La Madonna della Speranza nel Giubileo

Nel contesto del Giubileo, la Madonna è un punto di riferimento fondamentale per i fedeli. È considerata colei che intercede con misericordia, aiutando i credenti a rinnovare la propria fede e trovare conforto nelle difficoltà. L’iconografia mariana è ricca e variegata, riflettendo culture e tradizioni differenti. Il Giubileo della Speranza del 2025 si preannuncia come un’occasione speciale per riflettere sull’importanza della Madonna, quale figura che incarna misericordia, amore materno e rinnovamento spirituale.

Thematic photo of the Madonna of Hope

La Statua della Madonna della Speranza di Battipaglia in Vaticano

In occasione della solenne apertura della Porta Santa in Vaticano, che ha dato ufficialmente il via al nuovo Giubileo alla Vigilia di Natale, la statua della Madonna della Speranza, custodita nel Santuario di Battipaglia a lei dedicato, è stata esposta accanto al Baldacchino della Basilica di San Pietro. L’anno giubilare, aperto ufficialmente dal Papa la Notte di Natale del 2024, è stato affidato in modo particolare a Maria. Durante i primi vespri della Solennità di Maria Madre di Dio e del Te Deum in ringraziamento per l’anno trascorso, celebrazione che il Santo Padre ha presieduto nella Basilica di San Pietro il 31 dicembre.

Nel primo giorno del nuovo anno, il Santo Padre ha posto nuovamente l’umanità sotto la protezione della Madonna della Speranza, rivolgendosi alla sua statua proveniente dal santuario di Battipaglia in provincia di Salerno e collocata in Basilica vicino all’Altare papale fino al 1° gennaio. L’immagine, collocata in Basilica vicino all’Altare della Confessione, proviene dal santuario di Battipaglia in provincia di Salerno e rimarrà in Vaticano fino all’Epifania.

Le parole del Papa sulla speranza

Durante la preghiera dell’Angelus, dalla finestra del Palazzo Apostolico, il Papa ha espresso parole significative: «Al neonato Messia, che manifesta la misericordia del Padre, corrisponde il cuore di Maria, la Vergine Madre. Questo cuore è l’orecchio che ha ascoltato l’annuncio dell’arcangelo Gabriele; questo cuore è la mano di sposa data a Giuseppe; questo cuore è l’abbraccio che ha avvolto Elisabetta nella sua vecchia età. Nel cuore di Maria batte la speranza della redenzione per ogni creatura».

Questo tema della speranza che illumina la vita quotidiana, da vivere ogni giorno durante il Giubileo, è stato trattato dal Papa anche nell’omelia della Notte di Natale dopo l’apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, che ha umilmente attraversato sulla sedia a rotelle. «Se Dio viene, anche quando il nostro cuore somiglia a una povera mangiatoia, allora possiamo dire: la speranza non è morta, la speranza è viva, e avvolge la nostra vita per sempre! La speranza non delude», ha riassunto, invitando tutti a «metterci in cammino con lo stupore dei pastori di Betlemme».

«Il Vangelo dice che essi, ricevuto l’annuncio dell’angelo, “andarono, senza indugio” (Lc 2,16). Questa è l’indicazione per ritrovare la speranza perduta, rinnovarla dentro di noi, seminarla nelle desolazioni del nostro tempo e del nostro mondo: senza indugio. E ci sono tante desolazioni in questo tempo! Pensiamo alle guerre, ai bambini mitragliati, alle bombe sulle scuole e sugli ospedali».

L'Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, S.E. Monsignor Andrea Bellandi, ha reso noto con gioia e gratitudine: «La statua rimarrà esposta a San Pietro per tutta l’Ottava di Natale, quale segno di speranza per i pellegrini che giungeranno a Roma in quei giorni. Il Giubileo che celebreremo nel 2025, ci invita ad essere quindi pellegrini di speranza, radicati nella certezza che niente e nessuno potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù (cfr. Rm 8,39), nostra speranza. Come non metterci, allora, alla scuola e sotto la protezione di Colei che è la Madre della Speranza, la Vergine Maria, così che tutti - e in particolare quanti soffrono e sono tribolati nel corpo e nello spirito - possano sperimentare la vicinanza della più affettuosa delle mamme, che mai abbandona i suoi figli?».

Il Giubileo della Speranza, il messaggio di Papa Francesco - 06/01/2026

L'origine e il significato della Madonna della Speranza di Battipaglia

La storia dell’Immagine della Madonna della Speranza è inscindibilmente legata al popolo battipagliese. Dal 1819, anno dell’arrivo della Sacra Immagine, rappresentata in un quadro portato da Napoli dal cav. Domenico Antonio Franchini, le vicende liete e tristi del popolo si sono intrecciate con la devozione, l’amore e l’intercessione della Vergine. I fatti degli inizi sono narrati in un documento eccezionale, il libro “in quarto”, scritto a mano, delle memorie Franchini, che resta come testimonianza storica, anche della nascita di Battipaglia. Nella cappella Franchini, dove il quadro fu posto, la vita religiosa e comunitaria dei battipagliesi si è sviluppata ed è cresciuta sotto lo sguardo dolce e materno di Maria.

Il quadro era una copia dell’originale conservato a Napoli, in San Nicola alla Dogana, ora non più esistente. Per circa 60 anni, nella cappella Franchini la Madre della Speranza ha tessuto la trama d’amore dei legami del popolo. Nel 1878 per volontà della figlia di Franchini, Ippolita, fu eseguita l’attuale statua per rendere più concreta e praticabile la processione annuale, ma anche per esprimere in modo più forte e tangibile il messaggio della speranza, che il popolo riponeva nella Madre di Dio. In legno policromo, fatta eseguire a Napoli con le indicazioni che riproducessero il messaggio del quadro, la statua, di autore anonimo, ha volutamente le fattezze di una giovane popolana, proprio per significare che Maria è una figlia del popolo.

Historical image or drawing of the original Madonna of Hope of Battipaglia

Simbolismo dell'icona

L’immagine è tutta relativa a Cristo. Nel quadro originale Maria mostrava il Bambino Gesù in piedi, che reggeva nella mano destra un cuore fiammante, segno del suo amore che brucia per l’umanità e nella mano sinistra reggeva la Croce che si poggiava sulla mano sinistra della Vergine. In corrispondenza della base della croce una piccola Àncora era sostenuta da Maria. Croce e Àncora, l’amore di Cristo Crocifisso speranza del mondo! Il messaggio è chiaro: Cristo Signore, Figlio di Maria, con la sua morte e risurrezione è la Speranza del mondo. Il suo amore salva.

Il popolo ha “cristallizzato” nell’Immagine di Maria raffigurata in questa statua tutto il suo amore a Cristo e alla Vergine Santa. L’atteggiamento della Vergine, raffigurata nella Statua, leggermente protesa in avanti “offre” al popolo la Speranza, che è suo Figlio. Con la mano destra sostiene un’Àncora che nel braccio verticale e orizzontale è una Croce poggiata per terra, piantata nel mondo come Speranza per i popoli (Ebrei 6,19). Maria è Madre della Santa Speranza perché Madre di Cristo, Speranza dell’umanità. Anche nell’iconografia presente nel Santuario è evidente come nell’Àncora si intravede la Croce di Cristo, come ci ricorda anche la liturgia della Chiesa (cfr.: Venerdì Santo, Venanzio Fortunato, O Crux, Ave Spes Unica!). Con il tempo, la volontà popolare ha posto nella mano di Maria che regge il Bambino anche una corona del rosario, perché la meditazione con Maria dei misteri della vita di Cristo potesse accompagnare la speranza del popolo. La virtù teologale della Speranza (CCC 1817) scaturisce da questa Sorgente, in cui Madre e Figlio sono uniti nel mistero dell’Incarnazione e nel Mistero Pasquale.

La devozione popolare e il Santuario

Alla statua, da subito venerata e amata dalla gente battipagliese, le generazioni si sono sempre ispirate per vivere la fede e le vicende della propria storia illuminati dalla speranza in Cristo. Maria ha seguito il popolo esule durante i bombardamenti dell’ultima guerra, quando la città fu distrutta; ha sorretto il dolore e la speranza del popolo durante i moti del 1969; ha dato coraggio e fiducia nel terremoto del 1980; è stata sempre punto di riferimento, che ha accolto tutti coloro che sono venuti nella piana del Sele e si sono stabiliti a Battipaglia. La “Festa della Speranza” annuale, infatti, vede un grande concorso di popolo, che celebra la fede e devozione nella sua Patrona. Il “fiuto” del popolo (sensus fidei fidelium) ha colto subito questa dimensione della speranza come ispirazione dello Spirito e l’ha vissuta nell’amore alla Madre di Cristo, che fu incoronata Patrona della città e del popolo battipagliese il 1° luglio 1979 con Breve Pontificio di San Giovanni Paolo II.

La prima pietra dell’attuale santuario fu posta nel 1906. Fu inizialmente dedicata alla Madonna del Carmine, ma anche qui intervenne il popolo e in modo vivace e sentito trasportò da subito la statua di Santa Maria della Speranza dalla cappella Franchini, collocandola nella sua nuova nicchia. Oggi ci fa un po’ sorridere questa sorta di competizione, ma indica in modo chiaro la volontà popolare. Nel passaggio dalla cappella Franchini alla chiesa che fu eletta a Santuario mariano nel luglio 1980, tutta la vita religiosa di Battipaglia ha visto il sorgere di altre parrocchie, ma sempre il cuore unitario della città è stato intorno alla Madonna della Speranza.

Altre significative raffigurazioni mariane

Oltre alla Madonna della Speranza di Battipaglia, altre importanti raffigurazioni mariane sono protagoniste del Giubileo:

  • Una splendida raffigurazione mariana del XV secolo, esposta al Museo Diocesano di Milano, rappresenta la Madonna come una regina celeste che protegge i fedeli con il suo mantello.
  • Un'antica icona del 1600, rinvenuta nelle grotte di Bassano Romano, sarà esposta presso la chiesa di Maria Santissima dell’Annunziata a Borgo Pio.
  • La Madonna dei Debitori, storicamente venerata dai pellegrini in difficoltà economiche, reca un’iscrizione latina che tradotta significa: “La sapienza del Padre siede nel grembo della Madre”.
Photo of the Madonna dei Debitori icon

La Madonna della Speranza di San Marco di Castellabate

Nella Basilica di San Pietro, tutte le celebrazioni natalizie vedranno la presenza della statua lignea della Madonna della Speranza, venerata nella parrocchia di San Marco Evangelista a San Marco di Castellabate, in provincia di Salerno. L’effige che verrà portata in Vaticano il prossimo lunedì, 22 dicembre, sarà collocata accanto all’altare della Confessione e verrà riportata in parrocchia dopo il 6 gennaio, Epifania del Signore. La Madonna della Speranza, rappresentata con il bambino in braccio, tiene nella mano destra un’ancora dorata ben piantata a terra.

La Vergine ricorda quella custodita nel Santuario di Santa Maria della Speranza di Battipaglia, nel salernitano, portata in Vaticano proprio in occasione dell’apertura del Giubileo nel 2024. Quella di San Marco di Castellabate è più recente, venne realizzata dal Laboratorio Stuflesser nel 1954 per commemorare l’Anno Mariano indetto da Papa Pio XII. Al suo arrivo venne accolta in casa dalle famiglie della zona e poi collocata in chiesa. La Madonna della speranza è stata restaurata recentemente proprio in occasione del Giubileo e rimessa al suo posto all’inizio dell’Anno Santo.

C’è una grande devozione per questa effige lignea che misura 1,45 cm, molto amata dalla popolazione locale ma anche dai turisti che in estate affollano la frazione di San Marco, frazione di Castellabate di circa 1300 abitanti. La festa della Beata Vergine Maria della Speranza infatti si tiene l’ultima domenica di agosto ed è l’unica festa mariana dedicata alla Madonna della speranza nella diocesi di Vallo della Lucania. Nel corso del triduo a lei dedicato, prima viene portato in processione il quadro di Maria raffigurata su tele ottocentesca e dalla quale si prese ispirazione per la realizzazione della statua negli anni ’50, poi la statua stessa che arriva fino al porto, nell’occasione si recita la preghiera di affidamento a Maria dei pescatori della zona. La Madonna della speranza arriva dalla periferia, nell’area che si trova tra il Parco nazionale del Cilento e Vallo del Diano. Una zona soggetta a spopolamento, nella quale anche i principali servizi non sono sempre garantiti.

Un anno fa don Pasquale Gargione allora parroco di San Marco Evangelista, chiesa oggi retta da don Francesco Giordano, propose di portare in Vaticano la Madonna della speranza come per gettare una luce sulla realtà di tante comunità delle aree interne dove si avverte solitudine, dove la popolazione invecchia, si allarga la forbice delle disuguaglianze e si registrano dolorosi abbandoni.

Il Giubileo della Speranza 2025: Un Anno Santo di Grazia

Il 24 dicembre 2024 papa Francesco aprirà il Giubileo della Speranza, mentre nelle diocesi l’apertura sarà la domenica successiva. Per la diocesi di Vicenza il 29 dicembre alle 14:30 inizierà la processione dalla Chiesa di Santa Corona verso la Cattedrale. Nel mese di giugno 2025, si svolgeranno alcune celebrazioni particolari del Giubileo.

Origini e significato del Giubileo

Per i Cattolici l’Anno Santo rappresenta un “tempo straordinario di grazia” dedicato alla riconciliazione e alla remissione di peccati. Questo evento particolarissimo, chiamato anche “Giubileo” nasce però molto prima del Cristianesimo; possiamo trovare la sua origine nell’Antico Testamento: la legge di Mosè prevedeva infatti che ogni cinquant’anni fosse dichiarato un Anno Santo per restituire l’uguaglianza a tutti i figli di Israele. L’etimologia del termine “Giubileo” deriva da yobel, termine ebraico con cui veniva indicato il corno di capro il cui suono dichiarava l’inizio dell’Anno Santo. Il Giubileo entrò nella tradizione Cristiana nel 1300 grazie a papa Bonifacio VIII che indisse il primo Anno Santo del mondo cattolico. Fino ad oggi sono stati indetti 30 anni giubilari, 25 ordinari e 5 straordinari. L’ultimo ordinario fu quello del 2000, indetto da papa Giovanni Paolo II.

Infographic about the history of the Jubilee

Simboli e Indulgenza Plenaria

La Porta Santa è uno dei simboli più forti del periodo giubilare ed ha un significato ben preciso: rappresenta infatti il passaggio che ogni cristiano deve fare dal peccato alla grazia, pensando a Gesù che dice «Io sono la porta» (Giovanni 10, 7). La Porta Santa è una porta murata e viene aperta solamente in occasione del Giubileo.

L’indulgenza plenaria, in occasione del Giubileo, è una grazia straordinaria che guarisce completamente l’uomo dalle conseguenze del proprio peccato, facendone una nuova creatura. Ogni Vescovo, comunque, stabilirà delle “chiese giubilari” dove recarsi in pellegrinaggio, vivere il Sacramento della Riconciliazione e poter ottenere l’Indulgenza, come definito dal Papa attraverso la Penitenzieria apostolica, che ha previsto le modalità specifiche con le quali anche gli infermi o le persone in qualsiasi modo impedite a muoversi potranno vivere l’esperienza benefica dell’indulgenza giubilare.

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