Leone XIV ha rafforzato il suo profondo legame con la Chiesa italiana, una relazione che egli stesso ha descritto come significativa, unendo la Sede di Pietro al popolo italiano. Questo legame si è manifestato chiaramente nei primi sei mesi del suo pontificato, con incontri diretti con l'episcopato del Paese, culminando nella sua presenza alla chiusura dell'81ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI).
La Conclusione dell'81ª Assemblea Generale della CEI ad Assisi
Leone XIV ha presieduto la chiusura dell'81ª Assemblea Generale della CEI ad Assisi, un evento centrale dedicato al Cammino sinodale. L'incontro con gli oltre 270 vescovi italiani presenti nella cittadina umbra si è tenuto a porte chiuse, con un intervento atteso del Pontefice.

Le transenne, già sistemate intorno alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, hanno accolto il "popolo del Papa", che sperava in un saluto a sorpresa del Pontefice. Prima di incontrare la CEI, la Sala Stampa vaticana ha confermato che Leone XIV si è recato in preghiera privata davanti alla tomba di San Francesco nella Basilica Inferiore di Assisi, in una visita lampo e blindata di prima mattina.
Il Cammino Sinodale: Frutti e Priorità Pastorali
Il cuore delle quattro giornate di lavoro dell'Assemblea CEI è stata la riflessione sulle priorità pastorali emerse dal Cammino sinodale. Questo percorso quadriennale di ascolto, confronto e partecipazione è stato riassunto nel Documento di sintesi "Lievito di pace e di speranza", approvato dall’Assemblea sinodale in ottobre. Il testo, contenente 124 proposte per rinnovare la Chiesa italiana, è stato idealmente consegnato nelle mani di Leone XIV, affinché i pastori possano individuare le priorità e concretizzare le indicazioni, in linea con i principi di sinodalità e collegialità promossi dal Papa.
Verso la Terza Assemblea Sinodale italiana_25 Ottobre 2025
Tra i punti fermi emersi, si evidenzia uno slancio rinnovato nell’annuncio e nella trasmissione della fede, con la necessità di azioni pastorali capaci di intercettare chi è più lontano e di strumenti idonei al rinnovamento della catechesi e dei linguaggi dell’annuncio. La partecipazione attiva dei laici alla vita ecclesiale e una formazione adeguata per clero e laici sono state indicate come essenziali. Il Papa ha anche sollecitato un nuovo impegno culturale per affrontare le sfide attuali e contrastare il vuoto culturale, riconoscendo l'influenza dell'intelligenza artificiale e dei social media, e l'urgenza di "abitare la società e il suo cambiamento".
L’Assemblea sinodale ha anche evidenziato temi considerati divisivi, su cui si è registrato un dissenso significativo. Questi includono proposte relative al riconoscimento e all’accompagnamento delle persone omosessuali, le giornate contro l'omotransfobia, i percorsi di formazione che considerano l’identità di genere, la revisione dei testi liturgici, la valorizzazione delle donne (in particolare per il diaconato femminile) e l’introduzione di nuovi ministeri istituiti, come l’animatore della comunicazione o il ministero della cura e dell’ascolto.
L'Impegno per la Pace: La Nota Pastorale "Educare a una pace disarmata e disarmante"
In risposta ai crescenti conflitti globali, la Conferenza Episcopale Italiana ha pubblicato la nota pastorale "Educare a una pace disarmata e disarmante". Questo documento, elaborato dalla Commissione episcopale per i problemi sociali, il lavoro, la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato, è stato approvato nell’ambito dell’81ª Assemblea Generale il 19 novembre 2025 ad Assisi. Introdotto dal cardinale Matteo Zuppi, il testo analizza le criticità della conflittualità internazionale, esprimendo sconcerto per l'uso distorto del Vangelo e per l'escalation in Terra Santa, oltre a preoccupazioni per antisemitismo, islamofobia e cristianofobia.
La CEI attinge alla Parola di Dio e al Magistero per ripercorrere l'evoluzione della riflessione sulla pace, arrivando alla totale condanna della guerra come soluzione ai conflitti, in linea con il Magistero di Francesco. I vescovi invitano a un impegno che superi eventi sporadici, integrando la pace nelle proposte educative comunitarie, a partire dalla preghiera e dall'Eucaristia. Promuovere uno stile di vita nonviolento e valorizzare iniziative come la Marcia della pace sono passi fondamentali. Famiglie e scuole sono identificate come ambienti cruciali per coltivare rispetto e ascolto, con una proposta di studiare la storia non solo attraverso le guerre, ma anche esaminando la vita quotidiana.

Il documento ribadisce che la pace è il "primo compito della politica" e che la democrazia permette di riconoscere la validità di diverse posizioni per il bene comune. È essenziale rafforzare il rispetto del diritto internazionale, il multilateralismo e il funzionamento degli organismi sovranazionali, con una riforma delle Nazioni Unite. Il dialogo interreligioso, nello spirito di Assisi, è fondamentale.
La pace si costruisce anche nel mondo digitale, che necessita di una governance matura, regole chiare e responsabilità condivise, prestando particolare attenzione alla tutela dei vulnerabili e al rischio di un uso indiscriminato dell’IA. Per i giovani, si suggerisce il servizio civile obbligatorio come strumento per la maturità civile e morale. È urgente una conversione da una logica di violenza verso il pianeta, adottando proposte per la sostenibilità.
Riguardo alle forze armate, i pastori si interrogano su nuove forme di assistenza spirituale, in un contesto in cui le Forze Armate italiane sono sempre più impegnate in missioni di pacificazione. Si sottolinea la necessità di una spiritualità della pace all'altezza del loro compito. La questione del commercio delle armi e la disinvoltura nel parlare di criteri per l'uso dell'atomica sono gravi preoccupazioni. L'Unione europea è vista come un esperimento di pace da riportare alle sue radici, con l'auspicio di un'agenzia unica per il controllo dell'industria militare e vincoli più stringenti sull'esportazione di armi.
La Tutela dei Minori e dei Vulnerabili
La tutela dei minori e dei vulnerabili, basata su trasparenza, prevenzione e vicinanza, è stata un tema centrale dei lavori dell'Assemblea, aperti dall’arcivescovo Thibault Verny, presidente della Pontificia Commissione per la tutela dei minori.
L'Udienza di Leone XIV ai Dipendenti della CEI: Servizio, Appartenenza, Missione
Servizio, appartenenza, missione: queste sono state le tre parole chiave del discorso che Leone XIV ha rivolto ai dipendenti della Conferenza Episcopale Italiana durante un'udienza. Salutando il cardinale Matteo Zuppi e l'arcivescovo Giuseppe Baturi, rispettivamente presidente e segretario generale della CEI, il Papa ha richiamato le finalità dello statuto della CEI e ha evidenziato l'importanza della fedeltà di ciascuno al proprio compito quotidiano. Ha citato come esempi: una pratica seguita con attenzione, una riunione preparata bene, la pazienza di un ascolto prolungato, la dedizione nel rispondere a una richiesta, l’ordine e la cura degli ambienti. Ha sottolineato che queste sono "cose semplici, ma utili al bene di tutti e grandi davanti a Dio", e che nella Chiesa "niente è piccolo se fatto con fede, con amore e con spirito di comunione".

Il Servizio
Approfondendo la prima parola, "servizio", il Papa ha spiegato che "i vari Uffici in cui operate non sono strutture fini a sé stesse, ma strumenti con cui aiutate i vescovi e le Chiese che sono in Italia, perché i fili della comunione siano ben saldi e la trama del tessuto ecclesiale sia compatta, ricca di Vangelo e feconda di gesti di prossimità". Ha chiarito che anche le attività più tecniche, amministrative o organizzative sono parte integrante della missione della grande famiglia di Dio, configurandosi come un “servizio al servizio”, che sostiene il lavoro altrui e rende possibile il contributo di molti nell'annuncio della Buona Novella e nella testimonianza del Signore in Italia e nel mondo.
L'Appartenenza
Riguardo all’"appartenenza", il Pontefice ha affermato che "la Sposa di Cristo non si può servire da spettatori, ma solo con l’amore di chi sa di appartenerle, in un vincolo di fede e di comunione che è prima di tutto dono di grazia, dono di Dio". Ha esortato i dipendenti a far sì che questa consapevolezza plasmi il loro modo di percepirsi, di comunicare, di ascoltare, di correggere e di sostenere, permeando gli ambienti di lavoro e promuovendo veri e propri stili di vita evangelici. Ha aggiunto che i luoghi di lavoro quotidiani sono il primo spazio per incarnare il Vangelo, promuovendo unità e pace con pazienza, umiltà, cura e custodia reciproca.
La Missione
Infine, sulla "missione", Leone XIV ha ricordato che "la Chiesa esiste per annunciare Cristo, costruendo ponti, instaurando legami, offrendo accoglienza e aiuto a chiunque abbia bisogno di sostegno, di ascolto, d’amore, e voi partecipate di questo mandato". Ha riconosciuto che l'epoca attuale è caratterizzata da cambiamenti profondi in tutti gli ambiti della vita, anche in Italia, e in questo contesto, il Signore chiede di aprirsi generosamente perché il Vangelo possa raggiungere e illuminare ogni persona, con le sue fatiche, domande e speranze, affinché tutti "siano salvati e giungano alla conoscenza della verità" (1Tm 2,4).
La Famiglia al Centro: Il Decennale di "Amoris Laetitia" e il Futuro della Pastorale Familiare
Dieci anni dopo la pubblicazione di "Amoris Laetitia", l’esortazione apostolica postsinodale sull’amore nella famiglia, Leone XIV ha convocato in Vaticano "i presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo". L'obiettivo è un "discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi", tenendo conto dei rapidi cambiamenti che continuano a influenzarle. L'annuncio è giunto tramite un Messaggio del Pontefice in occasione del decimo anniversario di "Amoris Laetitia", che ricorre il 19 marzo. Questo incontro, previsto per ottobre, non si configurerà come un nuovo Sinodo sulla famiglia, bensì come un "summit" ecclesiale, simile a quello tenuto da Papa Francesco nel 2019 sugli abusi.

Leone XIV ha definito "Amoris Laetitia" un "luminoso messaggio di speranza riguardo all’amore coniugale e famigliare" offerto da papa Francesco alla Chiesa universale, frutto di "tre anni di discernimento sinodale". Il Pontefice ha evidenziato l’eredità del documento: la speranza biblica nella presenza amorevole e misericordiosa di Dio, l’invito ad adottare "lo sguardo di Gesù" (AL, 60) e a stimolare la crescita dell’amore coniugale e familiare (AL, 89). Ha ricordato l'appello a scoprire che l'amore nel matrimonio "dà sempre vita" (AL, 165) e che è "reale" anche nella sua dimensione "limitata e terrena" (AL, 113). Ha inoltre citato il suo predecessore sulla necessità di sviluppare nuove vie pastorali, rafforzare l’educazione dei figli, e promuovere la spiritualità che scaturisce dalla vita familiare.
Nel suo messaggio, Leone XIV ha ribadito la ricchezza del matrimonio, sottolineando che "mediante il Sacramento del matrimonio, gli sposi cristiani costituiscono una sorta di Chiesa domestica, il cui ruolo è essenziale per l’educazione e la trasmissione della fede". Ha incoraggiato a sostenere coloro che sono chiamati al matrimonio e alla famiglia, e i giovani attratti dalla vocazione matrimoniale. Pur consapevole delle difficoltà e crisi attuali, il Papa ha ripreso le sue parole ai ragazzi a Tor Vergata, ricordando che "la fragilità è parte della meraviglia che siamo". Da qui l’invito a evocare la bellezza della vocazione al matrimonio riconoscendo la fragilità, per risvegliare la fiducia nella grazia e il desiderio di santità.
Leone XIV ha esortato a "sostenere le famiglie" che "soffrono tante forme di povertà e di violenza presenti nella società contemporanea" ed ha espresso gratitudine a pastori, operatori pastorali, associazioni e movimenti ecclesiali impegnati nella pastorale familiare. Ha sollecitato il protagonismo ecclesiale delle famiglie, a cui il Signore affida la missione di annunciare e testimoniare il Vangelo, riconoscendo che "la Chiesa “non può diventare sale della terra” se non per mezzo dei fedeli laici e, in particolar modo, delle famiglie". Questo impegno va rinnovato e approfondito.