Chiesa di Santa Maria a Sammontana: Storia e Architettura

La Chiesa di Santa Maria a Sammontana, situata nei pressi dell'omonimo castello, rappresenta un importante esempio di architettura religiosa con una storia che affonda le radici nel Medioevo. La sua esistenza è documentata per la prima volta tra il 1274 e il 1280, quando viene menzionata come Canonica Sante Marie de Semontana negli elenchi delle decime, con un'imposta annuale di 8 lire.

Origini e Primo Sviluppo

La chiesa non risulta citata in alcun documento storico antecedente alla metà del XIII secolo. La sua posizione è strategica, trovandosi alla confluenza della via Maremmana con la via Pisana, un tempo di proprietà dei conti Alberti. Il nome del rettore della chiesa, Sinibaldo Bellosi, compare in un documento datato 2 agosto 1260.

Nel corso del XV secolo, il patronato della chiesa passò alla famiglia Frescobaldi. Essi esercitarono pressioni sul papa Pio II, il quale, con una bolla del 14 gennaio 1460, unì la prioria di Sammontana, ormai priva di capitolo ma economicamente prospera, alla chiesa di San Lorenzo di Firenze.

Trasformazioni Barocche e Successivi Interventi

Durante il XVII secolo, la chiesa subì una significativa trasformazione in linea con il gusto barocco dell'epoca. Nel 1630 venne eretto l'altare dedicato al Santo Rosario, contemporaneamente l'interno fu intonacato e il soffitto stuccato. Furono inoltre abbassate le arcate delle navate e le navate laterali furono voltate. Tra il 1755 e il 1782 vennero aggiunti altri tre nuovi altari.

Nel 1787, a seguito della soppressione degli enti ecclesiastici voluta dal granduca Pietro Leopoldo, la prioria di Sammontana fu nuovamente eretta. Ai primi del XIX secolo, venne costruito il campanile, per il quale, tra il 1821 e il 1829, furono realizzate tre campane.

Vista esterna della Chiesa di Santa Maria a Sammontana con il suo campanile.

Il Restauro Neoromanico del XX Secolo

Nel 1939, sotto la direzione dell'ingegner Raffaello Niccoli, la chiesa fu sottoposta a un massiccio restauro in stile neoromanico. Il progetto prevedeva la demolizione di tutte le volte, la stonacatura dell'interno, lo smontaggio della facciata e del claristorio, e una loro nuova ricomposizione. Furono ricostruiti i pilastri degli archi e le pareti sovrastanti utilizzando il materiale originale recuperato, e la chiesa fu liberata sul fianco sinistro. Vennero inoltre progettati un nuovo pavimento, il rialzamento della zona presbiteriale con la costruzione di un'abside semicircolare e il restauro degli affreschi tardo trecenteschi.

Architettura e Caratteristiche Attuali

La chiesa si presenta come una basilica a tre navate coperte a tetto. La facciata a salienti mostra elementi ricostruiti in stile, come il portale, la bifora, le lesene centrali e il coronamento a tettoia, la feritoia a croce e le arcatelle cieche laterali. Accanto a questi elementi neoromanici, si trovano parti romaniche originali, come le lesene laterali meno marcate. Il paramento delle specchiature è realizzato con ciottoli fluviali ed è originale.

La fiancata settentrionale è l'unica visibile dall'esterno e conserva gran parte del paramento murario originale, nonostante le significative integrazioni. Qui si notano sottili lesene realizzate con conci di arenaria, mentre la muratura è composta da ciottoli, frammenti di mattoni e bozze disposte a filaretto.

L'interno è suddiviso in tre navate di quattro campate, con pilastri quadrati. La maggior parte degli elementi interni è frutto della ricostruzione. Il claristorio illumina l'ambiente attraverso piccole monofore strombate con archivolto in cotto.

Dettaglio della facciata della Chiesa di Santa Maria a Sammontana con elementi romanici e neoromanici.

La Fonte Taumaturgica di Santa Maria alla Fontana (Milano)

È importante distinguere la Chiesa di Santa Maria a Sammontana dalla Chiesa di Santa Maria alla Fontana di Milano, la cui storia è legata a una fonte sotterranea considerata taumaturgica. Le origini di quest'ultima risalgono al 1507, quando Carlo II d’Ambroise, governatore di Milano, volle la costruzione di un istituto dedicato alla Vergine in segno di gratitudine per la guarigione da un'infezione agli occhi grazie all'acqua della fonte.

L'edificazione della chiesa milanese fu inizialmente attribuita a Leonardo da Vinci, Bramante e Cristoforo Solari. Tuttavia, un contratto rinvenuto nel 1982 indica l'architetto Giovanni Antonio Amadeo come progettista ed esecutore nel 1507. La chiesa sorse in una zona allora aperta campagna, vicino Porta Comasina, su terreni donati dai monaci benedettini di San Simpliciano.

Nel XIX secolo, l'incendio di una fabbrica di bitume inquinò la falda acquifera, portando alla chiusura della fonte. Nel 1889 venne innalzato il campanile di 16 metri su progetto dell'architetto. All'inizio del XX secolo, la zona fu interessata da un forte sviluppo artigianale e industriale, con la presenza di una sottostazione principale della Società Edison.

Negli anni cinquanta, il convento milanese ospitò le suore della congregazione delle Piccole Figlie dei Sacri Cuori. L'ultimo intervento significativo al Santuario di Santa Maria alla Fontana di Milano risale agli anni tra il 1956 e il 1961, quando l'architetto Ferdinando Reggiori curò i lavori di riparazione dei danni causati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Recensioni e Esperienze dei Visitatori

La Chiesa di Santa Maria a Sammontana viene descritta come un edificio caratteristico alle porte di Firenze, immerso in un sorprendente paesaggio vicino alla SGC FiPiLi. I visitatori apprezzano il suo fascino neoromanico e l'elegante villa circostante, sebbene vengano segnalati orari di apertura limitati per la chiesa.

L'atmosfera pacifica del luogo la rende un punto ideale per una passeggiata al tramonto estivo. Le recensioni lodano la sua bellezza, la privacy e i dintorni sereni, immersi nel verde. Viene definita una chiesa piccola ma splendida, un'oasi di pace e tranquillità in Toscana.

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