La Chiesa di San Giuseppe si erge maestosa a Bari, nel cuore del rione Madonnella, precisamente in Largo Monsignor Curi su Corso Sonnino. Fin dalla sua fondazione, questo complesso parrocchiale è stato un vivace centro di vita, ospitando un oratorio, una scuola e persino un cinema parrocchiale, poi passato a privati e attualmente inattivo.
Progettazione e Edificazione
Il complesso parrocchiale della chiesa di S. Giuseppe occupa un'area di circa 10.000 mq. La chiesa è sorta su progettazione e direzione dell'ingegnere Mauro Amoruso-Manzari, con l'edificazione iniziata nel 1930. I lavori furono eseguiti da maestranze tutte baresi, tra cui l'impresa dei fratelli Nicola e ing. Matteo Ricco (fu Nicola), la ditta Giovanni Laricchia, Menzione, Fiore, Fratelli Bollani, Michele Guglielmi, Minghietti-Ranieri, Moffoli e Pizzirani. Anche i professori Mario Prayer e Gaetano Stella contribuirono con le loro opere.

Dimensioni e Architettura Esterna
L'edificio del tempio impegna una superficie di 1658,20 mq. Dalla sua entrata al fondo dell'abside, la chiesa è lunga 45 metri. La navata centrale è larga 13 metri, mentre quelle laterali misurano 5 metri ciascuna, per una larghezza complessiva di 23 metri. L'altezza della navata centrale raggiunge i 24 metri, mentre le navate laterali si attestano a 8 metri. Il transetto è lungo 23 metri. Il piano della chiesa si eleva dal livello stradale.
La Facciata Principale e i Suoi Affreschi
La facciata è suddivisa in tre porte, ciascuna sormontata da un piccolo timpano. Nei tre timpani inferiori sono affrescati, da sinistra verso destra: l'Annunciazione della Vergine, lo Sposalizio di S. Giuseppe con la Vergine e la Natività di Gesù. Nel grande timpano superiore è affrescato il ritrovamento di Gesù nel tempio che disputa con i dottori. Tutti gli affreschi sono opera del prof. Umberto Colonna, eseguiti nel 1938. Al di sopra del grande timpano, vi è un rosone con archivolto che poggia su mensole.

Le Porte d'Ingresso
L'ingresso alla chiesa avviene attraverso tre portali in legno, realizzati su disegno dell'ing. Amoruso. La porta centrale, in noce massiccio, è considerata «espressione del progresso artistico di quella scuola». Ogni pannello è racchiuso in cornice intagliata e richiama svariati motivi scultorei dell'arte medievale pugliese. Le porte laterali sono egualmente intagliate, con 36 formelle rettangolari ciascuna, e riproducono veri motivi simbolici come uva, fiori, foglie, agnelli sormontati da croci e ippogrifi.
Il Campanile
Il campanile, di forma quadrata, sorge come continuazione del lato destro della chiesa, addossato all'abside e al lato ovest del transetto. Fino al 1955 era costituito da due piani con cuspide. Per fronteggiare la concorrenza in altezza dei nuovi palazzi circostanti che occultavano la chiesa e il campanile, fu costruito un terzo piano con cuspide; tuttavia, l'intervento si rivelò inutile.

L'Interno della Chiesa: Atmosfera e Struttura Neo-Gotica
Entrando nella chiesa, l'atmosfera neo-gotica è immediatamente percepibile, caratterizzata da un'abbondanza di colori oro, rosso e blu che rendono l'ambiente caldo e accogliente. Subito dopo l'ingresso, ci si trova coperti dal piano della cantoria, che si estende per 12 metri di lunghezza e 5 metri di larghezza, ed è sorretta da quattro colonne. Chiudendo con cancelli gli spazi compresi tra le due pareti perimetrali della chiesa e le colonne della cantoria, si potrebbe dar luogo al Nartece, un tempo parte antistante le navate del tempio, in cui prendevano posto i catecumeni e i pubblici peccatori.
La Navata Centrale
I due pilastri restringono la navata centrale di cinque metri (2,5 per lato), offrendo una prospettiva di continuità verso il transetto. Sull'arco di trionfo non vi è alcuna raffigurazione. Tutta la navata centrale è illuminata da sei finestre, non ampie ma bislunghe. La volta è divisa in tre parti da archi che poggiano sui capitelli delle semicolonne che si allungano fin sotto la volta, partendo dai capitelli che dividono la navata centrale da quelle laterali. Questi capitelli non richiamano gli stili tradizionali, ma presentano sulle semicolonne grappoli d'uva con tralci e foglie, alternati a mazzetti di spighe di grano.
Le Navate Laterali
Navata Laterale Destra
Sotto la prima campata della navata laterale destra, è collocato un grande Crocifisso che riscuote tanta devozione dai parrocchiani. Sotto la seconda campata si trova il sarcofago dell'Arcivescovo Giulio Vaccaro. Questo sarcofago, in marmo bianco con trabeazione sorretta da colonnine in marmo, presenta al centro un bassorilievo con il mezzobusto dell'arcivescovo. L'iscrizione, tradotta, recita: «Bari 1937. A Giulio Vaccaro, Arcivescovo di Bari, il Collegio Metropolitano dei Canonici, solvendo un gratissimo voto, pose questa memoria nel tempio che rimarrà monumento insigne della sua ammirevole pietà.»

Navata Laterale Sinistra
Nella navata laterale sinistra, sotto la prima campata, una porta immette in un corridoio esterno che conduce al cinema e al campo. Sotto la seconda campata sono interrate le spoglie dell'Arcivescovo Augusto Curi, segnalate da una lastra tombale a livello del pavimento con l'iscrizione: «AUGUSTUS CURI - Archiepiscopus Baren - 1870-1933».
Il Presbiterio e l'Altare Maggiore
Il presbiterio si alza di tre scalini dal piano della chiesa ed è delimitato da quattro pilastri centrali. È racchiuso da una balaustra in marmo bianco, che un tempo stava all'inizio dell'abside, con l'aggiunta di una parte nuova disegnata sulla preesistente. È formata da lastre bianche traforate e scanalate, poggianti su pilastrini decorati ad intaglio, che danno l'effetto di pannelli racchiusi in cornici e giustapposti. Le tre balaustre presentano al centro tre cancelletti. Il presbiterio, compresa l'abside, è lungo 16,30 metri e largo 8 metri.
L'altare maggiore si trova arretrato dal centro del presbiterio e dalla pseudo-cupola. Le sue dimensioni sono 2,70 metri di lunghezza, 1,18 metri di larghezza e 1 metro di altezza. Fu un dono della Basilica di San Nicola, essendo stato costruito già nel 1898 per quest'ultima e poi donato alla Chiesa di San Giuseppe in seguito alla sua ristrutturazione.

Volta e Affreschi del Presbiterio
I quattro grossi pilastri che racchiudono il presbiterio danno luogo ad una volta a crociera, divisa in quattro grossi triangoli affrescati. Al centro domina una colomba, simbolo dello Spirito Santo, in un alone tondo multicolore. Intorno, disposti a quadrato, sono raffigurati i quattro simboli degli Evangelisti. Alla base dei pennacchi che danno luogo alla volta vi sono delle bianche colombe.
Statue e Opere d'Arte nel Presbiterio
Ai lati del presbiterio, negli interstizi dei due pilastri che concludono le navate laterali e i due che determinano l'attuale presbiterio, si trovano importanti opere: a sinistra di chi guarda, su un piedistallo marmoreo costruito nel 1939 dall'Apostolato della Preghiera, è collocata una statua lignea del Sacro Cuore, opera della Ditta Cristiano Delago di Ortisei. A destra, un Crocifisso è circondato, nella parte superiore, da angeli e, in quella inferiore, dalle anime del Purgatorio. Questo è un ex-voto della signora Anna Passero Sciahiman.
L'Abside
L'abside prende inizio dai due pilastri simili e corrispondenti a quelli che formano l'arco di trionfo. Addossata al centro del muro semicircolare, vi è un'ancona in marmo lavorato, che ospita un dipinto di S. Giuseppe con Gesù Bambino tra due aiuole di fiori, opera del prof. Mario Prayer.
Sopra l'ancona, tre finestre istoriate raffigurano al centro Cristo Crocifisso; alla sua destra la Vergine seduta con le altre due Marie; a sinistra S. Giovanni Evangelista. Sulle tre finestre si trovano gli stemmi e i ritratti dei Papi S. Pio X, Pio XI e Benedetto XV, che furono i pontefici esistenti dalla posa della prima pietra fino all'ultimazione della chiesa di S. Giuseppe. Ai lati dei papi, a sinistra di chi guarda, è raffigurato Monsignor Vaccaro, e a destra Monsignor Curi.
Ancora più in alto, un prospetto paradisiaco mostra al centro Cristo in trono, con la destra benedicente e nella sinistra sorregge il mondo. Alla destra del Cristo sono raffigurati la Vergine, S. Nicola e S. Francesco; a sinistra: S. Giuseppe, S. Gregorio Nazianzeno (indossa un manto orientale) e S. Tommaso d'Aquino.

Gli Altari del Transetto
Altare di Sant'Antonio
All'estrema destra del transetto, appoggiato sulla parete perimetrale della chiesa, è collocato l'altare di Sant'Antonio. Questo altare, realizzato su disegno dell'ing. Amoruso, fu un dono della famiglia Fìzzarotti. L'immagine di S. Antonio è una fedele e artistica riproduzione del quadro di Van Dyck «Cum simplicibus», integrata da un bel mosaico che riproduce l'opera. L'altare è sormontato da un dossale formato da un triplice ordine di semicolonne rientranti sulle quali si poggiano i tre archi del sovrastante fastigio.
Sopra l'altare, sulla parete, sono presenti cinque affreschi che illustrano episodi della vita del Santo:
- S. Antonio che partecipa al primo capitolo generale dell'Ordine, indetto da S. Francesco alla Porziuncola di Assisi (i frati sono rivestiti con abiti bigi);
- S. Antonio che parla ai frati;
- S. Antonio che converte un Tizio alla fede nella presenza reale di Gesù nell'Eucarestia, facendo inginocchiare dinanzi al Santissimo un mulo;
- S. Antonio che benedice i pargoli sostenuti sulle braccia delle loro madri;
- Il transito di S. Antonio.
Tra le due finestre del transetto del lato destro, al di sopra di esse e sotto l'arco della volta, v'è un medaglione con la testa di Gesù che fa sporgere la destra benedicente. Nella parte inferiore della parete, è rappresentata, al centro, la grande Aquila, che poggia su un libro aperto, a sua volta poggiato su un leggio quadrato con la figura di un'aquila bicipite. Il tutto è racchiuso in una scena in cui, all'altezza della grande aquila, da una parte e dall'altra vi sono due cervi lunghi, stretti, ripiegati su se stessi. Nei triangoli formati dall'arco e dal muro che sovrasta la porta del campanile, in medaglioni, sono raffigurati S. Domenico e S. Caterina da Siena. Agli angoli determinati dall'ultimo arco della navata laterale e dal transetto, vi sono due medaglioni che contengono S. Lucia e S. Rita.

Altare di San Nicola
Questo altare si trova all'estrema sinistra del transetto, anch'esso addossato alla parete perimetrale della chiesa. È un dono della famiglia Alfonso Pistilli, e fu eseguito su disegno dell'ing. Amoruso dalla ditta barese Fiore, con marmi policromi. La mensa è sorretta da quattro colonnine. Dipinti accanto all'altare, ad altezza naturale, sono S. Sebastiano e S. Rocco. L'immagine centrale di S. Nicola è opera del prof. Prayer (tutti i dipinti all'interno della chiesa, eccetto quelli della Grotta, sono opere del prof. Prayer).
Anche questo altare è fiancheggiato da due finestre di forma allungata, una delle quali conserva l'immagine della Vergine in preghiera e in piedi, avvolta da un manto azzurro. Sul muro che sovrasta l'altare sono affrescati vari episodi della vita di S. Nicola:
- S. Nicola che risuscita i tre fanciulli dalla tinozza dell'oste;
- S. Nicola rinchiuso in carcere da Ario e confortato dall'apparizione di Gesù e della Vergine;
- S. Nicola che difende la fede dinanzi ad Ario;
- Il transito di S. Nicola.
Sul lato destro dell'altare, sul muro frontale alla navata sinistra, nella parte superiore, divisa dalla balconata del matroneo, è rappresentata una scena di una disputa teologica che si svolge in una chiesa. Nella parte inferiore, sulla porta che immette alla Grotta della B.V. di Lourdes, agli angoli dell'arco vi sono due medaglioni che raffigurano Santa Giovanna d'Arco e S. Luigi IX Re di Francia.
Sulla facciata opposta, nella parte superiore, è rappresentato il Concilio di Bari, celebratosi nella cripta di S. Nicola nel 1098. Sul lato sinistro si vede Papa Urbano II, seduto in trono sotto il baldacchino; sulla sua sinistra i Padri conciliari; in fondo, al centro, l'immagine di S. Nicola. Sotto, agli angoli dell'arco, come al solito, due medaglioni raffigurano S. Francesco d'Assisi e S. Chiara.

La Grotta della Beata Vergine di Lourdes
Una delle particolarità più suggestive della chiesa è la riproduzione della Grotta di Lourdes, situata nella navata di sinistra e raggiungibile scendendo cinque scalini dal piano della chiesa. È larga sei metri e lunga cinque fino all'alta cancellata. Dopo la cancellata si apre la grotta vera e propria, con un altarino e, sopra di esso, le statue della Beata Vergine e di S. Bernadette.
Sulla parte alta della parete destra della Grotta è affrescata la processione del Santissimo che passa tra le barelle degli ammalati. Sui lati dell'ingresso, a destra, due quadri rappresentano la prima apparizione della Vergine a Bernardette e Bernardette che scava la terra, da cui scaturisce l'acqua. Sulla parete sinistra, una finestra istoriata raffigura Bernardette vestita da pastorella con bastone e Rosario, sormontata da un grande cartiglio sorretto da due angeli. In fondo alla parete sinistra, in alto, è raffigurata S. Bernardette vestita da suora. Tutte le pareti sono rivestite da un drappeggio giallo che ricopre altri affreschi deteriorati dall'umidità. Tutti i dipinti della Grotta sono del prof. Mario Prayer.

Artisti e Opere Particolari
All'interno della chiesa, come pittore, ha lavorato ampiamente Mario Prayer, nato a Torino da genitori veneziani e successivamente trasferitosi a Bari, dove con il fratello Guido ha realizzato numerose opere. La tela dedicata a San Giuseppe è opera del Prayer. Gli affreschi della facciata (Annunciazione, Sposalizio, Natività) sono stati eseguiti da Umberto Colonna nel 1938. La maggior parte dei dipinti interni, eccetto quelli della Grotta, sono del prof. Prayer. I capitelli delle semicolonne, che non richiamano gli stili tradizionali, presentano grappoli d'uva con tralci e foglie, alternati a mazzetti di spighe di grano.
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