Il pensiero moderno spesso incontra difficoltà ad ammettere l’esistenza e la missione degli Angeli, considerandoli talvolta frutto di leggenda o di credenze mitologiche. Eppure, la Sacra Scrittura abbonda di nomi che designano diverse categorie di Angeli, e l’arte è ricca di immagini angeliche, quasi a richiamare la presenza di questi "spiriti" che non sono sottoposti alla legge dello spazio e del tempo. Il loro compito è custodire il divino, circondare la presenza di Dio nel suo manifestarsi terreno e farsi nostri "custodi".

La Presenza degli Angeli nella Tradizione e nella Scrittura
La Bibbia presenta gli Angeli come figure centrali nell'interazione tra il divino e l'umano. Basti pensare agli arcangeli Gabriele, Michele e Raffaele, messaggeri di eventi che testimoniano l’irruzione di Dio nella storia per guarire, consolare e sostenere nella prova. Gli Angeli sono infatti messaggeri che annunziano e comunicano i doni di Dio, fungendo da mediatori tra Lui e gli uomini, come si legge: «Ecco, io vi mando il mio messaggero, che spianerà la via davanti a me e subito il Signore, che voi cercate, l’Angelo del patto, che voi desiderate, entrerà nel suo tempio. Ecco egli viene, dice il Signore degli eserciti» (Mal 3,1).
L'angelo Gabriele, in particolare, annuncia a Maria il mistero della divina maternità (Lc 1,26-38), e un Angelo guida i pastori alla grotta di Betlemme per la nascita di Gesù. A Natale, si contemplano gli angeli volteggiare esultanti accanto al Bimbo Gesù, celebrando con gioia il mistero di Dio che si fa uomo. Questo è un vero e proprio tripudio di gioia che sprigiona dal loro canto, una voce incoraggiante che accompagna e sostiene lo stupore commosso dei pastori e ci assicura che la salvezza del Signore è per noi.
Il Canto Angelico: Lode Incessante e Liturgia Celeste
Gli angeli pregano ed adorano incessantemente il loro Creatore. La Sacra Scrittura li mostra assorti nella contemplazione di Dio, elevando verso di Lui un’eterna lode, la cui formulazione più elevata è il canto del Trisaghion da parte dei serafini, che il profeta Isaia sente rispondersi l’un l’altro: “L’uno gridava all’altro e diceva: “Santo, santo, santo è Yahvé degli eserciti!” (Is 6,3). Questa esaltazione della gloria del Dio tre volte santo si ritrova in diversi passi della Bibbia, configurandosi come una preghiera liturgica.
Il canto degli Angeli riempie il silenzio senza impedirne la risonanza, favorendo l’ascolto e l’assimilazione di una Parola che assicura la possibilità della gioia. Questo perché esiste un Salvatore assoluto, un Bambino che ha preso su di sé le nostre inquietudini e fragilità e ci dona la pace. Il canto degli Angeli diventa così gravido di teologia e di preghiera, un linguaggio suasivo e avvincente che conduce a un’esperienza spirituale profonda di comunione con un Dio bambino.
Dopo la resurrezione di Cristo, la liturgia del cielo e quella della terra non fanno che un tutt’uno (cfr Concilio Vaticano II, Lumen Gentium, 49, 50), riunendo nella stessa comunione di adorazione e di lode tutta intera la creazione. L'intero universo partecipa alla lode di Dio, e il cielo degli angeli, essendo la parte più spirituale dell’universo, assicura che l’inno degli angeli non potrà mai scomparire dal culto della Chiesa. La tradizione afferma che, già nel V secolo, Proclus (+ 447), discepolo di San Giovanni Crisostomo e patriarca di Costantinopoli, abbia ricevuto da un angelo il consiglio di introdurre il Trisaghion nella liturgia. Numerosi mistici ammessi a contemplare il mondo angelico hanno espresso la loro meraviglia di fronte alla preghiera degli angeli, impressionati dalla sua grandezza e bellezza.

Lourdes: Un Luogo di Grazia e Conversione
Il nome di Lourdes, assieme a quello di Fatima, evoca una delle più grandi apparizioni mariane della storia. In questo comune francese, ai piedi dei Pirenei, tra l’11 febbraio e il 16 luglio 1858, nella grotta di Massabielle, la Madonna apparve diciotto volte a una contadina di quattordici anni, Bernadette Soubirous. Il carattere miracoloso dell’evento fu riconosciuto da Pio IX e da tutti i Papi suoi successori, alcuni dei quali visitarono Lourdes. L'11 febbraio del 1933, Pio XI dichiarò ufficialmente la festa in onore delle apparizioni mariane avvenute a Lourdes nel 1858.
Il Messaggio di Lourdes: Amore, Penitenza e Immacolata Concezione
Durante la terza apparizione, il 18 febbraio 1858, la Vergine parlò per la prima volta a Bernadette, dicendo: “Ciò che le devo dire, non è necessario scriverlo”. Questo significa che Maria desiderava entrare, con Bernadette, in una relazione propria dell’amore, a livello del cuore. Bernadette fu invitata ad aprire le profondità del suo cuore a questo messaggio d’amore. Alla seconda frase della Vergine: “Vuole avere la grazia di venire qui per quindici giorni?”, Bernadette fu sconvolta. Era la prima volta che qualcuno le si rivolgeva con il “lei”, e sentendosi così rispettata ed amata, visse l’esperienza di essere lei stessa una persona. Siamo tutti degni agli occhi di Dio, perché ciascuno di noi è amato da Lui.
La terza frase della Vergine fu: “Non le prometto di renderla felice in questo mondo ma nell’altro.” Quando Gesù, nel Vangelo, ci invita a scoprire il Regno dei cieli, ci invita a scoprire, qui nel nostro mondo, un “altro mondo”. Lì dove c’è l’Amore, Dio è presente. Malgrado la sua miseria, la sua malattia e la sua mancanza di cultura, Bernadette è sempre stata profondamente felice. È quello il Regno di Dio, il mondo del vero Amore.
I Gesti di Bernadette e il Loro Senso Biblico
Durante le prime sette apparizioni, Bernadette mostrava un volto radioso di gioia e luce. Ma tra l’ottava e la dodicesima apparizione, il suo viso divenne triste e doloroso, e lei compì gesti incomprensibili: camminava in ginocchio fino al fondo della Grotta, ne baciava il suolo sporco, mangiava l’erba amara, scavava il suolo e provava a bere l’acqua fangosa, si imbrattava il viso col fango. Molti la consideravano "pazza". Questi gesti, che Bernadette ripeteva, costituiscono il cuore del “Messaggio di Lourdes”.
Questi gesti sono biblici ed esprimono l’incarnazione, la Passione e la Morte del Cristo. Camminare in ginocchio fino al fondo della Grotta è il gesto dell’incarnazione, dell’abbassamento di Dio fatto uomo. Mangiare le erbe amare ricorda la tradizione ebraica nei testi antichi. Imbrattarsi il viso ci riporta al profeta Isaia, quando parla del Cristo descrivendolo con i tratti del Servitore sofferente.
Alla nona apparizione, “la Signora” chiese a Bernadette di andare a scavare il suolo, dicendole: “Vada a bere ed a lavarsi”. Con questi gesti, ci è svelato il mistero stesso del cuore del Cristo: “Un soldato, con la sua lancia, gli trapassa il cuore e, subito, sgorgano sangue e acqua”. Il cuore dell’uomo, ferito dal peccato, è rappresentato dalle erbe e dal fango. Ma in fondo a questo cuore, c’è la vita stessa di Dio, rappresentata dalla sorgente. La “Signora” spesso diceva: “Penitenza, penitenza, penitenza. Pregate per i peccatori”. Con la parola “penitenza”, bisogna intendere anche la parola “conversione”. Per la Chiesa, la conversione consiste nel rivolgere il proprio cuore verso Dio e verso i propri fratelli, come insegnato da Cristo.
Nel corso della tredicesima apparizione, Maria si rivolse a Bernadette: “Vada a dire ai sacerdoti che si venga qui in processione e che vi si costruisca una cappella”. “Che si venga in processione”, significa camminare, in questa vita, sempre vicino ai nostri fratelli. “Che si costruisca una cappella”. A Lourdes, le cappelle sono state costruite per accogliere la folla di pellegrini. La cappella è la “Chiesa” che dobbiamo costruire, là dove siamo.
La Rivelazione del Nome: "Sono l'Immacolata Concezione"
Il 25 marzo 1858, giorno della sedicesima apparizione, Bernadette chiese alla “Signora” di dire il suo nome. “La Signora” le rispose in dialetto: “Que soy era Immaculada Councepciou”, che significa “Sono l’Immacolata Concezione”. L’Immacolata Concezione, è “Maria concepita senza peccato, grazie ai meriti della Croce del Cristo” (definizione del dogma promulgato nel 1854 da Pio IX con la Bolla Ineffabilis Deus). Bernadette andò subito dal parroco per trasmettergli il nome della “Signora” ed egli comprese così che era la Madre di Dio che appariva alla Grotta. Più tardi, il vescovo di Tarbes, Mons. Laurence, autenticò questa rivelazione.
La firma del messaggio, quando la Signora dice il suo nome, arrivò dopo tre settimane di apparizioni e tre settimane di silenzio (dal 4 al 25 marzo). Il 25 marzo è il giorno dell’Annunciazione, della “concezione” di Gesù nel seno di Maria. La Signora della Grotta ci parla della sua vocazione: è la madre di Gesù, tutto il suo essere consiste nel concepire il Figlio di Dio, è tutta per Lui. Per questo è Immacolata, abitata da Dio. Siamo tutti invitati a diventare immacolati, rivolgendoci a Dio.
Le apparizioni e il messaggio di Lourdes (catechesi a Lourdes)
Lourdes oltre i Miracoli: Guarigione dell'Anima
Pio XII ricorda come la Vergine immacolata si manifesti a una fanciulla innocente in una società che spesso non ha coscienza dei mali che la divorano, coprendo miserie e ingiustizie con apparenze di prosperità. In materna comprensione, ella volge uno sguardo su questo mondo riscattato dal sangue del Figlio suo, dove il peccato accumula tante stragi, e lancia il suo vibrante richiamo: “Penitenza, penitenza, penitenza!”. Chiede atti significativi: “Andate a baciare la terra in penitenza per i peccatori”, e alla preghiera: “Pregherete Dio per i peccatori”. Come al tempo di Giovanni Battista e all’inizio del ministero di Gesù, lo stesso invito forte e perentorio indica agli uomini la via del ritorno a Dio: “Pentitevi” (Mt 3, 2; 4,17).
La penitenza, come spiega Pio XII, è innanzitutto un appello alla conversione del cuore, un pentimento profondo, una riconciliazione dell’uomo con Dio. È solo in questa prospettiva che possiamo comprendere il significato dei miracoli che caratterizzano Lourdes, rendendola un punto di riferimento mondiale per i malati e i sofferenti. Per evitare ogni forma di sensazionalismo, la Chiesa volle fin dall’inizio un rigoroso discernimento di queste guarigioni. Negli archivi del santuario sono conservate le documentazioni di circa 7.500 guarigioni considerate inspiegabili dal punto di vista medico, ma solo 72 sono state riconosciute ufficialmente dalla Chiesa come miracoli, a conferma di un discernimento estremamente prudente.
Tuttavia, ridurre Lourdes a un semplice “luogo di miracoli” sarebbe fuorviante: le guarigioni fisiche, pur straordinarie, sono inserite in un orizzonte più ampio, dove il vero centro è la conversione del cuore. Quando Gesù dice al paralitico: «Ti sono rimessi i tuoi peccati» (Mc 2, 5), e poi lo guarisce nel corpo, manifesta che la guarigione fisica è segno di un’autorità più alta. San Tommaso d’Aquino spiega che «Cristo compì miracoli corporali per mostrare che aveva il potere di compiere miracoli spirituali, che sono più grandi» (Summa Theologiae, III, q. 44, a. 2). Chi è in grado di guarire i corpi, può guarire l’anima, restituendo alla vita ciò che sembra inesorabilmente destinato alla morte.
L’appello alla penitenza e alla conversione di Lourdes non è diverso da quello di Fatima, dove, secondo il “Terzo Segreto”, i tre pastorelli videro un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra che diceva: “Penitenza, Penitenza, Penitenza!”. Chi rifiuta il pentimento e la penitenza, attira su di sé non la misericordia, ma la giustizia di Dio. A Rue du Bac, a Lourdes, a Fatima, il messaggio del Cielo non cambia: è una pressante richiesta agli uomini affinché ritornino a Dio, prima di provare le terribili conseguenze dell’allontanamento da Lui.
La Conversione di Alexis Carrel
Cardinale Angelo Comastri, nelle sue meditazioni, sottolinea che “il miracolo più bello sono le conversioni” perché sono sinonimo di una “guarigione dell'anima”. A Lourdes si sono verificate tante conversioni, tra cui quella dello scienziato Alexis Carrel. Medico di Lione, ateo e positivista, nonché sostenitore dell'eugenetica, era scettico sui miracoli, attribuendoli all'autosuggestione. Nel 1903 si recò a Lourdes per sostituire un medico nell'accompagnamento di disabili. Sul treno, incontrò una donna affetta da peritonite che, a suo giudizio, non avrebbe dovuto affrontare il viaggio. Nonostante il suo parere, la donna giunse a destinazione e in ospedale, a Lourdes, guarì inspiegabilmente. Testimone del prodigioso ristabilimento, il medico (futuro premio Nobel) si convertì e divenne un “fervente credente”, rivolgendo alla Madonna la supplica: “Vergine dolce, soccorrevole verso gli infelici che umilmente v'invocano, soccorretemi!”.
Simboli di Fede e Devozione a Lourdes
Il santuario di Lourdes è un luogo sacro dove ogni dettaglio porta con sé un forte simbolismo. Cinque elementi chiave rappresentano sia la fede cristiana sia la storia delle apparizioni della Vergine Maria, contribuendo all'esperienza spirituale dei pellegrini di tutto il mondo.
- La Grotta di Massabielle: È il cuore spirituale di Lourdes, dove Bernadette vide apparire la Vergine. Simboleggia il legame diretto tra i pellegrini e il divino, un luogo di miracoli e ricerca di guarigione fisica e spirituale. Toccare la pietra o meditare in preghiera rappresenta l'umiltà e la profonda fede.
- La Sorgente e l'Acqua di Lourdes: Scoperta da Bernadette su richiesta della Vergine, è uno dei simboli più potenti. Si ritiene abbia proprietà miracolose ed è usata nelle piscine dove i pellegrini si immergono per guarire. Simboleggia purificazione e rigenerazione del corpo e dell'anima.
- Candele e Luci: Onnipresenti a Lourdes, le candele accese dai pellegrini sono segno di preghiera e speranza. La loro luce simboleggia la persistenza della fede e della preghiera, la presenza di Dio e della Vergine, illuminando il cammino dei fedeli e materializzando le preghiere silenziose.
- Il Rosario: Con i suoi grani che rappresentano preghiere ripetute, è centrale nelle pratiche devozionali del santuario. Le processioni del rosario quotidiane permettono ai pellegrini di meditare sui misteri della vita di Cristo e di Maria, rafforzando il legame tra i credenti e il potere della preghiera.
- Le Processioni: In particolare la processione mariana illuminata dalle fiaccole, sono punti culminanti della vita spirituale di Lourdes. Migliaia di pellegrini sfilano con le candele, pregando insieme in una grande dimostrazione di fede. Simboleggiano l'unità dei fedeli intorno alla Vergine Maria, che li guida come una luce nella notte, offrendo sostegno comunitario e speranza.
Ognuno di questi cinque segni contribuisce a creare uno spazio unico di preghiera, guarigione e fede, rendendo Lourdes un luogo in cui ogni gesto e ogni simbolo rafforzano il legame con il divino.

L'“Ave Maria di Lourdes”: Un Canto Ispirato
“…È l’ora che pia la squilla fedel, le note c’invia dell’Ave del Ciel. Ave, ave, ave Maria. Ave, ave, ave Maria!”. Queste le prime parole del tradizionale canto mariano che, nel 1873, un sacerdote francese, Jean Gaignet, decise di comporre in occasione di un pellegrinaggio di fedeli a Lourdes. In seguito, la composizione, originariamente di otto strofe, divenne nota come l’Ave Maria di Lourdes. Il ritornello fu impostato in modo da ricordare il saluto dell’angelo Gabriele alla Madonna (Luca 1,26-38), un chiaro richiamo alla mediazione angelica. La melodia del ritornello, composta solo dalle due parole del titolo in latino («Ave Maria»), riprende probabilmente un tradizionale canto degli abitanti di Bigourdan: Mous slops (Morbidi pendii).
Su richiesta del Vescovo di Luçon, il motivo venne ampliato a sessantotto strofe per raccontare le diciotto apparizioni della Vergine Maria a Bernadette Soubirous. Questa composizione trovò consensi nei più diversi Paesi del mondo, diventando un inno universale di devozione mariana. Le apparizioni sono eventi nei quali la Vergine Maria appare in forma soprannaturale a una o più persone, spesso prendendo il nome della città o dal nome dato a Maria in occasione dell’apparizione stessa. Rimane il fatto che, nella maggior parte dei casi, solo poche persone hanno potuto vedere Maria e lasciarci i suoi messaggi.
La Risonanza del Canto Angelico nella Devozione di Lourdes
Sebbene la tradizione non descriva angeli che cantano in modo visibile e udibile specificamente "a Lourdes durante l'elevazione" eucaristica, il significato profondo della presenza angelica e del loro canto si intreccia indissolubilmente con l'atmosfera spirituale del santuario e con la pratica liturgica. Gli Angeli, oranti incessanti e custodi del divino, elevano una lode eterna al Creatore, e questo inno celeste è percepito come una parte integrante del culto della Chiesa, in cui la liturgia del cielo e della terra si uniscono.
Lourdes, come luogo di una straordinaria manifestazione divina e di incessante preghiera, offre ai pellegrini un'esperienza di profonda elevazione spirituale. In questo contesto, il "canto degli Angeli" può essere inteso non solo come una realtà celeste, ma anche come una risonanza spirituale che permea le preghiere, i canti e le processioni dei fedeli. La melodia dell'Ave Maria di Lourdes, ispirata al saluto dell'angelo Gabriele, è un esempio di come la presenza angelica possa ispirare la devozione umana e guidare i cuori verso una maggiore comunione con Dio e la Vergine Maria. Il silenzio riempito dal canto angelico, come descritto, permette un'assimilazione della Parola divina, assicurando la possibilità della gioia e di una profonda esperienza spirituale, che culmina nell'incontro con un Dio bambino. La devozione a Lourdes, con i suoi simboli e i suoi messaggi di penitenza e conversione, rappresenta un'elevazione collettiva delle anime verso il sacro, dove la presenza degli Angeli è sottilmente ma potentemente avvertita, amplificando la preghiera e la lode della comunità dei fedeli.