La Visione per un "Cambio d'Epoca": Un'Agenda Pubblica dei Cattolici
Nell'attuale "cambio d’epoca", si rende urgente un "cambio" anche nella presenza pubblica dei cattolici. Questo è necessario innanzitutto per accorgersi del bivio antropologico che è sempre più presente e condizionante nelle leve politiche e giuridiche.
Il Bivio Antropologico e le Sfide Contemporanee
Il bivio, tra "Francesco o Prometeo?", è di fondamentale importanza per la concezione dell’uomo e sull’uomo in gioco, di cui occorre avere piena coscienza. Su questo, da parte del laicato, occorre proporre giorno dopo giorno un giudizio paziente, declinato sui contenuti delle tante sfide concrete che l'incalzare degli eventi pubblici offre.
Serve una nuova agenda pubblica, convintamente pre-politica, ispirata al principio di sussidiarietà, che nasca da una continuamente ricercata condivisione di ragioni, per un dialogo con tutti e per una interlocuzione costruttiva con i decisori.
Questa agenda è stata presentata in un seminario che ha visto i saluti introduttivi di S.E.R. Card. Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Mons. Francesco Pesce, Rettore della Cappella di S. Gregorio N. della Camera dei Deputati, e Domenico Menorello dell'Osservatorio Parlamentare “Vera lex?”. Il seminario è stato moderato da Safiria Leccese, giornalista e conduttrice televisiva, e ha incluso l'intervento di un politologo LUISS.
Tra i temi discussi figurano:
- “Il cambio d’epoca: nuova sfida per l’impegno pubblico dei cattolici”, a cura di Dario Antiseri, filosofo LUISS.
- “Il bivio antropologico come frontiera e sfida contemporanea”, presentato da Alfredo Mantovano del Centro Studi Livatino.
- “Il giudice fra l’invenzione di 'nuovi' diritti e il rispetto di un diritto antropologicamente fondato”, di Maurizio Sacconi, ADAPT.
- “L’inutile divisione fra 'morale' e 'sociale' e il campo antropologico del 'prepolitico'”.
Il seminario si è concluso con la Lectio di S.E.R. Card. e il saluto finale di Mons.

I Pilastri dell'Agenda Politica Cristiana
Il Cardinale Parolin ha sottolineato che "un’agenda politica cristiana comporta la promozione piena e integrale della persona umana, creata a immagine di Dio. Senza offuscarne la dimensione fondamentalmente trascendente e spirituale, che non è qualcosa di secondario ma di essenziale." Ha ricordato come Papa Giovanni Paolo II abbia ben espresso questo concetto nella Centesimus Annus, affermando che Dio è il fine ultimo di tutte le creature e che per nessuna ragione queste si possono privare della loro dimensione trascendente, che supera la dimensione storica e nel medesimo tempo la realizza.
"Oggi più che mai noi sperimentiamo nel nostro mondo le conseguenze di agende politiche che trascurano e offuscano del tutto la dimensione trascendente del bene comune e della persona umana, promuovendo beni parziali e interessi nazionali al di sopra e contro il bene comune, producendo effetti negativi che tendono ad avere conseguenze globali."
Parolin ha citato alcune aree specifiche su cui la Santa Sede è particolarmente impegnata:
- La protezione della vita umana in tutte le sue fasi, in quanto "è in gioco l’esistenza dell’intera umanità".
- La lotta contro la povertà e la promozione dello sviluppo umano integrale, "in contrasto a situazioni endemiche di ingiustizia e di esclusione sociale derivanti da sistemi economici sleali e istituzioni finanziarie senza controllo".
Un metodo per superare le disuguaglianze economiche, ha spiegato il Segretario di Stato vaticano, potrebbe essere quello di "avvalersi del monitoraggio del commercio dei flussi finanziati tra gli Stati".
Sulle tematiche ambientali, il Cardinale ha spiegato che nel dicembre 2015, con gli accordi di Parigi, "la comunità internazionale si trovò concorde nella necessità di uno sforzo perseverante, necessario se siamo realmente preoccupati di lasciare alle future generazioni una casa comune in ordine". Tuttavia, ha aggiunto, "al presente vi è il rischio reale di perdere lo slancio iniziale scaturito dall’accordo di Parigi", e "il fallimento di così numerosi accordi sull’ambiente dimostra tragicamente quanto le agende politiche siano soggette alla tecnologia e alla finanza."
Come osserva Papa Francesco, "ci sono troppi interessi particolari, e molto facilmente l’interesse economico arriva a prevalere sul bene comune e a manipolare l’informazione per non vedere colpiti i suoi progetti." Il Cardinale ha anche menzionato altri aspetti importanti che potrebbero essere considerati: "il bisogno di dare una risposta globale ai migranti e ai rifugiati, le costanti minacce ai diritti umani, e le questioni in rapido sviluppo come quelle della cyber sicurezza e intelligenza artificiale."
Questa visione socio-politica è stata pienamente condivisa dal patriarca di Costantinopoli Bartolomeo, il quale, in seguito al Segretario di Stato vaticano, si è fatto portavoce di una lunga relazione sul tema di "Un’agenda cristiana comune per il Bene Comune". Tale riflessione è stata poi ampiamente rafforzata da Papa Francesco, che ha ribadito ai partecipanti che "le sfide sociali e finanziarie poste alla comunità internazionale sono diventate sempre più complesse e interconnesse". Il Pontefice ha aggiunto che "le nuove crisi del sistema economico hanno una innegabile dimensione etica, ma sono legate a una mentalità di egoismo e di esclusione che ha generato nei fatti una cultura dello scarto." Ha concluso affermando che "vi è una naturale circolarità tra il profitto e la responsabilità sociale: vi è un nesso indissolubile tra un’etica rispettosa delle persone e del bene comune e la reale funzionalità di ogni sistema economico e finanziario. In una parola: la dimensione etica non può essere importata dall’esterno, ma deve emergere dall’interno."
Le parole del Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, su Ucraina e Iraq
Impegno Diplomatico e Pastorale del Cardinale Parolin
Ruolo della Santa Sede nelle Relazioni Internazionali
L’appuntamento sloveno del Cardinale Parolin si inserisce in un particolare interesse che la Santa Sede ha per l’area balcanica. Già tra i primi a riconoscere l’indipendenza degli Stati della dissolta Yugoslavia a inizio anni Novanta, la Santa Sede ora sostiene fortemente l’ingresso di questi Paesi nell’Unione Europea. In un Forum tenutosi ad inizio luglio, monsignor Wachowski ha notato che la Santa Sede ha ben accolto l’accordo di Prespa.
In Colombia, nelle scorse settimane, Uribe aveva in qualche modo riconosciuto la vicenda dei “falsos positivos”, civili fatti passare per guerriglieri e vittime di esecuzioni extragiudiziali, negli anni della sua presidenza. Il dialogo avviene in un momento difficile per la Commissione stessa, poiché il premier Ivan Duque si sta rifiutando di prorogare e finanziare la proroga di un anno al lavoro della Commissione, richiesta per concludere la propria attività. Alison Milton, ambasciatrice dell’Irlanda in Colombia, ha promesso di sollevare il tema al Consiglio di sicurezza dell’Onu, perché “l’accertamento della verità è una delle principali condizioni per una pace stabile e duratura."
Il Cardinale Parolin, parlando nell’omelia del 15 agosto a Managua, ha scosso l’opinione pubblica a meno di tre mesi dalle elezioni presidenziali del 7 novembre. Parallelamente, lo scorso 11 agosto, l’arcivescovo Claudio Gugerotti, nunzio apostolico nel Regno Unito, si è incontrato con il vescovo Anba Angaelos, vescovo generale per il Regno Unito della Chiesa Ortodossa Copta, il quale ha espresso il piacere di averlo "finalmente avuto da me il mio caro fratello per dargli il benvenuto a Londra." Il vescovo Angaelos è alla guida della comunità copta ortodossa del Regno Unito dal 1999.
Le parole del Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, su Ucraina e Iraq
Riflessioni sul Ministero Petrino e l'Eredità di Pio X
La figura di Giuseppe Sarto, Papa Pio X, è stata richiamata in relazione al suo ministero parrocchiale a Treviso, città considerata privilegiata per avergli dato i natali. Il Cardinale Parolin ha confessato di pensare che i trevigiani debbano essere fieri di Pio X, e allo stesso tempo preoccuparsi di far crescere ovunque il “tanto bene” di cui parlava san Giovanni XXIII, che non è affatto venuto meno. La Chiesa trevigiana può offrire ancora oggi al mondo "una fede cristiana coerente e gioiosa, la carità generosa, il volontariato e l’accoglienza dei più poveri, l’impegno apostolico e missionario".
Il Cardinale ha anche annunciato un futuro appuntamento a Riese il 23 agosto, dopo il suo ritorno dal viaggio in Corea, dove accompagnerà il Papa ad incontrare la giovane Chiesa dell’Estremo Oriente. Ha sottolineato che, al di là della somiglianza personale tra i Pontefici, ciò che deve stare maggiormente a cuore è il fatto che "il Papa, ogni Papa, ha ricevuto da Cristo il mandato di pascere il suo gregge ed è chiamato a rivivere in se stesso la figura e i sentimenti del Buon Pastore e di spendersi nella custodia e per la crescita della Chiesa che il Signore gli ha affidato." Le sensibilità e i modi possono essere diversi, ma "il Papa, che si chiami Pietro, Pio, Clemente o con qualsiasi altro nome, che sia italiano o non-italiano, deve risvegliare sempre nel cuore dei cattolici un profondo affetto e un grande senso di comunione con lui."

Presidenza di Celebrazioni Eucaristiche
Nella domenica della Misericordia, il 27 aprile, II di Pasqua o della Divina Misericordia, il Cardinale Pietro Parolin ha presieduto la concelebrazione Eucaristica in suffragio di Papa Francesco. Durante il rito, che ha visto la partecipazione di circa 200.000 presenti, tra cui dipendenti e fedeli della Città del Vaticano e adolescenti giunti a Roma per il Giubileo a loro dedicato, il Cardinale ha rivolto un pensiero al Pontefice: "Proprio nella domenica della misericordia ricordiamo con affetto il nostro amato Papa Francesco. Questo ricordo è particolarmente vivo tra i dipendenti e i fedeli della Città del Vaticano, molti dei quali sono qui presenti, e che vorrei ringraziare per il servizio che svolgono quotidianamente. A voi, a noi tutti, al mondo intero, Papa Francesco rivolge il suo abbraccio dal Cielo”.
Un'altra celebrazione significativa, presieduta dal Cardinale Pietro Parolin, è stata quella a Monte Berico, coronamento di un lungo e complesso cammino condiviso da tutti i promotori dell’Anno Giubilare. Il santuario di Monte Berico, facilmente raggiungibile dalla città attraverso la salita dei Portici, quella delle Scalette, via Tiepolo e via San Bastiano, sarà accessibile anche tramite bus navetta gratuiti. Per l'evento, all’interno del Santuario, sono ammesse 500 persone sedute e circa 150 in piedi, con ulteriori 150 posti disponibili tra la Sala del Quadro e il chiostro.
