La Diocesi di Aversa si trova al centro di un complesso contenzioso legale riguardante l'obbligo di messa in sicurezza del Complesso del Carmine, situato in Via Abenavolo n. 43 ad Aversa. La disputa coinvolge il Comune di Aversa e l'Agenzia del Demanio, sollevando questioni di proprietà, responsabilità e l'applicazione di normative relative ai lavori pubblici.
L'Ordinanza di Messa in Sicurezza e le Parti Coinvolte
La vicenda ha avuto inizio con un'ordinanza, firmata dal sub commissario prefettizio del Comune di Aversa, Eugenio Riccardelli, in data 8 febbraio. Tale provvedimento intitolato “Provvedimenti necessari all’eliminazione di ogni pericolo per la pubblica e privata incolumità presso l’edificio in Aversa alla Via Abenavolo n. 43”, imponeva al Legale rappresentante della Diocesi di Aversa, ovvero al Vescovo, di eseguire entro 15 giorni dalla notifica i lavori necessari per eliminare ogni pericolo per la pubblica e privata incolumità dell'edificio.
L'ordinanza stabiliva anche che, in caso di inadempienza, si sarebbe proceduto alla denuncia all’Autorità Giudiziaria ai sensi dell’articolo di legge pertinente. In risposta a tale ordinanza, il Vescovo della Diocesi di Aversa ha portato in Tribunale il Comune, contestando la legittimità della richiesta.
La Questione della Proprietà e delle Responsabilità
Il nodo centrale del contenzioso ruota attorno alla proprietà del Complesso del Carmine e, di conseguenza, alla responsabilità di eseguire i lavori di messa in sicurezza, che implicano procedure di appalto.
Le Argomentazioni del Comune di Aversa
Secondo Giuseppe Nerone, avvocato del Comune di Aversa, "non sappiamo chi sia il proprietario della Chiesa del Carmine ma sappiamo che è in uso alla Diocesi che deve fare i lavori di messa in sicurezza". L'avvocato ha evidenziato che "emerge con palmare evidenza che i corpi di fabbrica A e C sono di proprietà statale in consegna al Ministero della Giustizia". Per quanto riguarda il corpo di fabbrica B, che è l'oggetto principale dell'ordinanza impugnata dalla Diocesi, il Comune ha dichiarato di non essere in possesso di un titolo proprietario.
Tuttavia, il legale del Comune ha ritenuto utile evidenziare che "detto bene è stato da ultimo oggetto di atti dispositivi da parte della Diocesi, che ha commissionato nel 2013, per il tramite del Provveditorato, i lavori di restauro".
Il Ruolo della Diocesi e i Finanziamamenti Precedenti
La posizione del Comune è rafforzata dall'argomentazione che "non può essere sottaciuto come parte ricorrente ha da un lato ha chiesto ed ottenuto un finanziamento per la ristrutturazione del cespite e oggi si ritiene soggetto non legittimato ad operare per la messa in sicurezza dello stesso bene, non sussistendo, lo si ripete alcun atto di riconsegna dell’immobile”. Questa osservazione mette in luce una possibile contraddizione tra le azioni passate della Diocesi, che ha commissionato lavori e ottenuto finanziamenti, e la sua attuale posizione di negare la legittimazione ad operare per la messa in sicurezza. Questo solleva interrogativi sulla gestione degli appalti e delle responsabilità connesse ai beni in uso alla Diocesi.

Gli Sviluppi Legali e il Dissequestro
Nei giorni scorsi, si è verificato il dissequestro temporaneo dell’intero complesso del Carmine. Questa misura è stata adottata per consentire ai tecnici inviati dal Demanio di verificare il mancato rispetto dell’ordinanza di messa in sicurezza. La decisione del dissequestro ha permesso l'accesso al sito in via Abenavolo per le ispezioni necessarie.
Coinvolgimento dell'Agenzia del Demanio
A seguito degli sviluppi, l’Agenzia del Demanio ed il Comune "si sono impegnati nel valutare, sotto il profilo tecnico-organizzativo, i lavori provvisionali finalizzati al conseguimento del certificato di eliminato pericolo una volta accertata l'inottemperanza della Diocesi di Aversa". Ciò indica una collaborazione tra le entità per affrontare l'urgenza. Tuttavia, successivamente, anche il Demanio è stato destinatario di una nuova ordinanza di messa in sicurezza del Complesso sito in via Abenavolo, ampliando il raggio delle responsabilità.

L'Esito del Primo Round Legale
Per ora, il primo round legale si è concluso a favore della Diocesi di Aversa. Sulla scorta dell’istanza presentata dai legali della Diocesi, la Procura di Napoli Nord ha deciso di togliere la custodia giudiziaria dell’ex complesso del Carmine al responsabile dell’ufficio beni ecclesiastici, don Ernesto Rascato. La custodia è stata invece affidata al Comune di Aversa, nella persona del comandante della Polizia municipale Stefano Guarino, sebbene egli non sia dirigente al Patrimonio né il rappresentante legale dell’Ente.
È importante notare che il Tribunale di Napoli Nord "non è entrato nel merito della diatriba relativa alla proprietà del bene ma ha, di fatto, estromesso la Diocesi confermando come la stessa non goda di diritti reali sul bene". Questa decisione, pur non definendo la proprietà, ha chiarito che la Diocesi non detiene diritti reali sul bene, influenzando la sua posizione in merito all'obbligo di eseguire direttamente i lavori e gestire i relativi appalti.