Il Restauro e il Ritorno dell'Altare Settecentesco del Gremio dei Sarti a Sassari

Un Monumento Restaurato: L'Altare nella Chiesa di Santa Maria di Betlem

L'altare settecentesco del Gremio dei Sarti, situato nella cappella dedicata alla Madonna di Montserrat all'interno della chiesa di Santa Maria di Betlem a Sassari, è tornato alla sua originaria collocazione dopo un'attesa di oltre dieci anni. Questo evento, coronamento di un complesso e lungo restauro, è stato celebrato con una benedizione da parte del padre guardiano della comunità dei Frati Minori Conventuali, Salvatore Sanna, al termine di una messa solenne. La cerimonia ha visto la partecipazione emozionata dei gremianti, che hanno rinnovato la loro Festa piccola in onore del compatrono Sant'Omobono.

Per il Gremio dei Sarti, si tratta di una giornata storica, come ha sottolineato il presidente Marco Sanna. L'altare ligneo, opera di alto valore storico, artistico e religioso, è stato riconsegnato non solo al Gremio ma all'intera città di Sassari, riacquistando il suo antico splendore.

Foto dell'altare settecentesco restaurato nella Cappella del Gremio dei Sarti a Sassari

La Profonda Devozione del Gremio alla Madonna di Montserrat

La storia del Gremio dei Sarti è profondamente legata alla devozione per la Madonna di Montserrat, conosciuta come la "Moreneta", patrona della Catalogna e del Gremio stesso. Questa devozione si manifesta non solo nell'intitolazione della cappella e dell'altare, ma anche in gesti simbolici di grande impatto. Recentemente, dopo 494 anni di devozione ininterrotta, la bandiera del Gremio dei Sarti di Sassari è entrata per la prima volta nel Monastero di Montserrat, in Catalogna, uno dei luoghi simbolo della cristianità europea. Questo "approdo" ha trasformato il pellegrinaggio in un atto storico, portando la memoria di una corporazione secolare e la devozione di una comunità in uno dei santuari mariani più antichi e venerati del continente. La bandiera, di colore giallo oro damascato, riporta l'effigie della patrona, simboleggiando la sintesi di una storia collettiva, di un mestiere antico e di una fede profonda.

Foto della Madonna Nera di Montserrat o della sua icona

Storia e Origine dell'Altare del Gremio

Il Gremio dei Sarti, una delle più antiche istituzioni di Sassari ufficialmente costituita nel 1532 ma già operante nei secoli precedenti, ricevette in concessione dai frati della chiesa di Santa Maria la sua cappella già nel 1597. Questo consentiva ai soci di officiare i propri riti ed esercitare il diritto di sepoltura per i defunti. Con ogni probabilità, fin da allora la cappella era dotata di un antico altare ligneo.

La Commissione del Retablo Settecentesco

L'attuale altare, nella sua architettura finale, risale al 1738. Tuttavia, la sua storia è più complessa. Si tratta di un'opera scultorea in legno policromo che potrebbe essere stata commissionata dai francescani nella seconda metà del XVII secolo per l'altare di Sant'Antonio. Non essendo di loro gradimento, o forse perché il lavoro non soddisfaceva le aspettative, rimase inutilizzato.

Nel 1738, attraverso un accordo stipulato con i frati, il Gremio dei Sarti accettò di acquisire questo retablo. Fu il maestro ebanista sassarese Juan Antonio Contena a riadattarlo e posizionarlo nella cappella, operando i dovuti rimaneggiamenti. Contena realizzò anche una nuova nicchia da "incastrare" all'interno del retablo, per accogliere il simulacro della Madonna di Montserrat.

Il Degrado e l'Urgenza del Restauro

La vicenda del restauro dell'altare ha radici negli anni Novanta, quando fu notata una pericolosa infestazione di termiti. Questo problema, pochi anni dopo, portò a una grave compromissione della struttura lignea. Intorno al 2008-2009, l'altare registrò un pericolo cedimento del frontone e di alcune colonne, rendendone necessario lo smontaggio.

Le Prime Intervenzioni e le Difficoltà

L'opera fu smontata e i suoi pezzi sistemati in due sale del convento francescano, al primo piano intorno al chiostro. Lo smontaggio fu un'operazione complicata, che richiese l'intervento di una squadra specializzata dalla Grecia, esperta in grandi strutture lignee. La Soprintendenza intervenne per la messa in sicurezza del sito, consolidando le parti lignee più danneggiate e lasciando nella cappella gli elementi più ingombranti come il basamento, gli architravi e le colonne tortili, mentre le parti più indebolite e minute furono trasferite nei locali del convento.

Il tutto rimase in condizioni di totale precarietà fino alla fine del 2015. Solo nel 2013 si era sbloccato l'iter per il restauro completo. Nel 2015, grazie al recupero di somme da altri interventi su opere lignee della stessa chiesa, la Soprintendenza avviò lavori per il restauro del fastigio, delle quattro colonne e dei dipinti su tela. Tuttavia, il grosso del monumento rimase escluso, e non fu possibile neppure il riposizionamento nella cappella.

Il Complesso Percorso del Restauro Finale

Di fronte a questa situazione, il Gremio dei Sarti si è attivato per ricercare fondi straordinari per il completamento dei lavori. Il Presidente del Gremio, Salvatore Spada, contattò diverse ditte specializzate nel restauro di beni culturali.

Dall'Analisi Filologica alla Ricostruzione Artigianale

La scelta ricadde sulla ditta "GIORGIO AUNEDDU MOSSA" di Sassari, già incaricata dal Ministero dei Beni Culturali del parziale restauro delle parti smontate. Negli ultimi quattro anni, il team di restauratori ha meticolosamente ripulito i singoli pezzi, ricorrendo poi a vernici e strumenti artigianali d'epoca, tutto secondo uno studio filologico che ha permesso di analizzare e ricostruire materiali e singoli pezzi. Fu necessario procedere a sanare l'umidità che aveva favorito il proliferare dei parassiti. A complicare la ricostruzione furono alcune parti cave dell'altare, che richiesero un'ulteriore indagine per trasporto e consolidamento.

Il Ruolo delle Competenze Specialistiche e il Finanziamento

Il complesso progetto di restauro, durato cinque anni, è stato curato dall'architetto Giuseppe Palmieri, che ha seguito i lavori sin dall'inizio come direttore. Giuseppe Peddio ha realizzato il ponteggio necessario per il riposizionamento dell'altare. Il Gremio dei Sarti, consapevole dell'ingente costo, ha dimostrato un forte impegno nel mantenere e trasmettere un'eredità storica e culturale.

Un contributo fondamentale di 60.000 euro per l'operazione è arrivato dalla Fondazione di Sardegna, rappresentata dal vicepresidente Salvatore Rubino, che è stato ringraziato dal Gremio. Anche l'ex sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, socio onorario del gremio, era presente alla cerimonia di benedizione.

Chiesa Santa Maria di Betlem Sassari 2018

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