Il Santuario della Madonna della Riva di Angera sorge maestoso sul lungolago della cittadina, in una posizione suggestiva che chiude la Piazza Garibaldi, proprio di fronte all'antico porto austriaco. Questo luogo di culto è noto per un evento miracoloso avvenuto nel XVII secolo, che ne ha segnato l'origine e la storia.

Cenni Storici e Posizione
L'area su cui oggi si erge il Santuario vanta una storia devozionale antica: sin dal XV secolo, infatti, vi si trovava un affresco votivo raffigurante una Madonna col Bambino. Questo affresco, risalente al 1443, era inizialmente posto su una parete laterale di quella che era conosciuta come la Casa Berna, specificamente sulla porta che serviva a tale abitazione.
Il Miracolo del 1657
La storia del Santuario è indissolubilmente legata a un evento straordinario avvenuto il 27 giugno 1657. Come era consuetudine, diverse donzelle di Angera avevano preparato una ghirlanda di fiori per ornare la suddetta effigie della Madonna. Una donna, che regolarmente si inginocchiava e salutava l'immagine divina con un'Ave Maria, osservò qualcosa di inspiegabile: dalla faccia della Beata Vergine cominciò a sgorgare sangue, e poi ancora sangue. La donna, intimorita ma anche colpita dall'evento, gridò al miracolo.
La notizia si diffuse rapidamente. Il prevosto dell'epoca raccolse le gocce di sangue con un drappo di lino. A seguito di indagini diocesane, l'immagine venne ufficialmente dichiarata venerabile. La grandezza e la popolarità di questo avvenimento convinsero l'arcivescovo dell'epoca, Mons. Alfonso Litta, il prevosto Giorgio Castiglioni e il conte Renato Borromeo a intraprendere la costruzione di una chiesa proprio in quel luogo, per onorare il miracolo e la sacra immagine.
Architettura e Evoluzione Costruttiva
Il progetto originale del Santuario, ideato nel XVII secolo, era ambizioso e grandioso. Prevedeva una facciata che si sarebbe estesa verso il lago e un accesso principale situato laddove oggi si trova il porto, proprio di fronte ad Arona. Tuttavia, a causa di problemi economici e altre difficoltà incontrate durante la sua realizzazione, il progetto rimase incompiuto. Di fatto, furono realizzati solo il coro e il presbiterio, corrispondenti a quella che nel disegno iniziale era l'abside dell'edificio. L'imponenza della struttura, sproporzionata nelle sue dimensioni attuali, è la testimonianza più evidente della sua incompleta realizzazione.
Nel corso del XVIII secolo, precisamente nel 1735, fu aggiunto un piccolo campanile sul lato posteriore del tetto. Nel 1943, la facciata, che era diventata pericolante, fu rafforzata e sostituita con un apparato murario in stile moderno, opera dell’architetto Rino Ferrini di Angera. L'interno, caratterizzato da un'ampia spazialità che si proietta in altezza, ha beneficiato di un restauro curato dall'architetto Vincenti di Milano tra il 1980 e il 1981, il quale ha conferito una chiara tonalità alle pareti, scandite da lesene e capitelli a stucco, rendendolo più luminoso.

Le Opere d'Arte e L'Immagine Miracolosa
Al centro del Santuario, un elegante altare ospita la venerata immagine della Madonna col Bambino. Questa è la stessa immagine miracolosa che fu staccata dal muro originario del 1443 e trasportata su tela ad opera del pittore Anselmi di Milano. L'opera, di epoca seicentesca, necessita tutt'oggi di restauri. La sua storia non è priva di vicissitudini: un'inondazione avvenuta nel 1868 ha purtroppo cancellato completamente la figura del Bambino e le mani della Vergine. L'immagine, oltre al suo profondo significato devozionale, possiede anche un notevole valore artistico.
L'interno del Santuario custodisce numerosi affreschi, tele e statue. Sulla calotta absidale sono visibili alcune figure affrescate nel 1943 dal pittore Coccoli di Brescia, che rappresentano l'Incoronazione della Vergine tra angeli musicanti. L'immagine miracolosa è incorniciata da una pregevole e anonima opera seicentesca, la "Gloria d'Angeli". Sul retro dell'altare si trova una tela seicentesca raffigurante la Crocefissione, proveniente dalla chiesa di S. M. Le pareti sono decorate con dipinti provenienti in gran parte da altre chiese angeresi, tra cui spicca, sulla parete sinistra, la "Visita di San Carlo alle valli". Questa maestosa opera, attribuita a Isidoro Bianchi da Campione, nel Seicento ornava le ante dell'antico organo della Chiesa parrocchiale. Sulla destra, invece, si possono ammirare due tele che rappresentano l'Ascensione e l'Assunzione della Madonna.

Devozione e Festività
Da secoli, il Santuario della Madonna della Riva è un punto focale della devozione mariana per tutti gli Angeresi e le popolazioni dei paesi limitrofi, rappresentando una meta privilegiata per numerosi pellegrinaggi. Le numerose grazie ottenute lungo il corso di questi tre secoli per intercessione della Madonna della Riva sono testimoniate dagli "ex voto" posti nell'abside del Santuario.
Ogni anno, il 27 giugno, si celebra l'anniversario del Miracolo del 1657, il giorno in cui l'immagine sembrò sudare sangue. A questa ricorrenza fa seguito, alla prima domenica di luglio, la Festa del Santuario, caratterizzata dalla tradizionale Processione delle barche illuminate sul lungolago. Nello stesso periodo, il lungolago si anima con giostre e attrazioni, per la gioia dei bambini e di tutta la comunità.
