Aida: L'Opera di Giuseppe Verdi e il Sacrificio di Radamès

L'Aida è un’opera di Giuseppe Verdi suddivisa in 4 atti. Fu commissionata dal viceré d’Egitto Isma’il Pascià, come inno per celebrare l’apertura del Canale di Suez nel 1868. Inizialmente Verdi rifiutò perché non scriveva musica d’occasione ma, quando gli fu chiesto di comporre un’opera per l’inaugurazione del nuovo teatro de Il Cairo, accettò.

L'azione ha luogo a Memfi e a Tebe all'epoca della potenza dei Faraoni. L’Aida è ambientata in Egitto al tempo dei faraoni.

Locandina storica dell'opera Aida di Giuseppe Verdi

Personaggi Principali

  • Il Re . . . . . . . . . . . . . . . Basso
  • Amneris, sua figlia . . . . . . . . . . . Mezzo-soprano
  • Aida, schiava etiope . . . . . . . . . . Soprano
  • Radamès, capitano delle Guardie . . . . . . . Tenore
  • Ramfis, capo dei sacerdoti . . . . . . . . Basso
  • Amonasro, re d'Etiopia, padre di Aida . . . . . Baritono
  • Un Messaggero . . . . . . . . . . . . . Tenore
  • Sacerdoti, Sacerdotesse, Ministri, Soldati, Capitani, Funzionari, Schiavi e Prigionieri Etiopi, Popolo egizio, ecc.

Trama Dettagliata

Atto I: Amori Proibiti e Destini Incrociati

Scena I: Sala nel palazzo del Re a Menfi

A destra e a sinistra, un colonnato con statue e arbusti in fiore. Grande porta nel fondo, da cui appariscono i tempii, i palazzi di Menfi e le Piramidi. Ramfis, capo dei sacerdoti, informa Radamès, valoroso capitano dell’esercito, di una nuova invasione degli Etiopi. Gli corre voce che l'Etiope ardisca sfidare ancora, e del Nilo la valle e Tebe minacciar. La sacra Iside ha nomato il condottier supremo delle Egizie falangi. La dea Iside gli ha appena comunicato il nome del condottiero che guiderà l’esercito egiziano. Il sacerdote si reca a informare il Re. Rimasto solo, Radamès sogna di essere il prescelto e di coprirsi di gloria per amore di Aida, schiava etiope, esaltandosi al pensiero della gloria e soprattutto di Aida, figlia del re d’Etiopia, che ama appassionatamente. Il suo sogno si avverasse: un esercito di prodi da lui guidato, e la vittoria, e il plauso di Menfi tutta! E a lei, mia dolce Aida, tornare di lauri cinto, e dirle: per te ho pugnato e per te ho vinto! Radamès esprime il suo amore in "Celeste Aida, forma divina, mistico serto di luce e fior; del mio pensiero tu sei regina, tu di mia vita sei lo splendor."

Sopraggiunge la figlia del faraone, Amneris, che lo ama in segreto e teme d’avere una rivale. L’espressione del suo volto non sfugge ad Amneris. Ella vede una insolita fiamma nel suo sguardo, di nobile fierezza gli balena il volto, e pensa quanto degna di invidia sarebbe la donna il cui bramato aspetto tanta luce di gaudio in lui destasse. Amneris, innamorata di Radamès, sospetta che egli sia a sua volta amato dalla schiava. All’arrivo di Aida, il turbamento di Radamès e quello della schiava stessa rafforzano i suoi sospetti. Amneris riesce però a nascondere la sua gelosia, fingendo addirittura simpatia per la schiava. Aida è combattuta fra l’amore per Radamès e l’affetto per il suo popolo. Aida, schiava etiope, piange: "Ohimè! di guerra fremere l'atroce grido io sento… Per la infelice patria, per me… per voi pavento." Amneris, guardandola, pensa: "Trema, o rea schiava, ah! trema ch'io nel tuo cor discenda!… Trema che il ver m'apprenda quel pianto e quel rossor!" Aida, dal canto suo, sente che non sull'afflitta patria geme il cor soltanto; quello ch'io verso è pianto di sventurato amor.

Illustrazione di Radamès e Aida, personaggi dell'opera

Preceduto da guardie, ministri e sacerdoti giunge il Re. Un messaggero racconta dell’invasione degli Etiopi: il sacro suolo dell'Egitto è invaso dai barbari Etiopi, i nostri campi fur devastati, arse le messi, e baldi della facil vittoria, i predatori già marciano su Tebe. Li conduce un guerriero indomabile, feroce: Amonasro. Aida, udendo il nome, esclama "Mio padre!". A tutti i presenti, che invocano la guerra, il Re comunica che Iside ha designato Radamès quale capo dell’esercito. Questi esulta, i suoi voti fur paghi. Amneris pensa "Ei duce!", mentre Aida trema. Il Re ordina a Radamès: "Or, di Vulcano al tempio muovi, o guerrier - Le sacre Armi ti cingi e alla vittoria vola." Amneris gli consegna una bandiera: "Di mia man ricevi, o duce, il vessillo glorioso; ti sia guida, ti sia luce della gloria sul sentier." Tutti lo esortano a tornare vincitore, gridando "Guerra! guerra! sterminio all'invasor! Va, Radamès, ritorna vincitor!". La sola Aida è disperata: "Ritorna vincitor!… E dal mio labbro uscì l'empia parola!" Non può augurarsi né di vedere il suo popolo sconfitto e Amonasro, che è suo padre, ridotto in catene, né di perdere l’amato Radamès. I sacri nomi di padre e di amante non può profferire né ricordare. È confusa e tremante, e nell'ansia crudel vorrebbe morir. Invoca "Numi, pietà - del mio soffrir! Speme non v'ha - pel mio dolor… Amor fatal - tremendo amor spezzami il cor - fammi morir!"

[HD] Ritorna Vincitor - Violeta Urmana (from Verdi's Aida)

Scena II: Interno del Tempio di Vulcano a Menfi

Una luce misteriosa scende dall'alto. Una lunga fila di colonne, l'una all'altra addossate, si perde fra le tenebre. Statue di varie Divinità. Nel mezzo della scena, sovra un palco coperto da tappeti, sorge l'altare sormontato da emblemi sacri. Dai tripodi d'oro s'innalza il fumo degli incensi. Ramfis, con i sacerdoti, è ai piedi dell’altare. Dall’interno giunge il canto delle sacerdotesse che invocano il dio Fthà: "Immenso Fthà, del mondo spirito animator, noi ti invochiamo! Fuoco increato, eterno, onde ebbe luce il sol, noi ti invochiamo!" Radamès viene introdotto senz'armi. Mentre va all'altare, le Sacerdotesse eseguiscono la danza sacra. Sul capo di Radamès vien steso un velo d'argento. Ramfis gli dice: "Mortal, diletto ai Numi - a te fidate son d'Egitto le sorti. Il sacro brando dal Dio temprato, per tua man diventi ai nemici terror, folgore, morte." Nel tempio di Vulcano si svolgono le cerimonie di propiziazione e preghiera, e Radamès riceve da Ramfis la spada consacrata.

Atto II: Il Trionfo e la Rivelazione

Scena I: Una sala nell'appartamento di Amneris

Amneris circondata dalle schiave che l'abbigliano per la festa trionfale. Dai tripodi si eleva il profumo degli aromi. Giovani schiavi mori danzando agitano i ventagli di piume. Tra le danze degli schiavi mori, Amneris si fa abbigliare dalle sue schiave, preparandosi a festeggiare la vittoria di Radamès. Amneris, rivedendo Aida, sente che il dubbio atroce in lei si desta. Amneris riceve nelle sue stanze la schiava Aida, con aria afflitta. Sospettosa, Amneris fa finta di rispettare il suo dolore per la sconfitta del popolo etiope e le dà, con malizia, il falso annuncio della morte di Radamès in battaglia per spingerla a dichiarare il suo amore per lui. L’etiope non sa trattenere un grido di dolore: "Che mai dicesti! ahi misera!…". Il grande dolore di Aida conferma ad Amneris che la schiava è sua rivale in amore. Amneris, ormai certa di averla rivale, le svela l’inganno giurando vendetta. Amneris prorompe con ira: "Ah! trema! in cor ti lessi!… Tu l'ami… Non mentire!… Un detto ancora e il vero saprò… Fissami in volto… Io t'ingannai… Radamès vive…". Aida, con esaltazione, inginocchiandosi esclama: "Ei vive! Sien grazie ai Numi!" A questo punto anche Amneris mette le carte in tavola e dichiara il suo amore per Radamès: "Sì… tu l'ami… Ma l'amo Anch'io… comprendi tu?… son tua rivale… Figlia dei Faraoni…" Le due donne si confrontano. Amneris minaccia Aida: "Trema, o vil schiava! spezza il tuo core… Segnar tua morte può questo amore… Del tuo destin arbitra io sono, d'odio e vendetta le furie ho in cor." Amneris le impone di assistere al suo imminente trionfo: "Alla pompa che si appresta, meco, o schiava, assisterai; tu prostrata nella polve, io sul trono, accanto al Re." Aida si dispera: "Ah! pietà!… che più mi resta? Un deserto è la mia vita: vivi e regna, il tuo furore io fra breve placherò. Questo amore che ti irrita nella tomba spegnerò."

Scena della confrontazione tra Amneris e Aida

Scena II: Uno degli ingressi della Città di Tebe

Sul davanti, un gruppo di palme. A destra, il tempio di Ammone. A sinistra, un trono sormontato da un baldacchino di porpora. Nel fondo, una porta trionfale. La scena è ingombra di popolo. Entra il Re, con il suo seguito, e siede sul trono. Accanto a lui, Amneris, con le sue schiave, e Aida. Una marcia trionfale accoglie il ritorno vittorioso di Radamès. Mentre il popolo inneggia all’Egitto, a Iside e al Re, l’esercito vittorioso, preceduto da una fanfara, sfila e, al termine del corteo, compare Radamès, sotto un baldacchino portato da dodici ufficiali. Il Re, scendendo dal trono per abbracciare Radamès, lo saluta come "Salvator della patria". Amneris gli pone una corona sul capo. Come ricompensa, il Re lo invita a chiedere ciò che vuole, giurando per la sua corona e per i sacri Numi che nulla gli sarà negato. Radamès chiede in pria che innanzi al Re sien tratti i prigionier. I prigionieri etiopi sono condotti al cospetto del Re; tra di loro c’è anche Amonasro, vestito come un semplice ufficiale. Aida scorge tra i prigionieri il padre Amonasro, lo abbraccia: "Che veggo!… Egli?… mio padre!". Amonasro sussurra ad Aida: "Non mi tradir!" Senza rivelare, però, la sua regale identità. Amonasro si presenta al Re: "Suo padre… Anch'io pugnai… Vinti noi fummo e morte invan cercai. Questa assisa ch'io vesto vi dica che il mio Re, la mia patria ho difeso." Egli invoca clemenza per il popolo vinto: "Ma tu, o Re, tu signore possente, a costoro ti volgi clemente… Oggi noi siam percossi dal fato, doman voi potria il fato colpir." Ma Ramfis e i sacerdoti invitano il Re a non avere pietà: "Struggi, o Re, queste ciurme feroci, chiudi il core alle perfide voci. Fur dai Numi votati alla morte, si compisca dei Numi il voler!" Radamès chiede la libertà per gli Etiopi sconfitti, e il Re acconsente alla richiesta, stabilendo - su consiglio di Ramfis - che solo Aida e il padre siano trattenuti in pegno di pace. Accorda poi la mano di Amneris a Radamès, che regnerà un giorno sull’Egitto.

[HD] Ritorna Vincitor - Violeta Urmana (from Verdi's Aida)

Atto III: Il Tradimento Involontario

Sulla Riva del Nilo

Dal tempio d’Iside giunge un canto in onore della dea. Da una barca che approda scendono Amneris, Ramfis, alcune donne velate e guardie: è la vigilia delle nozze e Amneris si reca al tempio per pregare. Arriva Aida, coperta da un velo, che ha appuntamento con Radamès. Nel frattempo, compare suo padre Amonasro che, accortosi del suo amore per Radamès, le prospetta il ritorno in patria e la felicità amorosa, chiedendole di carpire al suo amato il segreto della via che seguirà l’esercito. Aida all’inizio si oppone; poi, finisce per cedere alle insistenze del padre che minaccia di ripudiarla. Il padre di Aida spia un incontro dei due innamorati. Radamès, una volta giunto, si confida con Aida: spera in un’altra vittoria, che gli faccia ottenere dal Re, come ricompensa, il permesso di sposarla. Aida gli propone, invece, di fuggire in Etiopia, dove potranno vivere felici. Vinta l’iniziale esitazione di Radamès, i due si preparano alla fuga. Aida chiede a Radamès come sfuggire all’esercito, e questi risponde che sino all’indomani le gole di Nàpata saranno libere. Amonasro, udito il nome del luogo, esce allo scoperto e rivela di essere il re degli Etiopi. Radamès, sbigottito, si rende conto di aver tradito, senza volerlo, il proprio paese. Quando Amneris esce dal tempio, accusando Radamès di tradimento, Amonasro si scaglia su di lei per ucciderla. Radamès si frappone, riuscendo a evitare che la colpisca. Si consegna al gran sacerdote per espiare il suo tradimento, sia pure involontario.

Mappa delle vie dell'antico Egitto rilevanti per la trama di Aida

Atto IV: Il Giudizio e il Sacrificio Finale

Scena I: Il Carcere

Amneris è disperata. Radamès sta per essere processato per tradimento. Amneris, sempre innamorata di Radamès, si reca dal giovane, rinchiuso nel carcere, e lo esorta a rinunciare ad Aida; in cambio, lei lo salverà. Lei continua ad amarlo ed è decisa a tutto per salvarlo. Ma Radamès, incapace di vivere senza l’amata, intende invece espiare la propria colpa. Radamès rifiuta di discolparsi, sostenendo che il suo onore non è macchiato e che è deciso a morire, avendo perduto Aida. Amneris gli rivela che la fanciulla è viva e libera, e gli promette la vita se rinuncerà a lei, ma Radamès ribadisce la sua ferma volontà di morire. Condotto davanti al tribunale dei sacerdoti, egli tace, non pronunciando una sola parola in propria difesa. Accusato d’aver tradito la patria, d’aver disertato la battaglia e d’esser venuto meno alla fiducia del Re, viene condannato ad essere sepolto vivo. La condanna prevede che Radamès sia sepolto vivo.

Scena del tribunale dei sacerdoti per Radamès

Scena II: La Cripta e la Morte di Radamès e Aida

La scena è divisa in due piani. Il piano superiore rappresenta l'interno del tempio splendente d'oro e di luce, il piano inferiore un sotterraneo. Lunghe file d'arcate si perdono nell'oscurità. Statue colossali d'Osiride colle mani incrociate sostengono i pilastri della volta. Radamès è nel sotterraneo sui gradini della scala, per cui è disceso. Il giovane è stato condotto al suo sepolcro, sulla cui apertura viene calata una grossa pietra. Radamès crede di essere solo nella sua cripta: "Ecco la tomba mia. Più non vedrò…". Ma ecco apparire Aida che lo ha preceduto nel sotterraneo per morire al suo fianco. Aida si è introdotta di nascosto nel sotterraneo e decisa a morire tra le braccia dell’amato. Radamès e Aida prendono insieme commiato dalla vita terrena e si apprestano a volare in cielo.

Radamès e Aida nella cripta, la scena finale dell'opera

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