Le dipendenze da alcol, pornografia, droghe, videogiochi, o comportamenti compulsivi legati alla sessualità, all'alimentazione o agli acquisti, possono generare profonda sofferenza e privare della libertà personale. Sentirsi impotenti di fronte a queste problematiche è una sensazione comune, ma è importante sapere che non si è soli. Gesù offre una via di salvezza, guarigione e liberazione. Affidando a Dio i propri dolori, fatiche, paure e speranze, è possibile intraprendere un cammino di guarigione e liberazione, sia per sé stessi che per una persona cara.

Il Ruolo della Preghiera di Fronte alle Dipendenze
Il percorso per uscire da una dipendenza è spesso lungo e non privo di ricadute. Tuttavia, queste non devono scoraggiare, poiché Gesù cammina al nostro fianco in questo cammino, se glielo chiediamo. La preghiera è uno strumento fondamentale per affrontare queste sfide.
Riconoscere la Dipendenza
Il primo e spesso più difficile passo è diventare consapevoli del proprio stato di dipendenza. La negazione è una reazione comune tra le persone che ne soffrono, e richiede coraggio e discernimento per ammettere la propria condizione.
San Paolo offre una chiave di lettura importante: «Tutto mi è lecito!». Ma non tutto giova. «Tutto mi è lecito!». Ma io non mi lascerò dominare da nulla» (1 Corinzi 6:12). Si può essere dipendenti da qualsiasi cosa, anche da qualcosa di intrinsecamente non negativo. La dipendenza si manifesta quando un'abitudine prende il sopravvento e si perde il controllo.
È possibile invocare lo Spirito Santo per ottenere aiuto nel riconoscere la propria dipendenza o quella di una persona cara. Questo riconoscimento può essere il punto di partenza per cercare un supporto medico o associativo qualificato, in grado di valutare il livello della dipendenza e proporre soluzioni adeguate.
Il Desiderio di Liberarsi
Una volta riconosciuta la dipendenza, è essenziale coltivare il desiderio di liberarsene. Le dipendenze possono spesso affondare le radici in vecchie ferite emotive, e può sembrare più facile "fuggire" attraverso espedienti piuttosto che confrontarsi con la sofferenza. Nei Vangeli, Gesù, prima di guarire, chiedeva ai malati: "Che cosa volete?". Il primo passo è riconoscere la propria libertà interiore di scegliere. Dio ci ha creati liberi e desidera che rimaniamo tali, anche se la dipendenza ci fa dimenticare questa verità.
Affidare a Gesù il desiderio di liberarsi, anche in assenza di forza o di una chiara direzione, è un passo cruciale. Ci si può fidare di Lui per essere guidati verso le persone giuste, medici, psicologi, sacerdoti, e per procedere passo dopo passo nel cammino di guarigione.
«Confida nel Signore con tutto il cuore e non appoggiarti sulla tua intelligenza» (Proverbi 3:5).
Sentirsi Supportati nella Perseveranza
Le ricadute possono verificarsi lungo il cammino di guarigione. Continuare a pregare, anche quando ci si sente stanchi o privi di coraggio e forza di volontà, significa mettersi sotto lo sguardo misericordioso di Dio. Dio non abbandona mai i suoi figli, ma è presente ad ogni passo, ad ogni caduta. La perseveranza nella preghiera è fondamentale.
«Poiché io sono il Signore tuo Dio che ti tengo per la destra e ti dico: «Non temere, io ti vengo in aiuto»» (Isaia 41:13).
Gloria in rete - Dalla droga alla fede in Dio
Preghiere per la Guarigione dalle Dipendenze
Di seguito sono riportate alcune preghiere che possono offrire sostegno nel cammino di liberazione dalle dipendenze.
Preghiera per la Guarigione dalle Dipendenze
«Santi angeli custodi, venite in mio aiuto. Corte celeste, vieni in mio aiuto. Chiesa pellegrina sulla terra, intercedi per me. Padre amato, da te proviene ogni benedizione in Cielo e sulla terra.
Signore, ti chiedo umilmente perdono per i miei peccati, mi prostro davanti a Te perché so che ho fatto molto danno, ho fatto molto danno al mio corpo. So che ho bisogno del Tuo aiuto, Signore. Senza di Te non ce la faccio. Chiedo umilmente l’assistenza della Vergine Maria, madre mia. Santa Maria Vergine, aiutami, aiutami perché sono disperato, sono in un momento terribile della mia vita, c’è una forte dipendenza, c’è una catena terribile che mi sento incapace di vincere.
Santi angeli custodi, venite in mio aiuto. Corte celeste, vieni in mio aiuto. Chiesa pellegrina sulla terra, intercedi per me, con il papa, con i religiosi e le religiose, con tutti i laici impegnati, anime vittime e contemplative, rosari, coroncine, tutte le Eucaristie che si celebrano, venite e ascoltate il mio grido di dolore.
Signore, chiedo umilmente la tua presenza potente perché mi sento sconfitto, perché sono triste, perché non sono nulla. Ti chiedo umilmente di guarire il mio corpo, Signore, di guarire la mia anima, di guarire le ferite più profonde che fanno sì che mi aggrappi a questo vizio terribile. Provo vergogna, provo dolore e tristezza nel fondo del mio cuore, provo una paura terribile, non mi sento capace di nulla, sento la necessità di drogarmi, di asfissiare i miei dolori, e non riesco a uscirne solo con i miei mezzi, Signore.
Riconosco davanti a Te, Signore della mia vita, tutta la mia piccolezza. Riconosco la mia incapacità, riconosco la mia miseria, riconosco il dolore immenso che ho nel cuore e grido a Te umilmente, Signore. Grido a Te con tutto il mio cuore, grido a Te con tutta la mia miseria e la mia dipendenza, Ti chiedo di guarire il fondo del mio cuore, di guarire le ferite più profonde che vengono dal ventre di mia madre, grido a Te per quel dolore profondo che può aver attraversato dal momento in cui è rimasta incinta. Signore, guarisci quel dolore. Mamma, papà, vi perdono per tutto il dolore che potete aver provocato al mio cuore durante la gravidanza per via delle angosce e delle sofferenze nel vostro rapporto.
Signore, Ti chiedo umilmente di venire a guarire il profondo delle mie ferite. Ti chiedo umilmente di venire con il tuo Santo Spirito, con il Tuo Potere, con il Tuo Amore, a guarire tutti i miei dolori. Vieni sulle mie miserie e sui miei dolori. Riconosco che da solo non ce la faccio, per questo grido dal mio dolore perché il Tuo Santo Spirito venga a guarirmi.
Vieni, Santo Spirito di Dio, a chiudere le mie ferite. Vieni, Signore, con il tuo sangue prezioso a lavare i miei errori e le mie colpe.
Ti chiedo umilmente di venire, Vergine santa. Mettimi nel tuo grembo, metti nel tuo grembo tutta la mia miseria, la mia dipendenza e tutto il dolore del mio cuore per guarirlo, per restaurarlo con il potere verginale e materno che Dio ti ha concesso.
Grazie, Signore, perché so che stai già iniziando questo processo di guarigione dalla mia dipendenza. Grazie, Signore, perché so che stai guarendo tutta questa rabbia profonda che mi spinge a danneggiarmi, stai guarendo tutto questo profondo abbattimento, guarendomi dall’incapacità di agire.
Ti benedico e ti lodo, Signore mio, ti rendo grazie perché sei l’unico e potente che mi guarisce e mi spoglia dell’uomo vecchio.
Trinità Santissima, tre persone divine, un unico Dio, gloria e lodi a voi per sempre nei Cieli e sulla Terra. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.»
(Preghiera di Octavio Escobar - Fonte Aleteia)
La Preghiera degli Alcolisti Anonimi
«Dio, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso, e la saggezza per conoscere la differenza». (Reinhold Niebuhr)
Quali Santi Pregare Contro le Dipendenze?
L'intercessione dei santi può essere un valido supporto nel cammino di liberazione dalle dipendenze.
- Per le dipendenze da videogiochi, social network o pornografia, si può pregare il Beato Carlo Acutis, noto come "l’influencer di Dio".
- San Giovanni Battista, cugino di Gesù, è un modello di preghiera e di astinenza.
- Il venerabile Alfred Pampalon è il santo patrono degli alcolisti e dei tossicodipendenti.
- La Vergine Maria, madre di Gesù, è un'intercessore potente.
Preghiera per la Liberazione dall'Alcolismo
«Quando ti sembra di aver individuato l'origine [della dipendenza], fanne subito dono a Gesù e digli grazie per tutte le sofferenze causate da questo vizio. Poi riprendi la tua preghiera.
È nel nome di Gesù, per la potenza del suo Cuore trafitto e delle sue sante piaghe, che prendo ora, in questo momento, autorità su questo vizio dell'alcool. Lo rigetto e non voglio più avere a che fare con questo vizio. Lo incateno ai piedi della Croce di Gesù e da questo momento questo vizio non mi appartiene più.
Chiedo questa liberazione per intercessione della Vergine Maria, che a Cana ha voluto che la festa continuasse.»
La Vita del Venerabile Matteo Talbot
Quando la vita si fa dura a causa delle molteplici difficoltà quotidiane, alcune persone possono cadere nella tentazione di abbandonarsi alle dipendenze, come quella da alcol o droga. Molti si sentono deboli e, attraversando momenti difficili, è facile commettere errori. Alcuni trovano conforto temporaneo nel bere alcolici o assumere droghe, percependoli come uniche vie d'uscita dalla monotonia e dallo sconforto. È in questi momenti che la fede assume un ruolo centrale.
Il Venerabile Matteo Talbot (1856-1925) è considerato il Santo Patrono degli alcolisti e delle persone che lottano contro questa pericolosa dipendenza. Nato e cresciuto in una famiglia molto povera nella periferia di Dublino, in Irlanda, suo padre aveva gravi problemi legati all'alcol, costringendo la famiglia a continui spostamenti. A causa di questa vita instabile, Matteo non poté frequentare regolarmente la scuola e imparò a leggere e scrivere solo a dodici anni. Iniziò a lavorare a sedici anni come fattorino per un'azienda di imbottigliamento di birra, dove assaggiò il suo primo bicchiere.
Da allora, Matteo spese tutti i suoi risparmi in alcol, trascurando il mantenimento della famiglia, che rimase sempre in condizioni di estrema povertà. Raggiunse il suo punto più basso quando, con i fratelli, rubò un violino a un musicista cieco di strada per venderlo e comprare da bere. A ventotto anni, dopo anni di alcolismo, si ritrovò disoccupato, senza alcolici e senza amici disposti ad aiutarlo. Durante un sabato pomeriggio, visse un momento di grazia. Si confidò con un prete di Dublino che lo aiutò a mantenere l'impegno di astenersi dall'alcol per tre mesi. In quell'epoca, non esistevano programmi di recupero o gruppi di supporto per alcolisti. La sua unica forza risiedeva in una profonda fede in Dio e nel suo piano di guarigione.
La fede fu determinante nel cambiare il suo comportamento e il suo stile di vita. L'amore e la comprensione sono essenziali per le persone con dipendenze. È importante essere comprensivi, riconoscendo la difficoltà di smettere di bere o assumere droghe. «Non si deve mai essere troppo severi con chi non riesce a uscire dall’alcolismo. Uscire dall’alcolismo è difficile quanto far resuscitare i morti. Tuttavia, entrambe le cose sono facili se sottoposte all’attenzione di Dio. La fede può aiutarti in tutto nella vita, anche smettere di bere. Sii vicino ai tuoi cari che soffrono di questo tipo di dipendenze e ricorda che Dio cammina sempre al nostro fianco. Non abbandona mai i suoi figli.»
Il suo destino sembrava segnato fin dall'infanzia, cresciuto in un ambiente incline all'alcolismo, ne divenne vittima fino ai 28 anni. La madre e la sorella Mary non lo abbandonarono, continuando a trattarlo con benevolenza e intensificando le loro preghiere e sacrifici per il suo recupero fisico e spirituale. Il padre, nel tentativo di sottrarlo al vizio, gli procurò un lavoro alle dogane del porto, dove si occupava anche delle importazioni di liquori. Era consuetudine far sparire alcune bottiglie dichiarandole infrante, permettendo a Matteo di passare dalla birra agli alcolici forti. Le preghiere della madre e della sorella ottennero la grazia implorata: trascorsi i tre mesi, rinnovò la promessa per un anno e poi per la vita, mantenendola a ogni costo.
Dopo attenta riflessione e preghiera, rinunciò alla possibilità di sposarsi e scelse di consacrarsi da laico al Signore. Si iscrisse al Terz’Ordine di San Francesco e si dedicò alla Madonna secondo il metodo di San Luigi de Montfort. La domenica partecipava a due Messe e trascorreva buona parte della giornata in chiesa. Ogni giorno, dopo la Messa mattutina, recitava il Rosario. Portava sulle carni catenelle di penitenza, specialmente sotto il ginocchio, per avvertirle durante la preghiera inginocchiato. Si sottoponeva a penitenze severe, come dormire su un'asse di legno e digiunare. Nel 1909 cambiò lavoro, passando alle dipendenze della T. & C. Martin, commercianti in legnami da costruzione. Anche qui divenne apostolo dei suoi compagni di lavoro, condividendo gioie, preoccupazioni e richieste sindacali. Li accompagnava la sera alle loro case come un fratello maggiore, invitandoli a una visita in chiesa per pregare insieme.
Nel 1923 fu ricoverato due volte in ospedale per problemi circolatori; i compagni organizzarono una colletta in suo favore. Il 7 giugno 1925, domenica, festa della SS. Comunione, si svolsero i funerali a cui parteciparono gli operai suoi colleghi. L'11 giugno 1925, festa del Corpus Domini, si svolsero i funerali a cui parteciparono gli operai suoi colleghi. Nel 1931 si avviò la causa di beatificazione e il 3 ottobre 1975, Papa Paolo VI lo dichiarò venerabile. Oggi i suoi resti riposano nella Chiesa di Nostra Signora di Lourdes di Dublino. Quando sarà proclamato beato e santo, la numerosa categoria degli alcolizzati e drogati avrà trovato un celeste patrono a cui rivolgersi per risalire la china e convertirsi.
Efesini 5:18 - Essere Riempiti dello Spirito Santo
Consideriamo la situazione di Adamo ed Eva prima del loro peccato: avevano una vita piena e ricca, comunione con Dio e tra loro, gioia nella creazione. Tutto era vero e buono. Con il peccato, scambiarono il vero con il falso, il genuino con l'ingannevole.
Nella vita, tutti cerchiamo qualcosa che riempia la nostra esistenza. Spesso, ciò che scegliamo non è la cosa vera che viene da Dio, ma siamo tentati da ciò che è un inganno, cose che promettono più di quanto possano offrire. Il passo di Efesini 5:18 ci parla di questo contrasto: l'essere riempiti di vino (simbolo di ogni forma di alcol e di piaceri mondani) contro l'essere riempiti dello Spirito Santo.
«8 un tempo infatti eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore; camminate dunque come figli di luce. 9 poiché il frutto dello Spirito consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità, 10 esaminando ciò che è accettevole al Signore. 11 E non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto riprovatele, 12 perché è persino vergognoso dire le cose che si fanno da costoro in segreto. 13 Ma tutte le cose che sono riprovate dalla luce divengono manifeste, poiché tutto ciò che è manifestato è luce. 14 Perciò dice: "Risvegliati, o tu che dormi, risorgi dai morti, e Cristo risplenderà su di te". 15 Badate dunque di camminare con diligenza non da stolti, ma come saggi, 16 riscattando il tempo, perché i giorni sono malvagi. 17 Non siate perciò disavveduti, ma intendete quale sia la volontà del Signore. 18 E non inebriatevi di vino, nel quale si vive dissolutamente; ma siate ripieni di Spirito,»
Il versetto 18 confronta l'essere riempiti di vino con l'essere riempiti di Spirito Santo. Cercare benefici nell'alcol, come nella vita mondana, ci ostacola dal cercare la vera pace, il vero coraggio e la vera gioia che solo lo Spirito Santo può donare.
Confronto tra i Benefici del Vino e dello Spirito Santo
- Tranquillità e Pace: L'alcol può indurre una temporanea sensazione di rilassamento, ma non dona vera pace. Lo Spirito Santo, invece, dona una pace profonda che supera l'intelligenza, indipendente dalle circostanze. Cercare tranquillità nell'alcol impedisce di trovare la vera pace dello Spirito.
- Coraggio: L'alcol può ridurre le inibizioni, ma non conferisce vero coraggio. Lo Spirito Santo fortifica una persona debole e timorosa con la potenza di Dio, donando un coraggio autentico che non deriva dalla mancanza di pensiero, ma dall'azione divina. La potenza di Dio opera in ogni vero credente (Efesini 1:19; 3:20; Colossesi 1:29).
- Allegria e Gioia: L'alcol può indurre un'allegria superficiale dovuta a effetti chimici sul cervello. Lo Spirito Santo produce il frutto della gioia vera, una gioia profonda e duratura che non è limitata dalle circostanze esterne. Cercare l'allegria mondana ostacola la ricerca della vera gioia dello Spirito.
- Specialità e Valore: L'alcol può dare l'illusione di rendere un incontro speciale, ma è un inganno. Essere ripieni dello Spirito Santo permette di essere strumenti di Dio, conferendo valore eterno alle nostre azioni e alla nostra vita.
- Sofferenza e Consolazione: L'alcol può aiutare a non pensare temporaneamente ai problemi e al dolore, ma non li elimina né consola il cuore. Lo Spirito Santo dona la vera pace che custodisce il cuore e la mente, consolando nel dolore e non nascondendolo.
- Legame e Unità: L'alcol può creare un legame superficiale tra le persone, ma non è un legame di vero valore. Essere ripieni dello Spirito Santo permette di instaurare un vero legame con gli altri, fondato sull'amore e sull'unità.
L'alcol, come molte altre cose nel mondo, è un sostituto falso di ciò che solo lo Spirito Santo può donare in verità. Inebriarsi di vino rappresenta la dissolutezza, una vita senza freni morali. La compagnia sbagliata, così come il vino, può corrompere i buoni costumi e portare a comportamenti irragionevoli.
Dio ci comanda di non inebriarci di vino, ma di essere ripieni di Spirito Santo. Invece di cercare soddisfazioni temporanee e superficiali nel mondo, dobbiamo rivolgere il nostro cuore verso Dio, cercando la vera gioia, la pace profonda e la forza che derivano dal Suo Spirito.
