Angelo Borgogelli e l'Altare della Patria

Questo testo si concentra sull'artista Angelo Borgogelli e il suo legame con l'Altare della Patria, presentando una rassegna di studi, critiche e attribuzioni di opere d'arte, con particolare attenzione alle ricerche storiche e bibliografiche.

Contesto Storico e Bibliografico

Per approfondimenti sugli eventi e le date citate, ove non diversamente specificato, si fa riferimento al regesto di S. Corradini in Cosenza 2004, pp. 97-101, con la relativa bibliografia, nonché all'ampia sezione documentaria di Spike 2003, pp. 89-104.

La figura di Gregorio, artista di cui si discute la nazionalità e l'attività, è oggetto di diversi studi. De Dominici (1742-1745, p. 315) e L. Spezzaferro (in Cosenza 2004, p. 89) sono tra gli studiosi che hanno contribuito alla sua ricostruzione biografica.

Il rapporto tra Gregorio e Mattia è stato analizzato da G. Leone (in Roma 2015, pp. 15-23) e da Gianni Papi. A partire dal 26 settembre di un anno non specificato, Gregorio iniziò a partecipare alle riunioni dell'Accademia di San Luca.

Per quanto riguarda la nazionalità di "Gregorio dello prete", indicato come napoletano, R. Vodret (in Cosenza 2004, pp. 21-24) suggerisce un'accezione generale, riferita al Regno di Napoli, a cui la Calabria era annessa. Filippo Covatta, testimone al processetto del gennaio 1668, dichiara che Gregorio era suo paesano e che era giunto a Roma circa quarant'anni prima, senza mai più partire.

G. Leone (in Cosenza 2004, p. 30, note 101-102) ha discusso l'ipotesi di un'attività poetica di Gregorio in ambito barberiniano, proposta da Piccirillo (1989, p. 53) e rettificata da Leone (nota 103), che ipotizza uno scambio di persona con il poeta bolognese Girolamo Preti.

L. Spezzaferro (in Catanzaro 1999, p. 32) ha esplorato l'ipotesi dell'appartenenza di Gregorio e Mattia all'Ordine dei Cavalieri delle Lance Spezzate, menzionato da De Dominici (1742-1745, p. 315).

G. Leone (in Cosenza 2004, pp. 25-30, nota 90) ha ulteriormente indagato questi aspetti.

Opere e Stile Artistico

G. Leone (in Carlino 2003, pp. 15-56) e G. Valentino (in Cosenza 2004, pp. 39-47) hanno esaminato diverse opere.

G. Valentino (in Cosenza 2004, p. 114, n.1) ha fornito ulteriori dettagli.

Il rapporto tra Gregorio e Francesco Cozza è stato studiato da M. Marini (in Cosenza 2004, pp. 65-72) e Pampalone (2009, pp. 91-114).

Le note del De Vecchi, pubblicate da Spike (2003, pp. 14 e 19, nota 9), sono contenute nella sua "Istoria di Fabriano", conservata manoscritta presso la Biblioteca Comunale di Fabriano (ms. 250, p. 366).

Spike (2003, p. 31, n.4) ha pubblicato un dipinto, anch'esso pubblicato nello stesso anno da M. Marini (in Carlino 2003, p. 109, n. 28).

Un dipinto olio su tela (cm 136 x 99) è stato battuto all'asta da Bukowskis, Stoccolma, il 7 dicembre 2010 (lotto n. 325).

R. Lattuada (in Cosenza 2004, p. 156, n.15) ha trattato di specifici aspetti stilistici.

Schütze-Willete (1992, pp. 41 e sgg.) e R. Vodret (in Cosenza 2004, pp. 21-24) hanno discusso ulteriormente lo stile e le influenze.

De Dominici (1742-1745, p. 315) è citato nuovamente in relazione all'arrivo a Roma di Mattia. G. Leone (in Roma 2015, pp. 15-23), con il saggio di Gianni Papi, propone un anticipo della data di tale evento.

L. Spezzaferro (in Catanzaro 1999, pp. 41-44) ha esaminato le influenze caravaggesche e le possibili suggestioni meridionali ricevute da Gregorio a Roma. Strinati (1989, p. 160-161 e Id., in Catanzaro 1999, pp. 17-29) ipotizza la vicinanza del pittore calabrese a un ambiente locale di tradizione caravaggesca, con sopravvivenze napoletane e siciliane.

Calenne (2013, pp. 67-95) e Spike (2003, p. 51, n. 39) insieme a Sciberras (2012, p. 5) hanno analizzato il rapporto di Gregorio con la pittura napoletana, evidenziando come le sue suggestioni emergano in tutta la sua carriera. Ad esempio, nel "David e Golia" di Fabriano (FIG. 9), si può notare un ricordo di soluzioni vicine a Carlo Sellitto.

David e Golia di Fabriano

La serie di opere a Nepi e Sutri (G. Aita in Cosenza 2004, pp. 150-153, nn. III.3-13) è stata arricchita da quelle di Aix-les-Bains, Cuneo ed Entraque, restituite a Gregorio da Porzio (2012, pp. 39-45).

G. Leone (in Cosenza 2004, pp.138-139, n. II.2) ha discusso un'altra opera.

Un dipinto è stato restituito a Gregorio da Porzio (2012, p. 43).

Longhi (1928 (1968), p. 139, nota 7) fa riferimento a un'opera.

La "Madonna del cucito", purtroppo trafugata, fu collocata sull'altare della Cappella Passari in San Bernardino nel 1645. La versione dell'Ospedale di Santo Spirito in Sassia è analizzata da A. M. Pedrocchi (in Catanzaro 2008, p. 46, n. 8).

Un' "Adorazione dei pastori" conservata presso la chiesa di San Domenico a Modigliana (FC), rientra negli stessi canoni stilistici del dipinto di Viterbo, sebbene in anni più avanzati. Questa opera è stata recentemente attribuita a Gregorio da chi scrive (Borgogelli 2017, pp. 149-150, fig. 6).

La scheda di C. Bagnato e G. Valentino (in Roma 2015, pp. 106-111, n. 22) fornisce un'analisi dettagliata.

Il rapporto tra Gregorio e Giacinto Brandi è stato esaminato da Serafinelli (2015, pp. 46-56).

Una versione in collezione Guidetti-Giacomelli a Ferrara, restituita al pittore da Ghetti (2016, p. 442), è affine per iconografia al dipinto "Coldiretti" (CAT. 4) ma ascrivibile al solo Gregorio.

Il rapporto tra Gregorio, Mattia e i Colonna è trattato da Gozzano (2003, pp. 163-180) e da Yuri Primarosa.

Spike (2003, p. 40, n. 13) ha avanzato un'ipotesi di identificazione di un dipinto Colonna con una tela in collezione privata, rappresentante "La regina Tomiri riceve la testa di Ciro". Il soggetto è stato poi più propriamente rivisto in una "Giuditta che presenta la testa di Oloferne agli ebrei" da G. Leone ed E. Spina (in Cosenza 2004, p. 110, n. 32).

G. Leone (in Catanzaro 2008, p. 74, scheda 21) e T. Strinati (in Cosenza 2004, p. 158, n. III.16) hanno fornito ulteriori contributi.

Titi (1721, p. 61), Spike (1989, p. 18) e Strinati (1989, p. 160) sono citati per specifici riferimenti.

L'affresco di San Carlo ai Catinari è discusso da G. Aita (in Cosenza 2004, p. 162).

C. Strinati (in Cosenza 2004, pp. 15-20) ha analizzato il rapporto tra Gregorio e le Marche, presentando opere e argomentazioni. Serafinelli (2015, p. 26, n. A12) e A. Capriotti (in Catanzaro 2008, p. 82, scheda 28) hanno contribuito ulteriormente a questa disamina.

M. Marini (in Carlino 2003, pp. 73-74) e Borgogelli (2017, pp. 145-148, fig. 1) hanno recentemente restituito un'opera a Gregorio.

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