La preghiera delle comunità religiose, in particolare quella delle suore dedicate all'adorazione eucaristica mariana, si focalizza su uno sguardo rivolto a Colui che è e che tutto vede. Questa prospettiva guida l'intera esistenza di queste monache, definendosi in un equilibrio unico tra clausura e missione.
La Comunità delle Monache dell'Adorazione Eucaristica e Suor Gloria Riva
La vita di Suor Gloria Riva, fondatrice della comunità delle Monache dell'Adorazione Eucaristica, è stata profondamente trasformata da un'esperienza di premorte. A vent'anni, un terribile incidente la condusse a un incontro faccia a faccia con una Luce che avrebbe cambiato per sempre la sua esistenza. «Dentro all’oscurità, improvvisamente vidi una luce che mi veniva incontro. E fui invasa dalla certezza di essere alla Presenza di Dio». Questo fu l’inizio di una vita straordinaria, che la portò ai voti perpetui, a trascorrere 35 anni al cospetto del Santissimo e alla fondazione di due monasteri: Pietrarubbia (PU) e San Marino.

Le monache di questa comunità si definiscono claustrali e missionarie. L'Adorazione Eucaristica è per loro la possibilità di gettare uno sguardo verso il Paradiso e, di conseguenza, di cambiare lo sguardo sul mondo e su tutta la realtà quotidiana. Per questo motivo, Suor Gloria iniziò a fondare monasteri nei centri cittadini, le cui chiese fossero accessibili ai fedeli e avessero sempre esposto il Santissimo Sacramento. Dal canto loro, le monache, pur essendo claustrali, dovevano essere visibili e udibili da tutti, testimoniando la loro fede e la loro missione.
L'Essenza e il Valore dell'Adorazione Eucaristica
L'Adorazione non è un talismano né una semplice devozione. Davanti al Santissimo, si è alla Presenza del Signore Gesù, non solo davanti a un pezzo di pane. L'Adorazione è considerata la cosa più importante della vita, con tutto il peso specifico e teologico che essa porta in sé. Quando si assiste alla Santa Messa, non si celebra un rito, ma si è misteriosamente introdotti in quell'unico e medesimo Calvario e Sacrificio di Cristo.
Esiste, tuttavia, la tendenza ad andare in chiesa solo per essere esauditi nelle proprie richieste, con il rischio di entrare in crisi profonda o perdere la fede quando le cose non vanno come desiderato. Se, però, si inizia a sperimentare che la fede è un rapporto di amore con una Presenza, tutto cambia. Si dice che l'Eucaristia cristifica, rendendo sempre più familiari a Cristo, tanto che con l'Eucaristia si può parlare di una santificazione in atto e continua. Ricevere l'Eucaristia significa entrare sempre più nella vita, nel pensiero e nelle cose di Cristo, rinsaldando il vincolo già donato con il Battesimo.
L'Educazione all'Adorazione e il Ruolo dell'Arte
Con il tempo, la consapevolezza dell'importanza dell'Eucaristia tra i fedeli è diminuita. Per questo, nel periodo della sua formazione (tra gli anni '80 e il 2000), Suor Gloria ebbe l’incarico dalla madre superiora di curarsi dell’educazione dei laici all’Adorazione. Iniziò a "mettere la bellezza al servizio del Bellissimo". Trovò tra gli scritti di Madre Maria Maddalena, nel prefazio di Natale, la frase: "Dalla bellezza delle cose visibili, siamo condotti alla bellezza dell'invisibile". Appassionata d'arte, Suor Gloria capì di poter usare l'arte stessa al servizio di Gesù Eucaristia. Così, attraverso l’iconografia, iniziò a raccontare come la bellezza del Santissimo Sacramento fosse presente nella Chiesa, dall'anno zero sino ai giorni nostri. Tutto, in fondo, nasce ai piedi del Santissimo, e l’Adorazione Eucaristica è il prolungamento della Santa Messa; guardando l’Eucaristia, si può iniziare a vedere il Paradiso quaggiù.

Maria nell'Adorazione Eucaristica: Modello, Madre e Mediatrice
Nella spiritualità di queste comunità, dove c’è Gesù, c’è Maria. La sua compagnia è necessaria, perché da lei si impara tutto ciò che aiuta a vivere un'esistenza piena, generosa e attenta ai bisogni dei fratelli. A Maria si rinnova l'amore filiale, pregando anche per coloro che non la riconoscono o non la amano come Madre.
Maria è riconosciuta come la Tutta bella, l'Immacolata, la Tuttasanta. Dal suo seno immacolato e santo il mondo ha ricevuto Colui che sarebbe nato santo, formato dallo Spirito d’amore. Mentre Gesù cresceva in sapienza, età e grazia, Maria già vedeva, con sguardo presago, l’altare preparato per il suo olocausto. Non lo abbandonò quando lo crocifissero sul Calvario, e lì, proclamata madre di Giovanni, divenne madre anche di tutti coloro che avrebbero testimoniato l’amore con la santità della vita. Incoronata Regina dei santi, Ella continua nei cieli la sua opera mediatrice di santificazione. Ci si rivolge a Santa Maria, madre di chi ancora non è santo, perché doni l’amore del suo Figlio, la gioia dello Spirito, l’anelito alla perfezione del Padre e la speranza di raggiungerla nella patria dei santi.
Maria ha fatto spazio nel suo corpo e soprattutto nel suo cuore alla presenza di Gesù, accogliendolo e amandolo, instaurando un dialogo profondo fatto di silenzio, sguardi e reciproca adesione alla volontà del Padre. Da Lei si impara ad adorare il Figlio di Dio, il Santo, nostro Salvatore. Con l’assenso della Vergine all’Angelo Gabriele inizia un periodo nuovo per Maria e Gesù: Maria vede compiersi in lei il progetto di Dio. Nel momento del Fiat inizia il periodo, misterioso e meraviglioso, del rapporto “madre-figlio” tra Maria e il suo Figlio divino. Tale rapporto ha aumentato in Maria la fede, la speranza, la carità. Al Dio che le parlava per la voce di un angelo, l’Immacolata si abbandonò con il suo Fiat. Quella stessa chiamata all'abbandono con il Fiat dell'amore è rivolta anche a noi oggi.

La maternità di Maria nell’economia della grazia perdura senza sosta dal momento del consenso prestato nella fede al tempo dell’Annunciazione e mantenuto senza esitazioni sotto la croce, fino al perpetuo coronamento di tutti gli eletti. Assunta in cielo, Ella non ha deposto questa missione di salvezza, ma con la sua molteplice intercessione continua ad ottenerci i doni della salvezza eterna. Per questo la Beata Vergine è invocata nella Chiesa con i titoli di Avvocata, Ausiliatrice, Soccorritrice, Mediatrice. Maria è una segnaletica rivolta verso Gesù.
Il suo cuore è pronto alla lode, allo stupore, alla meraviglia, alla preghiera, ma conosce anche la sofferenza, il dolore e il non comprendere tutto del mistero di Dio e degli uomini, pur accettando e dicendo Sì per ogni situazione che le si presenta. Le parole "Anche a te una spada trafiggerà l’anima" (Lc 2, 35) e "Maria serbava tutte queste cose nel suo cuore" (Lc 2, 19) rivelano la profondità della sua partecipazione al dolore. Presso la croce di Gesù stavano sua madre, e Maria di Cleopa, e Maria Maddalena. Gesù, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: «Donna, ecco tuo figlio!» Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!» (Gv 19, 25-27). Le parole dell’angelo Gabriele a Nazareth: “Ti saluto, o piena di grazia” illuminano anche la scena del Calvario. L’Annunciazione si pone agli inizi, la Croce segna il compimento. Nell’Annunciazione, Maria dona nel suo seno la natura umana al Figlio di Dio; ai piedi della Croce, in Giovanni, accoglie nel suo cuore l’umanità intera. Madre di Dio fin dal primo istante dell’Incarnazione, Ella diventa Madre degli uomini negli ultimi momenti della vita del Figlio Gesù. Lei, che è senza peccato, al Calvario “conosce” nel proprio essere la sofferenza del peccato, che il Figlio prende su di sé per salvare gli uomini. Ai piedi della Croce, Maria riceve da Gesù quasi una “seconda annunciazione”: «Donna, ecco il tuo figlio!».
Temi e Modalità dell'Adorazione Eucaristica Mariana
Le adorazioni eucaristiche mariane si svolgono in diverse occasioni e con specifiche intenzioni, spesso integrate con la lettura del Vangelo e la riflessione personale o comunitaria. Tra i temi e le finalità ricorrenti vi sono:
- Utilizzo per il mese mariano e per i sabati dedicati a Maria.
- Approfondimenti sulla figura di Maria come mediatrice fra noi e Gesù, a partire da brani evangelici come le nozze di Cana.
- Riflessioni su Maria donna eucaristica, specialmente per il mese di dicembre.
- Meditazione sul posto di Maria - Madre di Dio e madre degli uomini - nella storia della salvezza, invitando a un nuovo anno di grazia e presenza del Signore.
- Ringraziamento a Dio, esultando come Maria che ha riconosciuto la potenza di Dio all’opera "nell’umiltà della sua serva".
- Apertura del cuore alla venuta del Signore, come Maria e Giuseppe hanno accolto l’irruzione di Dio nella loro vita.
- Preparazione a feste mariane o al mese mariano, con diverse letture ideali per la riflessione personale o comunitaria.
- Adorazione eucaristica incentrata sui testi della messa mariana "Maria vergine discepola del Signore", modello positivo dell'accoglienza della Parola, utile anche per la novena della Madonna del Carmine.
- Adorazione in occasione della solennità dell'Immacolata Concezione di Maria e della 2a domenica di Avvento.
- Adorazione eucaristica di Pentecoste sui passi di Maria.
- Adorazione adatta alla festa dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, con letture dall'Apocalisse e dal Vangelo.
- Adorazione per il periodo di Avvento, in preparazione al Natale, partendo dalla figura di Maria, il suo Eccomi, esortando alla risposta alla chiamata divina. Questa può proporre il segno dell'Anfora, rappresentante la vita con le sue imperfezioni, invitando a lasciare spazio a Dio che viene per riempirla e compiere meraviglie.
- Ora di Adorazione Eucaristica comunitaria meditando il Vangelo nella Solennità di Maria Santissima Madre di Dio.
- Traccia per l’adorazione eucaristica pregando per la Chiesa in Africa, perché sia fermento di unità fra i popoli e segno di speranza per il continente.
Nel santuario "Madonna della Grazia" è consuetudine riunirsi ogni 15 giorni per l'Adorazione Eucaristica o per la lectio divina, con il tema di riflessione sul comandamento dell'amore. Non è possibile stare davanti all'Eucarestia se non in adorazione, con il cuore libero anche se ferito dal peccato, accogliendo Gesù in sé senza paura di essere trasformati da lui. Si prega con Maria per alimentare la vita e l'amore per la famiglia, cardine della crescita di ogni persona. Un momento suggestivo dell'adorazione può essere l'omaggio floreale, tratto dalla "litania mariana dei fiori", dove a ogni invocazione i presenti portano un fiore all'altare.
A look at contemplative life today
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