Il Messaggio del Vangelo: Dal Cuore ai Frutti
Il Vangelo di questa ottava domenica per annum si chiude quasi a coronare il discorso di Gesù ai suoi discepoli, affermando che la bocca esprime ciò che sovrabbonda dal cuore. I pensieri, i sentimenti e i desideri che si coltivano nel cuore animano le nostre decisioni, le nostre azioni e le nostre parole. È lì, nel cuore, che si trama il male o si ama il prossimo. È lì che Cristo deve compiere la sua vittoria e rivestirci di “incorruttibilità”, come afferma San Paolo nella seconda lettura.
L’immagine dell’albero e dei suoi frutti, che ritorna sia nella prima lettura che nel Vangelo, ci ricorda che chi cerca di salvare l’apparenza agli occhi di Dio e degli uomini si riconosce da come parla e dai ragionamenti che fa. Come direbbe San Giacomo nella sua lettera: «Chi tra voi è saggio e intelligente? Con la buona condotta mostri che le sue opere sono ispirate a mitezza e sapienza.»
Il cammino nella vita cristiana, guardando al giudizio finale e alla mèta della vita eterna di comunione con il Signore, ci sprona a vivere nel bene e a edificare la nostra esistenza terrena con ogni gesto ispirato dalla Parola di Dio, affinché possa condurci all’incontro con Cristo Signore.

L'Insegnamento di Gesù nel "Discorso della Pianura"
Anche in questa VIII Domenica del Tempo Ordinario continua la lettura del capitolo 6° del vangelo secondo Luca, in cui l’evangelista ci riporta l’insegnamento di Gesù ai suoi discepoli e alle folle che vogliono entrare nel Regno. L’insegnamento contenuto nel “discorso della pianura” rappresenta una proposta esigente, di non facile realizzazione perché contrasta con i sentimenti e le inclinazioni dell’animo umano.
Tuttavia, una convinzione deve abitare il cristiano: la fiducia che è sempre la Parola di Dio a dare fondamento alla vita e che può guidare alla conversione del cuore. Le esigenze morali di una vita conforme al Vangelo sono espresse in una serie di detti del Signore che Matteo ha radunato nel “discorso della montagna” e Luca nel discorso “del piano”.
Dobbiamo leggerli innanzi tutto come il giudizio di Dio su di noi: avvertiamo subito che essi esigono da noi un cambiamento radicale; non ci è richiesto di comportarci diversamente in questo o in quel particolare settore, ma di ri-orientare la profondità della persona alle sorgenti stesse dell’agire. Ogni precetto particolare mette in questione tutta la vita; rivela la forza incondizionata delle esigenze divine; di fronte ad essi non possiamo compiacerci di noi stessi; ci permettono di misurare quanto sia distante ciò che di meglio possiamo fare da quanto Dio ci domanda. Sono la vera norma «oggettiva» su cui misurarci.
I precetti del Signore acquistano un nuovo aspetto: diventano le “indicazioni di marcia” nel cammino che dobbiamo percorrere. Da questo punto di vista gli insegnamenti morali di Gesù differiscono nettamente dalla maggior parte dell’insegnamento rabbinico del tempo, che mirava soprattutto a fornire un quadro completo di regole e prescrizioni, in modo che l’individuo sapesse come conformare la propria condotta, in qualsiasi situazione si trovasse, alla legge di Dio.
Gli insegnamenti morali di Gesù, invece, non sono per lo più norme immediatamente applicabili, anzi hanno quasi sempre una formulazione paradossale. Ora se presentano l’aspetto di paradosso è perché sono strettamente connessi con la risposta all’annuncio nella fede. La scelta di fede non è una scelta qualunque; essa non offre da sola nessuna sicurezza tranne quella di Dio. Se è vero che una certa condotta morale è segno della fede, bisogna anche dire che nessuna ne è il segno “adeguato”. L’uomo, quando opta per la fede, non scorge davanti a sé un itinerario interamente tracciato. La scelta di fede non è una scelta fatta una volta per sempre. L’insegnamento morale di Gesù è un insegnamento “aperto”, dinamico, che immette l’uomo in un cammino che dovrà terminare solo al ritorno di Cristo.
Tuttavia, i precetti di Gesù, sebbene paradossali, sono ben lontani dall’essere semplicemente delle generiche prescrizioni o delle esagerazioni espresse in forma iperbolica unicamente per stimolare la riflessione. Il loro tono è invece “autoritativo”, accompagnato molte volte da ammonimenti in modo da far capire che devono essere presi assolutamente sul serio perché dalla loro accettazione dipende il significato della vita stessa. La legge di Cristo determina “dal di dentro” l’attività morale. I suoi precetti scuotono la coscienza, mutano il corso dei pensieri e danno un tale impulso alla volontà che ne scaturisce l’azione.
Nella misura in cui noi corrispondiamo a tali mozioni, cercando di tener sempre desti nella nostra riflessione i comandamenti e non tanto come oggetti da contemplarsi ma come stimoli per l’azione, si forma in noi un certo modo di considerare la vita, una certa mentalità, un certo criterio di valutazione nuovo. I precetti non debbono essere trasferiti dalla lettera scritta all’azione. Essi debbono inserirsi attraverso la riflessione e l’impegno personale nella nostra concezione generale di vita, nella nostra mentalità. Allora potranno concretizzarsi in azioni che siano in armonia con le situazioni mutevoli in cui veniamo a trovarci.
Perché devi amare il tuo nemico - discorso della pianura (Lc 6, 27-38)
La Centralità della Parola nella Liturgia
Ancora la Parola detiene la centralità in questa Liturgia. Non si tema, dunque, in questa Domenica, di dare una giusta centralità al momento della proclamazione, rendendo la Liturgia della Parola una vera e propria celebrazione della Parola. Per ottenere questo basta valorizzare ciò che il rito già prevede:
- Si curi la qualità dei lettori; non possono mai essere improvvisati all’ultimo secondo prima di iniziare la celebrazione!
- Si canti il Salmo responsoriale.
- Si valorizzi l’Evangeliario, magari collocato in presbiterio su una “cattedra della Parola” e portato processionalmente all’ambone.
- Non si consideri superfluo l’uso dei ceri e dell’incenso.
- Ci si abitui ad acclamare con il canto alla Parola evangelica proclamata, e al libro che la racchiude.
L’ambone appaia chiaramente il giardino nel quale l’angelo annuncia ogni Domenica ai credenti che il Signore è risorto. L’addobbo della chiesa, oltre al motivo floreale, può ricorrere ai frutti che danno il senso del compimento della fioritura della Parola in noi.

Testi Liturgici per l'VIII Domenica del Tempo Ordinario Anno C
Antifona d'Ingresso
Il Signore è mio sostegno, mi ha liberato e mi ha portato al largo, è stato lui la mia salvezza, perché mi vuol bene.
Salmo Responsoriale (Dal Sal 91 (92))
R. È bello rendere grazie al Signore.
- È bello rendere grazie al Signore e cantare al tuo nome, o Altissimo, annunciare al mattino il tuo amore, la tua fedeltà lungo la notte.
- Il giusto fiorirà come palma, crescerà come cedro del Libano; piantati nella casa del Signore, fioriranno negli atri del nostro Dio.
- Nella vecchiaia daranno ancora frutti, saranno verdi e rigogliosi, per annunciare quanto è retto il Signore, mia roccia: in lui non c'è malvagità.
Seconda Lettura (Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 1Cor 15,54-58)
Fratelli, quando questo corpo corruttibile si sarà vestito d'incorruttibilità e questo corpo mortale d'immortalità, si compirà la parola della Scrittura: "La morte è stata inghiottita nella vittoria. Dov'è, o morte, la tua vittoria? Dov'è, o morte, il tuo pungiglione?" Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la Legge. Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! Risplendete come astri nel mondo, tenendo salda la parola di vita.
Vangelo (Dal Vangelo secondo Luca Lc 6,39-45)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: “Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: ‹Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio›, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello. Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d'altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo.
Antifona alla Comunione
Voglio cantare a Dio per il bene che mi ha fatto, voglio lodare il nome del Signore Altissimo. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo, dice il Signore. Togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.
Risorse e Sussidi per l'Animazione Pastorale
Per l'animazione pastorale e catechistica dell'VIII Domenica del Tempo Ordinario Anno C, sono disponibili diversi sussidi utili per la preparazione della comunità e dei più giovani:
- Schede e commenti al Vangelo:
- Scheda sul Vangelo della VIII domenica del T. O.
- Sussidio di meditazione sul Vangelo del giorno per il Tempo Ordinario, Settimane VII - XVIII, Anno C (curato dal CDV della diocesi di Patti).
- Sete di Parola - VIII settimana T.O.: Vangelo del giorno, commento e preghiera.
- Materiali per bambini e ragazzi:
- La Domenica per i Bambini: lavoro per il Catechismo con scheda da colorare, testo del Vangelo e possibilità di far scrivere la preghiera dei fedeli.
- Attività didattica "Il cieco che guida il cieco": un incontro dall'oculista per verificare problemi "a vedere", con frasi da completare.
- Vangelo a fumetti - VIII Domenica del T.O.: foglio con disegno e testo integrale del Vangelo (Lc 6,39-45).
- "Leggi, colora e rifletti": i ragazzi sono invitati a cercare e leggere il brano del Vangelo, colorando poi il disegno.
- Sussidi per la comunità parrocchiale:
- Foglio settimanale parrocchiale per l'ottava Domenica del Tempo Ordinario (C).
- Pieghevole da consegnare ai fedeli a fine Messa: stimolo per la riflessione e la preghiera settimanale, con traccia sul Vangelo, racconto, Salmo, preghiera della Chiesa e del Papa (dal Portale Grafica Pastorale).
- Ora di Adorazione Eucaristica Comunitaria - Ottava Domenica del T.O.
- Preghiera dei fedeli - VIII Domenica t.o.
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