L'Anschluss: L'annessione dell'Austria alla Germania Nazista nel 1938

Tra l'11 e il 13 marzo 1938, la Germania nazista annesse la confinante Austria, un evento passato alla storia con il nome di "Anschluss", che significa "annessione" o "unione". Quest'atto rappresentò la prima espansione territoriale del regime nazista e una chiara violazione dei trattati di Versailles e di Saint-Germain del 1919, i quali proibivano espressamente l'unificazione di Austria e Germania. Le altre potenze europee, tuttavia, non punirono i nazisti per questa violazione dei trattati internazionali, inaugurando un periodo di appeasement che avrebbe avuto gravi conseguenze.

Contesto Storico e Origini del Nazionalismo Tedesco in Austria

Fin dall'inizio dell'Ottocento, dopo la fine del Sacro Romano Impero, il nazionalismo tedesco in Austria e i movimenti per l'unificazione dei popoli germanici furono parte integrante della politica e del dibattito pubblico del paese. Nel 1866, con la guerra austro-prussiana, la Prussia guidata dal cancelliere Otto von Bismarck riuscì ad assumere la guida della Confederazione tedesca e ad escludere l'Austria. L'Impero austriaco ne uscì trasformato, anche dal punto di vista del nome, che diventò quello di Impero austro-ungarico, ma mantenne un'eccezionale diversità etnica, che si tradusse in tensioni e scontri.

Con la dissoluzione dell'Austria-Ungheria alla fine della Prima Guerra Mondiale nel 1918, sorsero nuovi stati, inclusi Austria, Cecoslovacchia e Polonia. Negli anni Venti, molti austriaci ritenevano che il loro paese non potesse sopravvivere economicamente senza i territori precedentemente parte dell'Impero. Alcuni speravano di ripristinare l'Impero, altri desideravano l'unione con la Germania. Questa aspirazione non era una novità, ma i trattati di pace post-bellici la proibivano per timore di creare uno stato troppo grande e potente.

Adolf Hitler e il suo piano per l'Anschluss

Adolf Hitler, nato in Austria, espresse il suo desiderio di unificare Austria e Germania fin dai suoi primi scritti e discorsi, affermando: "…la riunificazione [di Austria e Germania] è un obiettivo da raggiungere a tutti i costi! L'Austria tedesca deve rientrare nella grande Madrepatria tedesca…". Nominato cancelliere della Germania nel gennaio 1933, il suo obiettivo era l'unificazione, ma inizialmente la Germania non era militarmente e diplomaticamente pronta. Hitler e gli altri leader nazisti si concentrarono quindi sulla creazione di una dittatura nazista.

Hitler pianificò di raggiungere il potere in Austria attraverso il partito nazista austriaco, che però, alla fine degli anni Venti e nei primi anni Trenta, era debole, diviso e inefficace. Nonostante le divergenze interne, nel 1931 la maggior parte dei nazisti austriaci riconobbe Hitler come proprio leader, e la loro popolarità crebbe tra il 1931 e il 1932 grazie all'ascesa di Hitler in Germania.

L'Ascesa dell'Austrofascismo e il Primo Tentativo di Colpo di Stato

Negli anni successivi alla Prima Guerra Mondiale, la politica austriaca fu caratterizzata da lotte interne e violenza politica. L'ascesa dei nazisti nel 1933 destabilizzò ulteriormente la situazione. Sfruttando il momento, il cancelliere austriaco Engelbert Dollfuss trasformò l'Austria da una repubblica democratica a un regime autoritario di destra sotto il suo controllo, noto come Stato federale (Ständestaat) o regime di Dollfuss-Schuschnigg. Sebbene anticomunista e antidemocratico, il regime di Dollfuss e gli austro-fascisti non erano nazisti, e inizialmente ricevettero il sostegno di Mussolini, che in seguito li avrebbe abbandonati.

Propaganda nazista per Hitler prima dell'Anschluss

A partire dal maggio 1933, i nazisti austriaci, incoraggiati e finanziati dalla Germania, intrapresero una campagna di propaganda e terrore per indebolire il regime di Dollfuss, facendolo apparire incompetente. Organizmarono proteste, scontri con gli oppositori politici e la polizia, e la Germania impose una sanzione economica, la "1.000 Mark Sperre", che obbligava i tedeschi a pagare una tassa doganale per viaggiare in Austria.

Nel giugno 1933, in risposta a un attentato tedesco con diverse vittime, il regime di Dollfuss bandì il partito nazista austriaco e i suoi affiliati. Tuttavia, i nazisti austriaci continuarono a operare illegalmente, e molti si rifugiarono in Germania, formando la Legione Austriaca (Österreichische Legion), un'unità paramilitare addestrata dai nazisti tedeschi.

Il fallito colpo di stato del 1934

Il 25 luglio 1934, i nazisti austriaci tentarono di rovesciare il governo. Membri delle SS di Vienna presero il controllo della cancelleria austriaca, uccidendo il cancelliere Dollfuss, mentre altri si impadronirono della stazione radio nazionale per annunciare prematuramente il colpo di stato. Tuttavia, la maggior parte degli austriaci rimase fedele al governo, e le forze di polizia e i militari austriaci sconfissero rapidamente i cospiratori. Benito Mussolini, amico e alleato di Dollfuss, inviò truppe al confine italiano-austriaco per difendere la sovranità austriaca, mostrando il suo sdegno per l'omicidio del cancelliere. Oggi è evidente che Hitler aveva ordinato il colpo di stato, ma negò qualsiasi coinvolgimento dopo il fallimento, affermando che fosse un piano sleale dei nazisti austriaci. Questo episodio dimostrò ai nazisti tedeschi che avrebbero dovuto aspettare per prendere il controllo dell'Austria.

Dopo l'assassinio del Cancelliere Dollfuss. Manifestazioni dinanzi al palazzo della direzione

L'Isolamento dell'Austria e le Pressioni di Hitler

Dopo la morte di Dollfuss, Kurt von Schuschnigg divenne cancelliere e dittatore, proseguendo molte delle politiche autoritarie del suo predecessore. Le relazioni tra Germania e Austria divennero motivo di preoccupazione internazionale, in particolare per Mussolini, che aveva inizialmente trattato l'Austria come intermediario tra Italia e Germania nazista. Tuttavia, tra il 1935 e il 1936, l'Italia fascista e la Germania nazista iniziarono ad avvicinarsi.

Nell'inverno 1937-1938, l'Austria si trovò completamente isolata di fronte a una Germania nazista sempre più aggressiva. La comunità internazionale mostrò scarso interesse nel mantenere l'indipendenza austriaca; Francia e Inghilterra avevano di fatto già accettato l'unione, considerandola inevitabile, complice anche la brutale repressione dei socialdemocratici austriaci da parte del regime di Dollfuss nel febbraio 1934, che aveva alienato all'Austria molti amici in Francia e Gran Bretagna.

L'Accordo di Berchtesgaden e la Resa di Schuschnigg

Il 12 febbraio 1938, il cancelliere austriaco Schuschnigg si incontrò con Hitler a Berchtesgaden. Hitler, avvalendosi della presenza di diversi generali tedeschi per intimidire Schuschnigg, lo costrinse ad accettare condizioni umilianti e sproporzionate, tra cui la nomina di Arthur Seyss-Inquart, avvocato e nazista austriaco, a ministro della Pubblica sicurezza. Questo accordo segnò l'inizio della fine dell'indipendenza austriaca. Il giorno successivo, la propaganda a sostegno dell'indipendenza austriaca era dappertutto, anche dipinta su strade e marciapiedi con lo slogan: "Per un'Austria libera, tedesca, indipendente e socialista, cristiana e unita!".

Il 9 marzo, Schuschnigg annunciò un referendum sull'unificazione da tenersi il 13 marzo, sperando di influenzarne l'esito riammettendo gli altri partiti e alzando l'età di voto a 24 anni. Hitler, però, riuscì a impedire il referendum. L'11 marzo, il cancelliere austriaco, sapendo di non avere possibilità in uno scontro armato senza l'aiuto dell'Italia e comprendendo la riluttanza di Francia e Regno Unito a intervenire, accettò di annullare il referendum e di dimettersi, come imposto da Hitler.

Striscione di accoglienza per Hitler a Vienna, 14 marzo 1938

Alle 19:47, Schuschnigg tenne un discorso radiofonico in cui annunciò le sue dimissioni a causa delle pressioni tedesche e diede istruzioni ai cittadini e all'esercito austriaco di non opporre resistenza a un'eventuale invasione. Pochi minuti dopo le sue dimissioni, fasce e bandiere con la svastica apparvero per strada, e gli austriaci filonazisti iniziarono ad attaccare avversari politici ed ebrei senza timore di ripercussioni. Molti cercarono di fuggire dal paese prima che i confini venissero chiusi.

L'Invasione e la Nazificazione dell'Austria

Subito dopo la mezzanotte del 12 marzo, il presidente austriaco Wilhelm Miklas si arrese all'ultima richiesta di Hitler e nominò Seyss-Inquart cancelliere dell'Austria, che a sua volta annunciò un nuovo gabinetto composto da nazisti austriaci. Nonostante gli austriaci avessero assecondato tutte le richieste di Hitler, le truppe tedesche attraversarono il confine la mattina presto, alle 5, senza incontrare resistenza armata, ma furono accolte con saluti e fiori. Adolf Hitler, nel pomeriggio dello stesso giorno, sfilò a bordo di una Mercedes-Benz decappottabile per la strada principale di Braunau am Inn, la sua città natale.

Artiglieria e soldati tedeschi accolti a Vienna dopo l'Anschluss

L'Austria cessò di esistere come stato indipendente e divenne una provincia (Land) della Germania nazista, inizialmente chiamata "Ostmark" (Marcia Orientale), un nome che degradava il suo status da "Impero dell'Est" a provincia. Nei giorni, nelle settimane e nei mesi successivi, i nazisti tedeschi e austriaci portarono avanti la nazificazione di tutti gli aspetti della vita austriaca, con molti austriaci che parteciparono con entusiasmo.

Reparti d'assalto nazisti montano la guardia all'esterno di un negozio di proprietà di Ebrei, in Austria, poco dopo l'annessione del paese da parte della Germania.

A partire dalla notte dell'11 marzo e per le settimane che seguirono, in tutto il paese si verificarono episodi di violenza simili a veri e propri pogrom. I nazisti austriaci e parte della popolazione attaccarono, picchiarono e umiliarono gli ebrei, obbligandoli a pulire i bagni pubblici e a eseguire esercizi umilianti. Particolarmente famosi furono i "Reibpartien" (feste della "strofinatura"), in cui gli ebrei di Vienna erano costretti a strofinare le strade della città sotto gli scherni della folla. Gli ebrei d'Austria furono rapidamente soggetti alle stesse leggi e restrizioni discriminatorie in vigore nella Germania nazista.

Dopo l'assassinio del Cancelliere Dollfuss. Manifestazioni dinanzi al palazzo della direzione

Il 15 marzo, Hitler parlò davanti a una folla immensa a Heldenplatz a Vienna, celebrando l'annessione. Le riprese e le foto di questa folla apparvero sui cinegiornali e sui giornali tedeschi, con l'obiettivo di mostrare l'entusiasmo degli austriaci per l'Anschluss e giustificare l'acquisizione illegale. Il plebiscito del 10 aprile, ampiamente controllato dai nazisti e con circa 300.000-400.000 persone escluse dal voto, riportò un risultato del 99,7% a favore dell'unificazione, un'ulteriore opportunità per la propaganda nazista. Molti funzionari, soldati e poliziotti austriaci prestarono giuramento ad Adolf Hitler, e molte organizzazioni e istituzioni adottarono le idee e le politiche naziste. I comunisti e i socialdemocratici, i gruppi più propensi a resistere, erano già stati schiacciati dal regime di Dollfuss-Schuschnigg.

Le Conseguenze dell'Anschluss e la Seconda Guerra Mondiale

L'Anschluss fu un momento di svolta nella politica estera della Germania nazista e il primo atto di aggressione ed espansione territoriale del regime. La comunità internazionale non intervenne per fermare l'Anschluss né punì la Germania nazista per aver violato i trattati internazionali. Appena sei mesi dopo, la Germania nazista creò una crisi nel Sudetenland, una regione della Cecoslovacchia, e nel marzo 1939, occupò i territori cechi, inclusa Praga. Il primo settembre 1939, con l'invasione della Polonia, sarebbe cominciata ufficialmente la Seconda Guerra Mondiale.

Il Coinvolgimento dell'Austria nell'Olocausto

Come parte della Germania nazista, l'Austria fu profondamente coinvolta nello sforzo bellico. Soldati austriaci combatterono in tutte le principali campagne, dall'invasione della Polonia nel 1939 alle brutali battaglie del fronte orientale. Il paesaggio austriaco divenne costellato di campi di concentramento, campi di lavoro e altre strutture dove furono attuate le politiche più orribili del regime nazista.

Uno dei campi più famigerati, Mauthausen, si trovava nell'Alta Austria. Istituito poco dopo l'Anschluss, Mauthausen fu uno dei primi e più grandi campi di concentramento del sistema nazista, con sottocampi come Gusen, Ebensee e Melk, che operavano in condizioni altrettanto brutali, ospitando prigionieri costretti ai lavori forzati nella produzione di armamenti e nell'edilizia. Migliaia di prigionieri morirono in questi campi a causa della fame, delle malattie, del superlavoro e degli omicidi.

Il coinvolgimento degli austriaci nelle atrocità dell'Olocausto fu significativo, con figure come Adolf Eichmann, nato in Austria, che divenne uno dei principali architetti dell'Olocausto. Si calcola che oltre 60mila ebrei austriaci morirono nella Shoah, e migliaia di rom e sinti austriaci furono discriminati e deportati. Tuttavia, è importante riconoscere che non tutti gli austriaci sostennero il regime nazista; ci fu chi resistette, anche se in piccolo numero, e chi soffrì sotto la dittatura.

L'Eredità e il Confronto con il Passato

La fine della Seconda Guerra Mondiale e la scoperta dei campi di concentramento in Austria sconvolsero il mondo. Nell'immediato dopoguerra, l'Austria lottò con l'eredità di questi campi. Inizialmente, lo stato austriaco postbellico si legittimò presentando l'Anschluss come un'aggressione tedesca esterna, costruendo il mito dell'Austria "prima vittima del nazismo", richiamandosi alla dichiarazione interalleata di Mosca del 1943.

La decennale rimozione e mancata elaborazione del proprio passato nazista entrò in crisi con il caso Waldheim trent'anni fa, che fece tramontare le tesi innocentiste. Seguì la dichiarazione ufficiale dell'allora cancelliere socialdemocratico Franz Vranitzky che nel 1991 riconobbe le corresponsabilità storiche austriache. Oggi, Mauthausen è un potente simbolo dell'impegno dell'Austria a confrontarsi con il suo passato, e i memoriali e i programmi educativi associati al sito svolgono un ruolo cruciale nel garantire che le lezioni di questo capitolo oscuro della storia non vengano dimenticate.

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