L'attualità di Don Bosco e la sua eredità spirituale
Da molto tempo mancava una nuova vita di Don Bosco. L'attualità della sua figura è dimostrata dal continuo diffondersi delle sue opere e dalla venerazione per lui nella pietà popolare. Pagina dopo pagina, il lettore vede emergere le dimensioni non caduche di questa figura, che si accordano al rinnovamento conciliare e permangono nei cambiamenti culturali del nostro tempo, acquisendo prospettive di futuro.
Naturalmente, esiste una parte della vicenda terrena di Don Bosco che sfugge ai parametri della conoscenza storica e si spiega solo con la presenza di carismi soprannaturali, di cui i suoi contemporanei erano ben consapevoli. La stesura di tali memorie è stata un lavoro meticoloso, che ha beneficiato della collaborazione con esperti come don Pietro Stella e don Eugenio Valentini.

Gli anni della giovinezza: il lavoro come "ragazzo di stalla"
La vita di Giovanni Bosco ebbe una svolta drammatica nel 1827. In seguito a incomprensioni familiari e all'ostilità del fratello Antonio, Giovanni fu costretto ad allontanarsi da casa. Partì con un piccolo fagotto contenente alcune camicie, i suoi due libri e una pagnotta di pane.
Dopo vari tentativi infruttuosi presso diverse cascine, trovò accoglienza presso la famiglia Moglia. Iniziò così, nel febbraio 1827, la vita del "ragazzo di stalla":
- Lavorava la terra, occupandosi di vigneti e campi.
- Accudiva il bestiame (buoi e mucche).
- Partecipava alla vita religiosa della famiglia, inclusa la recita serale del Rosario.
Sebbene fosse un'attività comune per i giovani di famiglie povere, Giovanni si distingueva per la sua giovanissima età e, soprattutto, per il sogno profetico che portava dentro di sé sin dai nove anni.

Il sogno dei nove anni e la vocazione
Il celebre sogno fatto da Giovanni a nove anni rimase profondamente impresso nella sua mente per tutta la vita. Nel sogno, vide un cortile spazioso con una moltitudine di fanciulli: alcuni giocavano, altri bestemmiavano. Apparve allora un Uomo venerando, dal volto luminoso, che gli indicò la strada:
"Non con le percosse, ma con la mansuetudine e con la carità dovrai acquistare questi tuoi amici."
Alla sua confusione di ragazzo povero e ignorante, il personaggio rispose promettendogli una "Maestra". Apparve quindi una Donna di maestoso aspetto, vestita di un manto splendente come il sole, che gli mostrò il suo campo di lavoro. Questa visione segnò profondamente il suo destino, portando la madre a intuire: "Chissà che non abbia a diventare prete".
Memoria storica e contesto sociale
A 58 anni, per ordine del Papa, Don Bosco scrisse la storia dei suoi primi decenni. Utilizzando una memoria "visiva" simile a una cinepresa, riempì tre grossi quaderni. Sebbene avesse proibito di dare pubblicità a tali scritti, i Salesiani ne permisero la diffusione 73 anni dopo la sua morte.
Questi racconti offrono uno spaccato unico del Piemonte del XIX secolo, segnato dalla carestia del 1817 e dai profondi mutamenti politici. Dalla morte prematura del padre Francesco, avvenuta quando Giovanni aveva meno di due anni, alla figura straordinaria di Mamma Margherita, che seppe guidare la famiglia con fermezza e amore, la storia di Don Bosco si intreccia indissolubilmente con la vita popolare dell'epoca.
