L'Abbazia Santa Anastasia, un gioiello incastonato nel cuore della Sicilia, racconta un
migliaio d'anni di storia, testimoniando un'evoluzione che va dalle sue radici medievali fino a una rinascita contemporanea all'insegna della sostenibilità e dell'eccellenza vitivinicola. Immersa nel borgo medievale di Castelbuono, nelle Madonie, tra boschi, colline, vigneti e uliveti, l'Abbazia si affaccia su un mare di un azzurro intenso da cui si scrutano le Eolie, circondata da montagne e da un orizzonte ugualmente abbagliante.

Le Radici Medievali: Dalla Fondazione alla Viticoltura Benedettina
Le origini dell'attuale Abbazia Santa Anastasia risalgono al XII secolo. La sua prima pietra fu posta per volontà del Conte normanno Ruggero d'Altavilla (Roger de Hauteville) intorno al 1100. Nello stesso spazio della corte, sorge una Chiesa medievale, fondata insieme al complesso nello stesso periodo.
Successivamente, nella prestigiosa Abbazia si insediarono per secoli i Monaci Benedettini, ai quali si devono le prime forme di viticoltura e tecniche di vinificazione nella zona, come testimoniano gli affascinanti locali dell’ex palmento e della bottaia. Sul terreno circostante alla tenuta furono piantate viti, alberi da frutta, olivi e cereali, e ben presto il vino fu molto richiesto dalle mense e cantine di vescovi e baroni locali.
Dell’Abbazia e della Chiesa Medievale si parla in diversi documenti storici, tra cui spicca per la sua importanza la Bolla di Papa Eugenio III del 24 Febbraio 1151. Il nome dell'Abbazia è legato alla tradizione medioevale e deriva da Santa Anastasia, la martire del primo secolo cristiano; un nome che, etimologicamente, significa "Resurrezione", presagio di future rinascite.

Tra Declino, Riscoperta e Nuove Fioriture
L’Abbazia è stata un centro di interesse culturale e lavorativo per l’intera area madonita fino alla fondazione della città di Castelbuono, momento in cui i monaci abbandonarono la struttura. In seguito, tutto cadde in rovina, e le contrade si svuotarono. Il declino della tenuta iniziò nel XIV secolo.
Fu dopo l’Unità d'Italia che l’area visse un periodo di lustro, ponendosi come emblema dell’industria agraria grazie alla famiglia del Barone Turrisi-Colonna. In quel periodo, stagione dopo stagione, i vigorosi vigneti di Santa Anastasia iniziarono a produrre vini di qualità, recuperando le tradizioni dei monaci e i vini apprezzati dalle più importanti mense baronali e vescovili di Sicilia.
Dopo questo periodo di rinnovato splendore, la tenuta tornò ad essere abbandonata e inselvatichita, in attesa di una nuova riscoperta che avvenne solo negli anni '80 del secolo scorso.

L'Era Moderna: La Visione di Francesco Lena e la Rinascita Vitivinicola
La vera e propria rinascita dell'Abbazia Santa Anastasia si concretizzò negli anni '80, grazie alla visione e all'investimento dell'ingegnere e imprenditore edile Francesco Lena. Uomo energico e deciso, Lena si innamorò del luogo e decise di realizzare un progetto di viticoltura che fungesse da modello per la regione. Acquisì i terreni e i fondi circostanti (che si estendono per circa 400-500 ettari), operando una notevole valorizzazione dei vigneti e ricercando le tecnologie più moderne, orientandosi sull’esempio dei grandi produttori francesi.
Per questo ambizioso progetto, Lena si avvalse della collaborazione di nomi importanti della storia dell’enologia italiana. Nel 1994, il maestro Giacomo Tachis, enologo che ebbe un ruolo decisivo nella creazione di vini come il Sassicaia e il Tignanello, visitò Abbazia Santa Anastasia, valutò i vigneti e le strutture della cantina, decidendo di firmare i vini prodotti. La sua presenza contribuì ad attirare l’interesse generale del panorama vitivinicolo nazionale e internazionale. A Tachis seguì un altro riconosciuto maestro dell’enologia mondiale, Riccardo Cotarella, che firmò undici vendemmie, affermando ogni singola etichetta di Abbazia Santa Anastasia tra le più prestigiose sul palcoscenico internazionale. Presero vita gli attuali vigneti ed oliveti, con una cantina ristrutturata e ampliata agli inizi degli anni 2000, dotata di moderne e sofisticate attrezzature enologiche.
Wedding in Sicily | Abbazia Santa Anastasia. Castelbuono, Italy. Full Movie
Tuttavia, il percorso della rinascita non fu esente da sfide estreme. Dopo anni di gestione giudiziaria, l'azienda fu restituita a Franco Lena in uno stato di "dissoluzione": buona parte dei vigneti erano stati distrutti, la rete di vendita e il portafoglio clienti erano irrimediabilmente persi, la produzione di olio dagli uliveti era cessata e il resort, realizzato ristrutturando l'abbazia, era stato lasciato senza manutenzione. Questa fase rappresentò un "paradiso perduto", ma la determinazione di Lena e della sua famiglia ha permesso di intraprendere un arduo percorso di ricostruzione e rilancio.
Oggi, i 50 Ha di vigneto e 30 Ha di oliveto a conduzione bio e biodinamica sono inseriti in un corpo aziendale di oltre 500 Ha, costituiti da sugherete e macchia mediterranea, all'interno del comprensorio generale di grande pregio naturalistico del Parco delle Madonie, in cui non esistono coltivazioni che richiedano trattamenti chimici. L'azienda si è anche impegnata nella produzione di energia solare, rafforzando la sua filosofia ecologica.

Abbazia Santa Anastasia Oggi: Un Eco-Resort tra Storia, Natura e Sostenibilità
L'Abbazia Santa Anastasia oggi è un eco-resort e relais di charme a 5 stelle, sapientemente ristrutturato e aperto in tutta la sua magnificenza nel 2000, con la ristrutturazione seguita dall'architetto Paola Moriconi. Grazie a uno scrupoloso lavoro di restauro conservativo, che ha riportato agli antichi splendori le contrade un tempo abbandonate e inselvatichite, il complesso è diventato un punto di riferimento per chi desidera un soggiorno scandito dai ritmi della natura. L'amore per i doni della terra, come il vino e l'olio, ha indotto la famiglia Lena a coniugare i principi della sostenibilità ambientale con il progetto imprenditoriale, rendendo l'Abbazia non solo un polo di eccellenza vitivinicola, ma anche una struttura ricettiva di pregio, capace di garantire comfort nel pieno rispetto dell'ambiente circostante.
Il rispetto per la Natura è il vero cardine della filosofia di Abbazia Santa Anastasia, una storia volta alla costituzione di una riserva privata interamente eco-sostenibile. L'azienda agricola è vocata interamente al biologico e biodinamico, eliminando qualsiasi sostanza chimica, per valorizzare le specie autoctone e promuovere lo sviluppo enologico nel rispetto dell'ambiente.
All’interno di Abbazia Santa Anastasia, proprio nello spazio della corte, la Chiesa medievale continua a essere una testimonianza della storia e della religiosità del luogo. Qui rivive lo charme dell’antico, avvolto dalla bellezza della natura, per celebrare gli appuntamenti più importanti dell'anno liturgico, consentendo un raccoglimento che amplifica la spiritualità della celebrazione.
Gli ospiti possono vivere un'esperienza totalizzante, immersi nel cuore della Sicilia, dove qualità e sostenibilità si coniugano con l'arte dell'ospitalità. Le eccellenze prodotte includono vino, olio e ortaggi, con la possibilità di partecipare a cooking class guidate dallo Chef Alessandro Battaglia, selezionando e raccogliendo materie prime dagli orti. La raccolta delle olive e la vendemmia rappresentano non solo momenti topici, ma vere esperienze che coinvolgono gli ospiti all’insegna dell’enoturismo. I percorsi naturali si diramano nell’immenso parco di 450 ettari, garantendo sicurezza e riservatezza per lunghe escursioni a piedi, in bici o a cavallo, respirando la libertà della natura più recondita della Sicilia.
