Basilica di Santa Maria ad Nives: storia, architettura e devozione a Cuglieri

La Basilica di Santa Maria ad Nives, situata sulla cima del colle Bardosu a Cuglieri, rappresenta uno dei luoghi di culto più significativi e ricchi di storia della Sardegna. La sua origine è profondamente legata alla tradizione locale, che ne intreccia la fondazione a vicende leggendarie e prodigiose.

Veduta panoramica del colle Bardosu con la Basilica di Santa Maria ad Nives a Cuglieri

Le origini leggendarie e la storia documentata

Secondo la leggenda, nel XIII o XIV secolo, alcuni pescatori rinvennero nella località di Santa Caterina di Pittinuri un simulacro in pietra della Madonna con Bambino. Il desiderio originario era quello di collocare la statua nella chiesa di Santa Croce, allora parrocchiale di Cuglieri, ma i buoi che trainavano il carro, ignorando le direttive del carrettiere, si inerpicatono sulla scoscesa costa del colle Bardosu, fermandosi solo sulla cima. La popolazione interpretò l'accaduto come un segno divino, edificando in quel luogo il santuario dedicato alla Vergine.

Sebbene non rimangano tracce strutturali di una fondazione medievale, la presenza della chiesa è attestata da fonti documentarie a partire dal XV secolo. Nel corso dei secoli, l'edificio è stato oggetto di numerosi interventi:

  • XVII secolo: avvio dei restauri che hanno delineato le dimensioni attuali.
  • Seconda metà del Settecento: trasformazione degli interni secondo il gusto del barocchetto piemontese.
  • 26 maggio 1807: elevazione a rango di Collegiata per volere di Papa Pio VII.
  • 9 settembre 1919: concessione del titolo di Basilica Minore da parte di Benedetto XV.

Architettura e trasformazioni del complesso

L'attuale conformazione della Basilica è il risultato di un lungo processo evolutivo. La facciata, eretta tra il 1912 e il 1913 su progetto del cav. Roberto Sanna, si presenta in forme neogotiche. Il prospetto, diviso in due ordini, è incorniciato da due campanili gemelli con guglie piramidali. Al centro del registro inferiore si apre il portale ad arco ogivale, affiancato da bassorilievi marmorei dello scultore Giovanni Benvenuto da Pietrasanta, che illustrano l'arrivo del simulacro sul colle e il miracolo del fulmine del 1824.

L'interno, caratterizzato da una navata unica con volta a botte lunettata, è scandito da otto cappelle laterali. Il presbiterio, rialzato e sormontato da una cupola, ospita un altare in marmo in stile barocco. Tra gli arredi di pregio si annoverano le statue marmoree dei santi Giovanni Evangelista e Paolo, opera di Giuseppe Sartorio.

Dettaglio della facciata neogotica e dei bassorilievi marmorei della Basilica

Il Seminario Regionale Sardo e l'influenza moderna

La rilevanza di Cuglieri come centro religioso fu ulteriormente consolidata nel XX secolo. Il 4 agosto 1925, il cardinale Gaetano Bisleti benedisse la prima pietra del Seminario Regionale Sardo, una struttura imponente voluta da Pio XI. L'inaugurazione, avvenuta il 2 ottobre 1927, diede avvio a un'epoca gloriosa per il paese, rivitalizzando profondamente il santuario.

Tra il 1928 e il 1938, la Basilica beneficiò di significativi interventi di arredo marmoreo, tra cui la realizzazione degli altarini del Sacro Cuore e di Gesù Crocifisso, consacrati nel 1928 dal vescovo di Bosa Filippo Mantini. Nel 1929 fu inoltre collocata la mostra marmorea dell'ingresso laterale, scolpita da Benvenuto Giovanni da Pietrasanta.

Restauri e decorazioni pittoriche

Nel corso del 1893, in occasione della solenne incoronazione della statua della Madonna (avvenuta su decreto di Leone XIII), gli interni furono decorati dal pittore Emilio Scherer. A metà del XX secolo, a causa del deperimento degli stucchi e delle pitture, l'arciprete Giovanni Pes promosse ingenti restauri. Il nuovo programma decorativo fu affidato al pittore cuglieritano Pietro Collu, che realizzò i quattro teli nel tamburo della cupola raffiguranti scene mariane e le figure degli Evangelisti Matteo e Giovanni.

tags: #annuario #pontificio #cuglieri #santa #maria #ad