La Natività e l'Annuncio ai Pastori nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma

Nel cuore di Roma, la Basilica di Santa Maria Maggiore rappresenta un crocevia di arte, storia e fede, celebre in particolare per la sua profonda connessione con il mistero della Natività e l'Annuncio ai pastori. Questa "grande Chiesa della Vergine Maria", situata sul colle Esquilino a poche centinaia di metri a nord del Laterano, custodisce al suo interno uno dei tesori più sacri del cristianesimo: il Santo Presepe di Gesù, una reliquia venerata da secoli.

Veduta esterna della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma

Le Origini del Santo Presepe e la Sua Presenza a Roma

La chiesa mariana ospita il presepe di Cristo da tempo immemorabile, particolarmente venerato durante il periodo natalizio. La costruzione di questa opulenta chiesa sull'Esquilino, a poca distanza dall'enorme Basilica Lateranense, non fu motivata da considerazioni pastorali o dalla definizione di Maria come Genetrice di Dio stabilita dal Concilio di Efeso del 431. Piuttosto, un ruolo fondamentale ebbe l'importazione di una reliquia della Natività dalla Terra Santa.

Già nel IV secolo, una reliquia della croce era giunta a Roma da Gerusalemme ed era conservata in Santa Croce in Gerusalemme, vicino al Laterano. Sembrava quindi naturale importare anche una reliquia della Natività. A Betlemme, la grotta della Natività (spelunca, specus) e il presepe (praesepe) erano venerati fin dal III secolo. Il "praesepe" deve essere immaginato come una mangiatoia per gli animali.

La Testimonianza di San Girolamo e l'Arrivo della Reliquia

La corte papale del Laterano manteneva ottimi rapporti con Betlemme, anche grazie a San Girolamo, ex segretario di Papa Damaso (366-384), che vi abitò dal 386 fino alla sua morte nel 420. Girolamo era un'autorità per tutta la Chiesa e dal suo studio osservava la mangiatoia. In un'omelia tenuta a Natale nella chiesa della Natività di Betlemme, Girolamo espresse in modo provocatorio il desiderio di vedere la mangiatoia originale, che era stata sostituita con una d'argento per onorare Cristo. Questo episodio suggerisce che la reliquia giunta a Roma potesse essere costituita da parti autentiche, forse pietre o terra, rimosse dal luogo sacro.

Il Santo Presepe, contenente frammenti del presepe di Gesù, fu portato a Roma da Papa Teodoro I nel VII secolo, in un periodo in cui la Chiesa romana lavorava per rafforzare i suoi legami con i luoghi della vita di Cristo. La prova che la reliquia della Natività giunse effettivamente a Roma e stimolò la costruzione di Santa Maria Maggiore è indicata dal famoso mosaico dell'arco trionfale. Sebbene raffiguri l'intera infanzia di Gesù, in esso manca la scena della nascita, nonostante la chiesa sia stata edificata in onore della Genetrice di Cristo. Questa assenza è spiegabile con la presenza e la venerazione della reliquia stessa, che rendeva superflua la sua raffigurazione. Inoltre, lo stesso mosaico nei pennacchi raffigura le città di Gerusalemme e Betlemme, a designare le due chiese satellite del Laterano.

La Cripta della Natività e l'Altare di Valadier

Oggi, il Santo Presepe è esposto nella Cripta della Natività, una meraviglia architettonica. La sua atmosfera di tranquilla riverenza invita i visitatori a soffermarsi e a riflettere sul profondo significato della nascita di Cristo. Gli intricati mosaici della cripta, gli ornamenti dorati e l'ambiente illuminato in modo soffuso amplificano il senso di meraviglia e stupore.

Nel corso dei secoli, il Santo Presepe è stato racchiuso in un reliquiario splendidamente adornato. L'altare del Santo Presepe, realizzato dal rinomato artista Giuseppe Valadier, è una miscela impressionante di marmo, bronzo e oro, tutta progettata per incorniciare ed esaltare la sacra reliquia che custodisce.

Interno della Cripta della Natività con il Santo Presepe e l'altare di Valadier nella Basilica di Santa Maria Maggiore

I Mosaici di Jacopo Torriti: La Natività e l'Annuncio ai Pastori

La Basilica di Santa Maria Maggiore è impreziosita da alcuni dei più belli esempi di arte religiosa al mondo. Tra questi, spiccano i magnifici mosaici della scuola romana risalente alla fine del Duecento, in particolare quelli realizzati da Jacopo Torriti verso il 1265. Commissionati da Papa Niccolò IV, questi mosaici decorano l’abside della basilica con gli episodi più importanti della vita di Maria e dell’infanzia di Gesù, sviluppando un linguaggio più realistico e umano a partire dalle esperienze bizantine.

La Rappresentazione della Natività

Nel mosaico di Jacopo Torriti, più simile a una comune icona orientale della natività, il cuore della scena è costituito da Maria con il Bambino in fasce, che emergono dalla "voragine oscura della montagna". La montagna ha forma triangolare e si staglia sullo sfondo color oro; entrambi questi elementi alludono al mondo divino che si manifesta nella storia. L’oscurità della voragine, che rappresenta l’oscurità del mondo senza Dio, è illuminata dal bianco giaciglio finemente ricamato, su cui è adagiata la Vergine Maria. Ella indossa vesti regali, perché è Madre del Re dei re; il blu scuro del manto pone in evidenza tre stelle dorate, due sulle spalle e una sulla testa, che alludono alla perpetua Verginità di Maria prima, durante e dopo il parto.

La Madre depone il Bambino, avvolto in fasce, nella mangiatoia, che ha la forma di una tomba marmorea. Le fasce, la mangiatoia e la croce sono tre simboli che prefigurano il sacrificio sul Calvario. La mangiatoia, inserita in un tempio, e la stella, che splende sopra la montagna, sono simboli che sottolineano l’origine divina di Gesù: Egli, pur essendo vero uomo, non smette di essere vero Dio. Ai piedi della grotta, è raffigurato l’anziano San Giuseppe, seduto e con il capo rivolto verso la Grotta; egli contempla il Mistero, offrendosi quale umile servitore della Madre e del Figlio di Dio. Questa Natività rappresenta il compimento dell'attesa dei popoli, in cui "a Davide un germoglio giusto" è suscitato, un Messia, un Re della stirpe di Davide, "Principe della pace", come annunciato dai profeti e dalle parole di Davide stesso.

Mosaico della Natività di Jacopo Torriti nella Basilica di Santa Maria Maggiore

L'Annuncio ai Pastori

Il mosaico di Torriti presenta i particolari del racconto lucano (2,1-14), divisibile in due scene: la nascita del Bambinello al centro e l’annuncio ai pastori ai margini, insieme alle schiere di angeli. Un angelo dice ai pastori, persone ai margini della società del tempo, che "un Salvatore è nato per voi" e consegna loro delle indicazioni per andare a far visita a questo Bambino. La stella sembra illuminare il volto di Gesù Bambino.

Mosaico dell'Annuncio ai Pastori di Jacopo Torriti nella Basilica di Santa Maria Maggiore

Il Racconto Evangelico dell'Annuncio

Il Vangelo di Luca narra l'evento dell'Annuncio ai pastori con le seguenti parole:

  • 8 C'erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge.
  • 9 Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore,
  • 10 ma l'angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo:
  • 11 oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore.
  • 12 Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
  • 13 E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
  • 14 «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».
  • 15 Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l'un l'altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere».
  • 16 Andarono, senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia.
  • 17 E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
  • 18 Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori.
  • 19 Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.

Basilica Papale di S.Maria Maggiore 1a puntata La storia

La profonda devozione popolare verso il mistero della Natività è ulteriormente testimoniata dalla prima rappresentazione del presepe vivente, risalente alla notte di Natale del 1223 a Greccio, un'iniziativa di San Francesco d'Assisi che richiama l'umiltà e la gioia dell'evento della nascita di Cristo.

La Basilica di Santa Maria Maggiore, con il suo Santo Presepe e i suoi magnifici mosaici, offre un'opportunità unica di sperimentare sia l'arte e la fede che hanno plasmato il cristianesimo nel corso dei secoli. "Sia il nostro cuore aperto e pronto nella preghiera come Maria, nella disponibilità come Giuseppe, nel desiderio come i Pastori, nella lode come gli angeli, nella semplicità come il bue e l’asino!"

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