Molti di noi hanno letto bellissimi libri sul matrimonio e il discepolato. Non mi sorprendo quando programmi come Friends, Seinfeld o Cin-Cin scalano le classifiche, poiché la televisione può dare allo spettatore un breve ma intenso assaggio di qualcosa che desidera sperimentare. Amavo guardare il programma "Una moglie per papà"; è la storia dell’amicizia tra un ragazzino e suo padre. Potremmo avere difficoltà a definire l’amicizia, ma sappiamo riconoscerla quando la vediamo. L’amicizia nasce dove c’è amore, affetto, fiducia e incoraggiamento. Si dice che il cane sia il migliore amico dell’uomo, ed è vero che l’uomo può dare affetto, fiducia e incoraggiamento a un cane e ricevere altrettanto. Ma cosa significa essere un buon amico secondo la Scrittura?
Gesù come Modello di Amicizia Sacrificale
Il Nuovo Testamento ci offre il più alto esempio di amicizia nel rapporto tra Gesù e i suoi discepoli. Egli insegna che la vera amicizia richiede sacrificio, diventando un modello in tal senso.
Nel Vangelo di Giovanni, capitolo 15, Gesù rivolge parole profonde ai suoi discepoli riguardo all'amore e all'amicizia:
- "Come il Padre mi ha amato, così anch’io ho amato voi; dimorate nel mio amore."
- "Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore."
- "Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa."
- "Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi."
- "Nessuno ha amore più grande di quello di dare la sua vita per i suoi amici."
- "Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando."
- "Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio."
- "Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia."
La principale preoccupazione di Gesù in Giovanni 15 è che i discepoli crescano nella fede. Nei versi 1-8 Gesù ci insegna che i veri discepoli producono frutto: "In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli" (v. 8). Successivamente, nei versi 18-26, Gesù afferma che questo frutto spirituale consiste nel sopportare l’opposizione che viene dal mondo, che non vede Gesù come un amico: "Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi" (v. 20). Il fulcro di questo capitolo è il fatto che chi sceglie di seguire Gesù ubbidendo ai suoi comandamenti affronterà una persecuzione da parte del mondo.
In altre parole, Gesù dice che i suoi amici sono coloro che si amano gli uni gli altri e che sono disposti a sacrificare la propria vita per gli altri. Amore e sacrificio sono il cuore dell’amicizia. Tuttavia, i discepoli non compresero a fondo l’insegnamento di Cristo finché non assisterono alla sua morte e furono trasformati dalla sua risurrezione. Gesù sacrificò volontariamente la sua vita, sopportando il dolore atroce della croce e l’ira di Dio mentre moriva al posto dei peccatori. Non abbiamo visto e mai più vedremo un atto d’amore così profondo e potente. L’importanza di questa verità per la comprensione dell’amicizia da parte di un cristiano non deve essere trascurata.
È facile aspettare che qualcuno faccia la prima mossa, che chiami per primo, che invii il primo messaggio, il primo invito. La paura del rifiuto impedisce di agire. Dio non ha aspettato che noi prendessimo l’iniziativa: "Noi amiamo perché Egli ci ha amati per primo" (1 Giovanni 4:19). Il costo del seguire Gesù dovrebbe riflettersi nelle nostre relazioni, sia nelle famiglie (biologiche e spirituali) sia nell’amicizia.

Aforismi e Insegnamenti Sull'Amicizia nell'Antico Testamento
La Bibbia, in particolare i Proverbi, offre molti aforismi e precetti sull'amicizia tra esseri umani.
L'Amico e il Fratello: Una Sottile Distinzione
Joseph H.H. Weiler, University Professor at NYU Law School, ha sottolineato come la Bibbia presenti una sottile distinzione tra amicizia e amore, e tra amicizia e fratellanza.
Un precetto fondamentale nell'Antico e Nuovo Testamento è "Amerai il tuo prossimo come te stesso". Nel testo originale ebraico, non è "Amerai il tuo prossimo", ma "amerai il tuo amico". In ebraico esistono tre parole per amicizia; la più stretta è REA per amico, e la sua forma femminile RAIAH si usa solo per la moglie, indicando un'amicizia molto profonda. Questo precetto è edificante perché mostra che l’amicizia profonda richiede amore, ma può anche essere sconvolgente, poiché sembra restringere l'amore universale a chi è già amico.
Nei Proverbi, troviamo la relazione tra amicizia e amore:
- "Un amico vuol bene sempre, è nato per essere un fratello nella sventura." (Proverbi 17:17)
Qui, l’amico nella sventura è paragonato a un fratello, suggerendo che l’amicizia può essere un legame profondo quanto la fratellanza. Tuttavia, la Bibbia è realistica sulle complessità delle relazioni fraterne. Caino e Abele, Isacco e Ismaele, Giacobbe e Esaù, e Giuseppe e i suoi fratelli, mostrano che la fratellanza può essere fonte di gelosia e conflitto. Per questo, la Scrittura spesso privilegia l’amicizia rispetto alla fratellanza di sangue, riconoscendo che l'amicizia può essere "meno complicata" e per questo "più profonda come emozione, come lealtà, come fiducia di relazione".
Un altro insegnamento sottile è la prudenza nella scelta degli amici:
- "Ci sono compagni che conducono alla rovina, ma anche amici più affezionati di un fratello." (Proverbi 18:24)
Il Valore e le Caratteristiche del Vero Amico
I Proverbi descrivono le qualità di un buon amico:
- "Leali sono le ferite di un amico, ingannevoli i baci di un nemico." (Proverbi 27:6) - Un buon amico può anche confrontarti con verità dolorose o rimproverarti, agendo per il tuo bene.
- "Profumo e incenso allietano il cuore e il consiglio dell’amico addolcisce l’animo." (Proverbi 27:9) - L'amico tocca la nostra anima, offrendo conforto e saggezza.
- "Non abbandonare il tuo amico né quello di tuo padre, non entrare nella casa di tuo fratello nel giorno della tua disgrazia. Meglio un amico vicino che un fratello lontano." (Proverbi 27:10) - Questo verso ribadisce il valore di un amico presente nel bisogno rispetto a un parente assente.
- "Meglio essere in due che uno solo, perché due hanno un miglior compenso nella fatica." (Ecclesiaste 4:9)
- "Chi copre la colpa cerca l’amicizia, ma chi la divulga divide gli amici." (Proverbi 17:9)
- "Il ferro si aguzza con il ferro e l'uomo aguzza l'ingegno del suo compagno." (Proverbi 27:17)
- "A chi è sfinito è dovuta pietà dagli amici, anche se ha abbandonato il timore di Dio." (Giobbe 6:14)
- "L'uomo ambiguo provoca litigi, chi calunnia divide gli amici." (Proverbi 16:28)
La Parola di Dio ci insegna che "un amico fedele è una protezione potente, chi lo trova, trova un tesoro. Per un amico fedele, non c'è prezzo, non c'è peso per il suo valore." (Siracide 6:14-15).

Amicizia nel Nuovo Testamento e nella Chiesa Primitiva
Il Nuovo Testamento, oltre agli insegnamenti di Gesù, ci presenta esempi concreti di amicizia, anche con le sue sfide.
Amicizie Esemplari
La Bibbia parla di belle amicizie tra persone di età, provenienza, cultura e grado di autorità diversi:
- Rut e Naomi: Rut era la nuora di Naomi, con una notevole differenza di età e provenienza culturale.
- Davide e Gionatan: Una delle amicizie più celebri e profonde delle Scritture. "Davide fuggì da Naioth di Ramah, si recò da Gionathan e gli disse: «Che cosa ho fatto? Sii disposto ad aiutare." E Gionatan gli rispose: "Qualunque cosa tu chieda, io la farò per te." (1 Samuele 20)
- Gesù e gli Apostoli: Essendo il loro Maestro e Signore, Gesù aveva un certo grado di autorità, ma non riteneva i discepoli indegni della sua amicizia. Al contrario, strinse un forte legame con coloro che seguivano i suoi insegnamenti.
Fin dai primi tempi della chiesa cristiana, i discepoli di Gesù venivano inviati in missione insieme. Gli Atti degli Apostoli descrivono Paolo e Barnaba scelti per annunciare insieme il Vangelo (Atti 15:22), accompagnati da Giuda e Sila, uomini di grande autorità e profeti, che "con un lungo discorso incoraggiarono i fratelli e li fortificarono" (Atti 15:32).

Le Sfide dell'Amicizia Cristiana
La chiesa primitiva non era priva di problemi, sperimentando contrasti e divisioni, sia sulla dottrina (Atti 15:2) che nelle relazioni personali (Atti 15:39). Anche Paolo e Barnaba si trovarono in disaccordo su alcune questioni (Atti 15:36-38) al punto che "si separarono l'uno dall'altro" (Atti 15:39). Questo episodio mostra che anche i cristiani possono avere divergenze e fallire nelle relazioni, ma anche in queste situazioni, Dio è presente ed è sempre motivo di speranza. John Stott ha detto: "Questo esempio dell'azione di Dio e della sua Provvidenza non significa che i litigi tra cristiani sono cosa di poco conto." Per questo dovremmo sempre prenderci cura delle nostre amicizie.
L’amicizia può essere una delle relazioni più gratificanti del mondo, ma può anche essere la più deludente, specialmente se le nostre aspettative non sono allineate con quelle bibliche. Spesso i nostri amici ci feriscono e mettono alla prova la nostra pazienza. Il Vangelo ci insegna la grazia e la misericordia: "Perché se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi" (Matteo 6:14).
Le amicizie profonde e significative non si costruiscono facilmente, anche all’interno della chiesa. Non tutte le chiese riescono a creare la stessa “atmosfera” amichevole. Una forte cultura della fratellanza all’interno di una chiesa può aiutare a minimizzare il senso di isolamento provato da singoli credenti. Tuttavia, occorre distinguere tra fratellanza cristiana e amicizia biblica. La fratellanza potrebbe essere descritta come quel senso speciale di comunione e amore tra credenti, fondato sulla base della comune unità in Cristo. Questa è realmente una cosa meravigliosa e può aprire la strada allo sviluppo delle amicizie bibliche.
In Genesi 3 vediamo come il peccato influisca sulla nostra capacità di coltivare una sana relazione. In Genesi 4, Caino uccide Abele, il fratello minore, a motivo della gelosia, proprio dove gli affetti avrebbero dovuto essere più profondi e i legami più saldi. In questo contesto di rapporti spezzati, Dio manda il Suo Figlio unigenito per riconciliare e redimere un popolo, aprendo la strada che conduce al Padre per tutti coloro che credono. Gesù ti chiama amico: "Nessuno ha amore più grande di quello di dare la sua vita per i suoi amici. Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando." (Giovanni 15:13-15). Colui in cui abita la pienezza di Dio, Colui che si è fatto carne, ci chiama amici. Alla croce, l’amicizia della Deità è stata spezzata affinché la nostra amicizia potesse essere ristabilita. L’amicizia biblica è diversa dalle approssimazioni sentimentali di questo mondo: Gesù è al centro. Essa esiste quando due o più persone, legate da una comune fede in Gesù Cristo, cercano lui e il suo regno con intenzionalità e vulnerabilità, glorificando Cristo che ci ha resi amici del Padre.
Paolo e Barnaba Si Separano -- Atti 15:36-41 -- Marco deFelice
L'Amicizia con Dio
La Bibbia non parla solo di amicizia tra gli uomini, ma anche della possibilità di un'amicizia con Dio, sebbene con le dovute specificità.
Nell'Antico Testamento: Confidenza Condizionata
Nei Proverbi, troviamo che "il Signore ha in abominio il malvagio, mentre la sua amicizia è per i giusti" (Proverbi 3:32). Nel testo ebraico, l'espressione è ancora più forte, parlando di confidenza di Dio per i giusti (SOG), indicando che Dio prende in confidenza coloro che sono giusti ai Suoi occhi. Un esempio eminente è Abramo, chiamato "mio amico" (Isaia 41:8), sebbene in alcune versioni originali si riferisca più a un "amante", sottolineando il profondo legame d'amore. Nei Salmi, l'amicizia con Dio è condizionata dall'ubbidienza: "Sono amico di coloro che ti sono fedeli e osservano i tuoi precetti." (Salmo 119:63).
Tuttavia, dobbiamo essere cauti a non sminuire la trascendenza di Dio. Carson sottolinea che la nostra relazione con Dio è diversa da qualsiasi altra. Egli è il nostro Signore e Maestro, e noi i suoi servi. La Bibbia parla spesso del nostro bisogno degli altri, ma ancora più spesso del nostro bisogno di Dio. I Salmi testimoniano l’amore e la cura di Dio per il suo popolo e l’affidamento a Lui: "SIGNORE, io t’invoco; affrèttati a rispondermi. Porgi orecchio alla mia voce quando grido a te" (Salmo 141:1). Questa è la preghiera di un uomo che crede che il Signore sia suo amico.
Nel Nuovo Testamento: L'Invito di Cristo
Siamo tenuti ad abbracciare la verità per cui Dio ci ha resi suoi amici in Cristo. Egli è tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Anche se Egli vuole che qualcuno si sposi, o che qualcun altro abbia delle belle amicizie, Lui solo ci può soddisfare. Possiamo cercare tutti gli amici che vogliamo, ma non troveremo mai qualcuno che ci ami e ci aiuti come Dio ha fatto e continua a fare attraverso Gesù Cristo. La nostra ricerca di amicizia non dovrebbe mai superare o mettere in ombra la nostra ricerca di Dio.
Papa Francesco, nell'Esortazione apostolica "Christus vivit", afferma: "Non vi chiamo più servi ma amici" (Gv 15,15), ribadendo che l'amicizia non è una "relazione fugace e passeggera", ma un solido "rapporto di affetto che ci fa sentire uniti" (par. 150). L’amicizia con Gesù è indissolubile: Egli non ci abbandona mai. Quando abbiamo bisogno di Lui, si lascia trovare da noi e sta al nostro fianco dovunque andiamo. Egli non rompe mai un’alleanza. A noi chiede di non abbandonarlo: "Rimanete in me e io in voi" (Gv 15,4). E se ci allontaniamo, "Egli rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso" (2 Tm 2,13).
Con l’amico parliamo, condividiamo le cose più segrete. Con Gesù pure conversiamo. La preghiera è una sfida e un’avventura, che ci permette di conoscerlo sempre meglio, di entrare nel suo profondo e di crescere in un’unione sempre più forte. Ci permette di raccontargli tutto ciò che ci accade e di stare fiduciosi tra le sue braccia, regalando momenti di preziosa intimità e affetto. Così è possibile arrivare a sperimentare un’unità costante con Lui: "Non vivo più io, ma Cristo vive in me" (Gal 2,20).
La nostra ricerca di amicizia non dovrebbe mai superare o mettere in ombra la nostra ricerca di Dio. Ricordiamo le parole di San Giovanni Bosco: “il Signore ci ha messo al mondo per gli altri”.
