L'Abito delle Missionarie della Carità: Storia, Simbolismo e Protezione

L'abito bianco bordato di azzurro delle Missionarie della Carità, simbolo universalmente riconosciuto di pace e carità, è molto più di una semplice veste. È un profondo richiamo ai voti, alla missione e al carisma di Madre Teresa di Calcutta, fondatrice della congregazione, che oggi è anche Santa Madre Teresa di Calcutta dopo la sua canonizzazione nel 2016.

Foto di Madre Teresa di Calcutta con l'abito delle Missionarie della Carità

Le Origini e il Simbolismo del Sari

La Nascita del Simbolo

Il sari di Madre Teresa risale alla fine degli anni Quaranta, quando la religiosa ha chiesto al Vaticano il permesso di usarlo con una piccola croce sulla spalla sinistra, simbolo del Cristo crocifisso. Madre Teresa indossò il sari bianco e blu per la prima volta nel 1948 e dal 1950 è riconosciuto come simbolo di pace e carità in tutto il mondo, come si legge nel sito dell’Ordine.

Il Significato dei Colori e dei Simboli

L'abito delle Missionarie della Carità è un sari bianco, tipico abito delle donne indiane. Il colore bianco richiama la purezza e la verità, ma in Oriente è anche inteso come il colore del lutto, indossato dalle donne che non hanno più niente, avendo perso il marito, unica fonte di sostentamento.

Ai lembi dell'abito, Madre Teresa aggiunse quattro strisce azzurre. Il colore azzurro, associato alla Vergine Maria e richiamando il colore dei suoi occhi, fu scelto in omaggio alla Madonna, al cui esempio le suore dovevano guardare. Le quattro strisce azzurre rappresentano i quattro voti che fanno le religiose: povertà, castità, obbedienza e un quarto voto speciale, quello di vivere da povere con i poveri.

La piccola croce cucita sulla spalla sinistra del sari è un costante richiamo al Cristo crocifisso e alla sete d'amore di Gesù che le suore si impegnano a saziare attraverso il loro servizio.

Un Abito Fatto dai Poveri

Nel 1958, le Missionarie della Carità aprirono una casa per i lebbrosi e, dopo aver comprato un telaio, chiesero ai malati di confezionare le vesti per le suore, un gesto che sottolinea ulteriormente l'identificazione della congregazione con i più emarginati.

La Protezione del Simbolo: Il Marchio Registrato

La Volontà di Madre Teresa

Le religiose della congregazione affermano che Madre Teresa ha detto varie volte prima di morire che non voleva che il suo nome e la sua immagine venissero usati a scopi commerciali. Questa volontà della fondatrice ha guidato le azioni successive dell'Ordine.

La Registrazione e la Sua Rivelazione

Per questo, nel 2013 l’avvocato dell’ordine ha chiesto che l’abito delle Missionarie della Carità avesse un marchio registrato. Il riconoscimento è avvenuto in modo discreto, e le religiose inizialmente non hanno voluto renderlo pubblico. Il copyright è stato concesso in concomitanza con la canonizzazione della "Madre dei poveri", avvenuta il 4 settembre 2016 in Vaticano, dopo "un rigido esame delle procedure legali". È stato reso noto solo in seguito poiché le Missionarie, come spiega il legale, non amano "la pubblicità e per questo non avevano reso pubblica la notizia. Ma dal momento si assiste ad un uso improprio e senza scrupoli dell’abito, vogliamo far sapere alle persone che il marchio è registrato".

Il Carisma delle Missionarie della Carità: Vivere l'Abito

Fondazione e Missione

La congregazione venne fondata da Anjeza Gonxhe Bojaxhiu (1910-1997), in religione Madre Teresa. Di origine albanese, abbracciò la vita religiosa nella congregazione delle Suore di Loreto, il ramo irlandese dell'Istituto della Beata Vergine Maria, e nel 1929 venne inviata in India, dove si dedicò all'insegnamento. Sollecitata dalla richiesta di Cristo in croce, “ho sete”, decide di abbandonare la Congregazione delle suore di Loreto e di dedicarsi al sostegno materiale e spirituale degli “intoccabili”, persone appartenenti alla più infima delle caste indiane.

Tutte le varie congregazioni fondate da Madre Teresa seguono una comune finalità: essere a fianco ai più poveri tra i poveri. Il fine della Congregazione è "saziare la sete di Gesù per amore", amando i poveri tra i poveri in cui Egli ha detto: "mi troverete". Questo è il senso profondo dell'opera di Madre Teresa, che va oltre l'assistenza sociale.

Vita e Impegno

Le suore si dedicano a varie opere di assistenza morale e materiale ai poveri, dei malati, spesso moribondi, degli orfani, dei disadattati. "Non vogliamo risolvere il problema della povertà, non possiamo. Gesù ha detto che i poveri saranno sempre con noi. Bisogna trovare il significato di questa sofferenza," afferma Sister Serena, una religiosa che indossa l'abito da quasi 40 anni e ha vissuto con Madre Teresa in diverse case dell'Ordine nel mondo. Le Missionarie si considerano contemplative nel cuore del mondo, vivendo in mezzo ai suoi problemi e affrontandoli in un modo diverso.

Madre Teresa ha spesso sottolineato che non esiste solo la povertà materiale, ma anche una povertà spirituale, ancora più difficile da sanare, e una "povertà che ci porta in Paradiso", quella che fa sentire i privilegiati non abbandonati. Le Missionarie scelgono una vita misera, accanto agli ultimi, negli angoli bui della terra, tornando a casa solo una volta ogni dieci anni.

Madre Teresa di CALCUTTA - Alessandro Barbero (Inedito | Intesa San Paolo 2021)

La Forza della Fede e la "Lunga Notte"

La santità di Madre Teresa, ufficialmente riconosciuta con la canonizzazione, è per le religiose uno stimolo ulteriore a portare il suo carisma nel mondo. Sister Serena testimonia come Madre Teresa sia stata per loro una "madre" e come la sua presenza sia ancora viva: "Adesso è più viva di quand’era in vita."

Un aspetto meno conosciuto della vita di Madre Teresa è stata la sua "lunga notte", un periodo di buio e silenzio di Dio. Le sue confessioni e i suoi scritti hanno rivelato questo segreto, che lei non ha mai mostrato esternamente. Questa apparente assenza di Dio è interpretata come un segno di amore particolare, con Dio che l'ha considerata quasi come Suo Figlio, facendole vivere le stesse pene da Lui vissute, sul modello di "Mio Dio perché mi hai abbandonato?".

Le Missionarie della Carità operano spesso in contesti difficili, dove i cristiani sono minoranza. La scorsa primavera, le loro sorelle in Yemen sono state uccise, diventando martiri. Nonostante i pericoli, la forza viene dal fare la volontà di Dio, e la grazia del martirio è una preghiera quotidiana per le suore, che lo considerano "il modo migliore di morire". La loro missione è "insegnare ad amare", senza imporre la verità a nessuno.

Le Vocazioni e l'Eredità di Madre Teresa

La Chiamata e il Servizio

La vocazione di Sister Serena è un esempio della chiamata al servizio. Dopo un'esperienza missionaria laica in Africa, ha compreso che la sua chiamata era un'altra, "chiarissima", un "salto nel vuoto" con l'aiuto della Madonna. Ricorda il primo incontro con Madre Teresa a Londra, dove, pur non sapendo l'inglese, capì perfettamente le parole della Madre, che parlava "con la semplicità del Vangelo". L'ultimo incontro, in Russia, prima della morte di Madre Teresa, le fece sentire di essere la "figlia prediletta", un sentimento comune a molti che l'hanno incontrata anche una sola volta.

Nuove Vocazioni

Sebbene ci sia un calo generale di vocazioni anche nell'Ordine delle Missionarie della Carità, il Signore chiama sempre. L'importanza è "stare in ascolto in silenzio", cosa difficile nel mondo di oggi. Quando il Signore getta un seme, questo ha bisogno di un terreno fertile per crescere, e l'Ordine continua a ricevere nuove vocazioni che perpetuano il carisma di Madre Teresa.

L'Abito degli Altri Rami della Congregazione

Le congregazioni fondate da Madre Teresa includono anche rami maschili e femminili con un proprio abito distintivo:

  • I Padri Missionari della Carità

    Indossano pantaloni e camicia di colore grigio e una piccola croce metallica sulla spalla sinistra.

  • I Fratelli di Vita Contemplativa

    Indossano una tunica grigia e portano anch'essi una piccola croce cucita sulla spalla sinistra. Questi fratelli, come le suore contemplative, fatta eccezione di due ore in cui si dedicano al servizio della comunità, sostengono le altre suore con la preghiera.

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