Le associazioni dedicate alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico pavese giocano un ruolo fondamentale nella tutela di complessi monumentali di grande importanza, come l'Abbazia di San Lanfranco e la Certosa di Pavia. Queste organizzazioni, spesso nate su iniziativa di cittadini e volontari, promuovono la conoscenza e il recupero di questi beni, contribuendo anche al tessuto sociale della comunità.
Amici di San Lanfranco ONLUS: Recupero e Solidarietà
L'associazione Amici di San Lanfranco ONLUS è nata a Pavia nel 2010 con l'obiettivo principale di favorire il recupero del complesso dell’Abbazia di San Lanfranco, che include la chiesa e il monastero.
Storia dei Restaurati e Missione Sociale
I lavori di restauro del Chiostro Piccolo, un tempo sede delle cellette dei frati vallombrosiani e da tempo disabitate, sono iniziati nel 2010 e si sono conclusi nel giugno 2016. Da questi interventi sono stati ricavati 6 bilocali e un trilocale, destinati a residenze per persone in difficoltà, oltre a locali comuni per attività parrocchiali e sociali. L'associazione opera con lo scopo di tutelare e valorizzare il patrimonio artistico-culturale dell’Abbazia Vallombrosana, promuovendo sul territorio la conoscenza della storia e dell’arte relative al complesso abbaziale di San Lanfranco.

Attività e Collaborazioni
Le attività dell'associazione si estendono a diverse aree, tra cui:
- Scuola d’Infanzia: Svolge attività pedagogico-didattiche per la prima infanzia, con un progetto educativo annualmente aggiornato e ispirato alla vita cristiana.
- Accoglienza: Offre ospitalità a studentesse universitarie.
- Assistenza Alimentare: Distribuzione mensile di oltre 700 pacchi alimentari, con alimenti provenienti dal Banco Alimentare, dalla Comunità Europea o acquistati direttamente.
- Contributi Economici: Aiuta a coprire spese come bollette, affitti, medicinali non mutuabili.
- Attività Educative: Progetti come "Edu...chè?" hanno superato le cento unità, con una frequenza media giornaliera di 45/50 ragazzi e 23/25 docenti volontari.
L'associazione collabora anche con altri enti e gruppi, come i Gruppi di Volontariato Vincenziano (GVV) e A.Ge. volontarie di Pavia Ovest, con locali situati in Via Fratelli Cervi 9, adiacenti alla sede dell'APS G.
PASSEGGIATE NELLA STORIA - ABBAZIA DI SAN MINIATO AL MONTE
La Certosa di Pavia: Un Capolavoro Cistercense
La Certosa di Pavia, nota anche come Gra-Car (Gratiarum Chartusia, Certosa delle Grazie), è un monastero cistercense e Santuario della Beata Vergine Maria Madre delle Grazie. È situata nell'omonimo comune, a circa 8 km a Nord di Pavia.
Storia e Riconoscimenti
Il monastero fu fondato da Gian Galeazzo Visconti il 27 agosto 1396. Nel 1396, il duca di Milano Gian Galeazzo Visconti donò al monastero le località di Binasco, Magenta, Boffalora e San Colombano; nel 1397 Selvanesco e Marcignago e nel 1400 Vigano. Il 7 luglio 1866, il monastero fu dichiarato monumento nazionale italiano, diventando così proprietà del Regno d'Italia e successivamente dello stato italiano. Tutti i beni artistici ed ecclesiastici al suo interno sono posti sotto vincolo demaniale.
Architettura e Evoluzione Costruttiva
Inizialmente, durante la prima fase dei lavori, i monaci risiedettero nell'antico castello di Torre del Mangano e nel Castello di Carpiano (o Grangia), uno dei tanti territori lasciati ai monaci da Gian Galeazzo Visconti, per poi occupare gli ambienti conventuali, i primi ad essere edificati. Secondo l'ipotesi di Luca Beltrami, i primi sostegni dei chiostri, in attesa di più dignitose soluzioni architettoniche, furono dei piloni quadrati in laterizio. La chiesa, destinata a divenire mausoleo dinastico dei Duchi di Milano, fu progettata con dimensioni superiori a quelle sinora realizzate, con una struttura a tre navate mai utilizzata dall'Ordine Certosino, ed edificata per ultima. La navata fu progettata in stile gotico e la sua costruzione fu completata nel 1465. Tuttavia, nel frattempo, l'influenza del primo Rinascimento era divenuta importante in Italia e il resto della chiesa, con le sue gallerie ad archi e i pinnacoli (inclusa la piccola cupola), e i chiostri furono riprogettati da Guiniforte Solari, che guidò i lavori tra il 1453 e il 1481, con dettagli in terracotta. In seguito, Giovanni Antonio Amadeo fu capo dei lavori, tra il 1481 e il 1499. Il 3 maggio 1497 la Chiesa venne consacrata.
Il Finanziamento delle Decorazioni e Opere d'Arte
I monaci certosini erano legati a una clausola che prevedeva l'uso di una parte dei loro proventi (campi, terreni, rendite ecc.) per continuare la costruzione del monastero. Anche quando la costruzione si sarebbe potuta definire completa, i monaci continuarono a spendere grandi somme di denaro per decorazioni aggiuntive. Perciò, la Certosa di Pavia contiene opere d'arte risalenti ad almeno quattro secoli (XV, XVI, XVII e XVIII secolo). Di questo periodo (circa 1520) è la sostituzione del vecchio altare con uno nuovo, molto più grande e con decorazioni in pietre dure e marmi. Per moltissimi anni se ne persero le tracce fino al 1894, quando il dottor Santambrogio lo ritrovò nella Chiesa di San Martino Vescovo di Carpiano.

Vicende Storiche e Ritorno dei Certosini
Nel 1560, il Priore Generale dell'ordine certosino Piero Sarde autorizzò l'installazione delle attrezzature idonee per la stampa di messali e corali, e in data 28 agosto invitò tutte le certose d'Italia a rifornirsi esclusivamente dei prodotti della nuova stamperia. I monaci certosini furono espulsi nel 1782 dall'imperatore Giuseppe II, che incamerò i beni di tutti gli ordini contemplativi dei suoi possedimenti. Il monastero cistercense di Santa Maria delle Grazie fu istituito nel 1784, due anni dopo la soppressione del monastero certosino. Il monastero passò quindi nel 1798 ai monaci carmelitani, subendo la violenta devastazione operata dalle truppe napoleoniche che razziarono e distrussero le ricchezze artistiche. Nel 1810 venne infine chiuso fino al 1843, quando i monaci certosini rientrarono nel monastero.
La Certosa nel XX Secolo
Con la legge 3036 del 7 luglio 1866, il monastero fu dichiarato monumento nazionale italiano e i beni ecclesiastici in esso contenuti divennero proprietà del Regno d'Italia allo scopo di risanare il deficit pubblico. Prima dell'inizio della I Guerra Mondiale, iniziarono lavori di consolidamento al complesso monastico e continuarono durante il conflitto, attuando misure di protezione per evitare ulteriori danni. Il 9 ottobre 1930, Papa Pio XI decise di affidare il luogo nuovamente all'ordine dei certosini e, dopo 52 anni di abbandono, il 25 luglio 1932 i monaci certosini tornarono ad abitare alla Certosa. Il 31 ottobre 1932, Benito Mussolini si recò in visita alla Certosa. Il monumento fu risparmiato dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Il 12 agosto 1946 fu ritrovata, avvolta in sacchi di tela, la salma di Benito Mussolini dopo che la stessa era stata precedentemente trafugata. Nel 1947, i monaci certosini abbandonarono la struttura per mancanza di vocazioni e anche a causa del clamore che seguì il ritrovamento delle spoglie mortali del Duce.
Museo della Certosa e Informazioni per i Visitatori
Nei locali del palazzo posto sul lato destro del cortile antistante alla chiesa si trovano il negozio gestito dai monaci e il Museo della Certosa di Pavia che, da maggio 2008, è gestito direttamente dalla Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici di Milano. Informazioni sulle visite guidate al Museo si possono avere contattando direttamente l'associazione PaviaMusei. Ulteriori fotografie del monumento sono visibili sul sito dei monaci Cistercensi; altre informazioni sugli orari di apertura e delle SS. Messe sono reperibili attraverso i canali ufficiali.