Il racconto avvincente di Padre Cesare Truqui, sacerdote esorcista e stimato allievo di Padre Gabriele Amorth, inizia con una profonda riflessione sulla sua esperienza. "Durante gli incontri con padre Amorth, tante volte ho parlato dell'esperienza di Cristo con i demoni; i quattro anni che ho avuto la fortuna di passare con lui, alla sua 'scuola', sono stati fondamentali per la mia vita". Padre Truqui, docente ai corsi di esorcismo organizzati dall'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma in collaborazione con l'Associazione Internazionale Esorcisti (AIE), ripercorre una storia ventennale di quotidiana lotta contro Satana.
Per molti, il demonio e gli esorcismi sono "materia da film", eppure, come osserva Padre Truqui, ogni anno cinquecentomila italiani si rivolgono agli esorcisti nel timore di presentare segni di possessione diabolica. Padre Cesare non chiude la porta a nessun sofferente nel corpo e nello spirito. Su molti pratica preghiere di liberazione, ma prima di iniziare un esorcismo vero e proprio si accerta di avere chiara la situazione medica e psichiatrica. Solo dopo il vaglio dei responsi specialistici, il sacerdote decide di accogliere il presunto indemoniato, rivedendolo periodicamente, anche una volta a settimana, perché i tempi della "guarigione" sono di solito molto lunghi.
La Figura di Padre Cesare Truqui: Formazione e Ministero
Padre Cesare Truqui è un sacerdote contento di esserlo. Più di vent’anni fa, il Signore lo ha chiamato in un rumoroso incrocio di Città del Messico, attraverso lo sguardo umiliato di un senzatetto che gli ha trapassato il cuore. Consegna con fiducia la sua vita, chiedendo solo di metterla al servizio dei fratelli. Non immaginava, quel giorno, che tanti incroci di vita dopo sarebbe diventato uno degli esorcisti della diocesi di Coira, in Svizzera. "Essere esorcista significa esercitare un ministero di misericordia. Un altro modo di stare vicino a persone che soffrono, così come sono chiamati a fare i sacerdoti nelle tante situazioni in cui si manifesta la fragilità umana", descrive Padre Cesare questa particolare vocazione del suo essere sacerdote.

A Samedan, un paesino accanto alla famosa località turistica di Saint-Moritz, Padre Truqui lavora nella missione italiana cattolica dell’Engadina alta, una comunità composta da circa tremila italiani e poco più di duemila portoghesi, a cui si aggiungono a Natale e d’estate i numerosi italiani che hanno seconde case di villeggiatura a Saint Moritz e dintorni. "Mi è sembrato importante", afferma Truqui, "accogliere la sfida di vivere e annunciare il Vangelo, in un contesto in cui la laicizzazione è più avanzata rispetto ad altri Paesi europei. In questa nazione, dove il tenore di vita è molto alto, la gente ha sete di parlare di Dio, anche nei contesti dove meno te lo aspetti".
Il Discepolato con Padre Amorth
Nel suo studio affacciato sulle montagne c’è la foto di padre Gabriele Amorth, il conosciutissimo esorcista della diocesi di Roma, mentre consegna a Truqui il libro sugli esorcismi. Padre Amorth è stato il maestro che lo ha introdotto a questo speciale ministero di misericordia. In quel periodo, Truqui si trovava a Roma presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, il primo ad aver organizzato, insieme al GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-Religiosa) di Bologna, un corso giunto oggi alla tredicesima edizione per formare gli esorcisti incaricati dai propri vescovi diocesani.
"Contrariamente a quanto si pensa", ricorda Truqui, "padre Amorth non era 'fissato' con il diavolo. In questo mi sento della sua scuola. Non vedo il demonio dappertutto. Credo nella sua esistenza ma non è tutto, nemmeno nella vita di un esorcista. Padre Amorth non era geloso del suo ministero e mi ha insegnato molto sul rapporto con la sofferenza". Nella diocesi di Coira, molto estesa e con quattro esorcisti, a Truqui arrivano o sono inviate dalla diocesi persone di lingua italiana in cerca di aiuto contro il maligno. Di solito esercita nel weekend perché i pazienti o i familiari che li accompagnano durante la settimana sono impegnati con il lavoro. In cinque anni da incaricato, Truqui ha ricevuto in media un caso a settimana, ma poche volte si è imbattuto in una reale influenza maligna e ancora mai in un caso di autentica possessione.
Il Discernimento nel Ministero dell'Esorcista
"Mi colpisce sempre", continua Padre Cesare, "come la gente preferisca pensare di essere sotto l’azione del diavolo piuttosto che guardare nel proprio cuore e assumersi la responsabilità di quanto non va nella sua vita. A volte si rivolgono a me genitori di adolescenti che improvvisamente si ribellano alle regole familiari, come avviene naturalmente a quell’età, oppure giovani donne che non riescono ad avere una relazione stabile. E magari prima sono passate da cartomanti e fattucchiere per farsi leggere il futuro attraverso le carte, aprendo davvero uno spiraglio al demonio, che non esita a infilarsi nelle nostre debolezze. A quel punto cercano nell’esorcista un 'mago buono' che le liberi dall’influenza dei 'maghi cattivi'. C’è tanta confusione e il ministero dell’esorcista è particolarmente delicato".
Padre Cesare non manda via nessuno. "A volte", spiega, "la gente ha solo bisogno di raccontare i propri problemi e i propri dubbi e, dopo una buona confessione, torna a casa sollevata. A volte, invece, ci sono problemi fisici o psicologici e bisogna indirizzarli agli specialisti giusti. In ogni caso, prima di affrontare un esorcismo, occorre escludere tutte le possibili cause umane e spirituali. Per questo la capacità di esercitare un adeguato discernimento è il primo requisito per un esorcista". Il diavolo esiste, come ricorda spesso lo stesso Papa Francesco, e la Chiesa lo combatte da sempre instancabilmente, ma non bisogna vederlo in ogni angolo. "Il consiglio che do a tutti", afferma Padre Cesare guardando le montagne fuori dalla sua finestra, "è: fidatevi della bellezza e fidatevi di Dio. Come diceva il mio maestro, se esiste un modo per distogliere l’attenzione del diavolo è proprio lasciarsi attrarre dal suo contrario: la bontà e la bellezza che ci vengono da Dio. E poiché è nostro Padre che ci vuol bene, non stanchiamoci di ripetere la preghiera che lui stesso ci ha insegnato".
"Il mio primo caso di possessione". Padre Cesare Truqui
L'Eredità di Padre Gabriele Amorth e la Nascita del Ministero Moderno
Padre Gabriele Amorth, esorcista capo del Vaticano per 25 anni, è una figura centrale nella rinascita del ministero dell'esorcismo. La sua stessa formazione fu plasmata da un altro grande esorcista, il Servo di Dio Padre Candido Amantini. Nel 1986, il Cardinale Vicario per la diocesi di Roma, Ugo Poletti, venne a sapere dell'amicizia che don Gabriele aveva con Padre Candido e lo nominò esorcista, affinché potesse affiancare il già anziano Amantini e sollevarlo in parte dall’oneroso peso del suo ministero. Don Gabriele, inizialmente esitante ("Ma lei sa che sono un burlone, un buono a niente, so solo fare scherzi e monellerie!"), accettò l'incarico affidandosi alla Madonna.
Il "Tirocinio" con Padre Candido Amantini e la Necessità della Formazione
Dopo la nomina, don Gabriele si recò da Padre Candido, che gli consegnò la nomina scritta dal Cardinale Poletti e diede chiare istruzioni: "Bene. Cominciamo subito. Devi fare due cose. Primo: prendi un Rituale degli esorcismi. È in latino. Leggi le ventuno norme che precedono il rito. Imparale a memoria. Senza quelle regole verrai sconfitto". Inoltre, Padre Candido invitò don Gabriele a leggere e rileggere tante volte in privato le varie fasi del rito degli esorcismi prima di sperimentarlo sui posseduti. Don Gabriele riconobbe per tutta la sua vita il grande dono ricevuto in questo "tirocinio" pastorale-esperienziale: "La mia grande grazia", disse, "è stata quella di essere stato nominato esorcista dal Cardinal Poletti inizialmente come aiutante di padre Candido Amantini, un santo e famoso esorcista che ho avuto come maestro per sei anni".

Oltre alle importanti nozioni teologico-esperienziali, Padre Candido insegnò a don Gabriele la necessità di far riscoprire alla Chiesa la presenza di una sofferenza nascosta, tante volte incompresa, proprio perché non conosciuta: la sofferenza dei fedeli tribolati dall’azione straordinaria del demonio e di conseguenza ristabilire l’importanza e la necessità dell’esorcistato nelle Diocesi. Nel settembre del 1990, Padre Candido su richiesta di don Gabriele Amorth scrisse volentieri una Prefazione al suo primo libro sul ministero degli esorcismi che intitolò: "Un esorcista racconta", una pubblicazione che ebbe un successo strepitoso e fu tradotta in moltissime lingue.
L'Influenza di Amorth e Amantini sulla Chiesa
Sin dai primi anni del suo tirocinio accanto a Padre Candido, don Gabriele si rese conto della assoluta necessità di una formazione specifica dei sacerdoti che ricevono la licenza di esorcizzare. Una grave lacuna, infatti, che egli notava e che gli dispiaceva molto, era la totale mancanza di formazione previa nei sacerdoti ai quali i Vescovi affidavano questo ministero. Dopo che don Gabriele gli illustrò questo progetto, Padre Candido ne fu entusiasta e lo incoraggiò a procedere senza esitazioni. E così, rincuorato dall’approvazione di Padre Candido, nei giorni 3-4 settembre 1991, don Gabriele convocò a Roma i pochi esorcisti italiani che conosceva e i pochi di cui aveva ricevuto l’indirizzo. L’incontro fu un successo, tanto che quattro anni dopo, dal 27 giugno al 1º luglio 1994, fu realizzato persino un primo convegno internazionale degli esorcisti ad Ariccia, in provincia di Roma.
È importante sottolineare che quando nel 1998 fu promulgato il nuovo rituale degli esorcismi, nei Praenotanda non ci si limitò a citare i due paragrafi del can. 1172 del Codice di Diritto Canonico, ma fu aggiunto espressamente quel progetto che don Gabriele aveva avuto tanto a cuore e che Padre Candido aveva incoraggiato: ovvero che i sacerdoti, ai quali affidare il ministero di esorcizzare le persone soggette all’azione straordinaria del maligno, devono essere in modo specifico preparati a tale ufficio. Inoltre, al numero 14 delle Premesse Generali del rito degli esorcismi a cura della Conferenza Episcopale Italiana, pubblicato nel 2001, si afferma che è conveniente che gli esorcisti della stessa diocesi si incontrino qualche volta tra loro e con il Vescovo, per condividere le loro esperienze e riflettere insieme, e che è opportuno che incontri analoghi si svolgano anche a livello interdiocesano e nazionale.
Le Vedute di Padre Amorth sul Demonio e la Società
Padre Amorth, che ha sostenuto di aver affrontato 70.000 casi di possessione demoniaca, era fermamente convinto della presenza del diavolo nella società e persino nella Chiesa. Egli affermava che gli scandali di abusi sessuali nella Chiesa cattolica romana erano la prova che "il diavolo è all'opera all'interno del Vaticano". Ha inoltre messo in guardia dal praticare lo yoga, definendolo "satanico" e capace di "portare al male proprio come leggere Harry Potter". Diritti dei gay e fecondazione in vitro sono stati indicati da monsignor Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, come segni del male esistenziale nella società, evidenziando una "negazione dell’uomo come definito dalla Bibbia".
Il Contesto Attuale dell'Esorcismo: Sfide e Risposte
La riflessione su questa creatura misteriosa e sulla sua potenza continua a inquietare la Chiesa e a suscitare curiosità. La lotta contro il maligno, cominciata all’origine del mondo, è destinata a durare fino alla fine dei tempi, ma siamo in una fase cruciale della storia: se da un lato Papa Francesco parla con naturalezza del demonio, dall’altro molti cristiani non credono più alla sua esistenza. Papa Francesco ha ricordato che "la presenza del demonio è nella prima pagina della Bibbia e la Bibbia finisce anche con la presenza del demonio, con la vittoria di Dio sul demonio", traducendo: il nemico non è una metafora. Bergoglio non usa metafore, né minimizza, anzi, costringe a occuparsi del diavolo come persona reale, senza indulgere alla curiosità.
L'Aumento delle Richieste e la Posizione della Chiesa
Il professor Giuseppe Ferrari, segretario del GRIS di Bologna, ha rilevato che la "proliferazione di bei vampiri nelle serie televisive e nei film di Hollywood tra cui True Blood e Twilight stia incoraggiando i giovani a dilettarsi con le forze occulte", mettendo in luce che il numero di possessioni diaboliche è in aumento a livello globale. Questi gruppi sono attratti dalle cosiddette belle giovani vampire che abbiamo visto così tanto negli ultimi anni. Anche se il Vaticano considera la possessione demoniaca come rara, con molti casi sospetti di persone con malattie mentali, Papa Francesco ha esortato le diocesi a garantire, come richiede la legge cattolica, che ci sia almeno un esperto esorcista per ogni diocesi.

Le diocesi d’Italia e non solo stanno sperimentando un aumento delle segnalazioni di sintomi di possessione. Nel 2012 è emerso che la diocesi di Milano, la più grande del mondo per numero di parrocchie, aveva approntato una linea telefonica per la segnalazione di casi "diabolici" per far fronte alla domanda. Monsignor Angelo Mascheroni, l’esorcista capo di Milano, ha detto che la sua diocesi ha raddoppiato il numero di esorcisti da sei a 12 per far fronte con all’aumento del 100 per cento nel numero di richieste di aiuto nel corso degli ultimi 15 anni. "Questo deve dirci qualcosa", ha detto Padre Truqui, notando che "il ministero di compiere l’esorcismo è poco conosciuto tra i sacerdoti. È come la formazione per essere un giornalista senza sapere come fare un’intervista".
Linee Guida e Preparazione per il Ministero dell'Esorcismo
Il professor Giuseppe Ferrari ha dato lettura di una lista di controllo per migliorare l’efficacia di esorcismi che dovrebbero essere effettuata solo da sacerdoti adeguatamente formati, autorizzati a farlo dalla diocesi in cui lavorano. I sacerdoti non possono eseguire esorcismi in diverse diocesi senza un permesso speciale. I laici non devono mai compiere esorcismi, dire le preghiere speciali di liberazione, né benedire o toccare un indemoniato. Gli esorcisti dovrebbero rinviare a medici qualificati o psichiatri, anche se i sacerdoti possono aiutare con la preghiera. È sconsigliato eseguire l’Eucaristia durante un tentativo di esorcizzare qualcuno perché in grado di rendere il processo "troppo stile Hollywood". I sacerdoti devono accogliere e prestare attenzione a chi riferisce di una possessione demoniaca.
Holyween: Una Risposta Cattolica ad Halloween
Un altro allievo di Padre Amorth, Don Ermes Macchioni, parroco di San Michele e Pigneto di Sassuolo e riconosciuto esorcista diocesano dal 2008, ha promosso l'iniziativa Holyween come risposta cattolica ad Halloween. Al posto del travestimento da strega c’è il costume da santo, niente zucche illuminate ma solo ceri bianchi accesi, e tra le mani la propria immagine sacra preferita. È una celebrazione che intende controbattere a spiriti, magia e calderoni accesi con la luce del cattolicesimo, "perché Halloween è una festa pagana dove si danza in onore del Grande Cornuto, Satana - spiega don Macchioni - e a Satana noi rispondiamo invocando Dio e la resurrezione".
"Per noi cattolici", racconta il sacerdote, "Halloween è un tentativo che il male fa di infiltrarsi nella struttura portante della nostra fede, attraverso un credo e tradizioni inopportune". Il parroco reggiano si schiera anche contro l’aspetto commerciale di Halloween, sostenuto da tutto il mondo cattolico impegnato in una campagna contro il cosiddetto "capodanno esoterico". "L’interesse economico che ha reso tanto popolare Halloween ha creato una spirale dissoluta all’insegna del divertimento sfrenato, lussurioso", ha ammonito Padre Amorth, di cui Don Macchioni è stato allievo. "Festeggiare Halloween è rendere un osanna al diavolo che, se adorato anche soltanto per una notte, pensa di vantare dei diritti sulla persona. Mi dispiace moltissimo che l’Italia, come il resto d’Europa, si stia allontanando da Gesù, e si metta a omaggiare satana, la festa di Halloween è una sorta di seduta spiritica presentata sotto forma di gioco. L’astuzia del demonio sta proprio qui: tutto viene presentato sotto forma ludica, innocente. Anche il peccato non è più peccato al mondo d’oggi".