Il centro storico di Corigliano si erge su una collina a 207 metri s.l.m., sui primi contrafforti della Sila Greca. Il territorio, la cui superficie complessiva è di 196 km², è caratterizzato da un'ampia pianura che si estende per circa 12 km lungo la costa del Mar Jonio a nord. Una fascia collinare collega il centro storico a Piana Caruso, mentre a ovest il fiume Crati e a est il torrente Cino segnano i confini naturali. I comuni confinanti includono Rossano, Longobucco, Acri, San Giorgio Albanese, San Cosmo Albanese e San Demetrio Corone.

Le Origini Storiche di Corigliano
La storia della città ha inizio nel 977, quando, a seguito di un'incursione di orde arabe provenienti dalla Sicilia, gli abitanti del borgo di San Mauro furono costretti a spostarsi. Nacque così sul colle detto "Serratore" il primo nucleo del centro urbano di Corigliano. In questo periodo vennero edificate le prime case e le prime chiesette, tra cui Santa Venere, San Basilio, San Nicola e San Pietro.
Monumenti Architettonici nel Corso dei Secoli
Nel corso dei secoli, Corigliano si è arricchita di numerosi monumenti architettonici di notevole pregio:
- Chiesa di Santa Maria della Platea (o Santa Maria Maggiore), risalente al 1000 circa.
- Chiesa di San Pietro (1080).
- Chiesa di San Marco (1100), situata al Pendino.
- Monastero di Santa Maria di Valle Josaphat (1110).
- Abbazia di Santa Maria de Ligno Crucis (1185), situata in Contrada Lìgoni.
- Convento dei Francescani Minori Conventuali (circa 1220, in Contrada Pendino; dal 1450 sulla collina dove sorge il nuovo convento con annessa la Chiesa di San Antonio).
- Convento dei Carmelitani (1295, ricostruito nel 1493 con la chiesa annessa).
- Ponte Canale (1478).
- Convento e Chiesa di San Francesco di Paola (1496).
- Palazzo di San Mauro (1515).
- Convento dei Cappuccini e Chiesa di Sant'Anna (1582).
- Torre del Cupo (1601).
- Convento Ospedale dei Fatebenefratelli (1604).
- Monastero delle Clarisse (1630).
- Convento e Chiesa dei Domenicani (1646).
- Chiesa di Schiavonea (1649).
- Cappella di Sant'Agostino, in un'ala del Castello (1650).
- Convento dei Francescani Riformati e Chiesa di San Vito.

La Vita Politica, Sociale e Culturale
La vita politica, sociale e culturale di Corigliano si è svolta per secoli nel suo centro storico. La città ha dato i natali a illustri giuristi come Giovanni Marco Aquilino (1550?-1610?), Luigi Palma (1837-1899), Domenico Persiani (1837-1918) e Costantino Mortati (1891-1985), che hanno esercitato un'influenza notevole nel mondo della giurisprudenza nazionale. Poeti come Girolamo Garopoli (1606-1678), Francesco Maradea (1865-1941) e Costabile Guidi (1890-1971) sono state voci genuine e profonde, ammirate anche fuori dai confini del Meridione.
Numerosi sono i nomi che si sono affermati nel corso dei secoli in campo nazionale e internazionale, tra cui Tommaso Bonparola (medicina), Alfonso Compagna (Ingegnere esperto sui problemi delle Ferrovie Italiane), Italo Dragosei (giornalista e scrittore), Giorgio Florita (Vice Comandante della Polizia in Italia), Girolamo Garopoli (poeta epico), Costabile Guidi (giornalista-poeta-scrittore) e Pasquale Leonetti (latinista e autore di grammatiche di italiano e latino per le scuole medie inferiori).
A partire dal 1960, tuttavia, il centro storico ha iniziato a essere gradualmente abbandonato.
L'Abbazia di Santa Maria del Patire (o Patirion)
L'Abbazia di Santa Maria del Patire (o Patirion) fu fondata intorno al 1095 dal monaco Bartolomeo di Simeri. In epoca normanna divenne uno dei più ricchi e rinomati monasteri dell'Italia Meridionale, possedendo una ricca biblioteca e uno scriptorium dove monaci amanuensi trascrivevano antichi codici.
Dal XV secolo, l'Abbazia conobbe un lungo periodo di decadimento, finché nel 1809 venne soppressa dai francesi. La chiesa presenta una pianta basilicale latino-normanna con tre absidi rivolte a est. La navata centrale, caratterizzata dal tetto ligneo a capriate, è divisa dalle due laterali da quattro ordini di arcate a sesto acuto poggianti su colonne a base ionica, prive di capitelli. Il presbiterio è delimitato da quattro pilastri con rispettive colonne decorative con capitello corinzio, probabilmente provenienti dalle rovine dell'antica Thurio.
L'antico pavimento a mosaico, risalente al XII secolo e solo in parte conservato, raffigura figure di animali reali e mitologici. Si conservano inoltre un crocifisso ligneo del XVII secolo e l'effigie della Madonna del Patire del XIX secolo.
All'esterno, le ampie arcate residue conducono al chiostro e ai ruderi dell'antico monastero. La facciata è stata ampiamente rimaneggiata: delle antiche tre porte maggiori, oggi rimane solo quella centrale, incorniciata da colonne antiche. Il rosone centrale è moderno, mentre quello murato al vertice della cuspide sembra più antico.

L'Abbazia di Santa Maria della Sambucina
Santa Maria della Sambucina, comunemente chiamata "Sambucina", era un'abbazia situata nella Presila Cosentina, nelle vicinanze della cittadina di Luzzi, in Calabria. La data di fondazione dell'abbazia è ancora oggetto di dibattito tra gli studiosi. L'opinione prevalente è che il monastero sia stato fondato nel 1087 da una comunità di Benedettini guidata da Sigismondo, sebbene manchi una documentazione certa.
Successivamente, nel 1141, l'abbazia fu concessa da Goffredo di Loritello, conte di Catanzaro e cugino del re Ruggero II di Sicilia, ai Cistercensi. Essi la ricostruirono, stabilendovi il primo nucleo dell'Ordine nel Regno Normanno. L'importanza della Sambucina è legata all'autorizzazione papale a fondare case filiali ovunque.
La Sambucina fu distrutta da un violento terremoto nel 1184 e successivamente ricostruita con l'aiuto dei cistercensi di Casamari. Nel 1569 una disastrosa frana distrusse parte della chiesa. Un'epigrafe posta sul portale della chiesa testimonia lavori di restauro eseguiti nel 1625.
Nel corso del XVII secolo, tuttavia, la Calabria fu colpita da disastrosi terremoti che interessarono anche la Sambucina. Un primo violento sisma nel 1731 provocò danni parzialmente riparati nel 1733, mentre danni maggiori si verificarono con il terremoto del 1783.
Abbazia Santa Maria del PATIRE chiusa per gruppo turisti calabresi
tags: #abbazia #ligno #crucis #corigliano #calabro