L'Adorazione dei pastori è un'opera pittorica di pregevole fattura realizzata da Stefano Maria Legnani, celebre artista noto come il Legnanino. Il dipinto, ascrivibile al periodo di maturità dell'autore a cavallo tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo, rappresenta un tassello fondamentale per comprendere l'evoluzione stilistica del pittore.

Descrizione dell'opera e iconografia
La composizione si concentra sul tema sacro dell'Adorazione, mettendo in scena diversi personaggi chiave: il Cristo bambino, la Madonna, San Giuseppe e la presenza di San Gerolamo, quest'ultimo identificabile attraverso il suo attributo tipico, il galero. La scena è arricchita dalla presenza di angeli, pastori e una figura femminile, disposti attorno alla mangiatoia. Tra gli oggetti iconografici compaiono un cesto e dei bastoni, elementi che definiscono la quotidianità pastorale dell'evento.
Il riferimento al Legnani è concorde tra gli studiosi. Secondo la studiosa Ottino (1969), le tele sono da considerarsi anteriori al 1705, anno di realizzazione dei dipinti per la cappella dei Mercanti di Torino. L'opera rivela un eclettismo pittorico dove ricordi rubensiani e genovesi, in particolare legati alla figura di Piola, si fondono con derivazioni bolognesi ispirate a Cignani.
Provenienza e storia conservativa
L'opera proviene dalla demolita chiesa dei SS. Cosma e Damiano, soppressa nel 1799, dove anticamente ornavano le pareti del coro. La presenza del dipinto in questa sede è attestata dalle menzioni di Latuada (1737), Sormani (1751) e Bianconi (1787). Non è noto l'anno esatto di ingresso del dipinto a Brera, tuttavia è documentato che, insieme al suo pendant, fu depositato nella chiesa di San Marco il 10 marzo 1814.
Analisi stilistica e attribuzione
L'attribuzione e la datazione del dipinto sono state oggetto di studi approfonditi. Alcune critiche suggeriscono che, dato l'abbassamento della qualità dell'opera rispetto ad altre tele dell'artista, il Legnanino si sia avvalso dell'aiuto di alcuni collaboratori. In particolare, è stata notata una somiglianza tra l'angelo recante il giglio e la tipologia iconografica utilizzata dal Legnani per il Gesù Bambino all'inizio del '700 (confrontabile con opere come L'Immacolata con Bambino conservate a Como e Rho).
Stilisticamente, il dipinto è un esempio dello straordinario equilibrio raggiunto dall'artista tra:
- Il fondamento naturalistico lombardo.
- L'aspetto sognante e delicato di estrazione emiliana.
- La monumentale sensibilità classicista appresa durante il soggiorno romano.
L'analisi tecnica, ricca di pentimenti visibili, conferma un iter creativo elaborato. In conclusione, l'esecuzione dell'opera può essere collocata con ragionevole certezza intorno al 1700, in piena fase di maturità dell'artista.
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Bibliografia di riferimento
- Scurati 1878; Nicodemi 1935.
- Arslan 1960, Le pitture del Duomo di Milano.
- Bona Castellotti 1985, Pittura lombarda del '700.
- Dell'Omo 1998, Stefano Maria Legnani "Il Legnanino".
- Coppa 2011, Museo Diocesano, Milano.
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