'Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto della CEI promuove e sostiene diversi progetti per la gestione e la valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico:

Censimento dei Beni Architettonici (Progetto CEI-A)

Avviato nel 2008, questo progetto mira a costituire una banca dati nazionale degli edifici di culto cattolici italiani, con un livello di compilazione limitato ai campi obbligatori indicati dallo standard ICCD. Gli obiettivi informativi includono l'individuazione dell'entità patrimoniale globale, la disponibilità di dati minimi indispensabili per la tutela e il restauro, e la creazione di una base di conoscenza per la divulgazione.

Riordino e Inventariazione Informatizzata degli Archivi Ecclesiastici (Progetto CEI-Ar)

Dal 2004, questo progetto offre un servizio per la gestione e l'organizzazione degli archivi storici diocesani e di altri enti ecclesiastici. Utilizza il software CEIAr, conforme agli standard internazionali ISAD(G) e ISAAR(CPF), che permette una descrizione multilivello e la rappresentazione dei legami tra i documenti. I dati raccolti vengono resi fruibili attraverso il portale BeWeB.

Catalogo Collettivo delle Biblioteche Ecclesiastiche Italiane (Progetto CEI-Bib)

Avviato nel 2006, questo progetto mira a mediare, tutelare e valorizzare i beni librari delle biblioteche diocesane e di altri istituti ecclesiastici. Opera in rete, facilita l'accesso al Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) e gestisce un sistema di authority file per la comunicazione tra ambiti culturali diversi. La rete di biblioteche è confluita nel Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) come Polo SBN di Biblioteche Ecclesiastiche (PBE).

La piattaforma BeWeB funge da vetrina principale per i dati raccolti attraverso questi diversi progetti, garantendo la progressiva integrazione e aggiornamento delle informazioni relative al patrimonio culturale ecclesiastico italiano.

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