Il Palatino: Culla di Roma e Dimora Imperiale

Il Palatino, uno dei sette colli di Roma, situato tra il Velabro e il Foro Romano, è una delle parti più antiche della città. Oggi è un vasto museo all'aperto, visitabile durante il giorno. L'ingresso è possibile da Via di San Gregorio (a pagamento) o salendo dal Foro Romano (a pagamento) attraverso il Clivio Palatino, a destra dell'Arco di Tito.

Mappa del Palatino con indicazione degli ingressi e dei principali monumenti

Geografia e Morfologia del Colle

Il Palatino è un colle centrale di Roma, che raggiunge un'altezza massima di 51 metri sul livello del mare. A differenza del Campidoglio e dell'Aventino, pur essendo vicino, non è adiacente al fiume Tevere. Il colle si affaccia da un lato sul Foro Romano e dall'altro sul Circo Massimo.

Anticamente, il Palatino presentava due sommità separate da un avvallamento: la sommità centrale e più elevata era detta Palatium, mentre l'altra, verso il pendio che digrada al Foro Boario e al Tevere, era chiamata Germalus (o Cermalus). In passato era collegato al retrostante Esquilino tramite il colle della Velia, sbancato per la costruzione della Via dei Fori Imperiali.

Leggende e Periodo Arcaico: Le Origini di Roma

La leggenda vuole che Roma ebbe le sue origini proprio sul Palatino. Scavi recenti hanno dimostrato che popolazioni vi abitavano già intorno al 1000 a.C. Si trattava di un villaggio di pochi ettari, circondato da paludi, da cui era possibile controllare il corso del Tevere. Da questo primo agglomerato urbano si formò la cosiddetta "Roma quadrata", così chiamata dalla forma approssimativamente romboidale della sommità del colle su cui si trovava. Il Palatino e il suo abitato rimasero centrali nello sviluppo successivo della città, tanto che le sue due cime, il Palatium e il Cermalus, rientravano negli originari sette monti del Septimontium.

Il Palatino - Alberto Angela

Il Mito di Evandro e la Grotta del Lupercale

Nell'Eneide e in altre fonti si narra di come sul Palatino vivessero Greci immigrati dall'Arcadia, comandati da Evandro e suo figlio Pallante, che entrarono in contatto con Ercole e poi con Enea. Queste leggende potrebbero derivare dalla frequentazione dell'area da parte di mercanti e marinai greci in tempi remoti, come confermato da alcune scoperte archeologiche del XX secolo.

Secondo la mitologia romana, il pendio paludoso che collegava il Palatino al Campidoglio, chiamato Velabro, fu il luogo dove Romolo e Remo vennero trovati dalla Lupa che li allattò nella "Grotta del Lupercale", forse recentemente localizzata alle pendici del colle. Il pastore Faustolo trovò gli infanti e, assieme a sua moglie Acca Larentia, li allevò. Quando Romolo, ormai adulto, decise di fondare una nuova città, scelse questo luogo. La Casa Romuli, una capanna ricostruita e restaurata più volte, situata nell'angolo nord-ovest della collina, dove poi sorse la casa di Augusto, ha trovato conferma negli scavi del 1946 che hanno rinvenuto resti di capanne dell'età del Ferro.

Illustrazione della Lupa Capitolina con Romolo e Remo nella Grotta del Lupercale

Il Nome del Colle e le Festività Arcaiche

Il nome del colle aveva la stessa radice di quello della dea Pales, alla quale era dedicata l'antichissima tradizione della festa delle Palilia o Parilia, che si tenevano il 21 aprile e che coincidevano col giorno della fondazione della città. Il Palatino, prima ancora di essere un luogo politico, era un centro religioso, dove si celebravano anche i Lupercalia, in onore di Luperco.

Oggi sappiamo che il Palatino fu abitato e occupato stabilmente fin dal X-IX secolo a.C. Sulla cima del colle, dove la tradizione storica antica collocava la mitica fondazione di Roma, si conservano i resti di un abitato di capanne, utilizzato fino alla fine del VII secolo. Anche sulle pendici nord-orientali del Palatino, recenti scavi archeologici hanno portato alla luce resti di capanne protostoriche. Si trattava di edifici molto semplici, di forma ovale, con pareti di argilla, paglia e canne, e il tetto sostenuto da pali di legno infissi nel tufo. Tra queste capanne, nell’angolo sud-occidentale del colle chiamato Cermalus, si trovava la Casa Romuli. Il Museo Palatino espone un modellino della capanna A del Cermalus, ricostruito da Alberto Davico nel 1950 basandosi su tracce archeologiche e urne a capanna rinvenute in Etruria e Lazio.

Epoca Repubblicana: La Residenza della Classe Dirigente

In epoca repubblicana il Palatino fu sede di vari culti, tra cui quello della Magna Mater (Cibele), introdotto dall'Asia Minore durante la seconda guerra punica. Divenne anche la sede delle abitazioni della classe dirigente romana. Tra i personaggi illustri che vi abitarono si annoverano Marco Valerio Massimo, Gneo Ottavio, Tiberio Sempronio Gracco, Marco Fulvio Flacco, Marco Livio Druso, Cicerone e suo fratello Quinto, Tito Annio Milone, Quinto Ortensio Ortalo (la cui casa fu poi acquistata da Augusto), Marco Antonio e Tiberio Claudio Nerone, padre di Tiberio.

Sotto la Domus Flavia sono stati trovati resti di numerose case repubblicane, tra cui spiccano la Casa dei Grifi e l'Aula Isiaca, decorate da importanti affreschi. La Casa dei Grifi, con le sue pitture tra le rare testimonianze del "secondo stile iniziale" a Roma, presenta pareti decorate con prospettive architettoniche e pavimenti a mosaico con cubi prospettici. Questa è considerata l'esempio di casa di epoca repubblicana meglio conservato a Roma.

Periodo Imperiale: Il Palatino come Sede del Potere

L'avvenimento fondamentale per la storia del colle fu la scelta di Augusto, nato qui nel 63 a.C., di stabilirvi la sua residenza. Acquistando prima la casa di Ortensio e poi ampliando la proprietà con abitazioni vicine, la Casa di Augusto si trovava sull'angolo sud-occidentale della collina, accanto alla leggendaria Casa di Romolo. Questa scelta aveva una forte motivazione politica, collegando idealmente il nuovo princeps alle fasi più antiche della città.

La Casa di Augusto, e l'attigua Casa di Livia (in realtà una casa di età repubblicana), riportano ancora oggi splendide pitture parietali del I secolo a.C. La residenza di Augusto non aveva nulla di monumentale, riflettendo il carattere modesto del suo proprietario, come raccontato da Svetonio. L'innovazione risiedeva nel collegamento tramite passaggi interni con l'adiacente Tempio di Apollo Palatino (inaugurato nel 28 a.C.) e con il sacello di Vesta, conferendo un forte legame con il sacro.

Planimetria della Casa di Livia e della Casa di Augusto sul Palatino

I Palazzi degli Imperatori

Da Augusto in poi, divenne naturale per gli imperatori risiedere sul Palatino. Sorsero così, uno dopo l'altro, i palazzi imperiali:

  • La Domus Tiberiana, il primo palazzo imperiale sul Palatino, costruita dall'Imperatore Tiberio e ampliata da Caligola. Si trova sul lato occidentale del colle, tra il tempio della Magna Mater e le pendici del Foro Romano. È ancora in parte da indagare, con intricati piani inferiori che inglobano resti di case aristocratiche repubblicane.
  • La Domus Transitoria e una parte della Domus Aurea di Nerone, che arrivava a estendersi fino a qui.
  • I palazzi dei Flavi: la Domus Flavia e la Domus Augustana. La Domus Flavia, la parte "pubblica" del palazzo di Domiziano (costruito dall'architetto Rabirio tra l'81 e il 96 d.C.), ospitava l'Aula Regia per udienze e incontri ufficiali, la Basilica e la Cenatio Iovis, la sontuosa sala da pranzo dell'imperatore. La Domus Augustana era la "zona privata" dell'imperatore.
  • La Domus Severiana e il Settizonio di Settimio Severo. La Domus Severiana si estende a sud-est dello Stadio Palatino nella Domus Augustana. Oggi se ne ammirano solo le imponenti sostruzioni in laterizio, che creavano una piattaforma artificiale con una vista magnifica sull'Aventino, il Circo Massimo, le Terme di Caracalla e il Celio. Il Settizonio era una possente facciata di un ninfeo, che richiamava una scena teatrale.

Alla fine dell'età imperiale, la collina era un susseguirsi di edifici imperiali e giardini, formando un unico grande complesso ad uso degli imperatori. Da allora la parola "Palatium" iniziò a indicare il "palazzo" per eccellenza, prima come residenza imperiale e poi come nome comune in tutte le lingue europee.

Il Palatino - Alberto Angela

San Cesareo in Palatio

Tra il 375 e il 379 d.C., le spoglie mortali di San Cesareo diacono e martire di Terracina furono traslate, con l'assistenza di papa Damaso, nella Domus Augustana, sul sito dell'odierna Villa Mills. All'interno di questo palazzo imperiale fu eretto un oratorio in onore del martire, chiamato "San Cesareo in Palatio", dove venivano esposte le immagini che i nuovi imperatori eletti a Bisanzio mandavano a Roma.

Epoca Medievale e Moderna: Dagli Horti Farnesiani agli Scavi Archeologici

Dal XVI secolo, il colle fu proprietà della famiglia Farnese e fu occupato dagli Horti Palatini Farnesiorum (Giardini), tuttora in parte conservati sopra i resti della Domus Tiberiana. Questi giardini erano un luogo per la meditazione e l'intrattenimento, e rappresentavano uno strumento di affermazione della famiglia Farnese, che con Paolo III aveva raggiunto il soglio pontificio.

Incisione del XVII secolo che mostra gli Horti Farnesiani sul Palatino

La Villa Stati Mattei e Villa Mills

Tra la Domus Flavia e lo Stadio, fin dal Cinquecento si installò una villa Stati Mattei, acquistata poi attorno al 1830 dallo scozzese Charles Mills, che la trasformò in un villino neogotico (Villa Mills). Questa villa fu quasi interamente demolita tra gli anni '20 e '30 del '900 da Alfonso Bartoli per far posto agli scavi. L'unica sezione rimanente della villa rinascimentale è la piccola Loggia Mattei, decorata da Baldassarre Peruzzi o dalla sua bottega, ancora visitabile.

Chiese e Confraternite

Tra i complessi più importanti dell'epoca medievale e moderna, si ricorda la chiesa di San Sebastiano, costruita probabilmente nel X secolo nel luogo del martirio del santo. Subì un importante restauro nel 1630 ad opera della famiglia Barberini. Più tardo è il convento di San Bonaventura al Palatino, fondato dal beato Bonaventura da Barcellona nel 1675 sulle rovine di una cisterna dell'acquedotto Claudio.

Gli Scavi Archeologici e il Museo Palatino

Gli scavi archeologici intensivi della zona iniziarono nel XVIII secolo e culminarono alla fine del XIX secolo, dopo la proclamazione di Roma capitale del Regno d'Italia. Le scoperte sono continuate per tutto il XX secolo, come la Casa di Augusto, e il XXI, con il recentissimo rinvenimento di un ambiente sotterraneo, forse il Lupercale. Resta completamente da scavare il palazzo di Tiberio, sotto i giardini farnesiani.

L'edificio che oggi ospita il Museo Palatino è parte della struttura fatta costruire dalle monache della Visitazione nel 1868 come convento, e poi trasformato in Museo da Bartoli per conservare i materiali che gli scavi man mano stavano riportando alla luce. All'interno dell'Antiquarium del Palatino si possono ammirare ricostruzioni di abitazioni e manufatti recuperati dagli scavi, risalenti all'età repubblicana, augustea e imperiale.

Un Percorso nella Storia

Il Palatino, parte fondamentale del Parco Archeologico del Colosseo assieme al Foro Romano e alla Domus Aurea, offre un percorso affascinante attraverso la storia di Roma. La posizione dominante di questo pianoro permette di avere scorci suggestivi della città, con belvedere che affacciano sulla valle del Circo Massimo e sulla valle del Colosseo e dei Fori.

Il Palatino - Alberto Angela

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