La Porziuncola rappresenta, fin dalle origini, il cuore pulsante della spiritualità francescana e un luogo privilegiato per l'ascolto della Parola di Dio. È qui che san Francesco d'Assisi stabilì la sua dimora, riparando l'antica chiesa dedicata alla Beata Vergine Madre di Dio, e fu proprio in questo luogo che il Santo, dopo aver ascoltato il brano evangelico relativo al mandato apostolico, ne approfondì il senso profondo con l'aiuto di un sacerdote.

Il legame tra Francesco e la Parola di Dio
Il rapporto tra il Poverello d'Assisi e le Scritture è un tema centrale nel percorso di fede cristiano. Come osserva fra Giulio Michelini, all'epoca di Francesco la Parola di Dio non era facilmente accessibile al popolo, poiché non veniva letta in lingua volgare e la conoscenza diretta delle Scritture era mediata quasi esclusivamente dall'arte o dalla liturgia. Oggi, dopo la Riforma e il Concilio Vaticano II, la Scrittura può essere ascoltata in modo sia comunitario che personale; tuttavia, dopo otto secoli, essa rimane ancora una sfida di conoscenza per molti credenti.
A tal proposito, è stato avviato un progetto articolato in dodici incontri mensili per tutto il 2026, intitolato “Francesco e la Parola di Dio”. Il percorso prevede un dialogo costante tra esperti delle fonti francescane e figure capaci di attualizzare il carisma del Santo, rispondendo alle sfide odierne attraverso temi come l'economia, il dialogo con l'altro, l'attenzione agli esclusi e la vita fraterna.
La Porziuncola: sorgente di perdono e misericordia
La Porziuncola è universalmente nota come la culla del Perdono d'Assisi. Ogni anno, tra il 1° e il 2 agosto, migliaia di pellegrini giungono in questo luogo sacro per ottenere l'indulgenza plenaria, un privilegio richiesto da san Francesco a Dio e successivamente promulgato da Papa Onorio III nel 1216.
Monsignor Sorrentino, vescovo di Assisi, sottolinea come il Perdono sia un'esperienza interiore di misericordia che spinge verso la solidarietà. “Siamo nell'orizzonte della misericordia”, spiega il presule, ricordando che Francesco desiderava che questo dono fosse accessibile a tutti, specialmente a chi non poteva recarsi nei luoghi allora designati per l'indulgenza. La Porziuncola, dunque, non è solo un luogo di preghiera, ma una sorgente di gioia che libera dai residui del peccato e rinnova la vita in maniera integrale.

L'invio missionario: testimoniare il Vangelo
La missione francescana trova la sua linfa vitale nell'ascolto del Vangelo e nella preghiera. La Porziuncola funge da punto di invio per i missionari che, come fecero i primi frati, partono per annunciare la Buona Novella. Come ricordato da fra Massimo Travascio durante un recente mandato missionario, il punto di partenza della missione non è l'efficacia dell'azione, ma la consapevolezza di essere inviati: “Non andrete a portare qualcosa che possedete: andrete a testimoniare qualcuno che vi possiede”.
Lo stile francescano si fonda su tre pilastri:
- Preghiera: sorgente di ogni annuncio.
- Autenticità: la missione è un cammino fatto anche di fatiche e fragilità.
- Perdono e fraternità: segni concreti della presenza del Vangelo.
Il monito di Papa Francesco sul perdono
In occasione dell'ottavo centenario del Perdono di Assisi, Papa Francesco ha offerto una profonda meditazione basata sul Vangelo di Matteo. Il Pontefice ha ribadito che il perdono è la strada maestra per raggiungere il Paradiso, sottolineando che, sebbene perdonare sia difficile, è un dono necessario per toccare la misericordia del Padre. “Come Dio perdona noi, così anche noi dobbiamo perdonare chi ci fa del male”, ha ricordato il Papa, mettendo in guardia contro la logica del rancore. Il perdono, dunque, deve essere una scelta del cuore, capace di rinnovare la Chiesa e il mondo ancora oggi.
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