L'Adorazione Eucaristica: contemplazione e spiritualità nella testimonianza dei santi

Il significato profondo dell'Adorazione Eucaristica

Al di fuori della celebrazione eucaristica, la Chiesa prende grande cura di venerare l'Eucaristia, che deve essere conservata come il centro spirituale della comunità religiosa e parrocchiale. La contemplazione prolunga la comunione e permette di incontrare durevolmente Cristo, vero Dio e vero uomo, di lasciarsi guardare da lui e di fare esperienza della sua presenza. Onorando il Santissimo Sacramento, noi compiamo anche una profonda azione di rendimento di grazie che eleviamo al Padre, poiché attraverso suo Figlio egli ha visitato e redento il suo popolo.

Schema grafico che illustra il legame tra la celebrazione eucaristica e il tempo dell'adorazione silenziosa come prolungamento dell'incontro con Cristo.

Il mistero eucaristico è la fonte, il centro e il culmine dell'attività spirituale e caritativa della Chiesa. Attraverso l'adorazione, il cristiano contribuisce misteriosamente alla trasformazione radicale del mondo e alla diffusione dell'Evangelo. Ogni persona che prega il Salvatore trascina dietro di sé il mondo intero e lo eleva a Dio. Coloro che s'incontrano con il Signore svolgono dunque un eminente servizio; essi presentano a Cristo tutti coloro che non lo conoscono o che sono lontani da lui; essi vegliano dinanzi a lui, in loro nome.

La liturgia come incontro comunitario

Celebrare l'Eucaristia, o come comunemente si dice «andare a Messa», è il gesto più importante della fede cristiana. Non è un semplice «contarsi», fare atto di presenza o assistere a una cerimonia, ma è soprattutto decidere di vivere in un certo modo. L'Eucaristia è una certa idea di Dio, quindi una certa idea della vita e dell'uomo: il Dio di Gesù è il Dio della vita e della gioia. È significativo che la frazione del pane, come prefigura la morte di Cristo nell'ultima cena, così a Emmaus pone il sigillo conclusivo alla prima domenica della storia.

Se vogliamo mettere Dio al primo posto nella nostra vita dobbiamo mettere la messa domenicale al primo posto nella nostra settimana, e imparare a viverla come incontro personale con Gesù. Vivere un incontro passa attraverso tanti piccoli gesti: il segno della croce traccia una linea di separazione con tutto quanto c'era prima, segnando l'ingresso in un luogo sacro alla presenza del Signore.

Siamo Noi - Dentro la Messa: i gesti della Liturgia

Santa Barbara: fede, coraggio e protezione

Nel contesto della vita cristiana e della santità, la figura di Santa Barbara rappresenta la capacità di affrontare il pericolo con fede, coraggio e serenità anche quando non c'è alcuna via di scampo. La tradizione la invoca per la protezione dai fulmini e dal fuoco; i suoi resti si trovano nella Cattedrale di Rieti.

Barbara nacque intorno al 235 a Nicomedia sotto l'impero di Diocleziano. In giovane età, scoprì la verità cristiana attraverso le sue letture e desiderò rimanere vergine per amore di Cristo. Nonostante le torture subite per mano del padre Dioscoro e del prefetto Marciano, Barbara resistette, rifiutando di abiurare la fede. La tradizione narra che, subito dopo aver giustiziato la figlia, il padre fu colpito da un fulmine. È in seguito a questo evento che Santa Barbara venne riconosciuta come protettrice del fuoco e divenne la patrona dei minatori, dei vigili del fuoco e di tutte le professioni legate al fuoco.

Aspetto Dettaglio
Data di nascita Circa 235 d.C.
Luogo Nicomedia (odierna Izmit, Turchia)
Patronato Minatori, vigili del fuoco, protezione dai fulmini
Luogo reliquie Cattedrale di Rieti

Preghiera di intercessione a Santa Barbara

«O Santa Barbara, vergine e martire, protettrice nostra, eccoci dinanzi a te, a chiederti protezione ed aiuto. Tu fosti pura, e per custodire la tua verginità rinunziasti serena agli agi, agli onori e alle seduzioni del mondo. Abbi pietà di noi: parla per noi al tuo e nostro Signore Gesù. Soltanto se sapremo imitare le tue virtù, egli sarà il nostro maestro e Signore, ci difenderà dagli assalti del nemico: ci darà fede, speranza e amore per vivere virtuosamente e per santamente morire. Amen.»

La dimensione contemplativa

Adorare è riconoscersi sospesi e dipendenti dall'amore di Dio, è percepire il senso della sua presenza. Come suggerito da San Giovanni Maria Vianney, il santo Curato d'Ars, il cuore dell'adorazione risiede nel silenzio: stare davanti a Gesù Eucaristia significa lasciarsi guardare dal suo sguardo misericordioso. L'etimologia stessa del termine "adorare" (dal latino ad os, portare la mano alla bocca) richiama un gesto di rispetto, di stupore e di dichiarazione d'amore. Attraverso il silenzio e la preghiera, il cristiano trova la forza per trasformare la propria vita e aprirsi alle necessità dei fratelli, vivendo pienamente la carità che scaturisce dall'Eucaristia.

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